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Comunicati stampa 2020

Comunicati Stampa

XXX° Premio SACU. Al concorso del Seminario internazionale e Premio di Architettura di Camerino

I progetti di riqualificazione, valorizzazione urbana dell’area esterna alla zona monumentale di Alberobello e di un’area periferica di Trani si distinguono tra le 64 proposte in concorso al premio SACU. Tema dell’edizione 2020: “Città futura: Progetti di rinnovamento urbano”

Bari, 19 settembre 2020 – Ben tre riconoscimenti, su nove, sono stati attribuiti ad altrettanti progetti elaborati dagli studenti di architettura del Poliba, in gara alla XXX edizione del Premio SACU di Camerino (MC).
Lo ha decretato l’apposita commissione che ha passato in rassegna ben 64 proposte in concorso nella corrente edizione 2020 su tema: “Città futura: Progetti di rinnovamento urbano”.
Alberobello, città famosa in tutto il mondo per i suoi trulli, patrimonio UNESCO, simboli della Puglia, non è solo il quartiere monumentale, quello più cercato, più fotografato. C’è un’altra Alberobello, meno conosciuta e valorizzata, cerniera dell’intorno ai trulli monumentali, costituita da abitazioni, palazzi storici, strade piccole e grandi come quella principale che dalla piazza del Municipio conduce al sagrato della chiesa dei S.S. Medici.
“Alberobello e la murgia dei trulli” è anche il titolo della tesi di ricerca della laurea selezionata al Premio SACU di Camerino che ha coinvolto i neo architetti: Roberta Occhionigro e Maria Pia Tridente di Bisceglie (BT), Antonella Roma di Carovigno (BR), Emma Sabatelli di Turi (BA), Ilaria Stea di Sannicandro di Bari (BA) e Raffaele Tarallo di Deliceto (FG). Relatori: proff. Matteo Ieva e Loredana Ficarelli con il team di docenti: proff. Ignazio Carabellese, Gian Paolo Consoli, Antonio Labalestra, Domenico Pastore, Nicola Scardigno.
Premessa. La storia di “Alboris Belli” è relativamente recente. Proprietà e feudo della contea degli Acquaviva d’Aragona di Conversano, a cui deve la fondazione ad inizio 1600, si sviluppa e diviene “Universitas” solo nel 1797 e Comune più tardi con Giuseppe Bonaparte e Murat. La condizione amministrativa autonoma, lo sviluppo della comunità portano ad una espansione della città oltre la parte antica. Materiali e tecniche costruttive vengono in parte utilizzate per nuove e più grandi volumetrie, l’impiego della calce nell’ottocento a cui si sostituisce il cemento in pieno novecento accelera il processo di espansione in molti casi proponendo, nelle aree più periferiche, soluzioni architettoniche e urbanistiche talvolta incongrue.
La tesi di ricerca prende in esame quella parte del territorio di Alberobello prossima alla chiesa dei S.S. Medici, ponendosi come obiettivo la riqualificazione del contesto storico e, allo stesso tempo, si concentra sulla progettazione di una “porta urbana”. Nonostante le prescrizioni UNESCO siano concentrate sui rioni monumentali, si riconosce l’importanza del centro storico ambientale anche ai fini di una possibile evoluzione concettuale del tipo del trullo, modificato e adattato alle mutate esigenze abitative.
L’analisi tipologica effettuata sul tessuto urbano storico ha consentito di individuare gli elementi componenti e i relativi sistemi aggregativi, utili alla definizione di linee guida per il restauro urbano e per il progetto. La tesi studia le tecniche e i materiali tradizionali impiegati al fine di tracciare linee guida per preservare il carattere storico dell’area e delle tipologie architettoniche esistenti. Tali previsioni operative proposte nel lavoro di ricerca hanno lo scopo di indirizzare gli interventi ammissibili e correggere le operazioni svolte in maniera non conforme.
La proposta progettuale riguarda invece un’area periferica e inedificata della città, in cui si colloca un mulino dismesso. L’intervento prevede la realizzazione di edilizia residenziale monofamiliare di piccolo taglio, in rispetto della vocazione del luogo e al carattere del tessuto esistente, di cui ne aggiorna la concezione. L’ex mulino, recuperato in quasi tutta la sua volumetria e considerato come importante risorsa per la comunità, viene trasformato in museo della cultura della Valle d’Itria.
Nuove forme dell’abitare: edificazione di un’area periferica di Trani invece, è il progetto degli studenti del secondo anno di Architettura: Alessia Biagiotti di Taranto, Martina De Cosmo, Valenzano (BA), Francesca Fariello, Trani (BT), sviluppato nel corso del Laboratorio di Progettazione Architettonica 2, dei proff. Matteo Ieva e Nicola Scardigno - DICAR.
Lo studio propone la trasformazione di un’area della periferia di Trani, nel quartiere Sant’Angelo, compresa tra via Grecia, viale Germania e via Austria.
Lo scopo della ricerca progettuale è la realizzazione di un piccolo complesso di residenze ed edifici pubblici concepiti nel pieno rispetto della sostenibilità con una equilibrata condivisione degli spazi e delle attività di coloro che abitano il quartiere.
Lo studio individua in Via Grecia il percorso attualmente più importante e da questi impianta altre percorrenze che definiscono una precisa gerarchia e organicità dell’insieme. Riprendendo la tradizione delle tipologie edilizie moderne aggiornate con le istanze contemporanee, si prevede di collocare in prossimità di un Liceo Scientifico due edifici pubblici a servizio dell’intera comunità tranese: una biblioteca e un auditorium. Il tessuto urbano che si viene a configurare definisce una maglia ortogonale con strade carrabili e spazi pedonali che permettono la fruizione in tutti gli isolati.
Anche la proposta progettuale di “rinnovamento urbano” delle studentesse Maria Giovanna Pansini e Dorotea Tattoli di Molfetta (BA), è riferita alla stessa area periferica in cui compaiono due grandi infrastrutture: la S.S. 16 bis a sud e la stazione ferroviaria a nord. L’intervento consegue il fine di “ammagliare” il tessuto disorganico esistente attraverso un sistema costituito da due grandi blocchi, divisi dall’attuale via Grecia, organizzati in residenza collettiva e monofamiliare e in centro interreligioso dedicate alle tre religioni monoteiste. Il progetto prevede inoltre l’inserimento di aree a verde soprattutto nella parte più a nord dell’intero complesso.
Le proposte progettuali, made in Poliba, presentate allo storico concorso, organizzato dal Centro studi del Seminario di Architettura Cultura Urbana dell’Università di Camerino, dall’Archeoclub d’Italia e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori saranno pubblicate nel prossimo numero della rivista specializzata “Architettura & Città”.

Comunicato stampa.

 

 

Domani, 10 settembre, presso la sede del Rettorato la firma dell’accordo quadro

Bari, 9 settembre 2020 – Domani, 10 settembre, alle ore 10.00, il prof. Francesco Cupertino, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari e il Generale di Squadra Aerea Aurelio Colagrande, Comandante del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea di Bari, si incontreranno presso la sede del Rettorato, Sala del Consiglio (via Amendola, 126/b), per siglare un accordo quadro tra il Politecnico e l’Aeronautica Militare finalizzato a sviluppare sinergie nell’ambito dei rispettivi compiti d’istituto, attraverso rapporti di collaborazione, attività formative e di ricerca in settori di reciproco interesse.
Il protocollo d’intesa è finalizzato a consolidare la collaborazione tra il Politecnico di Bari e l’Aeronautica Militare nell'ambito delle attività di formazione, ricerca e sperimentazione, in particolare del settore aerospaziale, con riferimento alle tematiche del volo umano spaziale.
In una prospettiva di completa sinergia, con il protocollo d’intesa, le parti si impegnano a stipulare specifici accordi attuativi che riguarderanno il settore scientifico e le attività di ricerca, consulenza e/o formazione.  L’accordo è volto anche all’accrescimento ed all’elevazione dell’immagine e delle professionalità delle due organizzazioni coinvolte nell’ambito di eventuali progetti comuni, in una prospettiva di sistema Paese.
La collaborazione tra il Politecnico di Bari e l’Aeronautica Militare si concretizzerà nell’organizzazione di workshop, seminari, lezioni a favore di studenti, dirigenti, funzionari ed operatori e di lectio magistralis di alti rappresentanti delle parti ed eventi similari rivolti a tematiche di interesse comune. Saranno sviluppati, inoltre, progetti formativi e iniziative di job placement, tirocini pratici e stage a favore di studenti o di dipendenti che avranno come oggetto l’acquisizione della conoscenza di realtà produttive diverse dalla propria al fine di completare il percorso formativo accademico o professionale.

Comunicato stampa congiunto.

NOTA PER LE REDAZIONI:
I giornalisti e le troupe televisive che desiderino documentare l’evento, potranno accedere alla sede del rettorato del Politecnico di Bari muniti di tutti i dispositivi di protezione previsti dall’attuale stato emergenziale.

Ricerca. Il Laboratorio pubblico-privato “IoT 4.0” produce già i primi risultati

La presentazione dei due progetti avrà luogo mercoledì, 9 settembre nell’aula magna “Attilio Alto” alla presenza del Rettore del Poliba e dei vertici aziendali di “Elettric 80 spa”e “SM.I.LE 80 srl” di Reggio Emilia e del centro di ricerca, ISIRES di Torino

Bari, 7 agosto 2020 - Settembre 2019. Una delegazione dell’azienda, “Elettric80 S.p.A.”, leader mondiale nell’automazione industriale, “SM.I.LE80 S.r.l”, curatrice di software per l’automazione, entrambe con sedi a Viano (RE), e ISIRES, istituto di ricerca torinese, visita il Politecnico di Bari per definire possibili dinamiche di una collaborazione. L’incontro si dimostra proficuo. 
Gennaio 2020. Viene sottoscritto un accordo di partnership quadriennale, rinnovabile, tra il Politecnico di Bari(Rettore Francesco Cupertino), ISIRES (Presidente Giorgio Perona), Elettric80 (Presidente Enrico Grassi), SM.I.LE80 (General Manager Stefano Cavirani), per la realizzazione nel Poliba del Laboratorio pubblico-privato “IoT 4.0” con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di attività scientifiche di base, innovazione e ricerca industriale nell’ambito dell’applicazione dell’internet of Things alla logistica integrata, valorizzando i giovani talenti attraverso assegni di ricerca e l’erogazione di borse di studio e di dottorato. 
In particolare, attraverso il nuovo laboratorio, “Elettric80” e “SM.I.LE80” intendono sviluppare progetti innovativi in ambito logistico, attraverso l’ottimizzazione della gestione automatizzata dei pallet di picking, della pianificazione automatica dei trasporti e, più in generale, di alcune attività logistiche attraverso l’impiego di tecnologie di realtà aumentata, sistemi IoT industriali ed algoritmi avanzati di controllo. 
Responsabile e referente del Laboratorio “IoT 4.0” ne diventa il prof. Alfredo Grieco del Poliba. Con queste premesse e per dare attuazione all’atto costitutivo “Elettric80 spa” e “SM.I.LE80 srl”, investono nelle attività di ricerca 380.000,00 € per finanziare i primi 2 anni e sostenere i giovani ricercatori del Poliba. Cinque borse di ricerca consentono il lavoro di altrettanti neo laureati e laureandi, che coordinati dai docenti del Poliba e in linea con le aspettative aziendali, ottengono in breve tempo brillanti risultati e realizzano due progetti dedicati alla logistica interna ed esterna di Elettric80. 
I giovani ricercatori, made in Poliba, sono: Giulia Tresca, ingegnere, 24 anni, di Barletta (BT); Virginia Montaruli, ingegnere, 25 anni, di Siracusa; Pierpaolo Petruzzi, ingegnere, 29 anni, di Rutigliano (BA); Giovanni Walter Mele, laureando in ingegneria, 24 anni, di Bernalda (MT); Martino Bruno, laureando in ingegneria, 27 anni, di Bitritto (BA). 
I progetti, riscuotono il plauso da parte dei vertici aziendali e del Politecnico perché ben presto, troveranno applicazioni all’interno dell’azienda di Viano. 
Il primo progetto,“Picking”, è dedicato alla “Gestione intelligente della logistica di magazzino” e riguarda l’ottimizzazione della composizione del carico dei prodotti sui pallet, attraverso l’esecuzione di fasi di lavoro e lo studio e l’applicazione di appositi algoritmi.
Il secondo progetto, “YMS/TMS” invece, riguarda “l’organizzazione dei mezzi sul piazzale e integrazione con i sistemi di trasporto” attraverso la localizzazione di asset e trailer all’interno del piazzale di carico, facendo ricorso a dispositivi che usano in maniera combinata la localizzazione satellitare e la tecnologia di comunicazione per una gestione ottimizzata del piazzale all’intero sistema di trasporto.
I progetti, i giovani protagonisti, le attività del Laboratorio pubblico-privato, “IoT 4.0” e l’esempio fruttuoso di collaborazione con il Politecnico di Bari saranno presentati mercoledì, 9 settembre, ore 9.30 nell’aula magna “Attilio Alto” del Poliba alla presenza del Rettore, Francesco Cupertino, dell’AD di Elettric 80 spa, Vittorio Cavirani; del Presidente di SM.I.LE 80 srl, Stefano Cavirani e di ISIRES.

