Comunicati Stampa 2018

I concerti del Politecnico. Secondo appuntamento della stagione 2018-2019 con un seminario

Cos’è la musica? Cosa vuol dire? La musica è un linguaggio? Quali sono gli elementi costitutivi? Al Poliba, giovedì, 21 febbraio, ore 18.30

Bari, 19 febbraio 2019 – Non sarà un concerto, né una lezione e nemmeno una guida all'ascolto. Sarà un dialogo nella veste di seminario; il secondo della Stagione 2108-2019, de “I concerti del Politecnico”. 
Premessa.Ci sono delle domande fondamentali nella vita degli uomini: dove andiamo, cos’è la vita, qual è il nostro destino? Ma ci sono anche delle domande che sembrano meno decisive e invece rappresentano un punto fondamentale dell’esperienza quotidiana. Una di queste è: cos’è la musica? A chi non è capitato di emozionarsi ascoltando una canzone? Chi non associa un incontro o un evento particolare a un tipo di musica? A chi non è mai successo di sentirsi descritto molto più da una melodia che dalle parole stesse? Se esistono queste esperienze è decisivo approfondire cosa sia la musica, perché è stata una delle prime forme di arte praticata dagli uomini. Quali sono gli elementi che la rendono così misteriosamente vicina al nostro vissuto. 
Il seminario,“Mousi...kè (dalla radice greca, Mousiké). Cos'è la musica? Cosa vuol dire? La musica è un linguaggio? Quali sono gli elementi costitutivi?”,non ha la pretesa di porre definizioni assolute ma stimolare ulteriori domande, riflessioni, spunti, parlando e ascoltando musica. Il seminario, dove, assieme alle parole troverà posto anche molta musica vedrà la partecipazione diMario Leone, critico musicale de "Il Foglio"e Daniela Mastrandrea, componitrice pianista.
Mario Leoneè nato nel 1981 a Gravina in Puglia. Ha studiato pianoforte e coro. Passato all'insegnamento ha cercato di seguire le regole di vita musicale di Schumann. “La musica o è bella o è brutta. Questa è l'unica distinzione”afferma. Parallelamente agli studi pianistici ha approfondito gli studi sulla didattica della musica perfezionandosi con il maestro Sebastian Korn. Scrive per Il Foglio, Tempi, Amadeus, Il Corriere Musicale. Vive a Roma. 
Daniela Mastrandrea, anche lei è nata a Gravina in Puglia nel 1981. A 7 anni comincia lo studio del pianoforte e a 9 anni compone i suoi primi pezzi. Nel 2003 si diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli. È vincitrice di diversi concorsi Internazionali di Composizione. Nel 2018 è stata protagonista del Festival Time Zones. Nel 2005 il suo primo CD. Nel 2018 "Lo Specchio", il suo nuovo lavoro per pianoforte. I suoi brani e orchestrazioni sono stati eseguiti da diverse orchestre e formazioni nel mondo, non ultima quella del 4 luglio 2018 al Schloß Schönbrunn di Vienna.
Il seminario, aperto a tutti, si terrà giovedì, 21 febbraio, ore 18.30, nella sede del Museo della Fotografia del Poliba (campus universitario).
L’iniziativa, curata dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori pugliesi (ARCOpu) fa parte del programma della stagione 2018-2019 de “I Concerti del Politecnico”.

Comunicato stampa.

 

Così il Poliba alla crescente domanda di formazione specialistica

Bari, 12 febbraio 2019 – E’ unico in Puglia. E’ a numero chiuso. Ha specializzato nelle consolidate 14 edizioni circa cento laureati, prevalentemente ingegneri e architetti, ma anche professionisti in altre discipline. Rappresenta la risposta formativa specialistica del Politecnico di Bari alla crescente domanda diqualità ambientale, sicurezza del territorio, gestione oculata delle risorse. Ha consentito ai frequentanti l’inserimento in un settore in grande sviluppo. 
Con queste caratteristiche, si presenta il master in“Pianificazione Territoriale e Ambientale” (coordinatrice, prof. Angela Barbanente, docente  Poliba).
Di durata annuale, di secondo livello, il Master giunge alla XV° edizione. Il suo progetto didattico-scientifico mira a trasferire conoscenze e capacità consolidate votate alla tutela e valorizzazione del territorio e dell’ambiente. 
Capacità indirizzate alla ricerca di soluzioni di promozione e sviluppo di conoscenze attraverso interventi di documentazione, ricerca e studio; nella riqualificazione e rigenerazione delle aree abbandonate e degradate; nella realizzazione di interventi di risanamento ambientale compatibili con i principi dello sviluppo sostenibile.

