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Comunicati stampa 2019

Comunicati Stampa

IEEE SMC 2019. Per la prima volta in Italia. A Bari mille ricercatori, un record, provenienti da tutto il Mondo

Ricerche, settori, applicazioni, tendenze, cambiamenti in atto, la cosiddetta quarta rivoluzione industriale sta modificando il volto del Pianeta. Dal capoluogo pugliese le risposte a molte domande su quello che è ritenuto un cambiamento epocale culturale in corso. Il qualificato e riconosciuto accreditamento scientifico del Politecnico di Bari ha favorito la scelta della sede 

Bari, 4 ottobre 2019 – Per la prima volta in Italia per il 2019 (già programmati i prossimi appuntamenti annuali: 2020, Toronto, Canada; 2021, Melbourne, Australia) circa 1000 ricercatori (un record), provenienti da università, centri di ricerche, industrie di tutto il mondo si incontreranno a Bari per dar vita alla conferenza internazionale, fiore all’occhiello della società americana IEEE Systems, Man, and Cybernetics, dedicata quest’anno al tema, “Industria 4.0”.
Industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale che sta influenzando le nuove tendenze dell'automazione, dell’informatica, delle telecomunicazioni e della cibernetica. Il forum di Bari consentirà la conoscenza e il confronto con gli studiosi della materia per discutere sulle nuove tecnologie, le attuali applicazioni, quelle sperimentali e quelle di prossimo futuro in tutto il globo attraverso, interventi, tutorial e workshop.
Tre sono le macroaree di confronto sulle quali sono confluite da tutto il mondo più di 1200 lavori scientifici: Scienza e Ingegneria dei Sistemi; Sistemi uomo-macchina; Cibernetica. Il comitato scientifico di programma ne ha selezionati 700. Molti sono gli ambiti applicativi su cui si confronteranno scienziati e industriali: sistemi informativi aziendali; sicurezza nazionale; città ed edifici intelligenti; nuovi sistemi di produzione; trasporti intelligenti;  meccatronica medica; robotica; informatica medica; elaborazione delle immagini; Big Data;  internet delle cose; realtà aumentata; comunicazioni informative basate sul cervello; controllo dei veicoli; apprendimento intelligente nei sistemi di controllo; media interattivi e digitali; ingegneria del design. 
Non meno di mille sono i ricercatori e industriali che si sono registrati al forum. Particolare presenza numerica di provenienza si registra da Asia, Europa, Canada e USA. 
L’evento è stato organizzato per l’Italia dalla prof. Maria Pia Fanti e dai docenti del laboratorio di Controlli Automatici del Politecnico di Bari; presidente del programma è il prof. Eugenio Di Sciascio, già rettore del Politecnico.
L’iniziativa rappresenta sicuramente un alto momento di confronto internazionale, che ha l’intento di porre l’attenzione e di sviluppare i temi dell’Industria 4.0, al fine di migliorare la vita della collettività e dell’ambiente in cui viviamo in diversi settori applicativi della produzione industriale, dell’informatica, della logistica-trasporti e delle telecomunicazioni. 
L’evento ha una risonanza scientifica e industriale di grande importanza ed è frutto del rilievo assunto nella ricerca internazionale dal settore dell’automatica e dell’Informatica del Politecnico di Bari.
La Conferenza Internazionale IEEE 2019 avrà luogo a Bari presso il Nicolaus Hotel dal 6 al 9 ottobre prossimi. L’inaugurazione della conferenza è prevista per lunedì, 7 ottobre, ore 8:30
Nella giornata di domenica, 6 ottobre infine, sono già previsti workshop e tutorial. In particolare avrà inizio una gara di eccellenza nel campo dell’informatica in cui saranno premiati con 3 premi da 1000 dollari i 3 giovani ricercatori che saranno capaci di trovare le migliori soluzioni nell’ambito del Brain Machine Interface. 

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Architettura.Dopo la giornata studio dedicata al progetto della cupola un altro passo in avanti  
Il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura del Poliba ha realizzato in scala la cupola dei Santi Medici di Alberobello.
La presentazione, sabato, 28 settembre, nella città dei trulli, in occasione della ricorrenza dei patroni

Bari, 26 settembre 2019 – Un po’ di storia. “E’ il 27 settembre dell’anno 1636. Il devoto Conte (Giangirolamo II, Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, duca di Nardò)organizza nella Silva (quella che diventerà Alberobello)una processione, cui fanno ala con torce gli armigeri e i pochi abitanti del posto, invitando, altresì, nobildonne e gentiluomini del feudo”(A. Martellotta, 1986). Comincia da quel lontano giorno, sino ad oggi, la perdurante e crescente devozione dei fedeli di quel luogo ai Santi taumaturghi, Cosma e Damiano. Culto, tutt’oggi, particolarmente sentito nelle regioni meridionali e che trova in Puglia la maggiore diffusione, terra storicamente più vicina alle tradizioni di fede venute da oriente.
Il culto introdotto dalla nobile famiglia, Acquaviva d’Aragona viene gestito fino al 1665 e trova spazio, inizialmente, in una cappella rurale a forma rettangolare, dedicata alla Madonna delle Grazie, già presente dal 1609. Il numero crescente degli abitanti e delle conseguenti necessità di spazio porta ad un ampliamento della primitiva chiesa nel 1725. Fu re Ferdinando IV di Borbone nel 1797 ad elevare il villaggio “Albori Belli” a Città regia. Tale nuovo status e le nuove esigenze unite ad una crescita della popolazione portarono al progetto nuovo, ideato dall’architetto, Antonio Curri, alberobellese di nascita, di grande fama e attività nella seconda metà dell’ottocento nel mezzogiorno e a Roma (tra le sue opere la galleria Umberto I di Napoli). L’antica chiesa venne sostituita dall’attuale basilica dedicata ai santi Medici. La prima pietra del cantiere fu posta il 12 novembre 1882. L’opera però non fu mai completata. Ampliamenti e interventi di manutenzione si registrarono nel 1947-48, 1956-57, 1959 e ad inizio anni ’80. 
Il pezzo mancante rimase la cupola, prevista nel progetto e mai realizzata, che nella simbologia rappresenta la centralità di un monumento religioso. In essa si raccoglie l’universo simbolico, il cielo con il suo firmamento.L’incrocio tra navata e transetto infatti, rispecchia da sempre il punto nodale di ogni basilica. Esso rappresenta l’ascensione verso Dio attraverso l’unico ed inconfondibile gesto architettonico, forse il più importante e complesso, ovvero la sua cupola, che tende al cielo, racchiudendolo in una sfera.
Il progetto architettonico Poliba.Il progetto della cupola, rimasto sulla carta, potrebbe trovare ora soluzione e realizzazione mediante una proposta progettuale tecnologicamente innovativa messa a punto al Politecnico di Bari nel rispetto della tradizione e della filosofia progettuale del Curri.
L’ipotesi progettuale nasce nel 2018 attraverso una collaborazione tecnico-scientifica tra Amministrazione comunale di Alberobello, la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e Monumentali – Corso di Perfezionamento CESAR del Politecnico di Bari e New Fundamentals Research Group, associazione scientifica di ricerca progettuale facente capo al DICAR (Dipartimento di Ingegneria Civile ed Architettura del Politecnico di Bari) diretta dal prof. Giuseppe Fallacara. 
L’idea di completare il progetto originario del Curri, restituendo l’organicità complessiva progettuale pensata dall’autore nel 1882, è da anni un obiettivo di diverse associazioni locali ed esponenti del mondo culturale della città pugliese.
La cupola oltre a rappresentare una sfida architettonica dai diversi risvolti storici – critici – compositivi e costruttivi, costituisce una esigenza di natura sociale e religiosa, alimentata dalla devozione dei numerosi fedeli dei Santi Medici e dalla cittadinanza tutta: la chiesa è attualmente considerata dai fedeli e dagli abitanti di Alberobello come un edificio vistosamente incompiuto.
Il progetto di completamento sviluppato all’interno del corso di perfezionamento CESAR del Poliba, prevede una struttura portante leggera.
Esso ha individuato come scelta più compatibile la costruzione della cupola attraverso una struttura in carpenteria lignea portante, per definizione, molto naturale, economica, capace di coprire grandi luci grazie alla sua elasticità e leggerezza, oltre che robustezza e semplicità di lavorazione. 
Per la costruzione del modello geometrico e statico dell’intelaiatura a carpenterie lignee della nuova cupola si sono presi a riferimento i trattati ottocenteschi in uso in Europa all’epoca del Curri tra cui spicca il Trattato di Rondelet, L’art de Batir. Attraverso lo studio di questi trattati, si è ipotizzata una complessa carpenteria lignea, dimensionando non solo gli elementi lineari di cui è costituita, ma soprattutto gli incastri tridimensionali che collegano le superfici complesse, anche a doppia curvatura, e che ottimizzano il corretto dissipamento delle spinte verticali ed orizzontali e delle resistenze. 
L’opera di completamento prevede una componente lignea relativa allo scheletro strutturale e per il rivestimento interno, una componente lapideo-geopolimerica ed una componente metallica, in particolare rame, prevista per il rivestimento esterno della stessa 
Il completamento della cupola del Curri, rappresenta anche una sfida tecnologica in cui convergono alte professionalità nel campo dell’ingegneria e della scienza dei materiali, oltre a sapienti maestranze internazionali detentrici di un know-how specializzato nelle tecniche tradizionali della stereotomia della pietra e del legno. 
La presentazione ai cittadini del progetto e del modello in scala della cupola della Basilica dei Santi Medici, realizzato al Poliba, avrà luogo, sabato, 28 settembre 2019ore 10.00, in piazza Curri, in occasione della ricorrenza di festa dei patroni della città. Parteciperanno il prof. Giuseppe Fallacara, docente di progettazione architettonica al Poliba, che presenterà i contenuti tecnici-scientifici del progetto; il Sindaco, avv.  Michele Maria Longo e gli assessori del comune di Alberobello; il parroco della Basilica, sac. Leonardo Sgobba; autorità. Essa prosegue, in continuità, i lavori di presentazione delle idee progettuali sulla Basilica dello scorso dicembre. 