Il programma. Ore 9,30. Saluti. Francesco Cupertino, Rettore Politecnico di Bari; Vittorio Cavirani, AD Elettric 80 spa; Stefano Cavirani, SM.I.LE 80 srl. 
Ore 9,40      Sintesi attività svolte e presentazione programma lavori; 
Ore 10.00 Presentazione Progetto “Picking” a cura dei borsisti: Giulia Tresca e Martino Bruno;
Ore 11.00 Presentazione Progetto “YMS/TMS” a cura dei borsisti: Pierpaolo Petruzzi; Virginia Montaruli; Giovanni Walter Mele
Ore 11,45   Dibattito;
Ore 14.30    Visita al Laboratorio di Telematica sede del Laboratorio Pubblico Privato “IoT4.0”; 
Ore 15.00    Presentazione Progetti e nuovi ambiti di collaborazione.

Ecco chi sono i giovani borsisti di ricerca del Poliba, autori dei due progetti, “Picking” e “YMS/TMS”

Giulia Tresca, 24 anni, di Barletta (BT)
2020. Laurea magistrale in Ingegneria Informatica al Poliba. Voto: 110/110 e lode
2018. Laurea triennale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione al Poliba. 
2015. Maturità scientifica presso il Liceo scientifico “Carlo Cafiero” di Barletta (BT).

Virginia Montaruli, 25 anni, di Siracusa

2020. Laurea magistrale in Ingegneria Gestionale al Poliba. Voto: 110/110
2017. Laurea triennale in Ingegneria Gestionale al Poliba. 
2014. Maturità commerciale, presso I.T.C. “Principe di Napoli  - Insolera” di Siracusa. 

Pierpaolo Petruzzi, 29 anni, di Rutigliano (BA)

2019. Laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Poliba.  Voto: 108 /110
2016. Laurea triennale in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni al Poliba. 
2010. Maturità scientifica presso Liceo scientifico “Ilaria Alpi” di Rutigliano. 

Giovanni Walter Mele, 24 anni, di Bernalda (MT) 

2020. Laureando magistrale in Ingegneria dell’Automazione - Percorso Robotics (erogato in lingua inglese) al Poliba
2018. Laurea triennale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione al Poliba. Voto:    110/110 e lode
Maturità scientifica presso il Liceo scientifico,”M. Parisi” di Bernalda (MT). 

Martino Bruno, 27 anni, di Bitritto (BA)

2020. Laureando magistrale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione – indirizzo Sistemi produttivi al Poliba
2018. Laurea triennale in Ingegneria Informatica e dell’Automazione. Voto 85/110.
2012. Maturità commerciale presso I.T.C. “Tommaso Fiore” di Modugno (BA). 

Comunicato stampa. 

NOTA PER LE REDAZIONI:

I giornalisti e le troupe televisive che desiderino documentare l’evento, potranno accedere al Politecnico di Bari presso l’aula magna “Attilio Alto” muniti di tutti i dispositivi di protezione previsti dall’attuale stato emergenziale.

NOTA PER IL PUBBLICO:

All’evento si accede, solo su invito, muniti di tutti i dispositivi di protezione previsti dall’attuale stato emergenziale.

55 anni dopo. Dal Mar Grande al Mar Piccolo a vele spiegate

Il LIC - Laboratorio di Ingegneria Costiera del Poliba, con le due stazioni meteoceanografiche in Mar Grande e Mar Piccolo ha fornito al veliero le informazioni richieste, utili al transito a vela nel canale navigabile

Bari, 28 agosto 2020 – 14 maggio 1965. Taranto, Mar Piccolo, mattino. La secca tramontana, rara sorpresa per il luogo, soffia tra le vele della nave-scuola, “Vespucci”, ammiraglia della marina militare italiana che staziona nel mezzo del piccolo mare. A bordo, il Capitano di vascello, Agostino Straulino, comandante, asso della vela italiana, fiuta il vento e scruta lo sbarramento dell’unica via d’acqua, tra castello Aragonese e città. E’ in attesa del momento propizio, per osare contro l’improponibile. Tutti a bordo sono tesi, concentrati all’unisono, pronti al segnale, per una manovra mai tentata. Il ponte girevole si apre. Un fischio a bordo. Ecco il segnale. Le vele si gonfiano. Il Vespucci si allinea, il vento è a poppa. La prora punta senza indugio il canale navigabile. Lo scafo solca silenzioso il blu, tra vento e schiuma di mare e tutto d’un fiato attraversa con i pennoni che sfiorano la terraferma e gli applausi della gente, il canale per il grande respiro nella rada del Mar Grande. 
A 55 anni da quella straordinaria impresa velica, l’Amerigo Vespucci al comando del Capitano di vascello,Gianfranco Bacchi, esperto velista, con a bordo 106 corsisti dell’accademia militare di Livorno è tornato a Taranto il 22 agosto scorso per onorare e ripetere l'impresa, unica nella storia, che compì l’Ammiraglio, Agostino Straulino di Lussinpiccolo, campione mondiale di vela.
Per consentire le operazioni del passaggio a vela del “Vespucci”, classe 1931, questa volta dal Mar Grande al Mar Piccolo, e delle sue quattromila tonnellate per gli oltre cento metri di lunghezza e un albero maestro di 56 metri, è stato necessario un piano organizzativo e attendere naturalmente le condizioni meteomarine necessarie. 
Questa impresa infatti, ha necessitato dei giusti elementi meteo-oceanografici, considerando che Nave Vespucci può navigare a vela solo con il vento proveniente dai settori poppieri e che risente molto, a causa della struttura dello scafo e del suo pescaggio di circa 7 m, dell’effetto di deriva delle correnti lungo la colonna d'acqua.
Per pianificare l'operazione, il Capitano di Corvetta Ottavio Patulli, docente di oceanografia fisica presso l'Accademia Navale di Livorno, imbarcato sulla Nave Scuola, ha condotto un'analisi statistica sui dati meteorologici ed oceanografici registrati negli ultimi anni per evidenziare se, per il mese di agosto, questi potessero essere favorevoli all’impresa. In quest’ottica c’è stata la collaborazione con il LIC – Laboratorio di Ingegneria Costiera del DICATECh del Politecnico di Bari (responsabile scientifico il prof. Michele Mossa), che ha fornito i dati anemometrici, correntometrici e ondametrici delle due stazioni meteomarine in Mar Piccolo e Mar Grande.
Fatto questo, non isolato. La consolidata collaborazione del Politecnico a Taranto con la Marina Militare si era espressa già il 7 dicembre 2018 in occasione del delicato passaggio nel canale navigabile della maestosa portaerei, “Cavour”.
Il LIC e Taranto. Il Politecnico, sin dalla sua istituzione, vanta una trentennale e consolidata attività con la città di Taranto nei settori della ricerca, della didattica. Tra i grandi laboratori che operano a Taranto si annovera il LIC – Laboratorio di Ingegneria Costiera del Politecnico di Bari, che dispone di due stazioni meteo-oceanografiche che in tempo reale misurano e comunicano un ampio ventaglio di dati sulle acque dei due mari, utili al monitoraggio dello stato di salute dei due bacini e alla navigazione. La stazione nel Mar Grande è stata realizzata nell'ambito delle attività del progetto bandiera RITMARE (Ricerca Italiana per il Mare) e con finanziamento PON R&C 2007-2013. La stazione, operativa dal dicembre 2013, consta di un profilatore correntometrico acustico Doppler, un ondametro, un fluorimetro, un torbidimetro e di sensori meteorologici. La stazione in Mar Piccolo, invece, operativa dal 2014, consta di un profilatore correntometrico acustico Doppler e un ondametro e da un mareografo a ultrasuoni (quest’ultimo operativo dell’anno 2015).
Tali stazioni sono utilizzate per attività di ricerca nel campo dell’idraulica marittima e costiera, ma sono anche di grande utilità per il territorio tarantino per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto e, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, per le attività connesse alle operazioni di monitoraggio e di dragaggio del Porto di Taranto e, in generale, per collaborazioni con enti pubblici e privati.

Comunicato stampa.