L’esigenza di formazione specifica nel campo della pianificazione territoriale e ambientale si basa sulla consistente espansione della domanda istituzionale di piani e programmi territoriali e ambientali a ogni livello registratasi negli ultimi anni e sulla conseguente necessità di adeguare capacità e organizzazioni sia pubbliche che private. La necessità di una professionalità specifica nel campo della pianificazione è sottolineata infatti dal progressivo diffondersi a livello europeo di competenze sufficientemente standardizzate nel campo, come pure dalla nascita in Italia di uno specifico segmento di albo professionale.

Il master in “Pianificazione Territoriale e Ambientale”offre un percorso formativo con approccio interdisciplinare e orientamento ambientale. A tal fine sono comprese discipline quali Biologia ambientale, Selvicoltura, Idraulica Ambientale e Territoriale, Economia Ambientale, Geomatica e GIS.  

Il Master è finalizzato alla formazione di figure professionali dunque, che possano operare con elevate capacità tecniche e operative e propensione all'innovazione, nel campo della pianificazione e gestione territoriale per la tutela, valorizzazione e rigenerazione dell'ambiente, sia nel mondo delle libere professioni sia all'interno delle pubbliche amministrazioni.

 

Il percorso formativoè suddiviso in due semestri, per un totale di 12 unità didattiche, 60 Crediti Formativi Universitari complessivi (1500 ore). Ad esso possono partecipare i possessori di uno dei seguenti titoli: laurea specialistica conseguita ai sensi del D.M. 509/99; laurea magistrale conseguita ai sensi del D.M. 270/04; laurea conseguita secondo gli ordinamenti previgenti il D.M. 509/99; titolo rilasciato all’estero riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente, dal Consiglio Scientifico del corso.

 

Gli ammessi saranno tenuti a seguire le attività di didattica frontali, di laboratorio, di studio guidato e di didattica interattiva, sostenendo tutti gli esami previsti dal percorso formativo. L’esame finale consisterà nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del percorso formativo. A conclusione del percorso formativo il Politecnico di Bari rilascerà il titolo di Master Universitario di secondo livello in "Pianificazione Territoriale e Ambientale".

Per agevolare la partecipazione dei professionisti, le lezioni del Master si terranno in due pomeriggi alla settimana, nei giorni concordati con i partecipanti e di solito evitando i rientri pomeridiani delle Pubbliche Amministrazioni.

L'iscrizione al Master è compatibile con l'avviso pubblico n. 3/FSE/2018 "PASS LAUREATI - Voucher per la formazione post-universitaria" pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n° 98 del 26/07/2018. 

 

La sede di svolgimento delle lezioni del Master sarà ilDipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari (Campus Universitario). 

Gli interessati hanno tempo per proporre la propria domanda di ammissione sino al prossimo 28 febbraio 2019
Sito di riferimento del bando:http://www.poliba.it/it/didattica/master

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Il Seminario.Nell’ambito della 2° edizione, 2018-19 de “I Concerti del Politecnico”
L'ascolto e lo sguardo

Bari, 28 gennaio 2019 - Che cosa vogliamo dire quando esclamiamo "che bello!"? Cosa accade quando percepiamo la bellezza? E’ solo un'emozione, un sentimento, o anche una conoscenza peculiare di noi stessi e del mondo? Che esperienza facciamo nello scoprire attraverso lo sguardo e l'ascolto una realtà che ci attrae? A queste domande, e, soprattutto alle possibili risposte, è dedicato il Seminario, “Che significa fare l’esperienza della bellezza? L'ascolto e lo sguardo”, primo dei cinque seminari e dei sei concerti (il primo tenutosi lo scorso 3 dicembre) previsti dal cartellone della 2° edizione de “I Concerti del Politecnico”.
Il Seminario, aperto a tutti, si terrà mercoledì, 30 gennaio, ore 18.30, presso il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (campus universitario) e vedrà la partecipazione dei relatori: Roberto Andreoni, professore di “Composizione” al Conservatorio di Musica "Gioacchino Rossini" di Pesaro e di Costantino Esposito professore di "Storia della Filosofia" all'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro".
Chi sono.Andreoni, dopo il diploma al conservatorio di Milano e il dottorato all’University of California, si è dedicato parallelamente all’insegnamento e alla composizione, in Italia e negli U.S.A., ricevendo riconoscimenti in entrambi i campi: Fulbright Scholar di Musica e Cultura Italiana a Los Angeles nel 2010; Best Public Event Award in Italy nel 2009. Docente e direttore di numerose scuole, quali la Civica Scuola di Musica e l’Istituto IES (Università Cattolica di Milano), insegna composizione al Conservatorio di Musica "Gioacchino Rossini" di Pesaro. I suoi lavori operistici, orchestrali, cameristici, elettronici, per il teatro e per film sono pubblicati fra gli altri da RAI Trade, Suvini Zerboni, Eco.
Esposito, ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, ha orientato i suoi principali interessi di ricerca sul pensiero di Martin Heidegger; la filosofia di Immanuel Kant; l’opera metafisica di Francisco Suárez. Tra le sue pubblicazioni: Il fenomeno dell’essere. Fenomenologia e ontologia in Heidegger; Heidegger. Storia e fenomenologia del possibile. E’ co-autore, per Laterza, Bari-Roma di un nuovo manuale di storia della filosofia per i Licei e l’Università. Assieme ad altri giovani filosofi italiani cura la pubblicazione di una serie di Letture di filosofia per un pubblico più vasto di quello accademico. Ha tenuto conferenze, relazioni e seminari in Europa, negli USA, in America Latina e in Giappone. 
La seconda edizione de “I Concerti del Politecnico” è stata presentata lo scorso dicembre nel corso di una cerimonia d'apertura con la presenza del Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, del regista pugliese, Gennaro Nunziante e del Presidente ARCoPu, Pierfranco Semeraro, quest’ultimi in qualità di Direttori artistici della manifestazione.L’iniziativa è del Politecnico di Bari e di ARCoPu (Associazione Regionale dei Cori Pugliesi), con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Bari, dell'A.di.s.u. e dell'Università degli Studi "Aldo Moro". 