 

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Architettura & Design. Domani, al Marmomac, la manifestazione mondiale sul settore litico 

Antico e moderno insieme, tra ricerca, tradizione e innovazione nelle proposte d’arte del Poliba 

Bari, 24 settembre 2019 – Sono tre le opere di architettura & design che il Politecnico di Bari e il Dipartimento DICAR, presenteranno in anteprima a Verona, in occasione del Marmomac, 54° edizione, la più importante manifestazione mondiale dedicata al comparto della pietra naturale, alle nuove tecnologie di lavorazione, al design applicato, alla formazione.
Le opere proposte, in pietra naturale, sintetizzano e propongono, in chiave moderna e innovativa la visione, la storia che l’architettura pugliese e i suoi materiali lapidei possono avere in relazione all’ambiente. 
Il tema per l’edizione 2019 è Naturality, ossia la naturalità della pietra nel suo aspetto più puro che ne valorizza l’unicità e la geodiversità, sottolineate dall’inserimento in uno scenario green, allusivo al legame esistente tra mondo vegetale e minerale.
Hortus Moduli. All’interno dello spazio espositivo Architettura e Paesaggio – Lithic Garden, sul tema Naturality, Unicità e geo-diversità della pietra, sarà presentato un prototipo innovativo di padiglione per esterni in pietra leccese. Il padiglione, intitolato “Hortus Moduli”, è composto da 5 moduli voltati stereotomici. Esso, nell’insieme, rievoca i chioschi litici all’interno dei chiostri o dei parchi urbani ove trovare sosta e ristoro accanto al pozzo o alla fontana. Hortus Moduliè una reinterpretazione sinuosa e contemporanea del tema Hortus Conclusus ovvero degli antichi cortili di pietra. Il progetto, nato nel Dipartimento DICAR del Poliba (coordinatore, prof. Giuseppe Fallacara) in collaborazione con lo studio di fama mondiale Zaha Hadid Architects CODE di Londraconiuga le tecnologie digitali di design, ingegneria, fabbricazione e scansione per preservare e aggiornare le tecniche e le tradizioni storiche della costruzione in pietra italiane. La modularità del sistema voltato può intendersi come una versione moderna dello spazio voltato, modulare e ripetitivo (seriale), del portico affacciato alla corte. Hortus Moduliverrà presentato al Marmomacc sotto forma di modello in scala ridotta dei 5 moduli aggregati, al fine di mostrare la qualità compositiva dell’intero padiglione, e in scala reale tramite un frammento della struttura composta da tre maxi conci, fotografie e video. Alla realizzazione del progetto ha partecipato l’azienda salentina Pi.Mar di Cursi (Lecce) con i suoi laboratori. La mostra articolerà la progettazione, la costruzione, la scansione e la documentazione sia del prototipo finito che dei processi di assemblaggio impiegati da esperti artigiani salentini. 
Link video: https://youtu.be/dAGIuUiFve0 , Youtube: Hortus Moduli - Marmomac 2019
Tessuto Litico.Nell’ambito della sezione Young Stone del Marmomac 2019 sarà presentato inoltre, un prototipo innovativo di “tessuto litico”. Tessuto costituito da tessere di marmo geometriche collegate mutuamente tramite una rete di acciaio. L’idea è quella di poter “rivestire” con la pietra (come edera) un qualsiasi edificio dalla forma complessa a singola e doppia curvatura. Le tessere di pietra serpeggiante di Apricena diventano foglie per proteggere dal sole grandi spazi vetrati degli edifici. Al progetto, nato nel Poliba sotto la direzione del prof. Giuseppe Fallacara, ha partecipato, per la realizzazione, l’azienda CNC di Mola di Bari (BA) e Stilmarmo srl di Apricena (FG). 
Rifugi di Pietra.Nello stesso spazio espositivo, saranno presentati i modelli in pietra di tre cupole diafane “apparecchiate” secondo tecniche stereotomiche contemporanee. Gli spazi cupolati, oltre ad assolvere alla tradizionale funzione di chiudere e coprire gli edifici, possono essere immaginati come “rifugi” per l’uomo all’interno di spazi naturali. Gli antichi trulli o le pajare, disseminati nelle campagne pugliesi, ne sono un chiaro esempio. Il rifugio/riparo cupolato è quindi un luogo dove potersi riposare in protezione nella natura, mimetizzandosi con essa, e anche un luogo da cui osservare la fauna nel totale rispetto dell’habitat in cui vive. 
Al progetto Poliba, a cura del prof. Giuseppe Fallacara, e degli architetti Roberta Gadaleta e Marco Stigliano ha collaborato per la fase esecutiva l’azienda francese di Troyes  S.N.B.R..
Infine, i docenti del DICAR Vincenzo Minenna (Disegno Industriale) e Maurizio Barberio (CESAR - Scuola di Specializzazione) hanno collaborato rispettivamente con i designer Andrea Morgante e Dustin White per la mostra Natural Things.
La 54° edizione del Marmomac sarà inaugurata domani, 25 settembre, ore 11.00 presso Verona Fiera. Nel pomeriggio, ore 15.00 sarà presentato il progetto “Hortis Moduli” a cura del Politecnico di Bari nell’ambito di una tavola rotonda. Relatore, prof. Giuseppe Fallacara, architetto e docente di Progettazione architettonica al Poliba.