Architettura lancia un ponte verso la Cina

Bari, 26 agosto 2020 - Il Corso di Studi in Architettura del Politecnico di Bari abbraccia, da trent’anni, il Mediterraneo. La solida tradizione di studi, condotta in seno al Dipartimento DICAR, assume sia le tematiche specifiche del territorio di appartenenza, sia quelle di tutti i Paesi bagnati dal Mare Nostrum, ricoprendo, in questo ambito geografico, un ruolo di assoluta protagonista. Le linee di ricerca, a cui corrispondono altrettante aree di apprendimento, affermano la centralità del progetto nel processo di formazione e riguardano tre focus tematici: Architettura e Patrimonio, Architettura e Città, Architettura e Costruzione.
Negli ultimi anni, la Scuola si è aperta, in maniera sempre più incisiva, alla dimensione internazionale, con uno sguardo costantemente più lungo, che si spinge sino al mondo asiatico, riconoscendo nel “Grande Drago” uno dei più “agguerriti” attori mondiali, nel campo dell'alta formazione, della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico. Frequenti sono gli appuntamenti annuali che vedono protagoniste la Cina e l’Italia in un dialogo interdisciplinare teso al consolidamento di una cooperazione per l’innovazione scientifica. Ne costituiscono due esempi recenti e contestuali, a cui l’ateneo barese ha preso parte come interlocutore attivo, confrontandosi con la domanda del mondo produttivo ed economico cinese, la X edizione della settimana Cina-Italia della scienza, della tecnologia e dell’innovazione - svoltasi a Pechino dal 25 al 29 novembre 2019 - e il XIII Sino-Italian exchange event. Occasioni che si sommano ai numerosi incontri con differenti delegazioni cinesi giunte in visita, in questi ultimi anni, presso il Politecnico di Bari, durante le quali è apparso evidente il desiderio di stringere rapporti di amicizia e collaborazione, tesi a valorizzare i sistemi di impresa e ricerca, ad acquisire know-how italiano nei seguenti campi: intelligenza artificiale e fabbrica Intelligente, ICT di nuova generazione, aerospazio, energia e tecnologie pulite per l’ambiente, smart city ed urbanizzazione sostenibile, biomedicina e tecnologie della salute, agricoltura di precisione ed agroalimentare, industrie creative e design, tecnologie per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
In particolare, il Politecnico di Bari ha accolto i primi studenti cinesi, all’interno dei propri Corsi di Laurea, a partire dal 2018, attraverso il Progetto “POLIBA2CHINA”, selezionato dalla Regione Puglia e finanziato mediante il Fondo Sociale Europeo. Da questo momento, si è attivato un processo di costruzione di rapporti bilaterali con atenei della Repubblica cinese, con cui si iniziano a condividere - oltre che mobilità di studenti, in ingresso e in uscita - tesi di dottorato, di laurea, workshop, seminari, mobilità di docenti.
È in questa cornice che si colloca l’attività di ricerca di un gruppo di tredici studenti del Corso di Studi in Architettura che, grazie ad una borsa di studi per tesi di laurea all’estero finanziata dall’ateneo di origine, hanno scelto come tema di indagine il problema del recupero, della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico che punteggia i paesaggi rurali cinesi, nella regione del Fujian, dove hanno svolto il loro tirocinio curriculare. La loro è una storia lunga un anno, come quella di tutti i laureandi in Architettura del Poliba. Un anno, quello di tesi, intenso e appassionato, fatto di studio e di ricerca, interamente vissuto tra le mura del piccolo atelier di Dipartimento, prima; tra gli splendidi paesaggi della Cina, durante la missione; per finire, tra le mura domestiche, nei difficili mesi del lockdown che, pochi giorni prima, li aveva costretti ad un rientro anzitempo dalla Terra del Dragone, spezzando l’entusiasmo di una tanto attesa esperienza di studi all’estero. Così, di quarantena in quarantena, costantemente supportati dai loro docenti, attraverso la nuova pratica della didattica a distanza, con grande tenacia e dedizione, i laureandi hanno portato a termine il loro percorso formativo: sono stati i precursori delle tanto agognate lauree in presenza del Poliba, che hanno fatto addirittura scuola in tutta Italia.
La neo-laureata Eleonora Capobianco ci offre la sua testimonianza:
La pianificazione del nostro percorso di tesi ha presentato diverse difficoltà sin dalla scelta ambiziosa del tema di progetto, che prevedeva lo studio di alcuni villaggi del Sud della Cina, nel corso di tre mesi. I preparativi, volti ad intraprendere un viaggio di una tale durata, ad una tale distanza, avevano già richiesto, di per sé un grande impegno a partire dalla preparazione della documentazione, fino all'organizzazione di tutto il materiale per l'attività in loco. Non avevamo idea che una serie di eventi al di fuori del nostro controllo, avrebbero annientato i nostri sforzi: raggiunto finalmente il lontano Oriente, dopo poche settimane di permanenza, siamo stati costretti ad un affrettato e angosciante rientro in patria, causa emergenza Covid. Nonostante tutto questo abbia, senza dubbio, generato notevole sconforto e frustrazione, abbiamo portato avanti il lavoro di tesi con forza e determinazione grazie al sostegno dei nostri relatori e docenti. Con gli strumenti informatici fornitici dal Poliba non è stato difficile adattarsi allo studio in via telematica: progettare, confrontarsi con i professori durante le revisioni settimanali e organizzare il lavoro tra di noi è stata un’esperienza del tutto nuova e particolare, che si è rivelata ugualmente efficace a dispetto della distanza. Non abbiamo mai smesso di sperare e lottare, tuttavia, affinché la seduta di laurea si svolgesse in presenza, non soltanto perché avrebbe costituito un momento importante delle nostre vite e delle nostre carriere universitarie, ma soprattutto perché la nostra è una Scuola nella quale le idee, i pensieri e il lavoro di gruppo che viene condotto durante la tesi, trova espressione principalmente nella rappresentazione grafica e nelle tavole di progetto. Per questo, laurearci in presenza per noi significava prima di tutto dare onore al nostro lavoro e sostanza ad un’esperienza di studi indimenticabile.
Così, anche in pieno clima Covid, il Politecnico di Bari riesce a conquistare un posto di primo piano nello scenario internazionale, accogliendo le nuove istanze formative dei giovani talenti, intercettando le esigenze del mondo produttivo, favorendo una crescita fondata sull’assoluta circolarità dei saperi, in uno spazio geografico senza confini, dilatato e fluido. In particolare, quella di Architettura è una Scuola accogliente e aperta, legata al territorio e, al contempo, fortemente rivolta al Mediterraneo, alla Grecia classica, al mondo romano, al Medioriente, sino all’India e alla Cina; una Scuola in cui ricerca e didattica si nutrono l’uno dell’altra, in un rapporto di fecondo scambio tra docenti e studenti, favorito proprio dalla peculiare articolazione dei laboratori di laurea. Unici, nel loro genere, non riscontrabili in nessun ordinamento di altri Corsi di Studi, coincidono con l’intero quinto anno del percorso formativo: si presentano come strutture didattiche dedicate alla preparazione dell’esame di laurea, consistente in una tesi di ricerca, nell’elaborazione di un progetto di architettura, da essa derivato, e in un tirocinio di raccordo tra progetto e ricerca.

L’ex-studente Bartolo Pavone afferma:
Per noi studenti di Architettura la tesi non viene vista come un fatto fine a se stesso, ma come un’esperienza da vivere con degli amici, più che con dei colleghi, grazie alla supervisione costante e attenta di un collegio di docenti. Viviamo quei quattro anni canonici sognando l’auletta: il nostro piccolo atelier dedicato, all’interno della Scuola; uno spazio autogestito dai laureandi che, per un anno intero, lavorano alacremente, gomito a gomito, condividendo entusiasmi, paure, forti emozioni.  E dopo diversi anni, finalmente, anch’io ho varcato la soglie della tanto bramata “auletta”: la numero 1.24, per essere precisi. Se dovessi trovare un momento che, in tutto questo difficile periodo emergenziale, mi ha fatto star male, è stato quando, dopo aver sognato l’auletta per tutti gli anni universitari, mi sono ritrovato lì, dopo la seduta di laurea, con uno scatolone in mano, pieno di libri e materiali, ma vuoto di ricordi. Il lockdown cinese e poi quello italiano, le continue quarantene, ci hanno consentito di vivere la nostra esperienza di studio e di lavoro in team solo per brevissimi periodi nel nostro spazio dedicato all’interno del Dipartimento DICAR: è questo ciò che più mi è mancato durante l’anno del Covid.  
Lo studente di Architettura viene accompagnato sino al conseguimento di un titolo riconosciuto a livello europeo, attraverso un percorso che ha scelto di conservare il corso quinquennale e l’organizzazione annuale degli studi, per garantire una formazione di qualità ai propri allievi, ponendosi come rara eccezione nel panorama italiano. Un percorso capace di superare gli specialismi e i settorialismi, in nome di una formazione “generalista”, improntata alla flessibilità e alla capacità di adattamento ai continui e rapidi cambiamenti delle tecnologie e del mercato del lavoro. Un percorso che insegna agli studenti l’esercizio del progetto della forma costruita; il valore della permanenza e della conoscenza approfondita di una tradizione che guarda al futuro, come volano per promuovere innovazione tecnologica.

Chiediamo al Coordinatore del Corso di Studi, Prof.ssa Loredana Ficarelli: perché studiare Architettura al Poliba?
L’Architettura è una disciplina stimolante e variegata che traduce pensieri e desideri in spazi concreti; che sviluppa la capacità di dialogare con le forme, di comprendere il potenziale iconografico del reale e del virtuale, di risponde a bisogni dell’uomo, nel tentativo di realizzarne la felicità. Si pone in un crocevia dove soffia, da una parte, il vento della cultura umanistica, dall’altra, quello della cultura scientifica e dell’innovazione. Al Politecnico di Bari è possibile imparare ad amare l’Architettura - come direbbe Gio Ponti - anche grazie ad un’offerta didattica integrativa, ricca e dinamica, che mette al centro di un’esperienza immersiva lo studente, protagonista attivo del proprio percorso: programmi innovativi, esperienze Erasmus, laboratori di tesi, stage all’estero, missioni di scavo, scuole-cantiere, viaggi studio, mostre e workshop internazionali costituiscono alcune delle opportunità offerte dal nostro CdS, che prevede anche, per chi volesse proseguire nel proprio percorso formativo, la possibilità di un Dottorato di Ricerca in “Conoscenza e Innovazione nel progetto per il Patrimonio”; di un Dottorato di Ricerca intrateneo in “Patrimoni archeologici, storici, architettonici e paesaggistici mediterranei: sistemi integrati di conoscenza, progettazione, tutela e valorizzazione”; di una Scuola di Specializzazione in “Beni architettonici e del Paesaggio”.

Quali competenze acquisisce lo studente iscritto al CdL in Architettura?
Il Corso di Studi ha come obiettivo la formazione specifica dell’architetto quale figura professionale in grado di cogliere i rapporti tra uomo, creazioni architettoniche e ambiente, di tenere in conto gli aspetti strutturali e costruttivi, l’utilità degli edifici, le implicazioni sociali ed economiche dell’abitare e di creare progetti architettonici. Il nucleo didattico centrale è costituito dalla cultura della progettazione, basata su saperi di natura storico-scientifica come le matematiche, la storia e le tecnologie, e su procedimenti di natura tecnico-estetica, come l'attività di progettazione applicata ai campi dell'architettura, della città, del restauro, dell'urbanistica e del paesaggio che include il calcolo delle strutture, l’uso delle tecniche di rappresentazione e di analisi dei costi. In aggiunta agli obiettivi strategici generali, l’articolazione in diversi piani di studio è finalizzata a fornire competenze specifiche quali, ad esempio, quelle nel settore dei beni archeologici e monumentali del mondo antico e medievale in area mediterranea.

Ed ancora, quali sono gli sbocchi professionali previsti?
Oltre che svolgere la libera professione, i laureati in Architettura possono trovare impiego nei seguenti ambiti:
- costruzione, trasformazione, conservazione, restauro degli edifici;
- valorizzazione e nella pianificazione delle città e del territorio;
- settori produttivi (imprese di costruzione, aziende di settore, ecc.);
- istituzioni ed enti pubblici e privati (amministrazioni locali e nazionali, Soprintendenze, istituti di ricerca).
- attività di conoscenza e valorizzazione del patrimonio architettonico, ambientale e archeologico;
- attività di ricerca e attività di insegnamento.