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In Arizona (USA). Il contributo del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba
Fornirà i dati necessari per la costituenda nuova potente rete mondiale di telescopi CTA e ne farà parte integrante

Bari, 18 gennaio 2019 – C’è anche il contributo scientifico dei docenti del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba alla inaugurazione del primo prototipo di Telescopio “Schwarzschild-Couder” per l’astronomia a raggi gamma avvenuta ieri, in Arizona (USA), presso l’Osservatorio Whipple, di Amado, a sud di Tucson.
Gli obiettivi principali del prototipo saranno quelli di dimostrare la qualità delle prestazioni del sistema ottico di nuova generazione e contribuirà alla costituenda realizzazione della nuova potente rete di telescopi interconnessa “Cherenkov Telescope Array” (CTA).
L’obiettivo del progetto CTA sarà lo studio dell’universo alle alte energie, per mezzo della rivelazione dei fotoni gamma. Queste indagini consentiranno di indagare i fenomeni astrofisici più violenti che avvengono nel nostro universo, ma potrebbero anche portare a informazioni preziose su aspetti ancora poco noti o addirittura sconosciuti, come la natura della materia oscura, che costituisce la maggior parte della materia esistente nel cosmo
L’Italia ha partecipato al progetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
“L’INFN ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo prototipo del telescopio medio di CTA – ha detto Nicola Giglietto, responsabile nazionale di CTA per l’INFN e professore del Politecnico di Bari presso il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari. “La progettazione della camera di questi telecopi – ha sottolineato - è stata coordinata da Francesco Giordano e Riccardo Paoletti, ricercatori INFN e professori rispettivamente presso le Università di Bari e Siena. Anche i sensori ottici e l’elettronica di lettura sono stati realizzati in Italia. L’inaugurazione del nuovo telescopio – ha concluso Giglietto - è il risultato di una intensa collaborazione italo-americana che vede coinvolte diverse università americane, italiane e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”.
Il prototipo costituirà uno dei mattoncini della rete CTA, che sarà il principale osservatorio globale per l’astronomia nel prossimo decennio ed oltre.
Le caratteristiche innovative di questi telescopi permetteranno a CTA di migliorare drasticamente la qualità di immagini di grandi regioni di cielo e di migliorare la rivelazione di sorgenti astronomiche deboli.
CTA è un'iniziativa globale, che vede impegnati oltre 1.400 scienziati e ingegneri di 31 paesi nello sviluppo scientifico e tecnico dell'osservatorio di raggi gamma ad alta energia più grande e sensibile al mondo, con circa 120 telescopi, di tre dimensioni diverse, divisi tra due siti: uno nell’emisfero nord all’Osservatorio di Roque de los Muchachos, e l'altro nell'emisfero australe vicino al sito esistente dell'Osservatorio meridionale di Paranal, in Cile.
I telescopi, “Schwarzschild-Couder Telescope”, pSCT, sono telescopi di media grandezza e, a differenza dei classici telescopi per raggi gamma tradizionalmente costituiti da una singola superficie di specchi, sono costituiti da due superfici di specchi. La prima superficie è costituita da 48 specchietti asferici, mentre la seconda da 24.
“Il primo del suo genere nella storia dei telescopi a raggi gamma, il design pSCT dovrebbe migliorare le prestazioni di CTA verso il limite teorico della tecnologia adoperata, grazie anche all’impiego di fotosensori innovativi made in italy”, aggiunge il prof. Francesco Giordano del Dipartimento Interateneo di Fisica, coordinatore nazionale della iniziativa pSCT.
L’osservatorio CTA studierà sorgenti di raggi gamma astrofisiche nell'intervallo di energia da 20 Giga-elettronVolt a 300 Tera-elettronVolt, con una sensibilità circa dieci volte maggiore rispetto a qualsiasi osservatorio mai costruito prima”.
Il risultato della costruzione di questo prototipo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei successi che il gruppo di fisica astroparticellare della sezione dell’INFN di Bari e del Dipartimento Interateneo di Fisica può annoverare. Dipartimento che vanta una pluridecennale esperienza, con partecipazioni in collaborazioni internazionali coinvolte in esperimenti su missioni spaziali, voli su palloni sonda e in laboratori sotterranei.
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Finanziato dal Ministero dell’Ambiente.Da giovedì, 17 gennaio, il primo passo concreto 

