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Comunicati stampa 2020

Comunicati Stampa

Progetto Interreg “3D IMP ACT”. Dopo tre anni di lavoro e il sostegno economico europeo
Benvenuti sulla piattaforma “Virtual Demo-Lab”,
il biglietto gratuito per visitare castelli, fortezze, parchi archeologici di Puglia, Albania e Montenegro

Bari, 3 aprile 2020 – Avete mai percorso un tratto della basolata via Appia-Traiana nel centro dell’antica città messapica e romana di Egnazia? Conoscete la storia, l’architettura di uno dei simboli della città di Bari: il Castello “Normanno-Svevo”? E in Albania, cosa sapete dal castello di Bathsova o del Castello di Medun, in Montenegro? 
Nel caso non aveste risposte soddisfacenti e siete interessati ad un tour tra le due sponde dell’Adriatico tra castelli, fortezze, siti archeologici è sufficiente dal proprio PC staccare il proprio biglietto gratuito dalla piattaforma “Virtual Demo-Lab” https://www.3dimpact.poliba.it/.  Il link immette nella pagina principale, dalla quale si può accedere al sito web del progetto, “3D IMP ACT”, alla piattaforma webgis (da cui si ha accesso a tutti i contenuti per i diversi siti) e a un video di informazione sulle modalità di utilizzo della piattaforma stessa. 
Questa, grazie alle ultime tecnologie e alla realtà virtuale consente al visitatore di superare le contingenti barriere fisiche agli spostamenti per entrare in dieci rilevanti beni storici-architettonici di tre Paesi: Italia (Puglia), Albania, Montenegro. Le informazioni e il percorso che ogni sito vi presenterà è il risultato di un attento e innovativo rilievo, arricchito da foto, mappe, schede informative, immagini, rappresentazioni in 3D.
Ed ecco i luoghi e i monumenti coinvolti nel progetto da visitare attraverso la piattaforma del progetto. ITALIA (Puglia): Castello di Trani, Castello di Gioia del Colle, Castello di Bari, Museo Nazionale e Parco Archeologico di Egnazia. ALBANIA: Castello di Bathsova; Parco archeologico di Apollonia,Castello di Peqin, Fortezza di Argirocastro, Castello di Scasmpinus (Elbasan); MONTENEGRO: Castello di Medun, Sistema di fortificazione di Kotor (Cattaro), Sistema di fortificazione di Bar (Antivari); Parco archeologico di Duklja.
L’iniziativa è parte integrante del progetto europeo Interreg IPA-CBC, Italia-Albania- Montenegro, “3D IMP ACT”, attivato nel 2018 e portato a conclusione nel corrente 2020 grazie al finanziamento Europeo di poco più di milione di euro.
Il progetto, coordinato dal Politecnico di Bari in qualità di lead partner, e il coinvolgimento del Polo Museale della Puglia, dell’Istituto Monumentale e della Cultura “Gani Strazimiri” (AL); dell’Università Politecnica di Tirana (AL) e dell’Università Crne Gore di Podgorica (ME), mira a rafforzare una gestione turistica intelligente e sostenibile transfrontaliera e contemporaneamente promuove la protezione dei beni naturali e culturali dei siti del patrimonio mondiale.

Comunicato stampa.

Emergenza Corona virus. A seguito del Decreto rettorale n.205 del 19 marzo scorso

Bari, 2 aprile 2020 – Anche il Politecnico di Bari, a seguito dell’emergenza sanitaria in corso, ha dovuto riconvertire le modalità per la fruizione dei suoi servizi didattici. Dopo le lezioni e gli esami, da questa mattina, 2 aprile anche le sedute di laurea sono in versione on line. 
E così, dalle ore 9.00 e per tutta la giornata, sono in corso gli esami di laurea originariamente previsti nel mese di marzo e traslati per evidenti ragioni esterne alla giornata di oggi. Per la circostanza sono state sospese tutte le altre attività didattiche.
Si è cominciato con i laureandi afferenti al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECH): Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio Magistrale - ore 15.00Ingegneria Edile (L3) - ore 09.00Ingegneria Civile (LM23) - ore 16.00Laurea Triennale in Ingegneria Civile e Ambientale /Laurea triennale in Ingegneria Cvile - ore 15.30Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi - ore 10.30
I primi laureati del Poliba, nella versione online, sono stati i neo dottori in ingegneria edile: Alessandro Amatulli, Giandomenico Azzone, Natalia Franco, Raffaele Vulcano, Presidente della Commissione, prof. Valeria Monno. Per l’occasione è intervenuto on line il Rettore, Francesco Cupertino per porgere gli auguri ai neo laureati e un arrivederci al Poliba per una apposita cerimonia di consegna delle pergamene dopo l’emergenza. 
Parallelamente hanno avuto inizio le sedute di laurea da remoto afferenti al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione (DEI) con i corsi di laurea di Ingegneria Elettrica - ore 09.00Ingegneria dei Sistemi Medicali - ore 09.45Ingegneria Informatica e dell'Automazione - ore 10.30Ingegneria Elettronica/Elettronica e delle Telecomunicazioni - ore 15.00 e Magistrali in Ingegneria Elettrica, delle Telecomunicazione, Informatica e dell'Automazione - ore 10.00
E al Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management (DMMM) con: Ingegneria Meccanica - ore 09.30Ingegneria Gestionale - ore 09.30Gestionale Magistrale - ore 15.30Meccanica Magistrale - ore 15.30Ingegneria Gestionale (L3) - ore 09.30.
Le sedute di laurea sono aperte alla visione pubblica, secondo gli orari indicati, attraverso il sito poliba.it-didattica-sedute di laurea. 

Comunicato stampa.

Emergenza Coronavirus. Un gruppo di docenti e ricercatori al lavoro
Pervenute 165 domande in 10 giorni. Cupertino: «Stiamo facendo una ricognizione delle capacità produttive. Dobbiamo ottenere un prodotto sicuro per i cittadini»

Bari, 27 marzo 2020 - Il Politecnico di Bari ha costituito un gruppo di lavoro che fornisce indicazioni utili alle aziende che vorrebbero convertire la loro attività nella produzione di dispositivi per affrontare e contenere la diffusione del COVID19, da destinare alla popolazione e al personale sanitario.