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I segni dell’architettura. Per la prima volta a Bari docenti del Poliba e studiosi russi 

La chiesa fu progettata dall’architetto, Aleksej V. Ščusev, a Bari più volte, e approvata dallo Zar Nicola II per i pellegrini devoti di San Nicola che giungevano a Bari.  Ščusev, successivamente, diventerà l’architetto dell’Unione Sovietica e l’autore del Mausoleo di Lenin sulla piazza Rossa di Mosca 

Bari, 6 settembre 2019 – Due Chiese, un Santo, una Città. Così si presenta la Città di Bari o Bar-Grad, per quelli dell’est, oggi nel mondo. Impossibile per i baresi elidere il rapporto che dura da mille anni con il Santo taumaturgo venuto dal mare, che nella classica posa ieratica bizantina paternamente protegge e benedice i devoti, i pellegrini di ogni latitudine. ÈSan Nicola o Nikolaos, difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie, protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio, dei marinai e ancor più dei bambini. E così, il Santo, vescovo di Myra, ogni anno vive nella città pugliese due momenti di grande intensità e partecipazione: a dicembre, in occasione della sua ricorrenza e a maggio, a ricordo della traslazione dalla Licia, terra d’origine e l’arrivo a Bari su una caravella in quel lontano 1087.
Nonostante le scarse informazioni certe sulle sue origini, sulla sua vita, vissuta attorno nella seconda metà del 200 dopo Cristo nell’attuale Turchia, allora Impero Romano, Nikolaos ha lasciato una grande impronta religiosa in quelle terre dell’est. Tracce di pellegrinaggi cristiani sulla sua tomba, nella Basilica della città di Myra, sono presenti già nella seconda parte del primo millennio. Qui riposarono infatti le sue spoglie fino alla traslazione. La desolazione delle rovine della basilica di VIII secolo in cui furono inizialmente conservate i resti mortali di San Nicola, spinsero notabili russi a dare avvio ad una raccolta di fondi per restaurare la Basilica di Myra. Una serie di difficoltà impedirono, però, l’acquisto dei terreni in Turchia e pertanto i fondi furono ridestinati alla creazione di un centro di pellegrinaggio a Bari, per accogliere i fedeli provenienti dalla Russia. Ma dove? Siamo agli inizi del 1900. Nella storia urbanistica della città di Bari i quartieri di San Pasquale e Carrassi non hanno un posto di rilievo. Lo sviluppo della produzione industriale nella città nel primo Novecento provoca una modifica significativa della geografia della città con la formazione delle periferie, dove sui terreni al di là della ferrovia si realizzano i nuovi quartieri periferici. Così nel 1911 furono acquisiti i terreni dalla Società Ortodossa di Palestina con sede a San Pietroburgo e un Comitato di supervisione affidò la progettazione del complesso barese della Chiesa Russa all’architetto Aleksej ViktorovičŠčusev. Nell’anno successivo, il progetto fu approvato dallo zar Nicola II. Ščusev, più volte a Bari per seguire i lavori, diventò successivamente l’architetto dell’Unione Sovietica. Tra le opere successive alla Rivoluzione, il Mausoleo di Lenin nella piazza Rossa di Mosca.
Poiché l’obiettivo dell’iniziativa era quello di garantire ospitalità ai pellegrini russi, la costruzione iniziò nel 1913. Il progetto di Ščusev della Chiesa Russa si rifaceva alle antiche tradizioni costruttive di Novgorod-Pskov, città della Russia del Nord. Grande cura fu dedicato al progetto, con livelli di attenzione al dettaglio che non tralasciarono nulla, dai cicli di decorazioni parietali dell'aula liturgica e degli ambienti di rappresentanza, al mobilio, fino ai particolari più minuti dei serramenti, come del resto era prassi in quegli anni.
Nel 1914, con l’ingresso della Russia nella Prima Guerra Mondiale, i contatti fra Bari e Mosca furono ridotti sensibilmente e non fu più possibile trasferire in Italia risorse e materiali da costruzione, oltre che arredi sacri, di cui il complesso fu, dunque, inizialmente sprovvisto. 
La Rivoluzione d’Ottobre del 1917 comportò inoltre la mancata realizzazione dei cicli pittorici e musivi previsti, poiché gli artisti di altissimo profilo coinvolti nel progetto barese, morirono durante le ribellioni o furono esiliati. 

Oggi, per la prima volta a Bari. La particolare storia del monumento, la sua unicità in Italia, unita alla grande devozione per San Nicola dei fedeli cristiani ortodossi dei paesi dell’est, unito al secolare pellegrinaggio da Russia, Ucraina, Bielorussia, Bulgaria, Romania, Serbia, Romania ha favorito per la prima volta a Bari la realizzazione di una iniziativa di conoscenza comune alle due fedi cristiane che non ha precedenti nella storia di questo luogo di culto e di pellegrinaggio. Tale complesso monumentale rappresenta infatti, un importante patrimonio, non solo della storia e della tradizione ortodossa, ma anche del nostro territorio pugliese.
L’iniziativa, curata del Politecnico di Bari, vedrà coinvolti i docenti del Dipartimento dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Poliba, studiosi russi, esperti dell’architettura e cultura ortodossa. Particolarmente efficace si è dimostrata la collaborazione ed i contributi forniti da ricercatori e studiosi russi che hanno approfondito gli aspetti storici, architettonici ed artistici dell’opera, realizzata dall’arch. Ščusev.
Per queste ragioni è stata promossa per giovedì,12 settembre 2019,ore 9.00, la Giornata di studio “L’Architettura del Complesso monumentale della Chiesa Russa di Bari, Il progetto di Aleksey V. ŠČUSEV. Storia, costruzione, iconografia, culto”.
L’evento si terrà nell’Aula Magna “Domus Sapientiae” del Dipartimento dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari (campus universitario), 
Nel corso della Giornata di studio, verranno presentati sia i risultati di ricerche e studi di docenti e ricercatori del Dipartimento DICAR del Poliba, che hanno approfondito gli aspetti documentari, archivistici ed urbanistici utili a chiarire l’inserimento e l’evoluzione che l’opera ha prodotto nel contesto socio-culturale della città, sia quelli degli studiosi russi, che hanno approfondito gli aspetti storici, architettonici ed artistici dell’opera.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari e consentirà agli iscritti all’ordine, che parteciperanno alla Giornata di Studio, di acquisire dei CFP.

L’evento ha avuto il Patrocinio di:
Chiesa Russa di san Nicola di Bari; Basilica di san Nicola; Società Ortodossa Imperiale di Palestina; Centro di Cultura Russa in Puglia; Università Ortodossa Umanistica San Tichon di Mosca; Facoltà teologica Pugliese; Centro Studi Nicolaiano; Regione Puglia; Puglia promozione - Agenzia Regionale per il Turismo; Comune di Bari; Città Metropolitana di Bari; Consolato Onorario della Federazione Russa in Bari, Camera di Commercio di Bari.