Coinvolte nella ricerca sperimentale due università: Politecnico di Bari e Università di Bologna e tre Comuni pilota: Margherita di Savoia per la Puglia, Riccione e Cervia per l’Emilia-Romagna

Bari, 15 gennaio 2019 – Il Progetto di ricerca sperimentale, STIMARE “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”, presentato lo scorso dicembre a Margherita di Savoia, presso la sede municipale,muoverà i primi passi concreti dal prossimo giovedì, 17 gennaio con un Kick-Off Meeting alla Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna. Mentre nella giornata successiva, è in programma uno Stakeholders Meeting a cui parteciperanno rappresentati delle aziende e delle istituzioni coinvolte. 
Il Progetto, di durata biennale, Finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio con un importo pari a 340 mila euro vede coinvolti due università: il Politecnico di Bari e l’Università di Bologna e tre Comuni: Margherita di Savoia per la Puglia; Riccione e Cervia per l’Emilia-Romagna.  
Il progetto STIMARE, elaborato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna, mira all’individuazione di strategie innovative per contrastare il rischio erosione costiera. 
Come purtroppo noto, in Puglia, diverse aree: dal Gargano al Salento, sono definite ad alto rischio erosione. Di particolare rilevanza e di precario equilibrio, è l’area costiera che, dalla foce del fiume Ofanto risale verso nord lungo l’esile lingua di terra che separa le Saline di Margherita di Savoia dal mare, sino a Manfredonia. Il sito di Margherita di Savoia infatti, è da anni soggetto a significativi fenomeni di erosione costiera, nonostante i massivi interventi di difesa realizzati negli ultimi decenni.
Da tempo, il Politecnico di Bari è impegnato nello studio delle coste pugliesi per individuare proposte e soluzioni al problema della erosione costiera.
Il Progetto STIMARE consentirà lo studio e la sperimentazione in loco, su un segmento di fascia costiera-campione già individuato a nord dell’abitato margheritano di nuovi sistemi per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. In particolare, le unità operative del Politecnico di Bari e dell’Università di Bologna prevedono azioni di monitoraggio in situ e attività di modellazione numerico/sperimentale volte a sviluppare modelli previsionali di rischio costiero. Nell’attività di ricerca è previsto anche il coinvolgimento degli operatori e rappresentanti delle attività balneari.
Il progetto è coordinato, per parte Poliba, dal prof. Leonardo Damiani e dal Dipartimento afferente di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica con la collaborazione del Comune di Margherita di Savoia.