La selezione e le immatricolazioni al Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Architettura del Poliba, per il prossimo anno accademico 2020-2021, è regolata da un apposito bando di concorso che ne prevede modalità, tempi e procedure (http://bit.ly/bando_arch_2020).
I posti disponibili sono 150, di cui 3 riservati agli studenti non comunitari, ivi compreso 1 posto riservato esclusivamente agli studenti della Repubblica Popolare Cinese partecipanti al Progetto “Marco Polo”.
Le iscrizioni di partecipazione si concluderanno il prossimo 2 settembre. La prova di concorso, denominata TEST-ARCHED e redatta da CISIA sulla base dei programmi dell’Allegato 1 al DM 216/2020, si svolgerà l’8 settembre, a partire dalle ore 14:00.
Sarà possibile effettuare il TEST-ARCHED in presenza, presso le aule del Politecnico, oppure presso il proprio domicilio (TEST-ARCHED@CASA).

Anno Accademico 2020-21. Il TAI, Test di Ammissione ad Ingegneria standard

Con un tasso di occupazione di oltre il 92% a tre anni dal titolo, ingegneria è la laurea che garantisce le migliori performance occupazionali e di reddito. Le domande di partecipazione al test di ammissione ad uno dei nove corsi di laurea scadono il 25 agosto. Il test, on line o in presenza, dal 1° settembre

Bari, 22 agosto 2020 – Studi diversi generano lauree diverse per prospettive diverse: lavoro, retribuzione, soddisfazione, carriera,. E allora, come orientarsi nel frastagliato mondo della formazione universitaria? Passione o convenienza? Ragione o sentimento? Oppure un ponderato equilibrio? Certo non è facile scegliere la migliore formazione in un mondo che cambia sempre più velocemente e che riverbera le sue necessità con la richiesta di nuove professionalità e capacità. Difficile pertanto, fare previsioni sul mondo che verrà fra 5-6 anni per comprendere quali saranno le nuove figure o le professioni richieste dalla società. Un mezzo per orientarsi verso un futuro prossimo però c’è: è la storia supportata dalla statistica e dallo studio delle tendenze già in atto.
Dal 1994 il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, una delle migliori fonti italiane, studia e propone risultati e ricerche su studenti universitari, laureati, università italiane, lavoro. L’ultimo report 2019, diffuso a giugno 2020, racconta e riassume alcuni indicatori utili alla scelta universitaria e, contestualmente, proietta lo stato di salute degli atenei italiani.
Cosa dicono i recenti dati? Dal punto di vista lavorativo le lauree scientifiche hanno una marcia in più rispetto a quelle umanistiche. In questa speciale classifica: facilità di impiego/reddito a tre e a cinque anni dalla laurea, primeggia il settore di formazione  sulla sicurezza informatica (100% occupazione per quasi 2000 euro mensili) seguito immediatamente dopo dalla galassia dell’ingegneria e delle sue diramazioni con percentuali medie attorno al 94% e reddito tra i 1500 e i 1800 euro. L’indagine AlmaLaurea (https://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione18/volume) ha coinvolto circa il 90% di tutti i laureati degli atenei italiani.
In questo contesto e in linea con i dati nazionali di AlmaLaurea, si confermano anche per quest’anno i dati positivi sui corsi di laurea di Ingegneria del Politecnico di Bari. Ingegneria in Puglia è il titolo che consente la più alta percentuale per il lavoro e reddito. Con un tasso di occupazione medio, a tre anni dal titolo, pari ad oltre il 92%, (mentre la media nazionale si attesta all’84%) i corsi di laurea in Ingegneria del Poliba confermano la loro qualità. Qualità formativa che proviene da una consolidata tradizione formatasi a partire dal lontano 1944.
Ma quali sono le caratteristiche che richiedono gli studi di ingegneria del Poliba per un proficuo studio? Risponde il prof. Sergio Camporeale, delegato del Rettore per la didattica, coordinatore del corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccanica, ordinario di Macchine a Fluido. “Lo studente di ingegneria deve sicuramente avere una predisposizione verso le materie scientifiche, in particolar modo, matematica, fisica e chimica. Ciò significa che deve provare interesse verso tali discipline e quindi piacere ad approfondirne gli argomenti. All’ingegnere, quale che sia la specializzazione, è richiesto di mettere insieme le proprie conoscenze con la sua capacità di inventiva (di qui il senso della parola “ingegnere” che deriva dal latino “ingenium”) per creare cose nuove attraverso la stesura dei progetti. E’ sicuramente la parte più bella della professione dell’ingegnere che deve saper coniugare conoscenze e creatività. Lo studente che intraprende gli studi di ingegneria sa che ha di fronte a sé un percorso di studi impegnativo, per il quale servono buona volontà e senso di sacrificio. Studiare Ingegneria è un investimento sul proprio futuro. Rispetto ad altre professioni, la laurea in ingegneria ripaga gli sforzi compiuti con una possibilità di occupazione molto elevata e ottime prospettive di carriera”.
I corsi di Ingegneria del Poliba sono tutti a numero programmato. Per potervi accedere è necessario il superamento di una prova, TAI (Test Ammissione Ingegneria) che si svolge nella forma anticipata (quest’anno giugno e luglio) e standard in programma dal prossimo 1 settembre. Quest’ultima, raccoglie la disponibilità dei posti ancora liberi per l’immatricolazione all’anno accademico 2020-21 per le sedi di Bari e Taranto. Il TAI è un test di venti domande che si svolge, secondo richiesta, in presenza o online, di matematica su argomenti di logica, teoria degli insiemi, algebra, analisi matematica, geometria, trigonometria. Il superamento del Test (punteggio minimo 2/20) e il posizionamento utile in graduatoria consente di immatricolarsi al corso di laurea prescelto.
Ecco i corsi con i rispettivi posti disponibili per l’anno accademico 2020-2021 (tra parentesi quelli riservati a studenti extra EU): Ingegneria Edile, 97 (7); Ingegneria Gestionale, 50 (6); Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni, 101 (3); Ingegneria Elettrica, 109 (3); Ingegneria Civile ed Ambientale, 150 (8); Ingegneria Informatica e dell’Automazione, 125 (3); Ingegneria Meccanica, 68 (6); Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali, 56 (6); Ingegneria Sistemi Medicali, 9 (3).
Il corso di Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali si svilupperà solo nella sede di Taranto del Poliba mentre quello di Ingegneria Civile ed Ambientale riguarderà oltre Taranto anche la sede di Bari. Termine scadenza domande per partecipare al TAI di settembre: martedì, 25 agosto. Tutte le informazioni necessarie sono presenti sul sito del poliba, http://www.poliba.it/didattica/test-di-ammissione

Comunicato stampa.

MATERA. Il Politecnico di Bari partner del progetto approvato e finanziato dal MISE

Prototipo in Italia e con una dote di 15 milioni di euro, si propone come volano di sviluppo del territorio ed esempio nazionale. Tra i temi di studio per possibili applicazioni: intelligenza artificiale, IoT, blockchain, realtà aumentata, 5G. Gli altri partners: Comune di Matera (responsabile); CNR, Università della Basilicata. Il Poliba in campo con i Dipartimenti di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione; Meccanica, Matematica, Management; Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura

Bari, 17 agosto 2020 – Matera all’alba della storia dell’uomo; Matera del neolitico, greca e romana; Matera immobile nel tempo, invisibile, dimenticata; Matera simbolo della civiltà contadina; Matera che commuove il presidente, De Gasperi; Matera abbandonata e riscoperta; Matera capitale europea della cultura; Matera e le nuove tecnologie emergenti; Matera, dove passato e presente mescolano il futuro.

La fucina delle idee, della sperimentazione, dell’innovazione, del futuro, ha un nome, che è anche progetto: “La casa delle tecnologie emergenti di Matera”. La prima in Italia, pioniera di un nuovo sviluppo. La sua missione è quella di contaminare, partendo proprio dalla città dei Sassi (che diventa laboratorio nazionale), nuove possibilità di sviluppo per il territorio locale e nazionale attraverso le nuove tecnologie digitali.

Gli strumenti per proporre il nuovo cambiamento sono: una nuova creatività unita alla sperimentazione e all’uso delle tecnologie emergenti: intelligenza artificiale, robotica avanzata, sistemi IoT (internet delle cose), blockchain, applicazioni 5G, realtà aumentata, tecnologie di ripresa 3D capaci di sviluppare prodotti e servizi innovativi.

Una “casa” che accoglie le imprese e le loro esigenze, che punta a migliorare i servizi pubblici, che propone e sperimenta ricerca scientifica, didattica e formazione, supporta progetti di ricerca, start-up e produce soprattutto trasferimento tecnologico.

Il progetto, redatto dal Comune di Matera a fine 2019, in collaborazione con CNR, Politecnico di Bari, Università della Basilicata, è stato approvato e finanziato in pari anno dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con una dotazione di 15 milioni di Euro, ha trovato nell’atto formale, sottoscritto dalle parti nella sede del Municipio di Matera lo scorso 4 agosto la fase d’avvio. Presenti, per la circostanza: il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggeri e l’assessore, Gianpaolo D’Andrea; il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, la Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole; la componente della segreteria del Presidente CNR, Marta Rapallini e la coordinatrice del Centro Interdipartimentale, Gelsomina Pappalardo.

Ai partners di progetto il Comune di Matera riconoscerà: 3 milioni 203 mila euro al CNR; 1 milione 476 mila euro al Poliba e 1 milione 770 mila euro a UNIBAS.

Prototipo in Italia, vero centro di trasferimento tecnologico, supporterà progetti di ricerca e sperimentazione verso le piccole e medie imprese grazie allo sforzo congiunto di cooperazione degli attori firmatari. La Casa delle Tecnologie emergenti avrà un suo luogo fisico e uno virtuale gemello per proporre simulazioni e sperimentazioni. Il fabbricato (400 mq) avrà anche un’area scoperta (6000 mq) “giardino delle tecnologie” e sorgerà a Matera in via Ettore Maiorana. Con un costo di 1,8 milioni euro, sarà pronto tra sette mesi. Il centro sarà connesso agli altri nodi tecnologici della città, aziende, startup nazionali ed internazionali; nel centro sarà realizzata una infrastruttura tecnologica urbana che fornirà un sistema di supporto alle innovazioni nelle città italiane e favorirà la creazione di nuove competenze a livello nazionale; saranno condotte sperimentazioni atte a sviluppare servizi e progetti innovativi volti al trasferimento tecnologico, usando come laboratorio l’intera città; coinvolgerà scuole e cittadini della città per promuovere la formazione delle professioni del futuro.

Il Politecnico di Bari e il Progetto della Casa delle Tecnologie emergenti di Matera. “Per il Politecnico di Bari assume particolare rilievo la partecipazione al progetto in qualità di partner scientifico” – dice il Rettore del Poliba, Francesco Cupertino. “In esso – continua - sono racchiusi compiti istituzionali e strategici che perseguiamo da tempo, costantemente: ricerca, formazione, trasferimento tecnologico. La partecipazione alla Casa delle tecnologie emergenti di Matera rappresenta una ulteriore testimonianza della qualità scientifica riconosciuta al nostro ateneo. Il Poliba ha intrapreso da tempo un percorso di collaborazione e sostegno alle piccole e medie imprese del territorio attraverso il supporto scientifico e il trasferimento tecnologico. Le nuove tecnologie rappresentano delle importanti opportunità di sviluppo territoriale. Per queste ragioni intendiamo offrire le nostre capacità scientifiche e per queste ragioni ho proposto ai partner di progetto anche l’istituzione di un apposito dottorato di ricerca interateneo dedicato all’iniziativa”. Proposta ben accolta.”