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Ambiente.Studi e ricerche nella tre giorni internazionale di Bari
L’iniziativa scientifica è curata dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento

Bari, 5 settembre 2019 - Il cambiamento climatico e le strategie per la gestione delle aree costiere, sono temi di rilievo per la Puglia che, con i suoi 900 km di litorale, ha nel mare la sua più grande risorsa economica. Risorsa, oggi, minacciata da molti fattori: dall’erosione costiera all’inquinamento, dai cambiamenti climatici alla cattiva gestione del territorio costiero.
Tali condizioni richiedono consapevolezza da parte dei cittadini unitamente a competenze scientifiche diversificate, quali l’ingegneria costiera, la geologia, l’ecologia, ecc..
Il convegno sulle ricerche per la tutela delle coste (SCACR), organizzato dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento oltre che da altri prestigiosi Enti di Ricerca in programma a Bari, presso la Camera di commerciodall’all’11 settembre prossimi, costituisce l’occasione per il confronto sulle ricerche più aggiornate di settore con esperti provenienti da tutto il mondo. Per l’occasione saranno presentati 70 lavori di ricerca, pubblicati su riviste di prestigio.
Sul cambiamento climatico e strategie per la gestione delle aree costiere si terrà il convegno internazionale SCACR (Short Course Conferenze on Applied Coastal Research), settima edizione, che, con cadenza biennale, si tiene in diversi paesi europei e che prevede anche un corso di formazione destinato a giovani ricercatori su tematiche di frontiera o sull’utilizzo dei più moderni modelli numerici nel campo dell’ingegneria marittima. 
L’edizione 2019, vede la partecipazione di numerose associazioni scientifiche (AIOM, GNRAC, ecc.) ed Enti interessati alle tematiche svolte (ASSET della Regione Puglia, AdSP MAM, ecc.), Nel corso dell’edizione di Bari saranno presentati i primi risultati di progetti di ricerca finanziati dalla Regione Puglia (INNODUNECOST) e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, fra cui STIMARE (previsto uno specifico meeting) in cui verranno illustrati i recenti sviluppi delle esperienze condotte sui litorali pugliesi ed emiliani. Come si ricorderà, il progetto Stimare, curato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna mira allo studio del fenomeno erosivo costiero e alle possibili soluzione di tutela, con specifici riferimenti alla Puglia ed all’Emilia-Romagna.
Fra le tematiche del convegno inoltre: l’oceanografia, la mitigazione del fenomeno di arretramento della linea di riva, l’ecologia, il monitoraggio e gestione del rischio nelle aree marine costiere, la gestione dei sedimenti contaminati e non.  Altre informazioni e il programma della tre giorni su www.scacr.eu.

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Lutto Poliba. La comunità accademica lo ricorderà il 6 settembre in una cerimonia

Bari, 4 settembre 2019 – La comunità del Politecnico di Bari ricorderà la recente scomparsa del Prof. Claudio D’Amato Guerrierifondatore e primo Preside della facoltà di Architettura del Politecnico di Bari venerdì prossimo, 6 settembre, ore 9.00, in una apposita cerimonia religiosa presso la cappella del Poliba, “Sedes Sapientes” (campus universitario).
Illustre docente, professore emerito del Politecnico di Bari, già Preside della Facoltà di Architettura, Direttore di dipartimento e fondatore della Scuola di Architettura poliba, Accademico Nazionale di San Luca, D’Amato Guerrieri è stato un importante e decisivo docente del Poliba.
La sua storia di vita comincia a Bari, il 22 dicembre1944. E’ ha Roma però, dove si trasferisce, che consegue nel 1963 la maturità classica presso illiceoGiulioCesare.
Nel 1971silaurea inarchitettura nell'Università diRomaLaSapienza e nel 1974 consegue nello stesso ateneo il diploma della scuola di perfezionamento per lo studio e il restauro dei monumenti. A questo ateneoresta legato sino al 1986 per svolgere attività di didattica e di ricerca.
Nel 1987 si trasferisce a Reggio Calabria dove presta servizio nell'Università degli Studi di Reggio Calabria. Qui viene nominato direttore dell'Istituto di Progettazione della Facoltà di Architettura.
Con l’istituzione del Politecnico di Bari (1990) si trasferisce nel neo ateneo pugliese in qualità di professore ordinario di Composizione architettonica e urbana e nominato primo Preside della Facoltà di Architettura. Successivamente anche Presidente dei Corsi di laurea in Architettura e Disegno industriale. Fondatore della Scuola di Architettura del Poliba concluse la sua carriera nel Poliba in qualità di Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria civile  e  dell'Architettura (DICAR) nel 2015 dovetenne corsi di composizione architettonica, composizione architettonica e urbana, progettazione architettonica, progettazione urbana, teoria dell'architettura e storia dell'architettura contemporanea.
Direttore della rete interuniversitaria italiana Retevitruvio, il 16 marzo 2016 ricevette dal Presidente della RepubblicaSergio Mattarella, presso il Palazzo del Quirinale, il premio "Presidente della Repubblica", nella fattispecie il Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca, per l'anno 2014.
Autore di più di 300 pubblicazioni, innumerevoli progetti, studi sull’architetturamorì a Roma lo scorso 6 agosto 2019.

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Monopoli, dopo la rigenerazione della spiaggia di Porta Vecchia, una web-cam per monitorare l’evoluzione della linea di costa

Bari, 30 agosto 2019 – Dopo la rigenerazione della spiaggia di Porta Vecchia, all’esterno della cinta muraria della città, curata dal Comune di Monopoli, è stata avviata una collaborazione tra il Politecnico di Bari e l’amministrazione comunale per il monitoraggio dell’intervento.
Ieri pomeriggio, 29 agosto, è stata installata nella sua posizione definitiva la Web Cam per il monitoraggio della linea di riva. La Web-Cam ogni tre ore acquisirà uno scatto della spiaggia. La sommatoria delle immagini acquisite consentirà lo studio del fenomeno e darà indicazioni sulle soluzioni sinora adottate con relativi tempi di vita. Inoltre, e soprattutto, permetterà l’individuazione di nuove strategie che possano rendere più stabile la spiaggia e consentano interventi di ricarica sempre più rarefatti (con riduzione dei costi) e di basso impatto ambientale.
La consapevolezza che l’intervento non possa costituire una soluzione permanente, ma di durata limitata nel tempo, nulla toglie al successo ottenuto nella corrente stagione estiva ed è testimoniato dalle centinaia di cittadini che sono tornati ad affollare una delle spiagge libere simbolo della città. La rigenerazione della spiaggia, ormai del tutto scomparsa anche a seguito delle recenti mareggiate estive, è stata effettuata utilizzando sedimenti prelevati dai fondali a basse profondità.
Il monitoraggio e lo studio da ieri avviato a Monopoli, in collaborazione con l’amministrazione civica locale, è incluso fra le azioni del progetto STIMARE.Il Progetto, di durata biennale,finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, elaborato e promosso dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna con il coinvolgimento diretto dei comuni di Margherita di Savoia (Puglia) e Riccione e Cervia (Emilia-Romagna) mira all’individuazione di strategie innovative per contrastare il rischio dell’erosione costiera. Il progetto è coordinato, per la Puglia, dal prof. Leonardo Damiani del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e Chimica del Poliba.

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Il libro.“Ada, Alan e i misteri dell’IoT” edito da Guerini e Associati - Milano

Cinque autori pugliesi (su sei) per spiegare le nuove tecnologie digitali 4.0 agli studenti della scuola primaria e media inferiore. Tra gli ideatori, Pierpaolo Pontrandolfo, docente del Politecnico di Bari con Sabrina De Santis, Nicola Intini, Corrado La Forgia, Raffaella Miscioscia e le illustrazioni di Carlo Molinari. L’importante supporto di Federmeccanica