La risposta delle imprese è stata massiccia: in dieci giorni sono arrivate 165 domande da tutte le province pugliesi ma anche da altre regioni, come Basilicata e Campania. Per la maggior parte si tratta di piccoli produttori dei settori tessile, confezionamento, lavorazione di materiale plastico. «Stiamo facendo una ricognizione delle capacità produttive di queste aziende - spiega il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino - per poter arrivare rapidamente ad un prodotto sicuro e di qualità».
Il gruppo di lavoro, chiamato RIAPRO (Riconversione Aziendale per la Produzione di DPI) è formato da docenti, ricercatori e imprenditori e lavora in collaborazione con la Regione Puglia e con tutte le autorità competenti. I primi campioni sono già in fase di realizzazione. «In questo momento difficile, abbiamo messo le nostre competenze a disposizione della Regione e del Paese – dice il rettore Cupertino – per dare un contributo alla gestione dell’emergenza. Stiamo gestendo una quantità enorme di richieste – aggiunge il rettore – nonostante le difficoltà del momento, mentre siamo contemporaneamente impegnati a garantire in modalità telematica lezioni, sedute di laurea, segreterie studenti e ogni altra attività didattica, di ricerca e di rapporti con il territorio, con un grande sforzo del nostro personale». Per consentire un rapido scambio di informazioni e buone prassi, è stata anche costituita una cabina di regia a livello nazionale, della quale fanno parte i rettori di numerose università, da Nord a Sud.
In Puglia, come in altre regioni, c’è una forte esigenza di riconfigurazione di imprese per la produzione di sistemi di protezione, mascherine e anche tute, camici, visiere e gambali. Il Consiglio dei Ministri ha introdotto norme che semplificano la certificazione dei dispositivi, soprattutto per le mascherine filtranti destinate alla popolazione ma, per i dispositivi destinati al personale sanitario, è necessaria una autorizzazione a produrre da parte di ISS (Istituto superiore di sanità).
Il bando ministeriale dei dicasteri per lo Sviluppo economico, dell’Università e Ricerca e dell’Innovazione stimola il ruolo delle Università come laboratori per la certificazione della conformità tecnica e a livello locale il Politecnico di Bari sta lavorando a stretto contatto con l’Università di Bari, per tutti gli aspetti chimico-biologici e medici. Intanto, la cabina di regia nazionale sta cercando di definire una linea comune alle università per la certificazione. Allo stato attuale, il Politecnico di Bari ha messo a punto una specifica tecnica per la produzione di mascherine filtranti destinate alla popolazione, concordata con la Protezione Civile e alla quale le aziende interessate possono attenersi http://www.poliba.it/it/ateneo/riapro-riconversione-aziendale-la-produzione-di-dpi .
Dall’inizio dell’emergenza e, in molti casi anticipando le misure più stringenti del Governo nazionale, il Politecnico ha attivato tutti i canali possibili per continuare a svolgere le sue attività istituzionali.
Al momento, le lezioni sono in corso in modalità telematica. Lo stesso vale per le sedute di laurea http://www.poliba.it/sites/default/files/decreto_prova_finale_on_line_r5-signed.pdf e per il ricevimento degli studenti. Attivo anche uno sportello virtuale di assistenza psicologica, a disposizione degli studenti e del personale, accessibile con le credenziali del Politecnico. http://www.poliba.it/it/didattica/politecnico-te-

Comunicato stampa.

CyberChallenge.IT 2020. Da oggi, 20 marzo, in teledidattica, la formazione e l’addestramento 

Il settore della difesa dei sistemi di sicurezza informatici è in espansione e bisognoso di nuove figure professionali. La competizione nazionale CyberChallenge.IT è nata per favorire l’individuazione di nuovi talenti dedicati alla Cybersecurity pubblica e privata

 

Bari, 20 marzo 2020 - L’informazione corre in rete: pubblica, privata, di servizio, vera, falsa, H24. Sistemi di sicurezza, banche dati, privacy sono costantemente minacciati da spie. Sono gli hacker che tentano (e alle volte ci riescono) di violare le roccaforti delle informazioni nazionali ed internazionali, di svaligiare le banche dati o più semplicemente di far breccia nei piccoli fortini individuali dove informazioni, foto, comunicazioni, dati personali sono difesi con semplici password.
In questo silenzioso scenario di “guerra”, fatto a colpi di clic, la tecnologia ha accresciuto la massa delle informazioni. La loro gestione e tutela sono diventate sempre più prioritarie. Il cyber security è ovunque: nell'hard-ware, nel software, nei sistemi di comunicazione, nei processi aziendali, nei servizi pubblici. La sicurezza informatica diventa quindi l'elemento essenziale per garantire, nel tempo, un adeguato livello di tutela. Per far ciò, nuove schiere antihacker o hacker etici, sono state reclutate e arruolate per finalità di sicurezza pubblica e privata. Figure professionali nuove, ricercate ma comunque numericamente insufficienti. Secondo stime recenti del Consorzio Interuniversitario nazionale per l’informatica, CINI, entro il 2021 saranno più di 3 milioni i posti di lavoro nel settore.  
Per favorire la scoperta di giovani talenti hacker etici, il Laboratorio Nazionale di Cyber security del CINI (struttura che coordina le attività di ricerca e formazione sulla sicurezza informatica per favorirne una maggiore resilienza alla minaccia cibernetica) ha favorito la partecipazione e la selezione di studenti universitari e delle scuole superiori tra i 16 e i 23 anni di tutta Italia alla gara “CyberChallenge.IT”, unica iniziativa nazionale per identificare, attrarre, reclutare e collocare sul mercato del lavoro giovani professionisti della sicurezza informatica.
Tre edizioni alle spalle, quella del 2020 è entrata dallo scorso mese di gennaio nel vivo. Potenziata, rispetto al 2019, ha registrato la partecipazione di oltre 4400 studenti di tutta Italia dislocati in 28 nodi (sedi universitarie di selezione). 
La Puglia ne ha contati 3, presso le sedi di Bari (Politecnico e Università) e Lecce. 
La squadra del Poliba. Per la costituzione della squadra del Politecnico, federata con le scuole superiori, sono pervenute 317 domande (seconda università con numero maggiore di iscritti al pre-test dopo la Sapienza di Roma). Il percorso di selezione è cominciato tra l’8 e l’11 febbraio scorso con un test online di prima selezione. Dei 317 partecipanti ne sono rimasti in gara 147. Successivamente, i selezionati hanno partecipato 17 febbraio ad un secondo test presso il Poliba. Dei 147 studenti (49 del Poliba), solo 75 sono stati ammessi ad una seconda prova pomeridiana, tenutasi nello stesso giorno. Di questi, i migliori 20, sono stati ammessi alla formazione e all’addestramento per un trimestre (marzo-maggio) per la squadra d’ateneo. 8 sono gli studenti che provengono dal Poliba, 12 dalle seguenti scuole superiori federate: 
I.I.S.S. "Sen. Iannuzzi", Andria; I.I.S.S. "Guglielmo Marconi-Margherita Hack", Bari; I.I.S.S. "Volta - De Gemmis”, Bitonto; I.I.S.S. "Blaise Pascal”, Foggia; I.I.S.S. “Nervi-Galilei”, Altamura; I.I.S.S. “Ferraris”, Molfetta; I.I.S.S. 'Leonardo da Vinci', Cassano delle Murge; I.I.S.S. “G.B. Pentasuglia”, Matera; I.I.S.S. “Enrico Fermi”, Bari; I.I.S.S. Luigi dell'Erba, Castellana Grotte.
Le caratteristiche richieste agli studenti sono: passione per il settore informatico, impegno e curiosità nelle discipline scientifico-tecnologiche (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), capacità logiche, di problem solving e di comunicazione.
L’inizio della formazione nelle aule del Poliba, in programma lo scorso 4 marzo, è stata rinviata a causa dell’emergenza “Coronavirus” e modificata nella versione online. 
L’inizio delle lezioni-esercitazioni sono cominciate oggi pomeriggio, 20 marzo tramite le piattaforme Microsoft Teams e https://ctf.cyberchallenge.it/.
La formazione è prevista ogni giovedì e venerdì per 6 ore settimanali, e terminerà con una competizione locale l’8 giugno.  
La formazione erogata da docenti del Politecnico ed esperti del settore verterà su concetti teorici e sessioni di addestramento negli ambiti: Software Security,  Cryptography, Web Security, Network Security,  Cryptographic Protocols,  Access Control e Hardware Security.
Il calendario delle lezioni sarà arricchito da sessioni di formazione erogate da sponsor nazionali e  locali, tra queste, le sessioni proposte da Exprivia S.p.a., Accenture ed EY.
I migliori 4 tra i 20 partecipanti rappresenteranno la squadra Poliba federato, al pari degli altri nodi italiani e parteciperanno alla gara nazionale il 9 giugno.
I 4 hacker vincitori nazionali infine, affiancheranno la Squadra Nazionale Italiana di Cyberdefenderche parteciperà a numerose competizioni internazionali. Tra queste, per il corrente 2020, la finale europea prevista a Vienna, in Austria.
Nel 2019 la nazionale italiana di Cyberdefender si è classificata al secondo posto (dopo la Romania) alla European CyberSecurity Challenge (ECSC), la principale competizione europea per cyberdefender promossa dalla European Union Agency for Cybersecurity (ENISA). 