L’accordo prevede tempi, temi e modalità di partecipazione delle parti al progetto. Per parte Politecnico il coordinatore scientifico è il prof. Tommaso Di Noia, ordinario di "Intelligenza Artificiale e Machine Learning". Il progetto prevede il coinvolgimento scientifico dei Dipartimenti di Elettronica e dell’Informazione (DEI); Meccanica, Management, Matematica (DMMM); Ingegneria Civile e dell’Architettura (DICAR). I contributi di docenti e ricercatori del Poliba riguarderanno le tematiche relative alla Extended (Augmented/Virtual/Mixed) Reality, Robotica e stampa 3D, applicazioni del 5G, Industria 4.0, Quantum Computing, imprenditorialità e innovazione.

I temi – sottolinea il prof. Di Noia - avranno come elemento chiave e trasversale l’Intelligenza Artificiale identificata oramai come volano per la nuova rivoluzione industriale in corso. Le competenze e i laboratori già presenti all’interno del Politecnico di Bari diverranno una estensione di quanto si andrà a costruire ed allestire nella città di Matera. Nei fatti, i laboratori del Politecnico andranno a complementare l’offerta tecnologica per la progettazione e sperimentazione di nuovi prodotti e applicazioni incentrate sulle tecnologie emergenti mentre l’ampia competenza dei docenti e ricercatori permetterà una più agile ed efficace identificazione di bisogni e soluzioni “provenienti dal” e “suggerite al”  mondo industriale e, più in generale, imprenditoriale.

Grazie alla Casa delle Tecnologie Emergenti della città di Matera, verrà data la possibilità a una nuova generazione di ricercatori di cimentarsi con tecnologie e tematiche che sono alla frontiera tra la ricerca e l’industrializzazione attraverso assegni di ricerca e nuove posizioni da ricercatore pensati ad hoc per lo sviluppo del progetto nella sua globalità.

 

Il progetto della Casa delle Tecnologie Emergenti prevede apposite verifiche dei risultati nel corso della sua attuazione. La sua conclusione è prevista, come da accordi sottoscritti, entro il 10 dicembre 2024.

 

 

Comunicato Stampa.

Bilancio. Il Consiglio di Amministrazione del Poliba approva il bilancio consuntivo 2019

Bari, 1° agosto 2020 – Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Bari, presieduti dal Rettore, il 30 e 31 luglio 2020, all’unanimità, hanno dato il via libera al Bilancio di esercizio 2019, manifestando soddisfazione per gli importanti risultati gestionali registrati.
Sul più importante documento amministrativo, che fotografa annualmente la situazione reale di funzionamento del Poliba, anche i Revisori dei Conti, lo scorso 29 luglio, avevano espresso parere favorevole.
Conti in ordine, bilancio sano e soprattutto in attivo costituiscono gli elementi portanti e positivi del Politecnico anche sul piano gestionale. Il conto economico in particolare, evidenzia un utile di esercizio di circa 4 milioni di euro.
Dallo Stato patrimoniale si rileva, inoltre, un patrimonio netto di circa 67 milioni di euro, comprensivo delle riserve vincolate, mentre il patrimonio immobiliare e mobiliare ammonta a circa 134 milioni di euro.
Un traguardo non affatto scontato, se confrontato ad altre amministrazioni universitarie. Il Politecnico, dunque, propone un modello amministrativo-gestionale d’esempio, che gli consentirà una più energica ed efficace programmazione per il futuro.
Anche il Fondo di Finanziamento Ordinario evidenzia un trend in costante crescita, passando da un’assegnazione di 37,1 mil. di euro del 2014 a 43,8 mil. di euro del 2019.
Questi lusinghieri risultati trovano conferma negli indicatori di sostenibilità economico finanziaria certificati dal Ministero, anch’essi in costante miglioramento negli ultimi anni, come di seguito evidenziato nella sottostante tabella.

I predetti indicatori hanno consentito di programmare 34 concorsi, per la maggior parte destinati al reclutamento di nuovi ricercatori di tipo b) o per attrarre nuovi docenti, che saranno a breve banditi, cui si aggiungono 32 ricercatori a tempo determinato di tipo a), che sarà possibile reclutare grazie al contributo regionale (Refin), così potendo arricchire la didattica e la ricerca con nuovi giovani docenti.
Sarà possibile, altresì, programmare interventi a favore degli studenti, anche attraverso l’erogazione di borse di studio, così consentendo di mitigare le difficoltà delle famiglie, alle prese con la crisi determinata dall’emergenza epidemiologica, e del personale tecnico amministrativo e bibliotecario.
“Il Bilancio di esercizio - dice il Direttore Generale, Sandro Spataro - evidenzia una solida struttura economico-finanziaria, frutto di una gestione oculata e al tempo stesso attenta ai bisogni della propria Comunità. Oggi – continua - il Politecnico di Bari può proiettarsi con fiducia verso nuovi investimenti di miglioramento delle condizioni degli studenti e della ricerca”.
“Lo studente resta sempre al centro delle nostre attenzioni”, dice il Rettore, Francesco Cupertino. “Con l’inizio del nuovo anno accademico miglioreremo ancor più i servizi ai nostri studenti: intendiamo utilizzare parte degli utili di bilancio per favorire borse di studio, finanziare progetti di didattica innovativa e rafforzare i laboratori didattici. Ci piacerebbe che gli studenti e le loro famiglie leggessero la nostra chiara carta d’identità amministrativo-contabile-gestionale, quale è il bilancio di una università, come un modello organizzativo efficiente, trasparente, capace di supportare efficacemente il cammino di formazione di chi affida nelle nostre mani il proprio futuro”.

Comunicato stampa.

Immatricolazioni Poliba. 120 posti disponibili. Le domande per la selezione fino al 25 agosto

In continua ascesa, è stata classificata dal rapporto Censis 2020 al terzo posto in Italia

Bari, 29 luglio 2020 – Cronologicamente, nella trentennale storia del Politecnico, alla corposa offerta didattica della ancor più remota Ingegneria e successivamente di Architettura, Disegno Industriale, ha rappresentato una risposta formativa di rilievo, adeguata ai tempi e di completamento in un campo, quello del design, poco esplorato nelle regioni meridionali.
Istituito nell’anno accademico 2002-2003, e con accesso a numero strutturato (inizialmente 50 studenti), trova le sue radici nella Facoltà di Architettura del Poliba.
Ma chi è il designer oggi? E’ una figura moderna, in evoluzione. E’ sicuramente un mediatore tra il settore scientifico e quello umanistico. Capace di trovare una sintesi tra l’ideazione e la realizzazione di un prodotto, di un oggetto, che guarda l’estetica, l’ergonomia, la funzionalità, la produzione e commercializzazione. Molteplici sono le forme in cui trova applicazione: navale, interni, grafica, moda, comunicazione, sostenibilità. 
Queste ragioni duttili e creative, adatte ai tempi, hanno dato a Disegno Industriale del Poliba impulso e riscontro sul piano delle scelte degli studenti. Lo confermano i dati. Nell’ultimo quinquennio ha registrato rilevanti incrementi: dai 292 partecipanti alla selezione dell’anno accademico 2015-16 ai 353 del 2018-19 per 120 posti messi a concorso. Ciò in linea con l’incremento generalizzato delle immatricolazioni al Politecnico di Bari degli ultimi sei anni con un + 38% e in controtendenza con quanto accade in molti atenei italiani.
Andamento  di qualità stigmatizzato anche dalla recentissima classifica CENSIS 2019-20 che pone il corso di laurea triennale in Disegno Industriale del Poliba al terzo posto assoluto in Italia, dopo lo IUAV di Venezia e l’Università di Ferrara, prima dei Politecnici di Torino e Milano.
Su questo rilevante risultato si esprime la coordinatrice del corso di Disegno Industriale del Poliba, prof. Annalisa Di Roma: “il Censis rileva l’efficacia del corso di laurea sia in termini di carriera accademica sia in termini di ricaduta occupazionale. Studiare Design nel Politecnico del sud Italia significa avere garanzia di una formazione seria e robusta, eredità dei corsi di Ingegneria ed Architettura; garanzia di una adeguato bilanciamento tra le aspettative di apprendimento e le performance di carriera, grazie alla guida dei suoi docenti; garanzia di condividere la passione per il Design della comunità scientifica e dei professionisti, attraverso i workshop, le lectures ed i seminari organizzati”. 
Gli chiediamo: il corso di Disegno Industriale è relativamente giovane, eterogeneo, in continua evoluzione, ma preferito dagli studenti. Chi è il nuovo designer che intende formare il Poliba?
La sfida intrapresa dal corso di laurea sin dalla sua istituzione è quella di formare progettisti in grado di coniugare tradizione e innovazione: la tradizione di un contesto socio culturale aperto e inclusivo, profondamente radicato nella propria storia e nelle proprie radici culturali; l’innovazione tecnologica e tecnica che caratterizza le imprese del territorio, player importanti del contesto nazionale ed internazionale.
Il Designer del Politecnico di Bari ha una solida formazione scientifica ed una profonda cultura umanistica: è in grado di riconoscere e trarre valore tanto dai processi artigianali quanto dagli standard avanzati nel contesto digitale dell’industria contemporanea, mettendo al centro l’uomo e l’ambiente.

Qual'è il rapporto del corso di laurea con il territorio? E la spendibilità del titolo?
Il corso di laurea è cresciuto negli anni attraverso la collaborazione costante con le imprese nel territorio: mobile imbottito e arredo, tessile e confezione, calzature di sicurezza e abiti da lavoro, ceramica ed ebanisteria, imprese tecnologiche fornitrici di servizio, enti ed istituzioni pubbliche. In particolare, il corso ha saputo costruire il dialogo tanto con la dimensione artigianale delle piccole botteghe, quanto con i grandi player industriali, i distretti e le agenzie territoriali.
Il rapporto con il territorio ha, nel tempo, contribuito alla credibilità e l’autorevolezza del Design made in Puglia. Il designer del Poliba è riconosciuto come portatore di valore aggiunto in tutti i contesti a cui apre il titolo di laurea triennale sia della formazione magistrale sia professionale.

Intanto, per la selezione e le immatricolazioni al Corso di Laurea triennale in Disegno Industriale del Poliba per il prossimo anno accademico 2020-2021, un apposito bando di concorso ne prevede modalità, tempi e procedure. 
I posti disponibili sono 120, di cui 1 per studenti non comunitari residenti all’estero e 1 per studenti cinesi (contingente Marco Polo). Per partecipare al concorso è necessaria una iscrizione, mediante il portale “Esse 3” del Politecnico. Le iscrizioni di partecipazione si concluderanno il prossimo 25 agosto. La prova di selezione avrà inizio il 14 settembre e avrà una durata di sessanta minuti. Questa, su scelta del candidato, potrà avvenire in presenza  presso le aule del Politecnico o da remoto tramite software Webex e browser SEB - Safety Exam Browser.
La prova di ammissione consisterà in una serie di cinquanta quesiti a risposta multipla, di cui una sola esatta tra le cinque indicate, così suddivise: 18 per l’argomento di Disegno e Rappresentazione; 18 di Storia dell’Arte; 7 per Logica e Cultura generale; 7 per Matematica e Fisica. 
Il punteggio della prova verrà così calcolato: 1,25 punti per ogni risposta esatta ad un quesito di Disegno e Rappresentazione; 1,15 punti per ogni risposta esatta ad un quesito di Storia dell’Arte; 0,5 punti per ogni risposta esatta ad un quesito di Matematica, Fisica, Logica e Cultura Generale. Verrà attribuita una penalizzazione pari a -0,25 punti per ogni risposta sbagliata; Il valore attribuito ad una risposta non data sarà pari a 0 punti. 
Per superare la prova bisognerà raggiungere almeno 10 punti. Avranno diritto all’immatricolazione i candidati utilmente collocati nella graduatoria finale, entro il numero di posti disponibili.