Bari, 8 agosto 2019 – E’ un esperimento innovativo che combina divulgazione e divertimento con l’obiettivo di orientare i bambini, dalla scuola primaria in su, alla conoscenza delle tecnologie digitali della comunicazione. 
“Ada, Alan e i misteri dell’IoT” con sottotitolo,“fra cobot, reti digitali hacker e algoritmi”,edito da Guerini e Associati, Milano (16,00 euro), 178 pagine, è un libro che unisce in sé tre parti distinte ma collegate tra loro: il racconto (si sviluppa nelle prime 127 pagine) è un giallo che vede coinvolta la famiglia della protagonista, Ada. Con un linguaggio facile, fotografico, incalzante, coniugato a splendide illustrazioni a colori e con una grafica adatta al pubblico infantile induce alla lettura tutta d’un fiato. I fatti e i protagonisti sono calati nella realtà di un futuro prossimo al nostro, nel quale le interazioni uomo-tecnologia sono sempre più fitte e l’intelligenza artificiale, i cobot, la IoT (internet delle cose) sono diventate parte integrante della quotidianità. In questo scenario, dove è ben descritto il vivere quotidiano, si sviluppa la vicenda del giallo.
Sinossi.Nella città di Elea, due ragazzi appassionati di matematica, Ada e Alan, si trovano coinvolti in un mistero a sfondo tecnologico: l’ingegnere Edith Byron, madre di Ada, è pronta a presentare un rivoluzionario algoritmo capace di migliorare le attività dell’azienda in cui lavora a beneficio di tutti. Nel corso della cerimonia un black-out anticipa la sua pubblica presentazione e scompare. Dov’è finita Edith Byron? Come mai tutti i sistemi operativi e le intelligenze artificiali della città hanno smesso improvvisamente di funzionare? Riusciranno Ada e il suo fidato Alan a risolvere il mistero?I personaggi incrociano le loro storie tra tecnologie, rapimenti, poliziotti umani e robotici. La collaborazione tra uomo e macchina risulterà determinante per la soluzione del mistero.
I nomi dei personaggi, i luoghi, i riferimenti non sono frutto di pura fantasia, bensì, ed è qui che emerge la seconda parte del libro (pagg. 128-139), la scelta intelligente e strategica di abbinare ai protagonisti del giallo persone, luoghi, cose realmente esistite nella storia dell’evoluzione tecnologica dell’informazione, o comunque, ad essa legati.
Ada, la protagonista del libro, per esempio? In onore di Ada Lovelance (1815-1852), prima programmatrice di computer della storia, quando quelli moderni non erano stati ancora inventati. Elea, invece è la città immaginaria in cui si svolge la vicenda raccontata nel libro, a ricordo della antica città della Magna Grecia (attualmente ricadente nel comune di Ascea, in provincia di Salerno) dove si sviluppò la scuola di filosofia degli eleatici che prefigurava il concetto di verità ricavato dalla logica e dalla deduzione e non dai sensi.
L’ultima parte del libro (pagg.140-176) è riservata alle curiosità, alle domande, al gioco: “lo sapevi che; come funziona; ora tocca a te; cos’è?; a cosa serve?” Qui sono raccolti diversi esempi di approfondimento nel quale, algoritmi, intelligenza artificiale, cobot, cybersecurity, IoT, manifattura additiva, simulazione, sistemi cyber fisici, sono raccontati attraverso esempi, curiosità, grafica e un invito a cimentarsi in autonomia nello spazio “tocca a te”. E’ un invito al lettore a dare uno sguardo “dentro la scatola”, per capirne di più e diventare utenti più consapevoli o prossimi protagonisti della nuova società che stiamo costruendo.
Quanto riassunto e descritto è la proposta del sensibile e specializzato editore, Angelo Guerini e Associati. Il libro, pubblicato alla vigilia del nuovo anno scolastico, in clima vacanziero, raccoglie e sintetizza l’entusiasmo (il “priscio”, tipico termine della Terra di Bari, citato nella premessa del libro) dei contributi eterogenei di sei autori, di cui cinque pugliesi, che, provenienti da esperienze diverse, si sono posti la domanda: come diffondere una conoscenza seria e cosciente dell’uso delle tecnologie digitaliutilizzando un linguaggio accessibile ai più piccoli e magari divertendoli?Perché non provare a diffondere la parola chiave, consapevolezza, anche tra i veri attori del futuro, i “nativi digitali”?I ragazzi infatti, sono degli straordinari utenti delle nuove tecnologie ma, molto spesso, non ne conoscono il funzionamento, sia per un affanno della scuola nell’inseguire il forsennato ritmo dell'innovazione, sia per l’estrema facilità di utilizzo dei nuovi strumenti che porta a dimenticare una domanda fondamentale: come funziona?
L’obiettivo, quindi, era chiaro: rivolgersi ai giovani delle scuole primarie e medie inferiori e, più in generale, a chiunque abbia voglia di farsi incuriosire da quel che c'è oltre l'involucro esteriore. 
In tal senso precisa uno degli autori, il prof. Pierpaolo Pontrandolfo che al Politecnico di Bari insegna ingegneria economico-gestionale:“È necessario che l’Università comunichi anche con i “non addetti ai lavori”. Così ricerca e innovazione determinano benessere sociale in un’ottica di sviluppo sostenibile. In tal senso ho trovato molto stimolante il progetto e non ho esitato nell’aderire al gruppo di – credo di poter affermare – visionari che l’ha realizzato. Abbiamo deciso di rivolgerci ai ragazzi, in particolare ai nativi digitali e, per intercettare il loro interesse, combinare un linguaggio divulgativo, benché non banale, con una modalità narrativa, quella del romanzo giallo, intrigante e insolita per il tema trattato”.
“Ada, Alan e i misteri dell’IoT”
ha, una chiara finalità di orientamento allo studio delle materie STEM(Science, Technology, Engineering and Mathematics), così come il progetto Eureka! Funziona! al quale è stato collegato: entrambi promossi e supportati da Federmeccanica. 
In questo senso, il libro, può essere considerato un testo di intrattenimento con il suo avvincente racconto giallo, ma anche un libro di approfondimento dal quale trarre spunto per fare ricerche sulle nuove tecnologie.
Infine, utilizzando le splendide illustrazioni di Molinari, il libro è accompagnato da un avvincente trailerper una strategia di comunicazione coerente con il target cui il volume è prioritariamente rivolto.

Scheda "L'idea e gli autori del libro"

Comunicato stampa. 

La costa pugliese.Il rischio del fenomeno percepito dai cittadini e dai gestori balneari in un sondaggio in corso sulle spiagge pugliesi con il coinvolgimento degli studenti del Poliba

La ricerca, di durata biennale, è stata avviata dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna. Finanziata dal Ministero dell’Ambiente, vede il coinvolgimento diretto dei Comuni di Margherita di Savoia, Riccione, Cervia e indiretto di altri centri costieri pugliesi. I primi interventi di protezione e studio su due spiagge di Monopoli