Dal 2018, il CyberChallenge.IT è supportato dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il patrocinio del Ministero della Difesa.

Comunicato stampa.

La crisi. La risposta al Corona virus nelle virtù nascoste del Poliba

In tempi record e tra i primi atenei in Italia: 100% attivi i corsi di studio in teledidattica, esami e sedute di laurea online. Prossimo al 100% il lavoro agile (smart working) per tutto il personale (99%). Il Poliba ai tempi del Covid 19 fotografato dall’iniziativa #smartpoliba

Bari, 15 marzo 2020 – C’è un’Italia che cerca l’unità nazionale anche dai balconi e con l’inno di Mameli. C’è un Politecnico italiano, di Bari, che chiama a raccolta la sua comunità e propone un esempio accademico di efficienza, coesione, coerenza, solidarietà. Esempi che provengono dalla stessa radice. E’ l’Italia, con le sue sfaccettature che emerge nei momenti difficili e che proprio in quei frangenti di incertezza, timore da il meglio di se. Spirito antico, risorgimentale.
“La salute di ognuno e il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile sono le priorità” aveva auspicato il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino all’intera comunità universitaria: studenti, docenti, tecnici, amministrativi, bibliotecari nei primi di marzo.
E subito dopo, il 5 marzo, all’indomani del decreto del Presidente del Consiglio del 4 marzo, aveva rilanciato: “ne usciremo più forti di prima”. Parole? Proclami? No, fatti. Un decreto rettorale contenente le “misure del Politecnico di Bari in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID – 2019” e il regolamento “Smart working”, lavoro agile, per il personale tecnico amministrativo e bibliotecario ha consentito di avviare tutte le attività per via telematica, a cominciare dal 9 marzo con le lezioni. Alcune ne hanno anticipata la data in via sperimentale già dal 6. La celerità delle tecnologie messe a disposizione e la disponibilità di docenti e tecnici hanno consentito al Politecnico di Bari di essere una delle prime università italiane nella riconversione alla teledidattica con la copertura totale dei corsi di studio.
Anche al personale tecnico amministrativo e bibliotecario è stato consentito di accedere allo “Smart Working” per svolgere il proprio lavoro a distanza nel pieno rispetto delle ordinanze per il contenimento dell’epidemia di coronavirus, a tutela della propria e dell’altrui salute. La proposta ha accolto l’ampio consenso del personale: dapprima l’adesione del 75%, oggi prossimo al 100%. Due risultati questi di grande rilievo.
Per tutelare ulteriormente la salute degli studenti e professori e garantire ugualmente l’attività didattica, è stato emanato, a pochi giorni di distanza, il 10 marzo, un nuovo decreto rettorale che ha permesso, dopo le lezioni, anche lo svolgimento degli esami on line e da domani, 16 marzo, infine, un nuovo decreto del rettore, consentirà anche lo svolgimento delle sedute di laurea in modalità telematica.
Inoltre, a sostegno di tutte le iniziative è stata approntata una finestra informativa aggiornata, “Il Politecnico di Bari affronta il coronavirus”, sul sito poliba.it con il supporto dei social ufficiali dell’ateneo.
L’intero sforzo collettivo non può passare inosservato, anzi, va documentato. Ed ecco l’iniziativa, #smartpoliba in corso che sta riscuotendo ampio consenso: un album fotografico sullo smart working che studenti, docenti, tecnici amministrativi, bibliotecari stanno costruendo attraverso l’invio di foto dalla propria postazione di studio o lavoro a‪ socialmedia@poliba.it. Foto, queste, che sono pubblicate sulla pagina ufficiale poliba facebook. L’album costituirà la memoria storica collettiva dell’istituzione a ricordo di un tragico e si spera breve periodo di crisi nazionale e internazionale.
Rettore, Cupertino, mai nella storia trentennale del Poliba si è registrato un cambiamento repentino di pelle e d’innovazione in così poco tempo. “Si, tanto lavoro, ma anche tanta soddisfazione e tanto orgoglio. E’ un risultato e un contributo in questo momento di crisi raggiunto con un incredibile lavoro di squadra. Ringrazio tutti coloro i quali, in questi giorni difficili, si sono messi a disposizione della nostra istituzione per proporre soluzioni, collaborare alla preparazione delle procedure, dei documenti e dei video-tutorial, agevolare una corretta e tempestiva comunicazione attraverso tutti i canali istituzionali. E' bello sentirsi una comunità che condivide principi e obiettivi, nella consapevolezza che insieme supereremo anche quest’ ostacolo e ne usciremo più forti di prima”.

Perché mai sarà più come prima, anche dopo la crisi.

Comunicato stampa.