Date riassuntive di riferimento

DATA DI INIZIO DELLE  PROVE

ISCRIZIONI AL TEST

PUBBLICAZIONE CALENDARIO TURNI

DATE DI IMMATRICOLAZIONE

Dal 14 settembre

15 luglio -25 agosto

7    settembre  2020

24 settembre - 1 ottobre 

 

 

Comunicato stampa.

Ricerca. Sottoscritto il finanziamento al dottorato di ricerca interateneo “Industria 4.0”

Di durata triennale, sarà dedicato alla realtà virtuale e aumentata, applicata in particolare alle attività di manutenzione e assistenza degli impianti produttivi

Bari, 27 luglio 2020 – “Memento Audere Semper” (ricordati di osare sempre). In questa locuzione latina di d’annunziana memoria, declinata ad imprese straordinarie, si è riconosciuta la ultratrentennale storia della Masmec S.p.A. di Bari e del suo fondatore, l’ing. Michele Vinci. 
“Audere”, attraverso l’innovazione, è stata la chiave strategica, che ha portato Masmec a distinguersi nel panorama nazionale e internazionale. L’innovazione, l’unica strada per creare valore, sempre, anche nei momenti di crisi come l’attuale, distingue Masmec anche oggi. Con un giro di affari di 35 milioni di euro e il 15% del suo fatturato destinato in ricerca e sviluppo, Masmec continua a “osare” sull’innovazione come volano per la creazione di valore. 
Nata come azienda di progettazione si è specializzata nella realizzazione per le multinazionali dell’industria automotive di macchine automatiche personalizzate per assemblaggio e collaudo di componenti quali: iniettori, cambi, frizioni, motori, pompe e molto altro ancora. Pezzi unici, frutto della ricerca continua nell’ambito della più avanzata tecnologia di precisione, della robotica e della meccatronica. Ed è proprio la specializzazione nelle tecnologie di precisione e la robotica che hanno indotto Masmec dieci anni fa a fondare anche la divisione Masmec Biomed, specializzata nella realizzazione di dispositivi medicali e biotech finalizzati alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. 
Membro dell’Organo di Coordinamento e Gestione del Cluster Fabbrica Intelligente, Masmec S.p.a. oggi conta 250 dipendenti: il 55% è laureato; 100 di questi (40%) provengono dal Politecnico di Bari. Con un trend in ascesa, Masmec forte dei suoi 25 brevetti, e una media di due all’anno, propone due sfide dal sapore antico ma fortemente attuali: una produzione personalizzata ancora più spinta e di alta specializzazione e la valorizzazione delle competenze dei propri collaboratori.
Per sostenere i nuovi confini dell’esplorazione scientifica, Masmec, forte di un antico rapporto con il Politecnico ha inteso finanziarie un nuovo dottorato interateneo di ricerca, denominato, “Industria 4.0” attivato a maggio 2020 dallo stesso Poliba. “Il nuovo Dottorato in “Industria 4.0” – dice la coordinatrice del dottorato, Mariagrazia Dotoli, ordinario di Automatica del Politecnico di Bari – erogato congiuntamente dal Politecnico e dall’Università di Bari, è incentrato sul paradigma dell’industria 4.0 ed in particolare sulla convergenza e integrazione tra tecnologie di produzione e della informazione. Si tratta di un percorso di alta formazione orientato al trasferimento tecnologico, basato su un confronto continuo e proattivo con il mondo industriale, in particolare regionale. Gli ambiti riguardano: produzione avanzata, additive manufacturing, realtà aumentata, simulazione e digital twin, integrazione horizzontale/verticale, internet of things industriale, cloud computing, cybersecurity, big data”. 
Per queste ragioni, Masmec e il Politecnico di Bari hanno formalizzato e rafforzato la reciproca collaborazione lo scorso venerdì, 24 luglio presso la sede dell’azienda con la sottoscrizione del finanziamento della borsa “Virtual Maintenance and Technical Assistance” destinata a sostenere il dottorato di ricerca “Industria 4.0”, XXXVI ciclo.
Dopo una visita aziendale a cui ha partecipato anche il fondatore della Masmec, ing. Michele Vinci, sono stati sottoscritti gli accordi dal rettore del Poliba, Francesco Cupertino e dall’amministratore delegato di Masmec, Daniela Vinci che, a margine dell’incontro, hanno così commentato. Daniela Vinci: “Lo scambio continuo di esperienze con gli attori della ricerca e dell’innovazione permette a chi fa impresa di ampliare la visione strategica e di agire con maggiore consapevolezza in un contesto in continua evoluzione. Più volte, come azienda, abbiamo attinto alla più alta formazione universitaria per supportare innovazioni e diversificazioni, sia in termini di prodotto che di business. Abbiamo trovato nel Politecnico di Bari un partner sensibile e lungimirante, oltre che un eccellente incubatore di talenti.” 
Francesco Cupertino: «Siamo convinti che questo investimento nella ricerca da parte del nostro Ateneo e di aziende di riferimento per il territorio come Masmec in settori strategici per la regione quale è Industria 4.0 sia un significativo contributo alle possibilità di carriera dei nostri Ingegneri. Rispetto ai laureati, tutte le più recenti indagini occupazionali mostrano che i dottori di ricerca hanno migliori prime retribuzioni, tassi di occupazione più alti e più contratti a tempo indeterminato. Ciò è tanto più rilevante in un momento difficile come quello attuale, in cui diviene lungimirante buttare il cuore oltre l’ostacolo, investendo nelle competenze del Paese e nel futuro dei nostri giovani.»
Il dottorato di ricerca, “Industria 4.0” è incardinato nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione, in collaborazione con il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico, con il Dipartimento Interateneo di Fisica e con tre dipartimenti dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari: Chimica, Informatica, Farmacia. Esso si colloca tra le numerose iniziative messe in campo dal Politecnico per avvicinare la ricerca alle esigenze reali dell’industria.

Comunicato stampa.

Didattica. Dopo le Biblioteche, da domani, 14 luglio rush finale per 500 laureandi

Bari, 13 luglio 2020 – Il Politecnico verso la normalizzazione. Dopo l’apertura delle Biblioteche, lo scorso 9 luglio, anche le sedute di laurea, seppur con le massime precauzioni, tornano in presenza a Bari e Taranto per tutta la prossima seconda metà del mese di luglio.
Circa 500 laureandi, con una media giornaliera di 50 aspiranti dottori, popoleranno da domani, martedì, 14 luglio sino al 31 del corrente mese, il campus universitario di Bari, mentre il 16 coinvolgerà la sede di Taranto. Sono previste parallelamente anche sedute di laurea on-line per coloro, che per ragioni logistiche sono impossibilitati a raggiungere le sedi di Bari e Taranto perché, ad esempio all’estero.
Le modalità. Sono due i turni giornalieri, a partire dal 14 luglio: ore 8.30 e ore 16.00. Per la sede di Taranto invece, si comincia alle ore 11.00 (16 luglio).
I laureandi dovranno presentarsi al punto di accesso al campus nel giorno ed orario comunicato dalla segreteria studenti con un apposito modulo compilato in ogni sua parte e sottoscritto, contenente l’eventuale indicazione di massimo quattro nominativi di persone facenti parte del proprio gruppo familiare che saranno presenti alla seduta di laurea. Al momento dell’accesso avverrà il controllo della temperatura e, nel caso di necessità, la distribuzione di mascherine.
Il Poliba conserverà per 15 giorni il modulo con i nominativi dei parenti così come previsto dalla normativa. Senza il modulo sottoscritto i parenti dei laureandi non potranno entrare. Gli ospiti seguiranno la seduta di laurea in un area attrezzata presso la piazzetta coperta “Cherubini” del Poliba su maxischermo, mentre il laureando si accomoderà nell’aula indicata. E’ prevista comunque anche la diretta streaming.

Ecco il programma completo delle lauree in presenza:

Sedute di Laurea del 14 Luglio

Aula Magna Attilio Alto, ore 8.30

INGEGNERIA ELETTRICA
INGEGNERIA ELETTRONICA E DELLE TELECOMUNICAZIONI
INGEGNERIA DEI SISTEMI MEDICALI

Aula Magna Attilio Alto,  ore 16.00

INGEGNERIA INFORMATICA E DELL’AUTOMAZIONE

Sedute di Laurea del 16 Luglio - sede di Taranto – ore 11.00

INGEGNERIA DEI SISTEMI AEROSPAZIALI
INGEGNERIA MECCANICA

Sedute di Laurea del 17 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

LAUREA INGEGNERIA MECCANICA 

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

LAUREA INGEGNERIA MECCANICA

Sedute di Laurea del 20 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

ARCHITETTURA

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

INGEGNERIA EDILE

INGEGNERIA DEI SISTEMI EDILIZI

Sedute di Laurea del 21 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

ARCHITETTURA

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

INGEGNERIA CIVILE
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE

Aula Magna di Architettura – ore 16.00

INGEGNERIA CIVILE
INGEGNERIA PER L'AMBIENTE E IL TERRITORIO

Sedute di Laurea del 22 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

ARCHITETTURA

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

INGEGNERIA MECCANICA

Aula Magna di Architettura – ore16.00

INDUSTRIAL DESIGN

Sedute di Laurea del 23 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

INGEGNERIA GESTIONALE

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

INGEGNERIA ELETTRONICA
INGEGNERIA ELETTRICA
INGEGNERIA DELL'AUTOMAZIONE
INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZIONI
INGEGNERIA INFORMATICA

Aula Magna di Architettura – ore 16.00

ARCHITETTURA

Sedute di Laurea del 24 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

INGEGNERIA GESTIONALE

Aula Magna Attilio Alto – ore 16.00

INGEGNERIA GESTIONALE

Sedute di Laurea del 27 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

DISEGNO INDUSTRIALE

Sedute di Laurea del 28 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

DISEGNO INDUSTRIALE

Sedute di Laurea del 29 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

DISEGNO INDUSTRIALE

Sedute di Laurea del 30 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

DISEGNO INDUSTRIALE

Sedute di Laurea del 31 Luglio

Aula Magna Attilio Alto – ore 8.30

DISEGNO INDUSTRIALE.

Comunicato stampa.