Bari, 23 luglio 2019 – Sono 56 sinora, distribuiti da nord a sud, lungo la dorsale jonica-adriatica, i lidi balneari pugliesi che collaborano con il Progetto di ricerca Stimare, dedicato allo studio del fenomeno dell’erosione costiera. 
Concepito dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna e finanziato con 340 mila euro dal Ministero dell’Ambiente, il progetto vede il diretto coinvolgimento del Comune di Margherita di Savoia in Puglia (comune in cui il fenomeno è fortemente avvertito); Cervia e Riccione in Romagna. Di durata biennale, avviato sul finire del 2018, il progetto assicura essenzialmente tre aree di ricerca: opere innovative di protezione dei litorali, sistemi di monitoraggio costiero e metodi di valutazione del rischio.
Il progetto (che copre solo le spese di studio e ricerca) ha indotto le due università a sviluppare necessarie sinergie con il territorio e con gli stakeholders per la realizzazione di impianti pilota e l’acquisto di attrezzature al fine di valutarne l’efficacia. E al progetto-studio infatti, hanno fornito, successivamente, la collaborazione altri centri costieri pugliesi.
Sull’impianto pilota di Margherita di Savoia, sono stati discussi con la Regione Puglia i dettagli operativi e a breve saranno avviate le attività sul campo mentre i test di laboratorio delle opere previste (simulazione con canale di moto ondoso) sono già a buon punto di avanzamento. Oltre all’impegno del Comune di Margherita e della Regione Puglia, sono in atto altre iniziative a cui il Poliba partecipa con finalità di studio del fenomeno erosivo costiero, tra questi quella avviata nel Comune di Monopoli, in due distinti luoghi: presso lido “Pantano”, a nord della città e la spiaggia pubblica di “Cala Porta Vecchia”, a sud, all’esterno della cinta muraria. 
Gli interventi consistono nella ricostruzione della spiaggia mediante una tecnica fin qui poco usata che consiste nel prelievo di sabbie da bassi-medi fondali mediante aspirazione e nel successivo rilascio dei sedimenti sulla spiaggia emersa. A differenza dei ripascimenti artificiali, eseguiti con prelievi in acque profonde e con notevoli quantità di sabbie, l’intervento proposto punta a movimentare modiche quantità di sedimenti, senza alterare in modo significativo i fondali.
In definitiva, è una sorta di azione di “manutenzione” delle spiagge, con costi contenuti e ripetibile periodicamente. Operativamente si tratta di “pettinare” i fondali asportando gli strati superficiali del fondale e, successivamente di pompare la sabbia aspirata sul bagnasciuga, aumentando così la superficie di spiaggia fruibile. I tempi di lavorazione sono piuttosto contenuti e, con alcuni accorgimenti operativi, è possibile intervenire anche durante la stagione balneare senza arrecare particolari disturbi alla operatività turistica dei lidi.
Nel caso di Monopoli, lido “Pantano”, dove il lavoro è stato già completato ha visto con un incremento della spiaggia di circa 20 m mentre i lavori della spiaggia libera di “Cala Porta Vecchia”, sono in fase di conclusione.
Fra le azioni di monitoraggio post-opera previste, è stata già installata una webcam per analizzare gli spostamenti della linea di riva.
La tecnica utilizzata, già sviluppata dai ricercatori del Politecnico e sperimentata con l’Autorità di Bacino in altri siti pugliesi, verrà presumibilmente utilizzata su altri lidi, con il contributo economico dei concessionari demaniali che, già interpellati, hanno dato il loro assenso a sostenere l’iniziativa di monitoraggio della linea di riva. I dati raccolti saranno messi in rete (costituzione di un Osservatorio) con il supporto del Politecnico di Bari.
Il sondaggio.Alle attività di ricerca e sperimentazione si aggiunge quella legata alla percezione del rischio erosione da parte dei cittadini e degli operatori di settore. Tale percezione infatti, risulta utile al fine di comprendere ambiti e peculiarità territoriali e fornire, conseguentemente, una corretta informazione sul rischio erosione e suggerire gli utili comportamenti che mirano ad una maggior tutela dell’ambiente marino costiero. Per queste ragioni è in corso sulle spiagge pubbliche e lidi pugliesi aderenti un sondaggio sul rischio percepito dai cittadini e balneari. Curato dal Poliba, con il supporto dalla società Troisi ricerche, specializzata in ricerche di mercato, sociali e di opinione, ha l’obiettivo, mediante interviste ai turisti, ai residenti delle aree costiere e ai titolari degli stabilimenti balneari della Puglia, di comprendere se i privati cittadini conoscono il fenomeno dell’erosione costiera e, se sì, che percezione ne hanno, a partire dal grado di rischio. 
Il sondaggio (si concluderà a settembre) vede all’opera 16 studenti del PoliBa, afferenti agli ultimi anni del corso di laurea in ingegneria civile ed ambientale di Bari e Taranto. Gli studenti, coordinati dalla Troise ricerche, muniti di tablet e relativo riconoscimento, propongono due distinti questionari di venti domande ai fruitori delle spiagge pugliesi e ai gestori. In totale saranno raccolte un migliaio di interviste ai cittadini-fruitori delle spiagge e circa 50 ai gestori balneari. Ciò permetterà al Politecnico di Bari e al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica di comprendere se la percezione del rischio da parte di non addetti ai lavori è amplificata o ridotta rispetto al rischio reale e di avviare, sulla base dei risultati raccolti tramite le interviste, delle campagne informative. L’intento è quello di spiegare alla cittadinanza cosa sia il fenomeno dell’erosione costiera, quali siano gli strumenti adottati dai tecnici per mitigarlo e come tale fenomeno impatti sullo sviluppo non solo ambientale, ma anche urbanistico, economico e sociale dei territori. Ciò mira a promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi che, se messi in atto da ciascun individuo nel proprio quotidiano, sono in grado di mitigare tale rischio.
Medesime finalità hanno le interviste ai titolari degli stabilimenti balneari, che in virtù della loro attività hanno un punto di vista privilegiato sul fenomeno.

Comunicato stampa. 

 

 

 

 

Il voto. Vince con il 59% delle preferenze. In carica dal prossimo, 1 ottobre

Settimo della storia del Poliba, capitalizza l’ottimo risultato ottenuto già nel primo turno: 46%. L’onore delle armi all’antagonista, Umberto Fratino che dal 17% del primo turno raggiunge il 41%

Bari 2 luglio 2019 – Francesco Cupertino, 46 anni, docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici”, afferente al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione è il nuovo Rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2019-2025. Settimo nella cronologia storica del Poliba, succede ad Eugenio Di Sciascio.
Cupertino capitalizza l’ottimo successo registrato già nel primo turno (46%) e porta nel secondo round al suo attivo il 59% delle preferenze. L’antagonista, Umberto Fratino, nonostante i tempi ristretti a disposizione (si era votato venerdì scorso, 28 giugno) compie un grande balzo in avanti: dal 17% al 41%, ma non basta. Elevata, come nel primo turno la partecipazione al voto nei seggi di Bari e Taranto nell’unico giorno a disposizione per una percentuale totale pari all’89%. Hanno votato 544 elettori su 610 aventi diritto secondo le diverse categorie: docenti (91%); ricercatori tempo determinato tipo A (85%) dirigenti, tecnici, amministrativi e bibliotecari (91%); rappresentanti degli studenti (79%).
Francesco Cupertino ha ottenuto dalla componente docente 130 voti a cui si sono aggiunti i voti pesati dei ricercatori a tempo determinato di Tipo A pari a 1,83; del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, 19,33 e dei rappresentanti degli studenti, 23,75 per un totale di 174,91 voti (59%).
Ad Umberto Fratino sono andati 94 voti dei docenti; 1 voto dei ricercatori di Tipo A; 17,33 dei tecnici-amministrativi-bibliotecari e 9,81 dei rappresentanti degli studenti per un totale di 122,14 (41%). Le schede bianche sono state,10. Nulle, 8.
Il neo Rettore del Poliba.Francesco Cupertino, è nato a Fasano (BR). Sposato, tre figli, dopo le scuole dell’obbligo e il liceo scientifico, “Leonardo da Vinci” della sua città, ha percorso l’intera carriera da studente prima, e da ricercatore e docente dopo, nel Politecnico di Bari. 
Si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica a 25 anni, con 110/110 e lode. Dottore di Ricerca nel 2001 in Ingegneria Elettrotecnica. Ricercatore dal 2002 è diventato professore associato nel 2014 e Professore ordinario dal 2016.
Da luglio 2010 è il responsabile scientifico del laboratorio “Energy Factory Bari”, il laboratorio dedicato all’aerospazio e all’energia, fondato da General Electric Avio e dal Politecnico di Bari nel quale operano circa 40 ricercatori con un budget annuo medio superiore ad un milione di euro.
Insegna nel corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettrica e nel corso di laurea magistrale in Ingegneria dell’Automazione del Politecnico di Bari; svolge la sua attività di ricerca scientifica nel campo dei convertitori, delle macchine e degli azionamenti elettrici. Collabora con prestigiose università come il Politecnico di Torinoe la University of Nottingham nel Regno Unito.
Francesco Cupertino è stato responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca e fa parte di diverse organizzazioni scientifiche internazionali di settore. E’ autore, in collaborazione con colleghi del gruppo di ricerca, di oltre 130 pubblicazioni scientifiche tra cui: 37pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali; 1capitolo di libro; 97 pubblicazioni scientifiche su atti di congressi internazionali.
Francesco Cupertino si insedierà nella carica di Rettore del Politecnico di Bari dal prossimo 1 ottobre.