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Riconoscimento dagli USA. In Italia sono solo dieci gli specialisti ad aver ricevuto l’importante onorificenza. La cerimonia di conferimento il 4 febbraio a San Francisco
Per gli studi e le applicazioni della Fisica nei settori dell’ottica e della fotonica: dalla rivelazione di gas tossici e pericolosi al controllo dei processi industriali, al settore biomedicale 
Bari 8 gennaio 2019 - I risultati scientifici ottenuti nello sviluppo e nelle applicazioni tecnologiche di sensori ottici per la rivelazione di gas tossici; gli accordi di collaborazione raggiunti con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee, hanno portato all’attribuzione dell’onorificenza di “Fellow membership SPIE” al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, docente di Fisica Sperimentale della materia, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica. 
Il riconoscimento è stato attribuito e comunicato al docente nei giorni scorsi dalla prestigiosa SPIE, “The International Society for Optics and Photonics” (18.000 membri, 166 nazioni, fondata nel 1955) e verrà conferito il prossimo 4 febbraio 2019San Francisco, in California (USA), durante il congresso Photonics West 2019, il più importante congresso di ottica e fotonica del mondo (oltre 23000 i partecipanti nella scorsa edizione 2018).    
Dal 1975 ad oggi sono stati eletti Fellow SPIE solo dieci italiani che lavorano presso università ed istituti di ricerca in Italia e di questi oltre al prof. Spagnolo solo altri due lavorano al sud. 
I risultati chiave che hanno portato alla attribuzione della Fellowship SPIE sono stati la realizzazione nel 2017 del Laboratorio pubblico-privato tra Politecnico di Bari e THORLABS Inc., l’essere stato Visiting professor alla “Rice University” di Houston (tra le prime 10 università americane) nel periodo 2017-2018 e l’essere attualmente Visiting professor presso la “Shanxi University” di Taiyuan, attività che si protrarrà fino al 2023 tramite il programma “hundred talents” della Accademia delle Scienze Cinese.  
Tutte queste attività di ricerca sono e saranno rivolte allo sviluppo di sensori compatti, portatili e ultrasensibili di tracce gassose per applicazioni quali monitoraggio di processi industriali, sensoristica su drone od analisi del respiro (come un sensore un ossido nitrico, sostanza correlata alla rivelazione di patologie quali asma, o malattie quali tumore al polmone e fibrosi cistica).
Un prototipo delle dimensioni di pochi decimetri cubi sarà mostrato ad una prossima fiera internazionale di fotonica che si terrà a San Francisco i primi giorni di febbraio. 
Il sensore compatto realizzato sarà in grado di rivelare la concentrazione di metano, etano e propano in gas naturale, misure di grande interesse per l’industria petrolchimica. Lo stesso sensore sarà testato direttamente in giacimenti di gas naturale dalla Aramco Saudi Arabia, la più importante ditta petrolchimica al mondo con cui sono in corso accordi per la realizzazione di un programma di ricerca pluriennale tramite il laboratorio PolySense.

Comunicato stampa.

Chi è Vincenzo Spagnolo
nato a Manfrendonia (FG), 51 anni, sposato, ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 entrambi presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2018 è professore ordinario presso il Politecnico di Bari. Nel 2017 e 2018 ha svolto attività di visiting professor presso la Rice University di Houston (TX). È attualmente visiting professor presso la Shanxi University di Taiyuan in Cina. Le sue attività di ricerca sono focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 180 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 1700 citazioni, e 2 brevetti depositati. Ha tenuto più di 50 presentazioni su invito a conferenze e workshop internazionali. E’ editor delle riviste: Sensor, Applied Science e Journal of Sensors. È coinvolto nella realizzazione di numerosi congressi internazionali organizzati dalla SPIE e dall’OSA (società di ottica americana). Nel 2018 ha ricevuto i premi “Terra del Sole” e “Re Manfredi”.
SPIE – The International Society for Optics and Photonicsin breve: collabora con ricercatori, formatori e industria di tutto il Mondo per favorire la ricerca e le tecnologie basate sulla luce. SPIE, società internazionale per l'ottica e la fotonica, è una organizzazione scientifica no-profit ed è stata fondata nel 1955.  Essa promuove le tecnologie emergenti attraverso lo scambio di informazioni interdisciplinari, la formazione continua, le pubblicazioni, i brevetti, la crescita professionale e professionale. SPIE organizza annualmente circa 25 importanti forum tecnici, mostre e programmi di formazione in Nord America, Europa, Asia e Sud Pacifico. Nel 2018, SPIE ha fornito 4 milioni di dollari a sostegno di programmi di istruzione e sensibilizzazione. La sede internazionale di SPIE è a Bellingham, nello stato di Washington (USA).

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Alberobello, la cupola della Basilica dei Santi Medici in un progetto innovativo del Politecnico di Bari

Se si può fare, come? Se non si può fare, perché? Una apposita giornata, nella sede della Basilica, tratterà la complessità del tema avanzando soluzioni architettoniche, strutturistiche e di normativa nel quadro degli aspetti religiosi, civili e culturali.

 

Bari, 12 dicembre 2018 -  La Puglia è la regione italiana in cui si è maggiormente diffuso il culto per i Santi Medici, Cosma e Damiano. Le ragioni sono storiche-religiose-geografiche. Due anzitutto: la vicinanza geografica e culturale del tempo all’antico Impero Bizantino e alla contestuale migrazione, attorno al VIII secolo, dei monaci basiliani, di culto greco, nel corso della iconoclastia.

