Form di ricerca

Comunicati stampa 2020

Comunicati Stampa

Il Rettore, Cupertino,“la nuova offerta formativa è la sintesi di un continuo dialogo con il territorio e le sue esigenze.” Il Presidente della Puglia, Emiliano,“Il Politecnico fa parte di quella 'Rivoluzione Pugliese', avviata 20 anni fa”. Il Presidente di Confindustria, Fontana al rettore: “dateci più laureati”. Il vice sindaco Di Sciascio,“Oggi si sta costruendo un futuro vero, una ricchezza, una opportunità per i nostri giovani”

 

Bari, 5 settembre 2022 – Formazione e innovazione, sono facce della stessa medaglia che però fanno salire il Politecnico di Bari sul podio nazionale dell'occupazione: il 96,5% trova lavoro a cinque anni dalla laurea magistrale (fonte Almalaurea) oppure, sul piano della ricerca e innovazione, consente al Poliba di essere Hub nazionale per gli scenari energetici del futuro con il progetto “NEST – Network 4 Energy Sustainable Transition”.

Formazione dunque, indispensabile per alimentare la ricerca, l'innovazione. La formazione, con un occhio alla tradizione, all'insegna della qualità, sono gli elementi che caratterizzano l'arricchita offerta formativa del Politecnico per il prossimo anno accademico 2022-23. Le novità, e più in generale l'intera offerta formativa, è stata presentata questa mattina dal Rettore, Francesco Cupertino e dai Direttori di Dipartimento: Giuseppe Carbone, Leonardo Damiani, Carlo Moccia, Tommaso Di Noia (in vece di Gennaro Boggia), Pietro Di Palma per il Dottorato, in una apposita conferenza stampa tenutasi presso il rettorato. 

Il rettore ha tenuto a sottolineare, in apertura, che “la nuova offerta formativa è la sintesi di un continuo rapporto e dialogo con il territorio e le sue esigenze. Il Poliba ha seguito negli ultimi anni l'evoluzione regionale: da una vocazione tipicamente agricola, alla meccanica di precisione, all'automotive, all'aerospazio, ai nuovi servizi digitali per le aziende. E il filo conduttore della nuova offerta didattica guarda, in questo parallelismo, al potenziamento dei laboratori, alla didattica laboratoriale, al digitale, alla contaminazione dei saperi per un nuovo effetto di crescita del nostro ateneo sul territorio. Obiettivo del Politecnico è quello di diventare centro di riferimento nel Mediterraneo per attrarre giovani talenti in Puglia”. Sono seguite le presentazioni dei direttori. Ai 10 corsi di laurea triennali, 12 magistrali, 1 magistrale a ciclo unico e 6 dottorati si aggiungeranno da quest’anno nuovi corsi di studio. Le novità, è sono di rilievo, riguardano principalmente il settore dell'ingegneria, ma non solo. Nella nuova offerta didattica troverà spazio il corso di laurea triennale in “Ingegneria Elettronica e delle Tecnologie Internet” (dipartimento DEI) con l'obiettivo di fornire agli studenti una solida competenza, di base e metodologica, in tutti i settori fondanti dell'ingegneria elettronica e delle tecnologie internet, consentendo di comprendere i principi di funzionamento dei sistemi elettronici e di telecomunicazioni. La novità in assoluto è rappresentata dal corso di laurea magistrale in “Trasformazione Digitale” (dipartimento DEI) che si propone di formare professionisti capaci di guidare la trasformazione digitale in ogni settore, con particolare riferimento ad ambiti non IT. Il corso, aperto anche a chi possiede una formazione umanistica, vuol diventare una cerniera tra formazione no STEM e esigenze aziendali. L'altra novità è costituita dal corso di laurea magistrale di grande attualità in “Ingegneria Energetica” (dipartimento DMMM) in coo-partecipazione con l'Università del Salento. Il corso ha come obiettivo la formazione di ingegneri capaci di impiegare le tecnologie di produzione e utilizzo dell'energia, nelle sue diverse forme, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili e all'idrogeno, alla gestione sostenibile delle infrastrutture energetiche. Infine per il settore dell'ingegneria civile-ambientale, il corso magistrale in “Ingegneria della gestione delle Infrastrutture Civili”.  Erogato dal dipartimento DICATECh, il corso si pone l'obiettivo di formare figure professionali innovative capaci di gestire la complessità di progetti di infrastrutture civili in tutte le fasi: ideazione,progettazione, costruzione, manutenzione e gestione.

Alla tradizionale offerta formativa di primo e secondo livello si aggiungono due dottorati di Ricerca. Di grande rilievo è quello nazionale in “Sistemi autonomi”(dipartimento DEI) che vede nelle applicazioni autonome robotizzate importanti prospettive di sviluppo in più campi e il dottorato in “Ingegneria per la sostenibilità e la sicurezza delle costruzioni civili e industriali” realizzato con l'Università del Salento e l'Istituto per le tecnologie della costruzione del CNR. I dottorati di ricerca del Politecnico, rappresentano un ponte con l'industria e termometro sulla qualità della formazione. Qui il Poliba ha visto un significativo incremento: si è passati dai quattro iniziali della fondazione a sei di tre anni fa, a otto di oggi per un totale di circa 120 borse di studio in atto.

Parole di elogio sul Poliba e sul suo costante lavoro sono state espresse dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, appositamente intervenuto. “Il Politecnico fa parte di quella 'Rivoluzione Pugliese', avviata 20 anni fa con la politica che venne proprio al Politecnico a lezione per fare formazione ai propri dirigenti e che, con una assonanza forte e con capacità straordinaria, ha dato continuità a quell'atto rivoluzionario”.

Alla presentazione della nuova offerta didattica non ha fatto mancare la sua presenza il Presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana che ha tenuto a sottolineare “la collaborazione forte, fortissima con il Politecnico sostenuto anche economicamente con le proprie aziende”. Fontana ha apprezzato il lavoro del Placement del Poliba “nell'opera di collegamento di tra ateneo e industrie” e ha chiesto al rettore ancora più laureati.

Oggi si sta costruendo un futuro vero, una opportunità per i nostri giovani - ha sottolineato il vice sindaco di Bari, Eugenio Di Sciascio. Il Politecnico è una ricchezza per il nostro territorio che va fatto capire ancor più alle famiglie.