Il Libro“Space Economy, storia e prospettiva di business”

L’evento è stato organizzato da ESA_Lab@PoliBa, il laboratorio nato dalla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il Politecnico di Bari

Bari, 11 luglio 2020 – Ieri l’oro, oggi i dati, rappresentano il bene più prezioso su scala globale. Se nell’800 i cercatori del metallo prezioso si spingevano nelle parti meno esplorate della terra, oggi i nuovi pionieri osservano ed elaborano dati dall’alto, dallo spazio con esplorazioni satellitari e astronautiche. Alla fase pionieristica spaziale del dopoguerra e delle missioni spaziali sulla Luna dal sapore romantico ma con i colori della guerra fredda, si è passati, nel XXI secolo, ad una nuova fase più utilitaristica. 
Negli ultimi anni infatti, abbiamo assistito ad un crescente interesse verso le attività spaziali. Attività che stanno occupando un ruolo sempre più centrale nel dibattito politico internazionale. Esse rappresentano una delle più promettenti traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale per i prossimi decenni. Tale centralità e rilevanza del fenomeno “spazio” per il prossimo futuro è sintetizzato nel termine, Space Economy che rappresenta l’intera gamma di attività e l’impiego di risorse che creano e forniscono valore. Ciò racchiude in sé un settore industriale in continuo fermento, caratterizzato da molteplici opportunità di business. 
Questi temi trovano sintesi nel libro “Space Economy, storia e prospettiva di business” (edizioni Franco Angeli, 22,00 euro) di Antonio Messeni Petruzzelli e Umberto Panniello, entrambi docenti al Politecnico di Bari.
Il libro, presentato al Politecnico di Bari, sulla piattaforma Teams, lo scorso 7 luglio, ha raccolto le opinioni e i commenti anche di altri illustri ospiti.
Il testo, nelle sue 134 pagine, traccia la storia di questo fenomeno, attraverso le tappe principali che ne stanno caratterizzando l’evoluzione. Si concentra, in particolare, sull’impatto che la Space Economy sta avendo sulle principali economie mondiali, europee e nazionale. Delinea le opportunità di business connesse alla Space Economy, descrive le realtà imprenditoriali già attive e a quelle in via di sviluppo. 
L’evento, organizzato da ESA_Lab@PoliBa, è stato moderato dal Rettore, Francesco Cupertino che non ha mancato di sottolineare tutto l’interesse dell’ateneo tecnico-scientifico pugliese sul tema spazio, testimoniato dalle attività scientifiche in corso, dal corso di laurea, in “Ingegneria dei sistemi aerospaziali” e dal prossimo anno accademico dalla nuova materia d’insegnamento, “Space Economy”.
“Il libro è attuale e serve ad inquadrare la Space Economy” – ha detto nel suo intervento il prof. Roberto Battiston, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e professore di Fisica Sperimentale presso l’Università degli Studi di Trento. “La nuova economia, come quella attuata da Google, Amazon, Facebook, che si basa sui dati e la loro gestione, a cui si aggiunge la pubblicità e la tecnologia di settore, premierà chi si è mosso per primo”L’Italia si colloca bene nel settore spaziale e la Puglia è per l’aerospazio un luogo sperimentale di importante valore – ha aggiunto l’ing. Luca del Monte, Head of Industrial Policy and SME Division - European Space Agency. 
Diversi gli interventi succedutesi dall’Italia e da oltre confine di commento al testo e al tema hanno concluso infine, la presentazione.
Gli autori. Antonio Messeni Petruzzelli è professore di Gestione dell’Innovazione presso il Politecnico di Bari, distinguished visiting scholar presso la Beijing Normal University (Beijing, Cina), nonché professore affiliato presso la Paris School of Business (Parigi, Francia) e il Digital Leadership Research Centre della Cass Business School (Londra, UK). 
È autore diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali sui temi della gestione strategica dei processi di innovazione. Le sue ricerche sono state inoltre premiate con il Nokia Siemens Network Award in Technology Management for Innovation into the Future.
Umberto Panniello è professore di Modelli di e-Business, Marketing e Business Intelligence presso il Politecnico di Bari. È stato visiting scholar presso la Wharton Business School (Philadelphia, USA) e distinguished visiting scholar presso la Beijing Normal University (Beijing, Cina). 
Svolge ricerca sui temi del marketing, del Customer Relationship Management e della business intelligence, ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche. 

Comunicato stampa.

“ESA_Lab@PoliBa”. L’Agenzia Spaziale Europea, ESA, e il Politecnico di Bari hanno formalizzato un accordo di collaborazione per dare vita al secondo ESA Lab italiano (il primo è stato realizzato nel 2018 con l’Università Bocconi di Milano), denominato, “ESA_Lab@PoliBa”. L’accordo è stato firmato dal Direttore Generale dell’ESA, Johann-Dietrich Woerner e dal Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino il 10 dicembre 2019.  “ESA_Lab@PoliBa”, favorisce e sostiene la collaborazione tra ESA e Politecnico di Bari sui temi dell’aerospazio e della “new space economy”, in termini di ricerca, formazione, trasferimento tecnologico attraverso lo scambio di docenti, ricercatori, operatori del settore. Sostiene una più ampia partecipazione strategica di sostegno alla crescita del settore dell’aerospazio, a livello nazionale ed europeo, in linea con le direttrici e il potenziamento del budget complessivo messo a disposizione da ESA (14,4 miliardi di euro per i prossimi cinque anni).

Europa. Giovedì, 9 luglio, ore 16.00, “Le politiche locali del cibo in Puglia”

Bari, 7 luglio 2020 – L’aumento della popolazione, il contestuale consumo di risorse, anche alimentari pone non pochi interrogativi etici ed economici. La riduzione degli sprechi alimentari ed una economia circolare del cibo compatibile tra realtà territoriali similari sono obiettivi di grande rilevanza che l’Unione Europea ha inteso perseguire, anche attraverso progetti mirati.
In questa direzione  si pone  il secondo incontro del Living Lab sulle “Politiche locali del cibo in Puglia” in programma giovedì, 9 luglio, ore 16.00, nell’ambito delle attività del Progetto europeo Int4rreg Inno-Nets che ha per scopo la produzione di idee, proposte e progetti volti a ridurre lo spreco dei prodotti agroalimentari, a elevare la loro qualità, rendendoli accessibili a tutti, in ossequio al principio della “democrazia alimentare”.
 L’obiettivo di questo appuntamento è quello di contribuire a un uso più efficiente delle risorse nelle filiere agroalimentari e, in particolare, favorire la riduzione degli sprechi alimentari, puntando a stimolare una strategia di innovazione sociale e tecnologica orientata a modelli di produzione e consumo innovativi.
L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto InnoNets "Innovative Networks for the Agrifood sector" (finanziato dal programma Interreg V-A Grecia-Italia 2014-2020, asse prioritario 1 - Innovazione e competitività) che mira a promuovere la cooperazione territoriale tra la Regione Puglia e la Regione delle Isole Ionie (Grecia) attraverso la definizione di una strategia di crescita transfrontaliera finalizzata allo sviluppo di un’economia dinamica basata su sistemi smart, sostenibili e inclusivi per migliorare la qualità della vita dei cittadini di queste regioni.
Va ricordato inoltre che l’UNESCO ha attribuito alla “Dieta Mediterranea” il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità. Pertanto il modello alimentare di riferimento è quello tipico dei nostri contesti. Un modello da preservare, che deve però essere caratterizzato da una attenzione crescente al riuso degli scarti, in una filiera più ampia, attenta alla sostenibilità, di grande valenza cooperativa e sociale.
In Puglia vi sono aziende agroalimentari che attuano approcci attenti all’ambiente e alla sostenibilità, e mettono in pratiche i concetti di Economia Circolare, riusando gli scarti della produzione alimentare, per una fertilizzazione più naturale dei terreni. 
L’evento si svolgerà tramite la piattaforma Zoom e vedrà la partecipazione dei responsabili di progetto per la Regione Puglia e per il Politecnico di Bari – rispettivamente, Crescenzo Marino, Dirigente della Sezione Ricerca, innovazione e capacità istituzionale del Dipartimento sviluppo economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro della Regione Puglia e Carmelo M. Torre, professore associato di Estimo; Andrea Minisci rappresentante di Vallefiorita, azienda pugliese che promuove un'alimentazione veloce ma al tempo stesso sana e rispettosa della qualità, del gusto e della tradizione;
Marco Costantino di Avanzi Popolo, progetto ideato e sostenuto dall'Associazione di Promozione Sociale Onlus ‘Farina 080’, nata con l’obiettivo di attivare azioni contro lo spreco di cibo;
Roberto Paladini di InnovAction, cooperativa specializzata nella gestione sostenibile dei rifiuti organici e nel compostaggio di comunità;
Vito Carofiglio di Eggplant, startup pugliese focalizzata sulla produzione di bio-plastica ottenuta secondo i criteri dell'economia circolare e del principio "zero rifiuti a fine processo";
Giuseppe Cicco di Itest srl, impresa che sperimenta tecnologie sostenibili per la trasformazione, l’affinamento e lo stoccaggio dei prodotti agroalimentari.
L’incontro è organizzato dal Politecnico di Bari, con il supporto di Naps Lab srls e dalla Regione Puglia, con il supporto di InnovaPuglia spa.
Per partecipare, è necessario iscriversi al presente indirizzo: (https://www.eventbrite.it/e/biglietti-ll-politiche-locali-del-cibo-in-puglia-farm-to-fork-and-back-to-soil-111961377494) o inviare una mail a innonets@napslab.it.

Comunicato stampa.

Politecnico di Bari
Ufficio stampa
Leonardo Legrottaglie
via Amendola, 126/b – Bari
ufficiostampa@poliba.it

Regione Puglia - Responsabile della comunicazione del Segretariato Congiunto Programma Grecia-Italia
Carmela Sfregola press@greece-italy.eu

ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (Supporto tecnico alla Regione Puglia)
Servizio Relazioni Esterne e Comunicazione +39 080 96.74.217- 219 comunicazione@arti.puglia.it

Per contattare la Regione delle Isole Ionie (Capofila del progetto Innonets), scrivere a Epsilon Development Consultants  (Assistenza tecnica): info@epsilondev.gr
www.greece-italy.eu

Il Programma Interreg V-A Grecia–Italia 2014-2020, con una dotazione finanziaria di euro 123.176.896, è un programma bilaterale di cooperazione transfrontaliera, co-finanziato per 85% dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dai due stati membri (Italia e Grecia) con una quota nazionale del 15%. Il Programma ha come obiettivo principale la definizione di una strategia di crescita transfrontaliera tra la Puglia e la Grecia, finalizzata allo sviluppo di un’economia dinamica basata su sistemi smart, sostenibili  e inclusivi per migliorare la qualità della vita dei cittadini di queste regioni.

Politecnico di Bari
Ufficio stampa
Leonardo Legrottaglie
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ufficiostampa@poliba.it

Regione Puglia - Responsabile della comunicazione del Segretariato Congiunto Programma Grecia-Italia
Carmela Sfregola press@greece-italy.eu

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Servizio Relazioni Esterne e Comunicazione +39 080 96.74.217- 219 comunicazione@arti.puglia.it

Per contattare la Regione delle Isole Ionie (Capofila del progetto Innonets), scrivere a Epsilon Development Consultants  (Assistenza tecnica): info@epsilondev.gr
www.greece-italy.eu

Il Programma Interreg V-A Grecia–Italia 2014-2020, con una dotazione finanziaria di euro 123.176.896, è un programma bilaterale di cooperazione transfrontaliera, co-finanziato per 85% dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dai due stati membri (Italia e Grecia) con una quota nazionale del 15%. Il Programma ha come obiettivo principale la definizione di una strategia di crescita transfrontaliera tra la Puglia e la Grecia, finalizzata allo sviluppo di un’economia dinamica basata su sistemi smart, sostenibili  e inclusivi per migliorare la qualità della vita dei cittadini di queste regioni.

1 luglio 2020, è la data che presenta il futuro di Isotta Fraschini Motori SpA

L’azienda di Fincantieri SpA, finanzierà ben tre dottorati del Politecnico dedicati alla ricerca e all’innovazione della motoristica del blasonato marchio. L’accordo rappresenta una grande occasione per Isotta Fraschini, ma anche per la didattica, la ricerca e il trasferimento tecnologico made in Poliba.