11° edizione. Dal 4 marzo a Bari, al “Meet Externa”, ideato dal Politecnico di Bari

Bari, 26 febbraio 2020 - Fabio Novembre, Alessandro Melis, Stefano Boeri, Raffaello Galiotto, Marco Pozzoli, assieme ai docenti di design e architettura del Poliba, sono alcuni nomi degli archistar che animeranno mostre e conferenze della 11° edizione di “Externa”, Fiera nazionale dell’arredo degli spazi esterni, in programma dal 4 all’8 marzo al quartiere fieristico di Bari. Manifestazione che si avvale della Direzione artistica e Comitato scientifico guidati dal Politecnico di Bari. 
All’interno della fiera, agli architetti verrà destinato uno spazio ad hoc, denominato “Meet Externa”. Di forma circolare, progettato dai docenti di architettura del Politecnico, avrà l’obiettivo di creare un luogo-piazza di passaggio e di incontro di molti interventi culturali. Pensato per essere costruito in materiali riciclabili al 100% l’anello rappresenterà per Giuseppe Fallacara e Flavio De Carlo, docenti del Poliba “una sorta di corona laurea insignis per celebrare la cultura del design e dell’architettura anche e soprattutto all’interno di un luogo prettamente a scopo commerciale”
“Meet Externa”, ospiterà due mostre e una zona per le conferenze. La prima mostra sarà rappresentata da una selezione di stampe dei disegni visionari del professor Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia 2020. Durante l’opening della mostra sarà presentata, in anteprima, la prima monografia sui disegni di Alessandro Melis, a cura di Giuseppe Fallacara e Marco   Stigliano, docenti Poliba, edita da D Editore, Roma. La seconda mostra sarà composta invece da grafiche e prototipi al vero di oggetti d’esterno, progettati da Giuseppe Fallacara e realizzati da aziende artigianali del Salento. 
Lo spazio delle conferenze, che riempirà esattamente il cerchio a metà, condividendo l’altra metà con lo spazio per l’esposizione dei prototipi, sarà il luogo riservato all’ascolto e alla visione di una serie di lectures tenute da grandi nomi del design e dell’architettura internazionali: Fabio Novembre, Alessandro Melis, Stefano Boeri, Raffaello Galiotto, Marco Pozzoli. Sono previsti gli interventi dei rappresentanti del Politecnico di Bari, degli ordini degli Architetti PPC di Puglia e Basilicata, oltre che da esponenti di primo piano della politica pugliese. Un ulteriore contributo in termini di idee e di contenuti sarà proposto dal Comitato scientifico, composto da docenti del Politecnico di Bari, dall’Università di Palermo e da liberi professionisti. 
L’obiettivo di “Meet Externa Bari 2020” sarà quello di mostrare che con la cultura dell’architettura e del design è possibile interpretare i nuovi bisogni, le nuove letture sociali e indirizzare, di conseguenza, l’economia verso cambiamenti necessari, precursori di nuove possibili rinascite economiche e finanziarie, dal turismo al paesaggio, dalla città alla casa sino all'oggetto d’arredo. 

Comunicato stampa.

11° edizione. Dal 4 marzo a Bari, al “Meet Externa”, ideato dal Politecnico di Bari

Bari, 26 febbraio 2020 - Fabio Novembre, Alessandro Melis, Stefano Boeri, Raffaello Galiotto, Marco Pozzoli, assieme ai docenti di design e architettura del Poliba, sono alcuni nomi degli archistar che animeranno mostre e conferenze della 11° edizione di “Externa”, Fiera nazionale dell’arredo degli spazi esterni, in programma dal 4 all’8 marzo al quartiere fieristico di Bari. Manifestazione che si avvale della Direzione artistica e Comitato scientifico guidati dal Politecnico di Bari. 
All’interno della fiera, agli architetti verrà destinato uno spazio ad hoc, denominato “Meet Externa”. Di forma circolare, progettato dai docenti di architettura del Politecnico, avrà l’obiettivo di creare un luogo-piazza di passaggio e di incontro di molti interventi culturali. Pensato per essere costruito in materiali riciclabili al 100% l’anello rappresenterà per Giuseppe Fallacara e Flavio De Carlo, docenti del Poliba “una sorta di corona laurea insignis per celebrare la cultura del design e dell’architettura anche e soprattutto all’interno di un luogo prettamente a scopo commerciale”
“Meet Externa”, ospiterà due mostre e una zona per le conferenze. La prima mostra sarà rappresentata da una selezione di stampe dei disegni visionari del professor Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia 2020. Durante l’opening della mostra sarà presentata, in anteprima, la prima monografia sui disegni di Alessandro Melis, a cura di Giuseppe Fallacara e Marco   Stigliano, docenti Poliba, edita da D Editore, Roma. La seconda mostra sarà composta invece da grafiche e prototipi al vero di oggetti d’esterno, progettati da Giuseppe Fallacara e realizzati da aziende artigianali del Salento. 
Lo spazio delle conferenze, che riempirà esattamente il cerchio a metà, condividendo l’altra metà con lo spazio per l’esposizione dei prototipi, sarà il luogo riservato all’ascolto e alla visione di una serie di lectures tenute da grandi nomi del design e dell’architettura internazionali: Fabio Novembre, Alessandro Melis, Stefano Boeri, Raffaello Galiotto, Marco Pozzoli. Sono previsti gli interventi dei rappresentanti del Politecnico di Bari, degli ordini degli Architetti PPC di Puglia e Basilicata, oltre che da esponenti di primo piano della politica pugliese. Un ulteriore contributo in termini di idee e di contenuti sarà proposto dal Comitato scientifico, composto da docenti del Politecnico di Bari, dall’Università di Palermo e da liberi professionisti. 
L’obiettivo di “Meet Externa Bari 2020” sarà quello di mostrare che con la cultura dell’architettura e del design è possibile interpretare i nuovi bisogni, le nuove letture sociali e indirizzare, di conseguenza, l’economia verso cambiamenti necessari, precursori di nuove possibili rinascite economiche e finanziarie, dal turismo al paesaggio, dalla città alla casa sino all'oggetto d’arredo. 

Comunicato stampa.