 

 

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Alla presentazione alla stampa del Rettore, Francesco Cupertino anche il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, il vice-Sindaco di Bari, Eugenio Di Sciascio

 

Bari, 2 settembre 2022 – In prossimità dell'inizio del nuovo anno accademico 2022-2023 (1° ottobre), il Politecnico di Bari, unico nel centro-sud, presenterà lunedì, 5 settembre, ore 10,00, in una apposita conferenza stampa, la nuova offerta formativa che lo caratterizzerà nel prossimo futuro accademico e che si rifletterà nelle scelte degli studenti neo-diplomati alla scelta degli studi universitari.

La variegata offerta, includerà numerosi corsi di studio legati ai settori dell'ingegneria industriale, civile, dell'informazione, ma anche dell'architettura e del design secondo i percorsi formativi previsti dalle lauree triennali o di primo livello, magistrali e specialistiche, dei dottorati di ricerca.

La conferenza stampa, in programma presso la sede del rettorato (sala delle videoconferenze), via Amendola, 126/b, sarà tenuta dal Rettore, Francesco Cupertino con la partecipazione dei Direttori di Dipartimento: Giuseppe Carbone(Dipartimento di Meccanica, Matematica, Management); Leonardo Damiani(Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio Edile e di Chimica); Carlo Moccia (Dipartimento di Ingegneria Civile e dell'Architettura); Vito Puliafito, in vece di Gennaro Boggia, (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione); Pietro De Palma, Direttore della Scuola di Dottorato di Ricerca del Poliba. 

Alla conferenza stampa hanno confermato la partecipazione: il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, il vice-Sindaco di Bari, Eugenio Di Sciascio.

 

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Bari, 20 luglio 2022 – La cultura della pietra, della forma che diventa simbolo, è parte integrante e soprattutto autentica della Puglia. Il Politecnico di Bari, con il Dipartimento dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR) da tempo è impegnato nel fornire ai suoi studenti gli strumenti per comprenderla, apprezzarla e rinnovarla attraverso la disciplina architettonica. 

Su tema della pietra, il corso di Progettazione Architettonica IV di architettura, anno accademico 2021/2022, ha focalizzato le sue attenzioni, con particolare riferimento alle cave di Apricena, individuate come luogo simbolo. La Puglia, come noto, è il secondo bacino estrattivo italiano e Apricena, con le sue tipologie:bronzetto, serpeggiante, filetto rosso, è il più importante centro dopo Carrara.

Dalle caratteristiche del bacino estrattivo dauno sono partite visioni, ragionamenti, esperimenti, progetti appunto, che evidenziano il valore di luoghi aridi e desolati come le cave abbandonate, immaginando di rigenerarle attraverso la disciplina architettonica. Lo scopo è stato soprattutto quello di far riflettere sul tema dell’utilizzo del materiale lapideo, di scarto e non, per dare nuova vita a luoghi che si presentano quasi come “ferite” nel territorio pugliese. Le cave diventano così alberghi, centri sportivi, teatri, spazi di coworking e musei che animano il territorio e gli conferiscono un rinnovato valore nel rispetto della pietra di Apricena, che resta assoluta protagonista, seppur declinata in molteplici modi.

Le “visioni” studentesche che hanno coinvolto 25 studenti, 2 dottorandi e 1 assegnista di ricerca, coordinati dal prof. Giuseppe Fallacara, titolare della cattedra, hanno trovato forma e spazio in dieci progetti nella mostra, appunto, “Quarry Visions”. 

La mostra sarà presentata e aperta al pubblico sabato, 23 luglio, ore 10,00, ad Apricena presso la Casa del Cultura della città, Palazzo Paolicelli.  

L’evento, realizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Bellezza del Comune di Apricena e Stilmarmo, prevede l’installazione, all'interno dell'edificio, di dieci totem triangolari, con gli elaborati grafici e testuali, la proiezione del video riassuntivo degli esiti del Laboratorio di Progettazione, la presentazione del relativo libro, “Quarry Visions” 

Il programma della giornata prevede gli interventi di: Antonio Potenza (Sindaco di Apricena), Raffaella Piemontese (Vice Presidente della Regione Puglia), Anna Maria Torelli (Assessore alla cultura), Francesco Cupertino (Rettore del Politecnico di Bari), Alfonso Masselli (Relazioni Esterne di Stilmarmo), Giuseppe Fallacara (Politecnico di Bari), Annalinda Neglia (Politecnico di Bari), Anthony Caradonna (NYIT), Maurizio Barberio (Politecnico di Bari), Micaela Colella (Politecnico di Bari), Ilaria Cavaliere (Politecnico di Bari), Dario Costantino (Politecnico di Bari), Alessandro Angione (Politecnico di Bari).

 

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Bari, 18 luglio 2022 - Innovare la formazione di base degli allievi Normali Marescialli con l'obiettivo di coniugare i percorsi formativi universitari alle esigenze della Marina Militare. 

Con questo spirito (12 luglio) il Rettore del Politecnico, Francesco Cupertino ha visitato la Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto. Accolto e accompagnato dal Comandante dell'Istituto di Formazione, Contrammiraglio, Andrea Petroni il Politecnico di Bari e la Marina Militare hanno voluto sottolineare, attraverso i loro rappresentanti, l'unità di intenti tra la Forza Armata e l'ateneo tecnico-scientifico pugliese, teso a innovare l'offerta formativa rivolta ai futuri Marescialli Tecnici Specialisti del Sistema di Piattaforma. 

Sulle orme dell'Accordo Quadro stipulato tra la Marina Militare e il Politecnico di Bari lo scorso 22 giugno a Roma – è stato ricordato - continua il dialogo tra le due Istituzioni volto a formulare un nuovo iter di studi a carattere ingegneristico per venire incontro all'esigenza di formare personale tecnico della Marina. Formazione e personale qualificato sono indispensabili a gestire, condurre e manutenere adeguatamente gli impianti di propulsione, scafo ed energia a bordo dei mezzi della flotta della Marina Militare, sempre più innovativi e caratterizzati da un altissimo contenuto tecnologico. 

In occasione del cordiale incontro sono state valutate alcune linee d'azione per ampliare, non solo l'offerta formativa accademica per i futuri tecnici Marescialli ma anche per i giovani studenti civili che vi volessero accedere.