Bari, 6 luglio 2020 -  C’è una storia (il passato) lunga 120 anni. Comincia a Milano nel 1900 e da subito, nella prima metà del secolo, si fregia di successi, record, imprese civili e militari irripetibili: dall’automobilismo all’aviazione, alla motoristica navale. Terra, cielo, mare, tutto. E’ la storia di Isotta Fraschini Milano. 
C’è il presente della nuova Isotta Fraschini Motori SpA, gruppo Fincantieri, che le vicende del dopo guerra, hanno nel frattempo traslato a Bari, sede unica in Italia. Con esso una data: 1 luglio 2020, che, come una sottile linea di confine, separa il passato e preannuncia il futuro. “I Future” è il nome dell’ambizioso programma, noto alla Regione Puglia, che punta a rinverdire il glorioso passato aziendale di Isotta nel mondo, sinonimo di qualità e affidabilità della motoristica di alto profilo.
“I Future”, dunque, per  migliorare, per competere, per coinvolgere il territorio, per attingere dal territorio. La presenza del Politecnico di Bari è certamente una risorsa del territorio e Isotta ha riconosciuto proprio nel Poliba l’interlocutore privilegiato per sviluppare il programma di ricerca, “I Future”. 
Per queste ragioni e per formalizzare la collaborazione, lo scorso 1 luglio, IFM e POLIBA hanno presentato contenuti e sottoscritto un accordo quadro di durata triennale, rinnovabile con relative convenzioni operative nella sede di produzione di Bari.
“Il progetto, “I Future” – ha detto il Presidente di Isotta Fraschini Motori SpA, ing. Sergio Razeto - “è un percorso impegnativo di rinnovamento della nostra azienda che guarda all’eccellenza, all’innovazioneSono soddisfatto di avere come partner scientifico il Politecnico di Bari per questa operazione di rilancio della nostra azienda. Non bisogna avere paura del futuro. Chi ha paura, rischia di non averlo”.
E difatti, “I Future” trova riscontro nel nuovo Centro di Innovazione e Sviluppo che IFM sta creando presso la propria sede, a Bari. Nel centro si studieranno soluzioni innovative per il miglioramento dei prodotti in produzione per applicazioni navali militari sia di motore che di gruppi elettrogeni altamente tecnologici e la creazione di una nuova famiglia di prodotti legati alla motoristica e ai generatori. Tra i clienti attuali figurano: Marina Italiana,Guardia Costiera Italiana, US Coast Guard, USA Navy,  oltre a diverse altre marine di Australia, Algeria, Francia, India, Singapore, Spagna, Sud Korea, Svezia).
I Future è un programma nuovo” – ha spiegato l’ing. Giovanni Bruni, Direttore operativo IFM. “Esso ha in se due capisaldi di riferimento: Industria, Accademia e la relativa collaborazione. I dottorati di ricerca sono uno degli strumenti di questa collaborazione”, ma sono anche la punta di diamante per esplorare necessità, soluzioni, possibili innovazioni e applicazioni. 
Ecco perché Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico mostra soddisfazione: “il nostro ateneo solidifica con questi accordi una collaborazione già esistente con IFM. E’ indubbiamente un ulteriore riconoscimento alla qualità della ricerca e dei ricercatori del nostro ateneo. Questo nuovo percorso che ci accingiamo a fare con IFM consentirà di avere importanti riflessi sul piano della didattica dei nostri studenti, della ricerca e del trasferimento tecnologico verso una azienda prestigiosa del nostro territorio. Un risultato ottenuto nell’anno in cui il Politecnico ha raddoppiato i corsi di dottorato, passati da quattro ad otto, specializzandoli per aumentarne l’attrattività per i giovani talenti e per le aziende con le quali collaboriamo”.
Ma quali sono i dottorati di ricerca finanziati da IFM? Di durata triennale, sono tre e appartengono al XXXVI ciclo.
Il primo s’intitola, “Strategie e metodi per la manutenzione predittiva e il monitoraggio da remoto di sistemi di generazione di energia”. Come è noto per qualunque impiego di macchinari si rendono indispensabili piani manutentivi regolari al fine di mantenere il loro perfetto stato di funzionamento. Guasti e rotture dovute a trascuratezza infatti, generano fermo impianti con riparazioni costose fino alla sostituzione di interi macchinari incidendo seriamente sui costi generali e sui tempi di fermo. Gli studi saranno volti a sviluppare metodologieinnovative manutentive predittive, attraverso innovazioni tecnologiche come IoT e sistemi computerizzati della manutenzione. Il dottorato sarà sotto l’egida del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Matematica, Management e IFM. Referenti scientifici: prof. Giuseppe Carbone, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, responsabile Centro di Innovazione e Sviluppo IFM. 
Il secondo dottorato è, “Sistemi di propulsione ibrido-elettrica per applicazioni navali”.  In un prossimo futuro i sistemi di propulsione navale evolveranno verso architetture ibride in cui si integreranno le potenzialità dei motori a combustione interna e dei motori elettrici. Si farà ricorso a fonti energetiche innovative come le fuel cell e sistemi di accumulo a batteria per una gestione efficiente dell’energia. Il progetto, che si svolgerà presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione e IFM, verterà sullo studio e lo sviluppo di un sistema di propulsione ibrida basato su tecnologie innovative in grado di minimizzare i costi operativi, dei consumi e dell’emissione in atmosfera di gas serra. I referenti scientifici sono: prof. Vito Giuseppe Monopoli, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, Centro di Innovazione e Sviluppo IFM.
Infine il dottorato, “Sistemi intelligenti di power management”. Nei prossimi anni, l’energia necessaria ad unità complesse sarà prodotta da diverse fonti: motore a combustione interna, turbine e fuel-cell, alimentate da diversi tipologie di combustibili, oltre che da batterie ed altre soluzioni, che dovranno essere integrate tra loro. Per queste ragioni, lo sviluppo di un Power Management System (PMS) sarà molto importante perché permetterà di gestire in maniera efficace sistemi sempre più complessi.  
Lo studio riguarderà nuove metodologie e strumenti di progettazione di sistemi di gestione in un’ottica di ottimizzazione dell’efficienza complessiva mediante tecnologie di monitoraggio remoto e modelli di previsione sia della produzione sia della domanda di energia, anche basati su tecniche di intelligenza artificiale e delle tecnologie di industria 4.0, quali la realtà virtuale e IoT;
Il progetto si svilupperà presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione e IFM. Referenti scientifici: prof Sergio Camporeale, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, Centro di Innovazione e Sviluppo IMF.
Questo sforzo complessivo tra azienda, università e altri soggetti pubblici-privati dovrebbe condurre ai primi risultati già alla fine del prossimo 2021: tra questi figura un nuovo motore per soddisfare le richieste del mercato dei prossimi anni in termini di potenza ed emissioni, che possa utilizzare diverse tipologie di combustibili, anche rinnovabili. La fascia di potenza sarà superiore a quella attualmente raggiunto con la serie 1700 (con pistoni alesaggio da 170mm di diametro) variabile da 8 a 16 cilindri che si ferma a 2 MegaWatt. 

Comunicato stampa.

AQP-POLIBA. Questa mattina la firma della convenzione tra il Presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia, e il Rettore del Politecnico, Francesco Cupertino

Bari 3 luglio 2020 - Un protocollo d’intesa, finalizzato alla redazione di un progetto che partendo dalla definizione dei caratteri identitari di AQP ridefinisca gli spazi destinati all’accoglienza dei clienti e al front office è stato siglato oggi tra il Presidente della società idrica, Simeone di Cagno Abbrescia, e il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino.
L’accordo, siglato nella suggestiva cornice della sala del consiglio, presso il Palazzo dell’Acqua a Bari, s’inserisce nell’intensa e proficua sinergia tra la società idrica e il Politecnico di Bari e prevede il reciproco scambio di informazioni ed esperienze, al fine di realizzare un programma di aggiornamento dell’identità aziendale ma anche studi e ricerche, che possono concretizzarsi nell’attribuzione di borse di studio e/o dottorato, consulenze tecnico-scientifiche incentrate su temi specifici o relativi a problemi contingenti, partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e/o internazionali.
“La firma del protocollo d’intesa con il Politecnico di Bari dimostra quanto l’Acquedotto Pugliese sia attento a potenziare e intensificare contatti e scambi culturali con una delle maggiori istituzioni culturali della regione. Nel ripensare la vision aziendale, individuando nuove e più adeguate modalità di approccio con la clientela e, insieme, di lavoro sempre più gratificante per il personale, non potevamo non affidarci all’esperienza e al contributo scientifico del Politecnico di Bari”, ha detto il presidente di AQP, Simeone di Cagno Abbrescia.
“Ci fa molto piacere collaborare con Acquedotto Pugliese, storicamente legato alla nascita della scuola pugliese di ingegneria e uno dei brand più rappresentativi della Puglia e del Mezzogiorno, per migliorare l’interazione con i suoi utenti, che sono i cittadini”, ha commentato il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino. “Come Politecnico del Sud -ha aggiunto- abbiamo il dovere di facilitare il cambiamento nel settore pubblico, che sente la necessità di avvicinarsi sempre più ai bisogni della gente, così come facciamo con il settore privato, accompagnando le imprese nella trasformazione digitale. Questa collaborazione conferma quanto sia importante, per uno sviluppo del territorio a 360 gradi, la presenza di un Politecnico autorevole, dinamico, efficace. Muovendoci negli ambiti dell’ingegneria, dell’architettura e del design, possiamo e dobbiamo essere il motore di un sistema votato all’innovazione come bene collettivo, come mezzo per migliorare la vita delle persone, delle aziende e delle istituzioni”.
“L’intesa siglata con il Politecnico di Bari costituisce un’ulteriore testimonianza di quanto sia prezioso e proficuo il rapporto della nostra azienda con il mondo accademico e, in generale, con tutte le maggiori istituzioni culturali e formative del territorio. Una sinergia che Acquedotto Pugliese persegue con impegno e convinzione ormai da tempo e che rafforza continuamente, grazie a nuovi e interessanti progetti, di cui si fa promotrice AQP Water Academy, il centro di eccellenza di cultura e formazione sulla gestione del Servizio idrico integrato
”, ha dichiarato Pietro Scrimieri, direttore Risorse umane e responsabile di AQP Water Academy.
Le attività oggetto della convenzione si svolgeranno secondo un dettagliato programma di lavoro. Nel corso dei prossimi giorni, sarà attuata una serie di sopralluoghi e analisi conoscitive da parte di docenti e formatori del Politecnico degli attuali spazi di accoglienza e nei front-office, attivi in tredici sedi territoriali di Acquedotto Pugliese. Seguirà la presentazione delle ipotesi di riorganizzazione dei luoghi e delle linee guida per la ridefinizione dei caratteri identitari.
I responsabili designati dalle parti per l’esecuzione e la gestione di tutti gli aspetti tecnico-scientifici delle attività oggetto della convenzione sono per il Politecnico, la prof.ssa Loredana Ficarelli, prorettore vicario, e per l’Acquedotto Pugliese, il dott. Marco Francesco Carabellese, responsabile Area Customer Management. La durata della convenzione è fissata in quattro mesi.
L’iniziativa di Acquedotto Pugliese s’inserisce in un vasto e articolato piano di attività, finalizzate a rendere sempre più efficiente il rapporto con la propria clientela, cercando di assecondarne i crescenti e differenti bisogni nell’ottica di un servizio sempre più efficiente al territorio e della tutela e valorizzazione della risorsa idrica.

Comunicato stampa.