Sono loro, i monaci, che hanno esportato dall’oriente, da cui provengono, le storie, le vicende, i miracoli dei due martiri. Nella nostra regione, Alberobello, Bitonto, Oria sono i centri in cui la venerazione è particolarmente sentita. Alberobello, nota in tutto il mondo per i suoi trulli, lo è anche per la presenza della Basilica-santuario dedicata ai Santi Medici, patroni della città.

La loro presenza nell’antica Silva Arborelli, coincide con la nascita del centro murgiano. Fu infatti, Giangirolamo II degli Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, ad esportare dalla sua città di residenza il culto devozionale per i due santi d’oriente nel feudo dei trulli.

 

E così, la piccola cappella rurale della Madonna delle Grazie del 1609, venne dedicata dal conte ai Santi Medici nel 1636. Da li si susseguirono almeno quattro ampliamenti, fino all’ultimo, quello realizzato tra il 1881 e il 1885 seguendo il progetto ideato dall’architetto, Antonio Curri, alberobellese di nascita, di grande fama e attività nella seconda metà dell’ottocento nel mezzogiorno e a Roma.

 

Il progetto del Curri non è stato mai completato, nonostante i diversi tentativi e interventi di restauro. Il pezzo mancante resta la cupola, centralità di un monumento religioso, in cui si raccoglie l’universo simbolico con il suo firmamento.

Il progetto della cupola, rimasto sulla carta, potrebbe trovare ora soluzione e realizzazione mediante una proposta progettuale tecnologicamente innovativa messa a punto al Politecnico di Bari nel rispetto della tradizione e della filosofia progettuali del Curri. Un video, realizzato al Poliba, presenterà i contenuti tecnologici per sua costruzione e messa in opera.

Sulla sua fattibilità se ne discuterà ad Alberobello, in un convegno, venerdì, 14 dicembre, ore 9.00, nella Basilica dei Santi Medici. Se si può fare, come? Se non si può fare, perché? Studi e soluzioni. L’incontro, intitolato “Cieli nuovi e terre Nuove” tratterà la complessità del tema avanzando soluzioni architettoniche, strutturistiche e di normativa nel quadro degli aspetti religiosi, civili e culturali. Organizzato dal Comune di Alberobello, dalla Basilica Minore dei Santi Medici, dal Comitato Feste Patronali, vedrà la partecipazione dei progettisti del Politecnico di Bari e del coordinatore prof. Giuseppe Fallacara del Dipartimento DICAR. I saluti istituzionali saranno affidati a: Leonardo Sgobba, Rettore della Basilica; Alessandra Turi, assessore alla Cultura del Comune di Alberobello; Loredana Capone, assessore alla Cultura Regione Puglia; Lorenzo Pugliese, presidente Comitato feste Patronali. Le conclusioni, nel pomeriggio, ore 17.00, saranno del Sindaco della città, Michele Maria Longo.

Emergenza costeMartedì, 4 dicembre, ore 10.00, la presentazione presso la sede del Municipio

Un progetto di ricerca sulle strategie innovative per contrastare il rischio erosione costiera è stato elaborato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna con la collaborazione del comune ofantino. Il progetto sperimentale, di durata biennale, è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente

Bari, 30 novembre 2018 – Dopo Sardegna (1731 Km) e Sicilia (1484 Km) che sono isole, è la Puglia che detiene il maggior sviluppo costiero italiano con 865 Km. Bagnata dall’Adriatico e dallo Jonio, la costa pugliese, da nord a sud, è piuttosto eterogenea. Essa infatti, alterna, in proporzioni diverse, litorali sabbiosi a rocciosi. Come noto, la linea di costa nel tempo fisiologicamente cambia: azioni esogene (correnti marine, vento, livello delle acque, ecc.) provocano mutazioni nel tempo ma è l’impatto dell’uomo sui luoghi è quello che ha determinato soprattutto i cambiamenti. 

Da un confronto tra le cartografie storiche emerge che la costa pugliese, negli ultimi decenni, è stata oggetto di notevole espansione urbanistica (infrastruttureportuali, operediprotezionecostiera, forteurbanizzazione).Traglianni '60 e '80 l'edificazione e la realizzazione di infrastrutture, la realizzazione  di invasi e la regimazione dei corsi d'acqua, hanno fortemente contribuito alla  riduzione dell'apporto solido verso il mare e alla sua ridistribuzione lungo costa, conseguentemente si sono innescati processi di erosione costiera e di depauperamento degli habitat naturali marino-costieri.

Diverse aree della Puglia, dal Gargano al Salento, sono definite ad alto rischio erosione. Allarme, in alcuni casi sottolineato anche da accadimenti accidentali luttuosi. Tra queste, di particolare rilevanza e di delicato equilibrio, come un ombellico regionale, è l’area costiera che, dalla foce del fiume Ofanto risale verso nord lungo l’esile lingua di terra che separa le Saline di Margherita di Savoia dal mare, a cui fa seguito Zapponeta e il litorale del golfo di Manfredonia. Il sito di Margherita di Savoia infatti, è da anni soggetto a significativi fenomeni di erosione costiera, nonostante i massivi interventi di difesa realizzati negli ultimi decenni.