 

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Il progetto supera tutte le fasi di selezione e viene promosso a pieni voti all’intero finanziamento richiesto: 18 milioni di euro. Il Centro consentirà elevata innovazione: dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione al consumo di cereali e legumi. Sede: sarà restaurato il complesso immobiliare ex “Molini e Pastifici Basile” di proprietà Casillo SpA. Tre anni per la realizzazione. Coinvolti nel progetto, coordinato dal Poliba, sette partner pubblici-privati. Inizio lavori, entro il corrente anno

Bari, 13 luglio 2022 – Il cammino è stato lungo, la selezione ferrea. 264 proposte progettuali per l’Italia del sud, isole comprese, venivano contabilizzate il 13 novembre 2021 dall'Agenzia per la Coesione Territoriale, agenzia vigilata direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per il Sud con l'obiettivo di sostenere progetti per lo sviluppo e la coesione territoriale. Ai nastri di partenza figuravano i progetti pubblico-privati che avevano risposto al bando nazionale per la candidatura al finanziamento PNRR su “interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno”. Budget complessivo assegnato: 350 milioni di euro. 

Le idee progettuali venivano sottoposte ad una prima valutazione e il 30 dicembre  dello stesso anno l’Agenzia comunicava quelle idonee alla seconda fase: il progetto. Il numero si assottigliava a 171. 93, poco più del 35% venivano escluse al primo step. Successivamente, altre 25 candidature (circa il 9%) rinunciavano alla consegna dei progetti e sul tavolo della valutazione finale dell’Agenzia ne restavano 146 (55%). 
Il 25 giugno l’Agenzia per la Coesione Territoriale rendeva nota la graduatoria dei progetti con relativi punteggi attribuiti ad ognuno. Seguiva la graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento secondo i punteggi acquisiti. 27 proposte (10%) venivano dichiarate vincitrici per tutto il Sud, ma di queste, solo 7 (meno del 3%) trovavano riconoscimento pieno con l’attribuzione completa della somma di finanziamento richiesta, così come proposta nel progetto. 

Il progetto, i partner. “Agrifood Hub” è uno dei 7. Valore richiesto e finanziato: 18 milioni di euro. L’iniziativa, vede capofila il Politecnico di Bari e il coinvolgimento di sette partner: Molino Casillo S.p.A., Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Università del Salento, Federazione Regionale Coldiretti Puglia, Istituto di Istruzione Superiore “A.Oriani-L.Tandoi”, Comune di Corato, Bonifiche Ferraresi S.p.A.

Il progetto, realizzerà nei tre anni indicati, a Corato (BA) un Innovation Hub, denominato “Agrifood Hub” che permetterà l’alta formazione specialistica nel settore agroalimentare. Il centro consentirà una elevata innovazione in tutte le attività inerenti la produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione, conservazione e consumo di cereali e legumi.

L’Hub diventerà un punto di riferimento, nazionale e internazionale, di collaborazione tra il mondo dell’impresa e quello accademico, orientato a conferire ai settori produttivi interessati (settore primario e industria alimentare cerealicoli) strumenti di innovazione e incremento della competitività, superando le barriere all’investimento in ricerca e sviluppo che si verificano a livello di singola impresa. 

Il Centro di ricerca, sviluppo e alta formazione Agrifood Hub con annesso centro congressi, sarà ubicato presso il complesso immobiliare ex “Molini e Pastifici Basile” di proprietà del partner Molino Casillo SpA. Il progetto prevede il risanamento e il recupero dell’antico sito composto da tre edifici: il mulino, il pastificio, l'edificio ottocentesco.

La forte valenza innovativa del progetto, sul piano delle attività di ricerca, sperimentazione, formazione e orientamento al lavoro, si coniuga con l’obiettivo di operare in continuità con la tradizione territoriale della industria molitoria, anche attraverso il recupero e valorizzazione delle strutture produttive che la caratterizzano. L’iniziativa si candida come progetto-faro, capace di essere replicato in altri settori cruciali della tradizione agroalimentare e manifatturiera italiana.

Le Accademie. Le attività di ricerca e formazione si articoleranno su Quattro Accademie. 

L’Accademia per l’agricoltura sostenibile e di precisione avrà la funzione di innovare la fase produttiva di grano e legumi con l’introduzione della robotica, dell’impiego di veicoli a guida autonoma, l’adozione di tecnologie per l’agricoltura di precisione, la diagnostica continua in grado di individuare precocemente o di prevedere l’insorgenza di fitopatie che affliggono le colture. 
L’Accademia della tecnica molitoria avrà la funzione di valorizzare la storia e la cultura legate ai territori in cui i prodotti cerealicoli vengono coltivati e trasformati, con una particolare attenzione alle proprietà salutistiche e agli usi dei prodotti cerealicoli in una alimentazione sana ed equilibrata. 
L’Accademia della panificazione e della pastificazione avrà la funzione di promuovere l’adozione delle tecnologie abilitanti nella produzione di pane, pasta, dolci e prodotti da forno avendo cura di valorizzare le caratteristiche nutrizionali dei prodotti, la loro tipicità e di incrementare il loro appeal sul mercato internazionale grazie all’utilizzo delle migliori innovazioni tecnologiche del settore. 
L’Accademia per la tracciabilità e la valorizzazione dell’origine dei cereali infine, avrà la funzione di creare opportuni metodi di analisi, detti di “fingerprinting”, che porteranno allo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale per l’identificazione e la classificazione dei prodotti agroalimentari e, grazie alla tecnologia “blockchain”, i risultati della ricerca avranno la possibilità di aprirsi al mercato internazionale.
Formazione. Per tali specificità Agrifood Hub prevede la realizzazione di corsi di formazione e ricerca ai quali potranno partecipare studenti diplomati e laureati ma anche operatori della produzione e trasformazione. La classe docente del centro sarà rappresentata da docenti e ricercatori dei tre atenei del progetto (Poliba, Uniba, Unisalento) e dai rappresentanti delle imprese di settore. 
Tempi. Prossimi passaggi imposti dal bando sono: costituzione di una apposita associazione temporanea di scopo (ATS) mentre l’appalto dei lavori di ristrutturazione e costruzione deve essere aggiudicato entro il prossimo 30 settembre.
Le considerazioni al risultato. «L’agricoltura 4.0 è uno dei settori in cui la Puglia potrà meglio esprimere la sua capacità di innovazione applicata alle più antiche e radicate vocazioni territoriali”. Così il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino. “Come Politecnico del Sud Italia – prosegue - vogliamo dare un contributo decisivo, attraverso la ricerca scientifica e il trasferimento di nuove tecnologie alle imprese. Il Gruppo Casillo, con il quale già gestiamo un laboratorio pubblico-privato per le nuove tecnologie per la trasformazione del grano, è per noi un partner importante. Insieme a loro, alle università e agli altri partner di Agrifood Hub, potremo fare sempre di più e meglio. Il nostro obiettivo – conclude - è affiancare alle attività di ricerca, l’opportunità di formare nuove figure professionali in grado di sostenere la trasformazione di un settore così importante per la nostra regione».