Comunicato stampa.

Elezione Rettore 2019-2025. Sarà decisiva la seconda votazione, in programma domani

Dopo il ritiro della candidatura del prof. Orazio Giustolisti, si escludono dalla competizione elettorale anche i proff. Mario Daniele Piccioni e Riccardo Amirante. 
Restano in gara i proff. Francesco Cupertino e Umberto Fratino 

Bari, 1 luglio 2019 – Domani, martedì, 2 luglio, nel tardo pomeriggio, si conoscerà il nome del nuovo Rettore del Politecnico di Bari che reggerà le sue sorti per tutto il sessennio 2019-2025. 
Restano in gara, dopo i ritiri dalla competizione elettorale dei proff.: Orazio Giustolisti, (ritiratosi il 28 giugno con il 12% di consensi) e ieri, di Mario Daniele Piccioni (aveva ottenuto il 15%) e Riccardo Amirante (10%), i candidati, Francesco Cupertino (46%) e Umberto Fratino (17%). Ad ognuno di loro serve varcare la soglia del 50% dei voti per diventare il settimo Rettore eletto della storia del Poliba.
Francesco Cupertino, 46 anni, è docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici” e afferisce al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione;
Umberto Fratino, 54 anni, invece, è docente di “Gestione dei Bacini idrografici” e Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica.
Il secondo turno di votazione si svolgerà secondo i criteri e modalità già adottati in occasione del primo turno dello scorso 28 giugno. 
I 610 elettori potranno recarsi alle urne, allestite a Bari (aula magna “Attilio Alto” - campus universitario) dalle ore 9.00 alle ore 16.00 e Taranto (Centro interdipartimentale “Magna Grecia”, quartiere Paolo VI) dalle ore 9.00 alle ore 15.00.
Seguirà lo spoglio delle schede subito dopo la chiusura del seggio di Bari, in aula magna, “Attilio Alto”, previa acquisizione delle schede elettorali del seggio di Taranto.

Comunicato stampa.

Il voto. Alla prima votazione nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti, 50% +1 Nulla di fatto per il nuovo Rettore del Politecnico di Bari

Bari, 28 giugno 2019 – Nulla di fatto alla prima votazione per la elezione del nuovo Rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2019-2025. 
Nonostante la forte affluenza alle urne di Bari e Taranto, 92%; hanno votato 559 elettori su 610 aventi diritto, nessuno dei cinque candidati-Rettore ha ottenuto la maggioranza assoluta richiesta dei voti, 50% +1.
Francesco Cupertino, 46 anni, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazioneè stato il più suffragato con il 46% di preferenze, molto vicino alla meta del 50%, e ha riportato a suo favore in totale 143,45 voti (tra voti interi e pesati). Dietro il vuoto con il gruppo degli altri quattro candidati, singolarmente lontani. Al secondo posto, Umberto Fratino, 54 anni, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica con il 17% e 53,78 voti; Mario Daniele Piccioni, 54 anni, del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura con il 15% e 45,54 voti; Orazio Giustolisi, 55 anni, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura con il 12%, pari a 38,67 voti e infine, Riccardo Amirante, 50 anni, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management con il 10% , determinato da 32,40 voti complessivi.
Le schede bianche sono state, 6, le nulle altrettante, 6.
Come si ricorderà, si è votato nei due seggi elettorali allestiti a Bari (aula magna “Attilio Alto”) e Taranto (Centro interdipartimentale “Magna Grecia”, quartiere Paolo VI). Hanno votato, la fascia docenti (professori ordinari; professori associati; ricercatori a tempo indeterminato; ricercatori a tempo determinato tipo B; ricercatori a tempo determinato tipo A); il personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario; i rappresentanti degli studenti.
Il voto che ognuno ha espresso ha avuto valore pesato pari a uno (1) per le categorie dei docenti sino ai ricercatori a tempo determinato di tipo B, mentre per le restanti categorie ha avuto valore pesato: per i ricercatori a tempo determinato di tipo A il singolo voto è stato pari a 0.167; quello del personale tecnico amministrativo bibliotecario 0.165 e infine, quello dei rappresentanti studenti 0,510. 
Si tornerà alle urne, per la seconda votazione, martedì, 2 luglio,con pari orario e modalità. 

Comunicato stampa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1° Votazione. Si vota venerdì, 28 giugno, nei seggi di Bari e Taranto

Serve la maggioranza assoluta dei voti (50% + 1). Così anche nelle eventuali tornate successive del 2 e 8 luglio. In caso di mancata elezione è previsto il ballottaggio tra i due candidati più suffragati il 16 luglio. L’eletto sarà il settimo Rettore della storia del Poliba e resterà in carica per tutto il sessennio 2019-2025  

Bari, 26 giugno 2019 – Sono 612 gli elettori che venerdì, 28 giugno, avranno facoltà di recarsi ai due seggi elettorali, allestiti a Bari (aula magna “Attilio Alto”) e Taranto (Centro interdipartimentale “Magna Grecia”, quartiere Paolo VI) per eleggere il nuovo Rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2019-2025.
Alle urne sono chiamate tutte le componenti della comunità del Politecnico afferenti alle rispettive sedi di Bari e Taranto: professori ordinari (73); professori associati (105); ricercatori a tempo indeterminato (52); ricercatori a tempo determinato tipo B (24); ricercatori a tempo determinato tipo A (20); personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario (256); rappresentanti degli studenti (82). Nell’insieme, la popolazione femminile rappresenta il 34% degli aventi diritto di scelta.
Il voto che ognuno esprimerà avrà valore pesato pari a uno (1) per le categorie dei docenti sino ai ricercatori a tempo determinato di tipo B, mentre per le restanti categorie avrà valore pesato: in particolare, per i ricercatori a tempo determinato di tipo A il singolo voto sarà pari a 0.167; quello del personale tecnico amministrativo bibliotecario 0.165 e infine, quello dei rappresentanti studenti 0,510. 
La preferenza potrà essere espressa solo ad uno dei cinque candidati-Rettore. Nell’ordine alfabetico:Riccardo Amirante, nato a Bari, 50 anni, coniugato, due figli, docente di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’ambiente”, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management; Francesco Cupertino, nato a Fasano (Br), 46 anni, coniugato, tre figli, docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici”, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione; Umberto Fratino, nato a Rovigo, 54 anni, coniugato, tre figli, docente di “Gestione dei Bacini idrografici”, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica; Orazio Giustolisi, nato a Matera, 55 anni, docente di “Gestione dei Sistemi Idraulici”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura; Mario Daniele Piccioni, nato a Firenze, 54 anni, coniugato, sette figli, docente di “Scienza delle Costruzioni”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura.
Le operazioni di voto si svolgeranno dalleore 9:00 alleore 16:00 aBari edalleore 9.00 alle ore15.00 aTaranto. Lo scrutinio avrà inizio nella sede di Bari immediatamente dopo la chiusura del seggio, contestualmente all’urna elettorale di Taranto, fino alla conclusione. La votazione sarà considerata valida se vi avrà partecipato almeno un terzo degli aventi diritto al voto.
Qualora nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta dei voti (50% +1), si tornerà alle urne, per la seconda votazione, martedì, 2 luglio con pari orario. Una terza votazione è prevista per lunedì, 8 luglio 2019. 
Qualora anche nella terza votazione nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta dei voti, si procederà con il ballottaggio tra i due candidati che nell’ultima terza votazione avranno riportato il maggior numero di voti, martedì, 16 luglio 2019.
Il futuro Rettore sarà il settimo della storia del Politecnico di Bari e si avvicenderà con l’attuale, prof. Eugenio Di Sciascio, a far data 1° ottobre 2019. 