Da tempo, il Politecnico di Bari è impegnato nello studio delle coste pugliesi per individuare proposte e soluzioni al problema della erosione costiera.

Tali studi hanno portato alla elaborazione, con l’Università di Bologna, ad un innovativo progetto di Ricerca, “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”. Essoè finalizzato allo studio e sperimentazione in loco di nuovi sistemi per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. A tale sperimentazione e ricerca sul campo, interpellato, ha dato la sua convinta adesione e disponibilità il Comune di Margherita di Savoia. 

Il progetto dunque, di durata biennale, con un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare pari a 340 mila euro, nell’ambito del Bando per progetti di ricerca finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici (art.2 comma 2 della Legge 5 gennaio 2017 n.4, GU n.16 del 20 gennaio 2017), focalizzerà le sue attenzioni scientifiche in Puglia sulla fascia costiera del comune di Margherita di Savoia e in Emilia-Romagna sul litorale di Riccione e il Porto canale di Cervia.

La proposta avanzata dalle unità operative del Politecnico di Bari e dell’Università di Bologna prevedono azioni di monitoraggio in situ e attività di modellazione numerico/sperimentale volte a sviluppare modelli previsionali di rischio costiero. Nell’attività di ricerca è previsto anche il coinvolgimento degli operatori e rappresentanti delle attività balneari.

Il progetto, “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”, acronimo,STIMARE,sarà illustrato martedì, 4 dicembre, ore 10.00, a Margherita di Savoia, presso la sede del Municipio.

La giornata di presentazione di svilupperà secondo il seguente programma: 

Ore10.00

Interventi istituzionali
Bernardo Lodispoto–Sindaco del Comune di Margherita di Savoia
Eugenio Di Sciascio–Magnifico Rettore del Politecnico di Bari
Salvatore Piazzolla –Assessore all’Agricoltura del Comune di Margherita di Savoia
Antonio Capacchione –Presidente Sindacato Italiano Balneari

Ore 10.40

Presentazione del progetto STIMARE
Renata Archetti –Università di Bologna
La scelta del sito pilota di Margherita di Savoia e nuove strategie di intervento
Leonardo Damiani –Politecnico di Bari
Vincenzo Simeone –Politecnico di Bari

Ore 11.30

Valutazione del rischio in ambiente costiero
Angela Barbanente–Politecnico di Bari
Maria Francesca Bruno –Politecnico di Bari

Ore 12.00

Il monitoraggio costiero
Eufemia Tarantino –Politecnico di Bari 
Alessandra Saponieri –Politecnico di Bari 

L’incontro di presentazione, è teso ad aumentare la sensibilità delle comunità sul problema dell’erosione costiera e favorire la collaborazione con le amministrazioni e gli stakeholders, alfine di promuovere politiche di gestione e protezione del territorio costiero condivise ed innovative.

Comunicato stampa.

Anno Accademico 2018-19In calendario, 11 appuntamenti da dicembre a giugno 2019

In programma concerti e seminari sulla musica. Presentazione della 2° edizione e apertura sipario con il primo concerto, lunedì, 3 dicembre.

L’iniziativa è organizzata dal Politecnico di Bari e da ARCoPuin partnership con Regione PugliaComune di BariUniversità di Bari "Aldo Moro", A.Di.S.U. Puglia

Bari, 29 novembre 2018 – Dopo un confortante e sperimentale esordio, il Politecnico di Bari e ARCoPu, Associazione Regionale dei Cori Pugliesi, hanno voluto irrobustire e anche diversificare l’edizione numero due per il corrente anno accademico 2018-19, “I Concerti del Politecnico i tempi, le forme e gli spazi nella musica”. 

Il ricco programma composto da ben 11 appuntamenti si svilupperà da dicembre a giugno 2019 e sarà suddiviso tra concerti (sei) di diversa natura e seminari (cinque) dedicati alla musica a cui si aggiungeranno altre iniziative fuoriprogramma.

La musica dunque, non sarà soltanto proposta durante gli eventi concertistici ma ne rappresenterà anche il tema essenziale delle discussioni all’interno degli appuntamenti seminariali.

Ogni incontro, come nella scorsa edizione, sarà aperto al pubblico (non solo studenti e docenti) sino al numero massimo consentito e gratuito.