In rappresentanza dei partner di progetto, Francesco Casillo, Presidente di “Molino Casillo SpA” aggiunge: “la nostra azienda crede pienamente nell’impulso alla crescita economica, occupazionale e sociale che la realizzazione di Agrifood Hub. potrà portare nella nostra regione e in generale in tutta la filiera cerealicola. Lo sviluppo di tecnologie abilitanti 4.0 nell’industria molitoria, l’applicazione dell’agricoltura di precisione, l'alta formazione specialistica nelle Accademie dell’arte bianca e della panificazione renderanno il centro di Corato il principale hub di formazione e trasferimento tecnologico per l’intera filiera cerealicola”.

Referente scientifico del progetto, Agrifood Hub è il Prof. Vito Gallo del Poliba.

 

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Curato dalla sede del Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza ha visto la fattiva partecipazione di sei laureandi in Architettura del Politecnico e l'attivazione di un laboratorio di tesi di laurea dal titolo: “La modernità del lungomare di Bari. Il caso della Caserma Macchi”

Bari, 5 luglio 2022 - E’ stato presentato questa mattina (5 luglio), presso la sede del Rettorato del Politecnico di Bari, il volume intitolato “La Caserma 'Giovanni Macchi' di Bari”, edizioni “Centro Tipografico Fiamme Gialle – Roma”.
Il libro, nelle sue 160 pagine, formato A/4, disegna un percorso dall’architettura alla storia del complesso edilizio, sede del Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza di Bari.

Il Rettore, Francesco Cupertino e il Comandante Regionale, Generale di Divisione, Francesco Mattana hanno sottolineato il valore della ricerca che ha preso vita dall’attivazione di un laboratorio di tesi di laurea dal titolo “la modernità del lungomare di Bari. Il caso della Caserma Macchi” e che ha visto impegnati sei laureandi del corso di laurea in Architettura, coordinati dai Proff. Loredana Ficarelli e Matteo Ieva.
La ricostruzione delle vicende storiche militari che si sono succedute presso la Caserma “Macchi”, la descrizione della figura del Maggiore, Giovanni Macchi, Medaglia d’argento al Valor Militare, cui è intitolata la caserma, i cenni sull’evoluzione delle Fiamme Gialle e la descrizione degli ambienti in cui, oggi, vivono e lavorano i finanzieri pugliesi, sono stati raccontati da Ufficiali ed Ispettori del Comando Regionale Puglia.

L’iniziativa, che si inquadra nell’ambito della collaborazione, finalizzata anche ad attività di ricerca e studio, tra il Politecnico e la Guardia di Finanza di Bari, di recente rinnovata con la firma del Rettore Prof. Francesco Cupertino e il Comandante Regionale della Guardia di Finanza Puglia il Generale di Divisione Francesco Mattana, è stata l’occasione per sottolineare la massima valorizzazione dei rapporti interistituzionali, indispensabili a rafforzare le azioni a tutela della legalità dell’azione amministrativa.

 

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Bari, 5 luglio 2022 – Il prof. Umberto Fratino, 57 anni, ingegnere civile, ordinario di “Costruzioni idrauliche, marittime e idrologia” al Politecnico di Bari, è il nuovo Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari per il quadriennio 2022-2026.

Alla sua elezione si è arrivati alla terza votazione (30 giugno). Si è votato presso la sede dell’Ordine a Bari e i seggi secondari di Altamura, Molfetta e Monopoli. Fratino, sostenuto dalla lista, “Essere Ingegnere” ed eletta al completo (15 su 15), ha ottenuto oltre il 61% delle preferenze, 1178 su 1919 voti. 
Le liste in competizione sono state tre: “Essere Ingegnere”, “Ox” e “NOI Ingegneri”, a cui si sono aggiunti altri partecipanti non associati ad alcuna lista, per un totale di 52 candidati. 
Le elezioni hanno riguardato il rinnovo dell'intero Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari per il quadriennio 2022-24 che, sulla base degli iscritti, 7502  (7152, sezione A, 350, sezione B), ha determinato la sua composizione: 14 ingegneri iscritti alla Sezione “A” (laurea quinquennale o magistrale) e 1 ingegnere iunior, iscritto alla Sezione “B” (laurea triennale). Per la Sezione B, iunior, eletta, Annalisa Pellegrini.

“Vogliamo i giovani ingegneri al centro del progetto di crescita dell'Ordine” – ha detto il neo eletto Presidente, Fratino. “Esplorare le nuove frontiere culturali dell'essere ingegnere nel terzo millennio significa anche definire e migliorare la formazione continua dei nostri iscritti con l'intento di valorizzare il ruolo degli ingegneri per competenze e capacità. Vogliamo costruire nel quadriennio un Ordine ancora più capace di interpretare in modo propositivo le nuove opportunità offerte dal mondo del lavoro, anticipandone le richieste, anche attraverso un dialogo con il mondo dell'Università”.​

Il neo Presidente, Fratino e il rinnovato Consiglio si insedieranno ufficialmente lunedì prossimo, 11 luglio, in occasione della visita del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrani, alla sede provinciale dell'Ordine di Bari. 

 

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“Next Garden” e “Ambiente al lavoro” le proposte al 2° e 3° posto. 10 le menzioni di merito. 90 i partecipanti per 24 elaborati selezionati da una Commissione valutatrice mista Magna PT-Poliba

Bari, 27 giugno 2022 – “Magna PT S.p.A.”, società del Gruppo “Magna International Inc.”, multinazionale americana, leader mondiale nella produzione di trasmissioni per autoveicoli ha inteso riqualificare parte del proprio verde aziendale della sede di Modugno (BA) secondo criteri di sostenibilità ambientale, sociali ed economici. 