Comunicato stampa.

 

 

 

 

XXVI° edizione. Riconoscimento al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari

Bari, 25 giugno 2019 – Tra le dodici personalità distintesi in Italia e nel mondo per le loro attività, ricerche, studi, applicazioni, spettacolo, arte, imprenditoria, vincitrici della XXVI° edizione del Premio “Argos Hippium” figura anche il prof. Vincenzo Spagnolo, docente di Fisica sperimentale della materia al Politecnico di Bari.
I selezionati dall’apposita giuria sono personalità eterogenee per settore di provenienza ed esperienza ma tutte, condizione indispensabile, accumunate da un’unica radice: l’appartenenza, per nascita o origine, alla Daunia, al suo territorio, a nord della Puglia. 
L’Argos Hippium, premio istituito dalla apposita fondazione, celebra da 26 anni un riconoscimento al talento e all'impegno di chi in Italia e nel mondo si è fatto strada senza mai dimenticare le proprie radici. 
Non si sottrae a ciò il prof. Vincenzo Spagnolo, nato a Manfredonia 52 anni fa, sposato, 3 figli. I risultati scientifici infatti, ottenuti dal docente nello studio e sviluppo di sensori ottici ad altissima sensibilità per la rivelazione di gas tossici ed inquinanti; i progetti di ricerca congiunti con industrie leader al mondo e prestigiose università europee ed extra-europee, hanno portato la commissione giudicatrice all’attribuzione del Premio “Argos Hippium” per il 2019 al docente del Politecnico di Bari che afferisce al Dipartimento Interateneo di Fisica. 
In particolare, le attività di ricerca del docente del Politecnico di Bari, riguardano lo studio e realizzazione di sensori compatti, portatili e ultrasensibili di gas tossici quali idrocarburi per applicazioni di monitoraggio ambientale e petrolchimica. Un suo sensore compatto realizzato in grado di rivelare la concentrazione di metano, etano e propano in gas naturale è attualmente in test in Arabia Saudita, a Dhahran, presso i laboratori di ricerca della Aramco Saudi Arabia, la più importante ditta petrolchimica al mondo. Un altro sensore per la rivelazione del metano è stato usato invece, per monitorare le emissioni nei pressi di una discarica a Shanxi in Cina, mostrandone l’elevato livello di emissioni, dannosi per la salute.
Un'altra attività di studio del prof. Spagnolo, in collaborazione con la Rice University di Houston in Texas, è la sensoristica su drone per quantificare e monitorare le specie inquinanti presenti in atmosfera, anche in luoghi pericolosi o inaccessibili come in prossimità di ciminiere. 
Il riconoscimento sarà attribuito al prof. Spagnolo venerdì, 28 giugnoore 20.00, in occasione della XXVI° cerimonia del premio, in programma presso il Parco Archeologico di Siponto (Manfredonia), accanto alla avveniristica ricostruzione della Basilica paleocristiana dell’architetto Edoardo Tresoldi. 
Oltre al prof. Spagnolo sarà attribuita l’onorificenza anche ad Agostino Iacurci, pittore, illustratore, incisore, muralista e scenografo;Aaron Rutigliano, proprietario e amministratore delegato del Ristorante londinese “Gola Restaurant”, considerato tra i migliori ristoranti italiani all’estero; Angela Rita Armiento, ricercatrice presso l'AO Foundation di Davos; Dario Caldara, economista presso la Federal Reserve Board a Washington DC; Umberto Berardi, professore associato all'Università di Toronto (dove dirige il Laboratorio di Zero Energy Building); Massimiliano Fraldi, professore ordinario di Scienza delle Costruzioni presso il Collegio di Ingegneria dell'Università di Napoli Federico II; Michele Bisceglia, già direttore della struttura complessa di anatomia e istologia patologica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo; Aldo Augelli, autore dei comici Pio & Amedeo; Roberto Pucillo, amministratore unico di Alidaunia, società di navigazione aerea di Foggia, da lui fondata nel 1976; Manuela Vitulli, tra i travel blogger più influenti in Italia, scrittrice freelance;Mario Pace, autore della locandina italiana di "Spiderman far from home", nuovo film Marvel.

Comunicato stampa.

 

Chi è Vincenzo Spagnolo
ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 entrambi presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2018 è professore ordinario presso il Politecnico di Bari. Nel 2017 e 2018 ha svolto attività di visiting professor presso la Rice University di Houston (TX). Nel 2019 sarà visiting professor alla “Nanyiang Technical University” di Singapore. È attualmente visiting professor presso la “Shanxi University” di Taiyuan in Cina. Le sue attività di ricerca sono focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 190 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 3000 citazioni, e 2 brevetti depositati. Ha tenuto più di 50 presentazioni su invito a conferenze e workshop internazionali. E’ editor delle riviste: Sensor, Applied Science e Journal of Sensors. È coinvolto nella realizzazione di numerosi congressi internazionali organizzati dalla SPIE e dall’OSA (società di ottica americana). Nel 2018 ha ricevuto i premi “Terra del Sole” e “Re Manfredi”. Nel 2019 è stato insignito della Fellowship SPIE. È senior member OSA.

Votazioni, 28 giugno 2019Sono cinque le candidature pervenute al Decano del Poliba

Bari, 14 giugno 2019 – Sono cinque i docenti che hanno proposto, entro ieri, 13 giugno (termine ultimo), la loro candidatura alla carica di Rettore del Politecnico di Bari per il prossimo sessennio 2019-2025. 

 

I candidati, in ordine alfabetico, sono: 

prof. ing. Riccardo Amirante, docente di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’ambiente”, afferente al Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management;
prof. ing. Francesco Cupertino, docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici”, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione;
prof. ing. Umberto Fratino, docente di “Gestione dei Bacini idrografici”, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica;
prof. ing. Orazio Giustolisi, docente di “Gestione dei Sistemi Idraulici”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura; 
prof. ing. Mario Daniele Piccioni, docente di “Scienza delle Costruzioni”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura.

Il prof. Luigi Maria Galantucci, che aveva manifestato l’interesse a proporre la sua candidatura, in una nota inviata ieri pomeriggio alla comunità del Poliba, ha preferito non partecipare alla competizione elettorale e di sostenere il programma del candidato, Francesco Cupertino.  

Le candidature sono state ratificate dal Decano del Politecnico, prof. Carmine Pappalettere in data odierna, questa mattina.
Il corpo elettorale del Politecnico è composto da: Professori ordinari e straordinari, associati, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato (Tipo A, Tipo B), rappresentanti degli studenti, personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario per un totale di 605 aventi diritto di voto. Per le ultime tre categorie: ricercatori a tempo determinato di Tipo A, rappresentanti studenti e personale tecnico-amministrativo-bibliotecario il valore del voto sarà di tipo ponderato o pesato.  
L’elettorato attivo potrà esprimere una sola preferenza nella giornata di venerdì, 28 giugnop.v. nei due seggi appositamente allestiti a Bari (Aula magna “Attilio Alto”) e Taranto, sede decentrata, quartiere Paolo VI, secondo i seguenti orari: dalle 9.00 alle 16.00 (Bari), dalle 9.00 alle 15.00 (Taranto). 
Lo scrutinio avrà inizio, presso il seggio elettorale di Bari, subito dopo la chiusura, unitariamente all’urna elettorale del seggio di Taranto. 

Sarà eletto Rettore il candidato che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Nel caso di mancata elezione, sono previste altre due date con le medesime modalità: 2 luglio e 8 luglio. E’ prevista infine, un’ultima data: 16 luglio, in caso di ballottaggio tra i primi due candidati più suffragati.

Comunicato stampa.