3° stagione. Questa mattina, 24 febbraio, nella sala del Consiglio è stata presentata l’edizione 2020

Bari, 24 febbraio 2020 – È stata presentata questa mattina (24 febbraio) nella Sala del Consiglio del Politecnico di Bari la 3° edizione de “I Concerti del Politecnico”, manifestazione musicale e culturale nata nel 2017 grazie alla collaborazione del Poliba con l’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi, ARCoPu.. Presenti, oltre al Rettore del Poliba, Francesco Cupertino e al Presidente dell’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi – ARCoPu, Pierfranco Semeraro, anche i coordinatori della manifestazione, Riccardo Amirante, Michele D’Alba e i rappresentati delle aziende sostenitrici dell’iniziativa.
L’edizione 2020 si contraddistinguerà per la qualità dei contenuti che saranno proposti. La manifestazione si svilupperà in cinque appuntamenti tra marzo e maggio prossimi. Tre di questi saranno concerti, due seminari di approfondimento.
Il percorso musicale prevede una presentazione e conoscenza di qualità che dagli strumenti a fiato passerà a quelli ad arco per terminare con la musica ritmica jazz, mentre i due seminari ruoteranno attorno alla conoscenza di contenuti ed espressioni di Dostojesky e Bach grazie alla partecipazione di grandi relatori e studiosi. Tutti gli eventi avranno un filo conduttore, un riferimento che è anche titolo della stagione 2020: “L’eternità non è così durevole”.
Sul tema prescelto, complesso e affascinante, il Rettore del Poliba, Cupertino non ha dubbi: “la cultura politecnica – dice – deve varcare i confini tradizionali, deve saper cogliere queste opportunità di riflessioni, temi quali, l’eternità e la gestione del tempo. Quest’ultimo, risorsa sempre più preziosa in un’epoca di veloci trasformazioni, deve essere governato piuttosto che subito. Per noi, che abbiamo a cuore il futuro dei nostri ragazzi, è importante garantire loro una formazione eccellente sotto tutti i punti di vista, in grado cioè di stimolare il loro potenziale professionale e umano. A loro, al personale, al territorio, a cui apriamo come sempre le porte, vogliamo offrire con questa iniziativa un piccolo, ma significativo contributo alla ricerca di quella dimensione di bellezza il cui desiderio ci accomuna tutti.
Il tema scelto, che caratterizzerà la stagione, -
aggiunge Pierfranco Semeraro, Presidente ARCoPu - è una frase del poeta Mario Luzi. L’autore ci invita a riflettere sulla nostra condizione temporale: L’ eternità non è così più durevole. Il tema infatti offre l’occasione per evidenziare quanto la musica, la letteratura e l’arte, da sempre, si siano fatte carico di sfidare il tempo, e allungare lo sguardo degli uomini verso un altrove infinito e indefinito; una ricerca che sonda il metafisico oltre la materia, che prova a carpire l’essenza delle cose, qualcosa che oggi appare privo di ragionevolezza e che ci chiama tuttavia a diventare difensori della speranza, guerrieri di questa perdita di tempo che è il pensiero, energia che rende sempre più durevole l’eternità. Il richiamo del Poeta sollecita ad un accurato approfondimento del rapporto con il tempo, la sua caducità e il suo valore. In questo contesto, è di grande sensibilità la scelta del Poliba: ovvero offrire, all’interno della propria offerta culturale scientifica, anche quella umanistica rappresentata anche da questa iniziativa”.

Il programma. Si comincia il 5 marzo con “L’infinito della musica e....la trascrizione”.
Si esibirà il Quintetto di Fiati “Il Canto delle Muse” composto da Francesco Scoditti – Flauto; Anna Maria Minerva – oboe; Daniela Zurlo – clarinetto; Antonella Barile – corno; Saverio Casamassima – fagotto. Ore 18.30, museo della fotografia (campus universitario)
Si prosegue il 25 marzo con il seminario “Agli occhi di chi? Chi ne ha la forza? Il compito dell’artista secondo Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Con Tatiana Aleksandrovna Kasatkina, poetessa e scrittrice ed Elena Mazzola, Linguista e traduttrice. Kasatkina, nata a Mosca è filosofa, critica letteraria, scrittrice. È specializzata in scienze religiose ed è una delle maggiori esperte mondiali dell’opera di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Elena Mazzola è una linguista e traduttrice oltre che docente Universitaria attiva tra Mosca e Kharkiv. Ore 18.30 sala video-conferenze del rettorato.
Si continua giovedì 30 aprile 2020 con “La durata dell’istante” con il filosofo Giuseppe Barzaghi, sacerdote domenicano, dottore in Filosofia e Teologia, docente di filosofia teoretica e di teologia fondamentale e dogmatica, Direttore della Scuola di Anagogia di Bologna. Ore 18.30, museo della fotografia (campus universitario).
Martedì 12 maggio 2020, il concerto, “Nostalgie d’eternità” con il “Quartetto d’archi Felix”, Marzia Mazzoccoli – violino; Domenico Strada – violino; Amanda Palombella – violoncello; Massimo Mannacio – Violoncello. Ore 18.30, museo della fotografia (campus universitario).
Ed infine, giovedì 28 maggio 2020. “Jazz no limit”, un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso un linguaggio senza confini qual è quello del jazz con “Mino Lacirignola Jazz Quintet”: Mino Lacirignola - tromba/flicorno | Andrea Gargiulo – pianoforte; Camillo Pace – contrabbasso; Enzo Lanzo – batteria; Cristina Lacirignola – vocalist. Ore 18.30, Piazzetta Cherubini, (campus universitario).
Gli incontri e i concerti sono aperti al pubblico, non solo universitario, e sono gratuiti.
Comunicato stampa.

Musica & Cultura. “L’eternità non è così più durevole” sarà il tema dell’edizione 2020

In programma da marzo a maggio, cinque appuntamenti con la musica e la cultura gratuiti e aperti al pubblico. Alla presentazione di lunedì, 24 febbraio, ore 11.00, oltre al Rettore, Francesco Cupertino anche i Direttori artistici della manifestazione, il regista, Gennaro Nunziante, e Pierfranco Semeraro, Presidente di ARCo Puglia
Bari, 20 febbraio 2020 – Anche per il 2020 si conferma e si rafforza l’alleanza tra il Politecnico di Bari e L’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi (ARCoPu) fautori e sostenitori della rassegna musicale e culturale annuale de “I Concerti del Politecnico”. quest’anno alla sua terza edizione.
L’edizione 2020 sarà all’insegna del tema L’eternità non è così più durevole” frase del poeta Mario Luzi, invito a riflettere sulla nostra condizione temporale fluida. La musica, la letteratura e l’arte, da sempre, si sono fatte carico di sfidare il tempo, per consentire di allungare lo sguardo degli uomini verso un infinito e indefinito nel tentativo di provare a carpirne l’essenza delle cose.
I Concerti del Politecnico, edizione numero tre, si svilupperà in sei appuntamenti, tra concerti e incontri culturali, tra marzo e maggio prossimi. Incontri e spettacoli che coinvolgerà musicisti ed esperti di musica e non solo italiani e stranieri all’interno del campus universitario. Essi saranno aperti a tutti (non solo a quello universitario) e gratuiti.
La cerimonia di presentazione della 3° stagione de “I Concerti del Politecnico”, avrà luogo, lunedì, 24 febbraio 2020, ore 11.00, nella Sala del Consiglio del Rettorato del Politecnico di Bari.
Il programma, i contenuti, i tempi saranno illustrati dal Magnifico Rettore dei Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e dai Direttori Artistici, Gennaro Nunziante e Pierfranco Semeraro.
All’iniziativa e al suo sostegno partecipano: Randstad; Open Work; Master Explorer, con il patrocinio di: Regione Puglia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