L'iniziativa, favorita dall'accordo di collaborazione con il Poliba, ha coinvolto circa 90 partecipanti tra studenti, laureandi, neo laureati, dottorandi del Politecnico. Composti in più gruppi, i candidati hanno proposto 24 elaborati. 

Tutte le proposte progettuali, guidate da un apposito bando aziendale, hanno riguardato la superficie che fronteggia l’ingresso principale dell’azienda, delimitata dal corpo officine, mensa, area parcheggio e uffici per circa 3000 mq. Successivamente, una apposita Commissione, composta da rappresentanti di Magna PT e del Politecnico, ha esaminato le proposte e pubblicato la graduatoria dei primi tre progetti vincitori a cui sono stati riconosciuti tre premi del valore di Euro 2.500 per il primo progetto classificato; 1.500 per il secondo e 1.000 per il terzo progetto, nonché le menzioni di merito di alcuni candidati.

La cerimonia di premiazione, avvenuta nella sede aziendale di Magna PT, alla presenza dei vertici aziendali e del Politecnico, ha espresso i seguenti riconoscimenti. 1° classificato, progetto vincitore, “Curves and Tree” proposto da AlessandroAngione, assegnista di ricerca di Molfetta, Ilaria Cavaliere (Molfetta); Dario Costantino (Bari); Angelo Vito Graziano (Acquaviva delle Fonti), dottorandi di ricerca in “Conoscenza e innovazione nel progetto per il patrimonio”.
Il progetto – dice la componente del gruppo, Ilaria Cavaliere - si è concentrato sulle esigenze legate alla sostenibilità espresse dal bando: si sono scelti materiali naturali (misto cava stabilizzato, legno); si sono progettati dei “rain garden” per il filtraggio, la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana e si è pensato di arricchire il verde aggiungendo specie vegetali autoctone che richiedessero un dispendio di acqua irrisorio (rosmarino, lavanda, acetosella gialla, calendula, arancio, ecc.). Dal punto di vista compositivo, si è disegnato un percorso principale dalle forme fluide, in contrasto con le geometrie estremamente rigide degli edifici aziendali circostanti. Il percorso si espande in alcuni punti per formare delle isole funzionali, nuclei del progetto, che accolgono strutture ombreggianti e sedute al fine di garantirne l’utilizzo collettivo”.

Il 2° progetto classificato, dal titolo, “Next Garden” è stato elaborato da Roberto Cosma, Damiano Simone, Adriano Amoroso, Claudio Gallo. Mentre la 3° propostaselezionata è stata curata da Anna Salomone, Vito Samuele Sblendorio, Laura Tatulli, Elena Tesauro, Dorotea Tattoli. 

Menzione di merito anche per i progetti presentati dai candidati: Aurora Perta, Giovanni Carlo Volpe, Marioritsa Porro, Domenico Saracino; Arianna Capurso, Vittoria Carretta, Irene Napoli, Jacopo Sperti, Daniele Tisi, Francesca Zizzari.

 

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Su scala territoriale regionale di fondamentale importanza le iniziative che potranno essere intraprese con il polo strategico di Taranto

Bari, 23 giugno 2022 - Ieri, 22 giugno, a Roma, il Salone dei Marmi di Palazzo Marina ha ospitato la firma dell’accordo di collaborazione tra la Marina Militare e il Politecnico di Bari. L’intesa è stata sottoscritta dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra, Enrico Credendino e dal Rettore del Politecnico di Bari, prof. Francesco Cupertino. 
L’accordo formalizza il reciproco consolidamento di una importante cooperazione che consentirà alla Marina Militare di attingere alle competenze scientifiche delPoliba, attivando una serie di sperimentazioni sulla gestione e l'applicazione operativa di nuove tecnologie. 
Da parte sua il Politecnico potrà partecipare alle attività tecniche della Forza Armata permettendo ai suoi studenti di acquisire, nel percorso immediatamente precedente o successivo alla laurea, quelle conoscenze peculiari del comparto tecnologico ICT/OT (Information Communication Technology/Operational Technology) della Marina Militare attraverso attività ed esperienze concrete, maturando in tal modo un bagaglio curriculare inestimabile.

I campi di collaborazione contemplati dall'accordo riguardano: ricerca, sviluppo tecnologico, innovazione e, nell’ambito delle attività di didattica e formazione, erogazione di servizi a supporto delle attività di ricerca con particolare riferimento all’ICT (Information and Communication Technology), come ponti radio, sicurezza informatica, interazione uomo/macchina, intelligenza artificiale, sistemi esperti per la navigazione. La collaborazione per studi e ricerche – è stato detto - potranno concretizzarsi anche nell’attribuzione di tesi di laurea, borse di studio, a supporto di iniziative di sperimentazioni, per laureandi, dottorandi e ricercatori; consulenze tecnico-scientifiche; partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e/o internazionali; svolgimento di tirocini a favore di studenti e/o neolaureati del PoliBa; organizzazione di visite e stage didattici indirizzati agli studenti; conferenze; l'aggiornamento e la formazione del personale militare, la collaborazione con gli istituti di formazione delle Marina. 

Nella presentazione dell'accordo, l'Ammiraglio, Credendino ha voluto sottolineare che “questo accordo pone fianco a fianco la Marina e il Politecnico, guardando al futuro, oltre l’orizzonte, individuando i settori di reciproco interesse in grado di perfezionare le rispettive competenze e conoscenze in un’area che abbraccia il temadell’innovazione ad ampio spettro, con focus al settore dell’Information and Communication Technology, un settore vitale per la Difesa e in particolar modo per la Marina Militare, forza armata spiccatamente multidimensionale e ad altissimo contenuto tecnologico.“

Il Rettore, Cupertino ha voluto sottolineare che “il tema della modernizzazione e dell’efficienza della Pubblica amministrazione, in generale, è fortemente legato allo sviluppo di nuove tecnologie e all’utilizzo ottimale di queste, per un migliore servizio al Paese. Siamo concentrati sul settore Information and Communications Technology – dice - in particolare su temi di grande attualità come la sicurezza informatica, l’intelligenza artificiale, i sistemi di interazione uomo-macchina. La formazione continua e l’aggiornamento delle competenze, infatti, saranno fondamentali nei prossimi anni di grandi cambiamenti, nel comparto pubblico come in quello privato. Come Politecnico del Sud Italia vogliamo dare un forte contributo all’innovazione del Paese con un occhio sempre attento alle situazioni locali, come Taranto, dove c’è più necessità di sinergie virtuose che coinvolgano istituzioni, università e imprese, per accelerare lo sviluppo».