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Master in Pianificazione Territoriale e Ambientale. Scadenza bando: 20 febbraio 2020

Bari, 18 febbraio 2020 – C’è tempo sino a giovedì prossimo, 20 febbraio, per poter accedere alla XVI° edizione del Master in “Pianificazione Territoriale e Ambientale” del Politecnico di Bari.
Il master, unico in Puglia, nelle sue precedenti edizioni ha specializzato più di cento professionisti, prevalentemente ingegneri e architetti, ma anche laureati in altre discipline e ha consentito ai frequentanti l’inserimento in un settore in grande sviluppo.
Esso vuole rappresentare la risposta formativa specialistica del Politecnico di Bari alla crescente domanda di qualità ambientale, sicurezza del territorio, gestione sostenibile delle risorse.
Di durata annuale, di secondo livello, trenta posti disponibili, il Master offre un percorso formativo con approccio interdisciplinare e chiaro orientamento ambientale, comprendendo discipline quali Biologia ambientale, Selvicoltura, Idraulica Ambientale e Territoriale, Economia Ambientale, Sistemi Organizzativi, Geomatica e Sistemi Informativi Territoriali.  
Il percorso formativo è suddiviso in due semestri, per un totale di 12 unità didattiche, 60 Crediti Formativi Universitari complessivi (1500 ore).
La sede di svolgimento sarà il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari (Campus Universitario).
Gli interessati possono proporre la propria domanda di ammissione mediante il sito di riferimento del bando: http://www.dicatech.poliba.it/index.php?id=369 entro e non oltre il 20 febbraio.

Comunicato stampa.

Risorse idricheIeri, 30 gennaio, nell’aula magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari

Bari, 31 gennaio 2020 - In un’epoca storica segnata da un crescente timore per i cambiamenti climatici, il tema del riutilizzo delle acque reflue pone diversi interrogativi alla comunità scientifica e alla società civile. Il progresso tecnologico in tal senso avanza di pari passo con nuove e crescenti sfide: quali sono le applicazioni concrete del riuso degli effluenti? Come rispondere alle esigenze di sicurezza per la salute dell’uomo e dell’ambiente circostante? Per provare a rispondere ai tanti quesiti sul tema, giovedì 30 gennaio il Politecnico di Bari ha tenuto il seminario “Riuso delle acque reflue: innovazioni tecnologiche e condizionamenti sociali e gestionali”. L’evento scientifico si inserisce nell’ambito del progetto INTERREG GREECE-ITALY “Re Water”, coordinato da AQP spa come partner capofila di un consorzio internazionale sulle due sponde del Mar Adriatico.
Le sfide poste dal riutilizzo delle acque reflue richiede un approccio sempre più multidisciplinare, che passa dagli studi di fattibilità tecnica all’analisi del contesto socio-economico in cui operare. Per far questo, il Politecnico ha riunito esperti provenienti da diversi enti pubblici, accademici e delle associazioni di categoria.
Dopo i saluti istituzionali di Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, Direttore del DICATECh, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica, Politecnico di Bari, Nicola Di Donna, Responsabile Ricerca, Sviluppo e Attività Internazionali AQP, Vitantonio Amoruso, Consigliere Delegato dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, Paolo Campanella, Responsabile Regionale dell’Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio e Alberto Ferruccio Piccinni, Politecnico di Bari, Chairman, la sezione tecnica è stata aperta dall’Ing. Andrea Zotti, dirigente della Sezione Risorse Idriche della Regione Puglia. Nel corso del suo intervento Zotti ha sottolineato i principali vantaggi del riuso per la collettività, che vanno dalla riduzione dell’impatto ambientale al recupero di aree dalla notevole valenza ambientale. In tal senso la Puglia ha già un piano di investimenti, nell’ambito del POR 2014-2020, per poter avviare sistemi di recupero e riutilizzo delle acque reflue urbane depurate. I vantaggi sono potenzialmente tanti, sia in termini economici che ambientali: dall’abbattimento dei costi direttamente connessi alla risorsa idrica, a quelli legati ad esempio alla concimazione in campo agricolo. Le acque prodotte, infatti, sarebbero già ricche di composti azotati necessari in campo agricolo.
L’ing. Marta Barile, rappresentante del Consorzio di Bonifica Terra di Apulia, ha evidenziato come lo sfruttamento delle acque di falda abbia già raggiunto il limite di stress fisiologico, e che già dagli anni ’90 si svolgono interventi infrastrutturali per il riuso ambientale. Tuttavia, molto spesso le opere realizzate non sono in funzione: gli operatori agricoli e commerciali locali dimostrano spesso una certa reticenza verso l’utilizzo delle acque prodotte. Le cause, conclude Barile, sarebbero da ricercare nei limiti troppo restrittivi imposti dalla legislazione italiana, così come nella necessità di ulteriori interventi da operare sugli impianti mai entrati in esercizio.
La Dott. Alessandra Scardigno, membro dell’Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Bari, concorda sull’incidenza degli aspetti socio-economici sulla reticenza nei consumi: diversi studi internazionali dimostrano una critica mancanza di supporto da parte della società civile in tal senso. Le motivazioni sarebbero insite ad esempio nella percezione negativa sulla qualità dell’acqua utilizzata, o nella mancanza di consapevolezza dei benefici apportati dal riutilizzo delle acque trattate. Tale scenario si propone anche in ambito locale, nonostante la diffusa percezione del problema della scarsità idrica. Un possibile miglioramento per questo scenario, ha concluso la ricercatrice, è da ricercare in un metodo partecipato che risponda ai bisogni concreti degli utilizzatori e che dimostri sul campo la fattibilità del riutilizzo.
Secondo il Prof. Emanuele Tarantino (Università di Foggia) le indagini sul campo rivelano come le aziende manifestino l’esigenza tecnologica di gestire e valorizzare i reflui prodotti. In questo senso, il valore fertilizzante delle acque affinate è importante in campo agricolo almeno quanto l’acqua stessa. Il riutilizzo può rappresentare una risorsa di importanza strategica, ha affermato Tarantino, ma occorre garantire l’affidabilità degli impianti, controlli e monitoraggi ambientali costanti.
Un altro ambito dagli scenari promettenti è quello del Managed Aquifer Recharge (MAR), ovvero quelle misure per una ricarica controllata della falda. L’interesse verso l’argomento è cresciuto costantemente nel corso degli anni, come dimostrato dall’aumento di pubblicazioni scientifiche durante gli ultimi cinquant’anni. Le sperimentazioni condotte dimostrano che tali tecniche, al netto delle criticità ancora da risolvere, permetteranno nel futuro di contrastare fenomeni climatici intensi come la siccità, e di migliorare e proteggere la qualità delle acque nelle falde idriche sotterranee.
I lavori sono stati conclusi dagli interventi dell’Ing. Fabrizio Dell’anna (AqP) e del Prof. Danilo Spasiano (PoliBA), che hanno relazionato rispettivamente sugli interventi e sulla tecnologia sperimentati nell’impianto di affinamento di Gallipoli. nel comune Salentino i partner del progetto Re Water stanno sperimentando un sistema che combina raggi UV e acqua ossigenata per la rimozione avanzata dei cosiddetti composti recalcitranti; l’utilizzo di tale tecnologia permetterà in una successiva fase pilota l’impiego delle acque trattate per il lavaggio delle strade.
L’evento di oggi ha dimostrato come il percorso per un efficace riutilizzo delle acque reflue sia ancora costellato da interrogativi e sfide tecnologiche. Nonostante questo, le ricerche e le sperimentazioni degli ultimi decenni dimostrano che in un futuro non troppo lontano sarà possibile un utilizzo sempre più razionale delle nostre preziose risorse idriche. L’obiettivo ambizioso, e neanche così utopistico, è di poter avvicinarsi quanto più possibile alla chiusura del ciclo dell’acqua.

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Dottorato di ricerca. Finanziato e riservato a giovani laureati vede il pieno coinvolgimento del Politecnico di Bari e dell’Università di Bari “Aldo Moro”
Gli studi favoriranno ricadute e applicazioni nei settori: telecomunicazioni ottiche, bio-fotonica, sviluppo di materiali innovativi

Bari, 10 febbraio 2020 – La fotonica e la sensoristica avanzata, con inevitabili risvolti e applicazioni nei campi delle telecomunicazioni ottiche, della bio-fotonica e dello sviluppo di materiali innovativi saranno oggetto di studio di un apposito e avanzato progetto di ricerca europeo congiunto.  
OPTAPHI, questo è il nome, è un progetto di dottorato di ricerca ed è finanziato dal programma di ricerca “Horizon 2020 - Marie Skłodowska-Curie”. Come si ricorderà, i progetti “Marie Skłodowska-Curie” costituiscono uno dei programmi di finanziamento più competitivi nel programma quadro Horizon 2020 e ad oggi, il progetto OPTAPHI è l’unico progetto, “Marie Skłodowska-Curie”, tra quelli finanziati nel 2019, in cui figurano università del sud Italia. 
Dei quattordici dottorati di ricerca previsti e finanziati dal progetto, otto coinvolgeranno i futuri dottorandi del Politecnico di Bari e dell’Università di Bari “Aldo Moro” (quattro per parte). 
Gli studenti di dottorato, selezionati da apposito bando, progetteranno e svilupperanno sensori ottici avanzati con applicazioni nei settori del rilevamento ambientale, dell'agroalimentare e del monitoraggio di processi industriali, settori chiave questi, per lo sviluppo futuro di una società moderna. 
Il progetto mira infatti, a rendere i sensori compatti ed a basso impatto energetico da poter essere montati su drone, aprendo nuove frontiere di indagine in ambito industriale, ambientale e di sicurezza.
Il bando. Per poter partecipare è necessario essere in possesso di laurea specialistica nelle discipline Fisico-Chimico-Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni. 
Ogni studente selezionato intraprenderà un innovativo programma di ricerca condiviso tra due università partner, permettendogli di conseguire un dottorato di ricerca valido in entrambe le sedi. Le attività di ricerca e formazione comprenderanno estesi periodi di ricerca presso industrie selezionate, seminari e partecipazione a scuole estive e congressi internazionali. Lo stipendio mensile previsto per ogni studente supera i 3000 euro.
Le università coinvolte nel progetto, OPTAPHI sono: Cork Institute of Technology (Irlanda), coordinatore, Politecnico di Bari (Italia), Università degli Studi di Bari, “Aldo Moro” (Italia), Technical University di Vienna (Austria), Università di Montpellier (Francia).
Tutte le informazioni per poter partecipare alle procedure di selezione sono contenute nel sito web del progetto www.optaphi.eu
 "Aver ricevuto questo tipo di finanziamenti - sostengono i proff. Spagnolo Vincenzo e Marco Grande, coordinatori del progetto, OPTAPHI per gli atenei di Bari del Politecnico e dell’Università “Aldo Moro” - ci consentirà di attrarre anche giovani brillanti dall’estero e creare un contesto di ricerca internazionale, in sinergia con le principali aziende europee operanti nel campo della fotonica e sensoristica ottica".

Comunicato stampa.

Interreg Grecia-Italia, Re-WaterIl 30 gennaio, al Poliba, risultati e novità sulle ricerche 

Una ricerca innovativa, condotta nella sede di Taranto del Politecnico, consentirà in primavera una sperimentazione su scala pilota, presso il depuratore AQP di Gallipoli, della rimozione dei contaminanti emergenti

Bari, 27 gennaio 2020 – I cambiamenti climatici in corso, caratterizzati da ripetuti e perduranti periodi di siccità, contestualmente all’aumento delle necessità idriche per uso civile, agricolo e industriale, hanno inevitabilmente portato le organizzazioni statali a ridisegnare le politiche di gestione del bene idrico per favorire comportamenti consapevoli e responsabili. 
Oggi, studi e innovazioni tecnologiche, consentono di razionalizzare l’utilizzo delle acque, secondo le varie necessità, evitando lo spreco di un uso indiscriminato.  
Il recupero delle acque reflue o di scarico, se opportunamente trattate da moderni depuratori può rappresentare una risorsa in grado di tamponare il sovra-sfruttamento delle riserve idriche.
Su questo fronte, la comunità scientifica mondiale è fortemente impegnata e gli studi condotti negli ultimi decenni hanno determinato rilevanti innovazioni nel settore tecnologico ed infrastrutturale. 
In Puglia, l’Acquedotto Pugliese gestisce già dieci depuratori dotati di linee di trattamento in grado di rendere riutilizzabili, generalmente in ambito agricolo, le acque reflue urbane. 
Come accade nel resto del Paese, sebbene la qualità dei reflui affinati da AQP sia elevata, ci sono ancora problematiche politiche, gestionali e sociali che ne limitano il riutilizzo. Inoltre, se da un lato sono necessari interventi di pianificazione e di regolamentazione del riuso, dall’altro bisogna proseguire studi e ricerche per aumentare lo standard qualitativo degli reflui da riutilizzare. 
Il Politecnico di Bari, in collaborazione con Acquedotto Pugliese, è da tempo impegnato in studi riguardanti il riuso delle acque reflue. 
Il recente e finanziato Progetto europeo, INTERREG GRECIA-ITALIA “RE WATER” ha messo insieme, in qualità di partner, per offrire il massimo sforzo su studi, ricerche e sperimentazioni sul riuso delle acque reflue l’Acquedotto Pugliese, il Politecnico di Bari, il Comune di Gallipoli, il Comune e l’Università di Patrasso, l’Impresa comunale di approvvigionamento idrico e della rete fognaria di Patrasso e la sezione Risorse Idriche della Regione Puglia.
Tale progetto punta a facilitare l’introduzione di tecnologie e processi ecosostenibili nella gestione delle acque reflue, favorendo l’attuazione di contrasto contro l’inquinamento delle acque marine tramite una migliore gestione e successivo riutilizzo degli scarichi urbani.
Ed ecco alcuni risultati della ricerca ottenuti dal Poliba. Nel 2017, presso la sede di Taranto del Politecnico, un gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica ha condotto uno studio sperimentale sulla rimozione di contaminanti emergenti: antibiotici, anti-infiammatori, droghe, ormoni, microplastiche dagli effluenti dell’impianto di affinamento del depuratore di Gallipoli tramite un trattamento di ossidazione avanzata che sfrutta la radiazione emessa da lampade UV combinata con piccole dosi di acqua ossigenata. I risultati derivanti da questa sperimentazione favoriranno la costruzione in primavera di un impianto pilota presso il depuratore AQP di Gallipoli per testare la tecnologia messa a punto dal Politecnico. Al termine delle attività di monitoraggio, l’impianto in scala pilota produrrà l’acqua necessaria alla pulizia delle strade del Comune di Gallipoli. 
I risultati di questo e di altri studi, condotti oltre che dal Poliba, dall’Università di Foggia, da AQP, dalla Regione Puglia e da associazioni di categoria, saranno oggetto del seminario tecnico, “Riuso delle acque reflue: innovazioni tecnologiche e condizionamenti sociali e gestionali”. 
L’evento scientifico, organizzato dal Politecnico di Bari, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari (OIBA) e l’Associazione Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio (AIAT), si inserisce nella serie di workshop tematici svolti dal partenariato internazionale per diffondere i risultati delle proprie ricerche. Il focus, in particolare, sarà dedicato alle più recenti innovazioni tecnologiche riguardanti la depurazione delle acque oltre che sugli aspetti sociali, economici e gestionali che limitano il riutilizzo degli effluenti dei depuratori.