L'accordo, di durata triennale, rinnovabile, prevede infine, l’istituzione di un Comitato tecnico–scientifico misto che avrà il compito di promuovere e controllare l’attuazione del documento sottoscritto.

 

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EY Italia consolida la sua leadership a Bari che si conferma terzo hub nazionale dopo Milano e Roma. Nei prossimi 2 anni sono previste altre 1000 assunzioni. EY con il Poliba per il progetto Accademy per la formazione e la ricollocazione lavorativa sui temi tecnologici. Il Poliba si conferma leader nazionale nel trasferimento della ricerca

 

Bari, 21 giugno 2022 – All'inizio, una scommessa. A metà 2019 Ernst & Young, multinazionale di servizi e consulenza per le imprese (divenuta più semplicemente EY Italia) e il Politecnico di Bari cercano forme di collaborazione scientifica e di formazione nel settore delle tecnologie digitali e delle relative applicazioni. Obiettivo aziendale dichiarato: investire massicciamente nelle tecnologie digitali e assumere per la nuova sede di Bari di EY 200 professionisti del settore. Nel 2020, con la pandemia in corso, tutto cambia velocemente ma non il progetto di sviluppo sottoscritto da Poliba-EY Italia, anche con l'avvicendarsi dei rettorati Di Sciascio-Cupertino. Nel 2020 EY può contare su una propria sede nel campus universitario e, successivamente, misura una espansione di assunzioni che va oltre il previsto, ben 500 alle 200 previste. Età media 27 anni.

A tre anni da quella scommessa i vertici aziendali di EY Italia e del Politecnico si sono nuovamente incontrati per presentare, in una conferenza stampa, i risultati e le nuove mete di questo fruttifero interscambio pubblico-pribvato. L'hub di EY di Bari intanto, è diventato, per importanza, il terzo d'Italia, dopo Milano e Roma e conta di portare nei prossimi due anni a 1500 le unità di personale nel capoluogo grazie all'ampliamento degli spazi e alla nuova sede in città di via Oberdan. Ciò in linea con un crescita nazionale aziendale complessiva pari ad oggi di 7500 dipendenti. Nuovi piani di investimento, come già avvenuto, privi di sostegni pubblici – si è detto - sono previsti da EY nel prossimo futuro per radicarsi ulteriormente sul territorio pugliese e stimolare uno sviluppo concreto e strutturato dei talenti e del business locale. Ciò testimonia l’enorme potenziale della Puglia e di Bari, e soprattutto il valore delle competenze locali anche a livello nazionale e internazionale, reso partecipe dalla collaborazione con il Poliba. Sinergia più volte sottolineata e che rappresenta un sicuro virtuosismo di collaborazione pubblico-privato. “Il Poliba – ha detto il rettore, Francesco Cupertino – cresce perché dialoga con le aziende. Abbiamo raggiunto traguardi straordinari nell’impatto della ricerca, primeggiamo in Italia nell’occupazione dei laureati e incidiamo nella capacità del territorio di trattenere e attrarre talenti. Il Politecnico cresce nei numeri: aumento nelle immatricolazioni e per quest'anno registra un +13% di iscrizione ai test di ammissione. Un dialogo che porta ad aumentare l'offerta didattica: per il prossimo anno accademico 2022-2023 è pronto all'esordio il corso di laurea magistrale in Trasformazione Digitale che affiancherà un nuovo ed importante progetto: L'Accademy pubblico-privata (primo tra questi proprio EY) per fare insieme formazione post laurea per giovani talenti e formazione continua per professionisti; favorire integrazione di competenze tra accademia e imprese; orientare, attraverso un osservatorio sul mercato del lavoro, ricerca e formazione. Attività, questa, che sarà supportata da un Osservatorio capace di leggere un orizzonte temporale quinquennale sulle prospettive di sviluppo e di lavoro del territorio”.

Bari, dunque, punta sempre più all'innovazione come metodo di crescita. Bari vuole diventare, grazie ad aziende di questo calibro, porta d'Europa alle nuove tecnologie digitali. Lo ha sottolineato, Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West, “Siamo orgogliosi di essere stati tra i primi ad investire su Bari. In soli tre anni abbiamo mantenuto le superarto le promesse in termini di assunzioni. Lo scorso anno il sud è cresciuto dal 4 al 10% per quanto riguarda gli investimenti dall’estero, dato che conferma quanto il territorio sia pronto a correre, ma anche quanto sia importante il contributo delle aziende al sistema Paese. Per questo continueremo a investire, creando nuove opportunità lavorative e mettendo in campo progetti di formazione per le nuove generazioni.”

La formazione dei talenti, dunque, è un punto chiave anche per mantenere uno sviluppo sostenibile del business nel tempo. La forte crescita della domanda di personale esperto rende necessario guardare nel lungo periodo e investire oggi sui giovani e sulla loro formazione in modo da creare le future generazioni di talenti. 

Nicola Panarelli, responsabile di EY Business&Technology Solutions di Bari aggiunge: Vogliamo dare un ulteriore contributo incoraggiando percorsi di istruzione in ambito STEM e favorendo una maggiore integrazione tra scuola, università e mondo del lavoro. Il nostro obiettivo è creare nuovi talenti nei principali ambiti tecnologici, ma soprattutto vogliamo creare un processo di inserimento regolare di giovani apprendisti nel lavoro”.

 

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25 università e 24 grandi imprese alleate in una Fondazione per la mobilità sostenibile. Sede centrale, Milano. Al Poliba sarà affidato il coordinamento delle attività di due dei 14 nodi nazionali del centro dedicati ai servizi innovativi per la mobilità, all’idrogeno e ai nuovi combustibili.