Il workshop si terrà giovedì, 30 gennaio, ore 9.00, presso l’Aula Magna “Attilio Alto” (campus universitario) secondo il presente programma: 

Saluti. Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico di Bari, 
Umberto Fratino, Direttore del DICATECh, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica, Politecnico di Bari, 
Nicola Di Donna, Responsabile Ricerca, Sviluppo e Attività Internazionali AQP, 
Vitantonio Amoruso, Consigliere Delegato dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, 
Paolo Campanella, Responsabile Regionale dell’Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio,
Sezione TECNICA, ore 9.25, Alberto Ferruccio Piccinni, Politecnico di Bari, Chairman,
Andrea Zotti, Regione Puglia: “Pianificazione regionale del riuso: stato di avanzamento e opportunità future”
Marta Barile, Consorzio di Bonifica Terra di Apulia: “La gestione del riuso delle acque reflue”
Alessandra Scardigno, IAM-Bari: “Il riuso di acque reflue per l’irrigazione: Aspetti socio/economici”
Emanuele Tarantino, Università di Foggia: “Aspetti agronomici degli effluenti dei depuratori”
Michele Vurro, IRSA-CNR: “MAR (Gestione della ricarica degli acquiferi) utilizzando risorse idriche alternative (Water Reuse) per lo stoccaggio nel sottosuolo”
Fabrizio Dell’Anna, AQP S.p.A.: “Tecnologie di affinamento: pregi e difetti”
Danilo Spasiano, Politecnico di Bari: “Trattamenti innovativi per il riuso degli effluenti dei depuratori”
Ore 13.30 Dibattito. Ore 14.00 Chiusura dei Lavori.
La partecipazione al workshop permetterà l’acquisizione di n.3 crediti formativi professionali presso l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bari.

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XVI° edizione. Trenta posti disponibili. Scadenza del bando: venerdì, 17 gennaio
Selezione per titoli e colloquio per accedere al Master annuale di II livello in “Pianificazione Territoriale e Ambientale”

Bari, 13 gennaio 2020 – C’è tempo fino al prossimo venerdì, 17 gennaio per partecipare al bando di selezione del Master annuale di II° livello in “Pianificazione Territoriale e Ambientale” del Politecnico di Bari. 
Unico in Puglia, XVI° edizione, trenta posti riservati a laureati, longevo e consolidato, rappresenta la risposta formativa specialistica del Politecnico di Bari alla crescente domanda di qualità ambientale, sicurezza del territorio, gestione sostenibile delle risorse. 

Il suo progetto didattico-scientifico infatti, mira a trasferire conoscenze e capacità, votate alla tutela e valorizzazione del territorio e dell’ambiente e risponde all’esigenza di formazione specifica nel campo della pianificazione territoriale e ambientale. Ciò si coniuga alla consistente espansione della domanda istituzionale di valutazioni ambientali registratasi negli ultimi anni. La necessità di una professionalità specifica nel campo della pianificazione è sottolineata infatti, dal progressivo diffondersi a livello europeo di competenze sufficientemente standardizzate nel campo, che richiedono conoscenze e capacità tecniche sempre più avanzate.

Per rispondere a tali sfide sociali e organizzative il master in “Pianificazione Territoriale e Ambientale”(coordinatrice prof. Angela Barbanente) offre un percorso formativo con approccio interdisciplinare e chiaro orientamento ambientale, comprendendo discipline quali: biologia ambientale, selvicoltura, idraulica ambientale e territoriale, economia ambientale, sistemi organizzativi, geomatica e sistemi informativi territoriali.  

Il percorso formativo è suddiviso in due semestri, per un totale di 12 unità didattiche e 60 Crediti Formativi Universitari complessivi (1500 ore). Ad esso possono partecipare i possessori di uno dei seguenti titoli: laurea specialistica conseguita ai sensi del D.M. 509/99; laurea magistrale conseguita ai sensi del D.M. 270/04; laurea conseguita secondo gli ordinamenti previgenti il D.M. 509/99; titolo rilasciato all’estero riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente, dal Consiglio Scientifico del corso.

Gli ammessi saranno tenuti a seguire le attività di didattica frontali, di laboratorio, di studio guidato e di didattica interattiva, sostenendo tutti gli esami previsti dal percorso formativo. L’esame finale consisterà nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del percorso formativo. A conclusione del percorso formativo il Politecnico di Bari rilascerà il titolo di Master Universitario di secondo livello in "Pianificazione Territoriale e Ambientale".

Per agevolare la partecipazione dei professionisti, le lezioni del Master si terranno in due pomeriggi alla settimana, nei giorni concordati con i partecipanti e di solito evitando i rientri pomeridiani delle Pubbliche Amministrazioni.

La sede di svolgimento sarà il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari (Campus Universitario). 

Sito di riferimento del bando: http://www.dicatech.poliba.it/index.php?id=369

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