 

Bari, 16 giugno 2022 – Cinquanta attori pubblici-privati, distribuiti su tutto il territorio nazionale; un investimento di 394 milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025); 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti. Sono questi i grandi numeri di un progetto che nasce con l’ambizione di essere uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità in Italia. È il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. La prima pietra miliare è stata posta il 9 giugno scorso a Milano con la firma dell'atto costitutivo della Fondazione che gestirà le attività. Il 30 giugno è prevista la firma della neonata Fondazione con il Ministero dell'Università e Ricerca (MUR) che ne sancirà l'ufficialità e l'operatività dal 1 luglio.    

Chiara la sua missione: accompagnare la transizione green e digitale in un’ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese. Il Centro è, infatti, una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. In questo contesto, si inseriscono le istituzioni comunitarie che spingono per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal. Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione delle reti di trasporto, alla mobilità autonoma connessa e smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile intende rispondere a queste esigenze supportando e stimolando la domanda e l’offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze. Saranno cinque i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva. Il Centro Nazionale si occuperà di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva.

Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese. 

“Il Centro Nazionale per la Mobilità risponde a una delle missioni chiave del PNRR: passare dalla ricerca all’impresa in un’ottica di filiera e di collaborazione estesa. Punti di forza saranno progetti ad alta maturità tecnologica con il preciso intento di dare una risposta concreta ai bisogni del Paese in una prospettiva di lungo termine che superi la scadenza del 2026. “È questo il nostro impegno. È questa l’occasione per attuare riforme strutturali per una partita che siamo disposti a giocare fino in fondo” ha commentato Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, ente proponente del Centro per la Mobilità Sostenibile.

Il Poliba. Tra gli enti di ricerca promotori figura anche il Poliba. “Come Politecnico di Bari – sostiene il Rettore, Francesco Cupertino - abbiamo la responsabilità delle attività di due dei 14 spoke del centro riguardanti i servizi innovativi per la mobilità e l’idrogeno e i nuovi combustibili, oltre a partecipare agli spoke per la ricerca su materiali innovativi per la mobilità e sul tema delle smart roads e CCAM (mobilità cooperativa, connessa e automatica). Per noi, questa importante iniziativa rappresenta un’ottima occasione per sostenere gli obiettivi di sviluppo della Puglia, in settori strategici e in rapido cambiamento come l’automotive, la transizione ecologica e digitale nella mobilità e, contemporaneamente, consente di contribuire, con le nostre competenze, alla realizzazione del PNRR a livello nazionale». 

La scheda del neo Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Enti di ricerca promotori

Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa

Enti di ricerca aderenti

Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università Politecnica delle Marche

Fondatori

A2A, Almaviva, Angel Holding, Autostrade, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fnm, Fs, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, UnipolSai, Snam 

Partecipanti

Accenture, Atos, Avio Aero, Brembo, Hitachi, Teoresi Group, Thales Alenia Spazio Italia Spa, Stellantis – crf. 

Qualche cenno su i Centri Nazionali in Italia.

Sono reti diffuse di università, enti pubblici di ricerca, altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati che sviluppano infrastrutture, progettualità e soluzioni immediatamente fruibili per tutto il contesto sociale. Saranno in totale 5, coerenti con le priorità dell’agenda della ricerca europea e con i contenuti del PNRR 2021-27. Per ogni programma è previsto un finanziamento tra 200-400 milioni di euro. Svilupperanno la ricerca di frontiera relativa ad ambiti tecnologici intorno a queste tematiche: Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni. Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech). Sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA e terapia genica. Mobilità Sostenibile. Bio-diversità.

 

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Bari, 14 giugno 2022 – Il quotidiano, “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato ieri, 13 giugno, un articolo dal titolo, “Per le triennali la scelta è locale per le magistrali pesa il 'brand'” la classifica degli atenei italiani fotografati secondo la scelta degli studenti iscritti ai corsi di laurea triennali e magistrali.

Come si ricorderà, da più di vent'anni, i percorsi di formazione universitaria sono stati trasformati dalla riforma del 3+2 che ha introdotto la laurea triennale a cui segue, in molti casi, quella magistrale.

La classifica riporta, riflettendo la comparazione temporale: 2012-13 con 2020-21, appositi indicatori  determinati dal rapporto, iscritti magistrali/iscritti lauree triennali. Con essi disegna la vocazione dell'ateneo verso maggiori quote di studenti alle lauree magistrali, triennali, oppure “ibride”.

 

Il Politecnico di Bari, classificato nella categoria intermedia, “ibride”, con coefficiente, 0,96 (dato 2020-21), risulta il miglior ateneo del sud per propensione verso le lauree magistrali. Le altre università pugliesi sono inglobate nella categoria a vocazione lauree triennali.

Le valutazioni de “Il Sole 24 Ore” non sono di poco conto.  Si registra infatti una migrazione di studenti da ateneo ad ateneo secondo il doppio percorso di studio. Non sono pochi gli studenti che scelgono un ateneo su scala locale per un corso di laurea triennale e successivamente dopo la laurea si iscrivono ad altro ateneo per ottenere la laurea magistrale a beneficio del proprio curriculum. Lo studente infatti, che ha conseguito la laurea triennale e magistrale in due università diverse, si presenta sul mercato del lavoro a suo vantaggio, con l'ultimo titolo ricevuto da quella università più riconosciuta e con un brand superiore.  

 

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Bari, 14 giugno 2022 – Con una mostra dedicata a ricerche e soluzioni sui temi dell'abitare in Puglia un gruppo di ricerca del Dipartimento dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura del Politecnico parteciperà all’”International Social Housing Festival”, in programma a Helsinky (Finlandia) da oggi, 14 al 17 giugno. 

La proposta Poliba, dal titolo “Pubblic Housing in Puglia Region, Italy”, afferisce al tema “Housing First” e prevede un’esposizione di pannelli (16 giugno, 9:00-18:00), presso la Lobby of Helsinki City Hall. (https://socialhousingfestival.eu/events/festival-program/?event_id=1190).  

“L’obiettivo dell’esposizione – dice il prof. Nicola Martinelli, ordinario di “Urbanistica” presso il DICAR del Poliba - sarà quello di presentare e valorizzare ricerche, tesi di laurea, tesi di dottorato, assegni di ricerca, progetti e collaborazioni, svolte e in corso, dal nostro gruppo di lavoro sui temi dell’housing, evidenziando le relazioni con le istituzioni pubbliche che a vario titolo sono state coinvolte nelle nostre attività scientifiche”.

Il Festival co-organizzato dalla città di Helsinki e da Housing Europe (Federazione europea Alloggi Pubblici, Cooperativi e Sociali), ente leader sui temi dell’abitare, è tra le manifestazioni più importanti a livello internazionale sui temi dell’housing. L'iniziativa coinvolge enti di ricerca e università, policy maker, architetti, comunità di residenti, associazioni e cooperative. (https://socialhousingfestival.eu/)

 

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I risultati delle ricerche, l'esibizione saranno presentati il 14 giugno, nell'aula magna del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura, campus universitario.

Bari, 11 giugno 2022 – Cosa c'entra un violino di Stradivari, Amati o del settecento, di scuola napoletana con il Poliba? Prima della risposta, una traccia di storia appare indispensabile. 
Storia. Seppur l'antenato del violino risale ad una paio di millenni fa, in India, quello che noi conosciamo più comunemente ha una storia molto più recente. Le sue apparizioni risalgono alla seconda metà del 500, in Italia, in europa. La sua forma nel tempo, viene empiricamente modellata da costruttori (liutai) e musicisti. Nascono vere scuole di maestri liutai, soprattutto al nord, Venezia, Cremona, Brescia che modellano legni di varia provenienza e stagionatura e li impregnano di vernici naturali capaci di fare la differenza. Le sue caratteristiche cambiano e appare la mentoniera dal 1800. Il timbro dello strumento, che nasce dalla relazione in uno tra cassa di risonanza, archetto, musicista, diventa nel tempo sempre più personalizzato. E così, in breve tempo il violino assume la sua identità, diventa la “voce” riconosciuta della musica classica.

Oggi. Da circa una decina d'anni, nel mondo, alcuni centri di ricerca e università sono impegnati nello studio delle caratteristiche di detto strumento: struttura, materiali, proprietà meccaniche, architettura, suono, vernici. Ciò è stato favorito dalla presenza della rivoluzionaria tecnologia 3D che ha aperto nuovi spazi e opportunità per la scienza in più e diversificati settori. Alcuni centri si sono misurati sulla replicabilità dei violini più celebri al mondo. Altri, si sono spinti oltre: replicare anche la sua anima, la sua voce, quella dei violini dei grandi maestri. Ma con quali materiali? E, soprattutto con quali risultati? E' possibile replicare un violino Stradivari con le nuove tecnologie 3D? 

Poliba. Mossi da curiosità e coinvolgimento disciplinare un gruppo di lavoro del Politecnico di Bari dei settori dell'ingegneria e dell'architettura ha avviato una apposita ricerca alla fine del 2021. La curiosità di comprendere un “fenomeno” acustico dal punto di vista scientifico, ovvero attraverso il principio di dimostrabilità di un assunto teorico attraverso la sua replicabilità pratica, ha rappresentato la vera leva di studio. In tale percorso di ricerca sperimentale è stato coinvolto il FabLab del Poliba (sede a Bitonto), centro di particolare rilevanza scientifica nello studio e nelle applicazioni della tecnologia 3D.
L’assunto teorico è stato quello di poter dimostrare che un “maker” (artigiano digitale) possa essere in grado di poter “replicare” un violino e il suono, senza nessuna conoscenza dell’arte del liutaio ma solamente “studiando” e misurando un violino della tradizione grazie all’avvento delle tecnologie e macchinari a controllo numerico appartenenti alla strumentazione dell’industria 4.0. Compito questo, di grandissima difficoltà tecnico/realizzativa. Oltre all’uso degli strumenti di manifattura digitale la ricerca ha incorporato anche la fase di analisi acustica e materica dello strumento 4.0, comparato con quello della tradizione, grazie al coinvolgimento di altre discipline e docenti e i relativi strumenti di analisi. Infine, qualche settimana fa, l’esame finale della sperimentazione in laboratorio è stato condotto al cospetto di una commissione composta da due liutai e un maestro violinista. 

Presentazione. I risultati delle ricerche, le prospettive, l'esibizione, saranno presentate dal gruppo scientifico del Poliba, coordinato dal prof. Giuseppe Fallacara del Dipartimento ICAR martedì, 14 giugno ore, 15,00, nell'aula magna “Domus Sapientiae” del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura(campus universitario). 
E' prevista la diretta facebook dell'evento sul canale ufficiale FabLab Poliba, https://www.facebook.com/fablabpoliba/

Partecipano: 
Francesco Cupertino, Rettore Poliba, saluti istituzionali
Giuseppe Fallacara, Coordinatore ricerca Liutaio 4.0, concetti e prospettive
Nicola Parisi, Prototipare per progettare
Angelo Vito Graziano, Tecniche di fabbricazione digitale 
Francesco Martellotta, Spettro sonoro e forma d'onda
Alessandro Angione, Risultati dell'interpretazione sonora
Anna Castellano, Proprietà elastiche dei materiali
Leonardo Soria, Comportamento dinamico e risposta in frequenza
Arturo Ceci, Ornella Ceci, Emanuele Fabio Fortunato, Il punto di vista dei liutai
Walter Folliero, Il punto di vista del maestro?

Esibizione. Walter Folliero e Olga Pohudina.

 

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La graduatoria mondiale lo pone al 16° posto in Italia, 2° nel Sud, nella fascia mondiale 591-600

 

Bari, 9 giugno 2022 – La classifica, elaborata e pubblicata da QS World University 2023 (19° edizione) sulle università internazionali più consultate al mondo, qualifica il Politecnico di Bari la migliore università in Italia per il numero di citazioni per ricercatore. Questa posizione è sostenuta da una produzione di ricerca altamente collaborativa – circa il 48% dei suoi lavori pubblicati sono prodotti insieme a partner internazionali. 

Tale condizione di pregio proviene da una crescita costante, soprattutto nell'ultimo triennio. Il Poliba, collocato nella fascia mondiale 591-600 (fascia 701-750 nel 2022), è sedicesimo tra gli atenei italiani (21° nel 2022), secondo nel sud dopo l'Università di Napoli “Federico II” (416 posto). In Puglia, l'Università di Bari “Aldo Moro” mantiene la fascia del 2022, 801-1000 posto, mentre non figurano in classifica gli altri atenei della regione. 

La classifica QS World University ha censito quasi 1.500 istituzioni di tutto il mondo. 

https://www.topuniversities.com/universities/politecnico-di-bari

 

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