L’iniziativa non è passata inosservata al regista, sceneggiatore e attore pugliese, Gennaro Nunziante, autore, tra l’altro, dei film di successo con il protagonista, Checco Zalone (Luca Medici) che ha accettato con entusiasmo la nomina di direttore artistico e che condividerà con il Presidente di ARCoPu, Pierfranco Semeraro. “Ringrazio anzitutto il Rettore, Di Sciascio e gli organizzatori per l’invito fattomi. Il progetto del Politecnico è stimolante e fonte di ispirazione - ha detto il regista pugliese. Esso lancia un messaggio di apertura, di voci nuove anche ad altri ambiti apparentemente distanti. La musica è architettura. E’ ingegneria. Auguro alla iniziativa il successo che merita”. 

L’iniziativa, alla sua seconda stagione, è organizzata dal Politecnico di Bari e da ARCoPu AssociazioneRegionale dei Cori Pugliesi in partnership con la Regione Puglia, il Comune di Bari, l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari e l'A.Di.S.U. Puglia.

La stagione concertistica “I Concerti del Politecnico” anno accademico 2018-2019 sarà presentata lunedì, 3 dicembre 2018, alle ore 17,30 nella sede del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (Campus universitario).

Interverranno: Il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio; Il regista e direttore artistico della manifestazione, Gennaro Nunziante; il Presidente dell’AssociazioneRegionale dei Cori Pugliesi ARCoPu e co-direttore artistico, Pierfranco Semeraro.

 

Seguirà, nella stessa sede, alle ore 18,30il primo concerto della stagione del Lucania & Apulia Chorus diretto dal maestro Sergio Lellache presenterà il programma “Dal Classicismo al Romanticismo eOltre”, un percorso repertoriale dedicato alle sonorità che solo una compagine corale sa ricreare attraverso alcuni tra i più famosi compositori della storia dell'umanità: Mozart, Listz, Brahams.

Nato nel 2014 il Lucania & Apulia Chorus si è esibito in oltre cinquanta concertiin un percorso di grande effervescenza artistica che ha dato la possibilità a giovani artisti del coro di poter vivere esperienze musicali di grande profilo. 

La formazione collabora con istituzioni concertistiche orchestrali o gruppi dal profilo internazionale come il Canzoniere Grecanico Salentino. Dalla realizzazione di pagine monteverdiane al Gloria di Vivaldi realizzato nel 2015 con orchestra barocca affidata alla direzione di Filippo Maria Bressan, alla realizzazione di produzioni di musica contemporanea che hanno contribuito allo sviluppo della composizione corale contemporanea per coro diventando stimolo di produzione per tutta una nuova schiera di compositori. 

 

Comunicato stampa.

Winterschool 2018.Il comportamento dei terreni argillosi naturali e compattati

Bari, 31 ottobre 2018 – Il comportamento meccanico dei terreni argillosinaturali e compattati è da anni, su scala mondiale, oggetto di un’intensa attività di ricerca in campo geotecnico, e quest’anno è il tema della Scuola Internazionale di Dottorato “Olek Zienkiewicz”, che si tiene annualmente nel contesto di ALERTGEOMATERIALS(Alliance of Laboratories in Europe for Education, Research and Technology), organizzazione internazionale dei laboratori di oltre trenta prestigiose università europee. 
Sul tema, “Terreni argillosi naturali e compattati: comportamento meccanico dalla scala micro alla scala macro e modellazione numerica”, dal 5 al 9 novembreprossimi si svolgerà presso il Politecnico di Bari la decima edizione della Scuola Internazionale di Dottorato “ALERT Olek Zienkiewicz”.
L’edizione di Bari vedrà, tra i relatori professori e ricercatori di fama della geotecnica mondiale, provenienti da differenti università europee quali: Universitat Politecnica de Catalunya, University College of London, Université Grenoble Alpes, Ecole del Ponts Paris Tech., Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Università La Sapienza di Roma. 
La Scuola mostrerà, nell’arco della settimana, una panoramica delle più avanzate ricerche in campo geomeccanico, attualmente in corso nel mondo, sui terreni argillosi, sia naturali sia compattati; di entrambi i tipi di terreni sarà discussa la genesi e le caratteristiche che da essa derivano alla scala micro e meso e come la risposta alla scala macro è condizionata dalle proprietà alle scale da micro a meso. Saranno presentati studi inerenti sia la sperimentazione di laboratorio, sia la modellazione costitutiva, che hanno fornito nuove evidenze e contribuito ad una migliore comprensione dei processi, divenendo fonte di avanzamento nella progettazione ingegneristica.
Partendo dai concetti fondamentali di mineralogia ed interazione tra particelle, per arrivare a leggi di base del comportamento idro-meccanico di argille ricostituite e naturali, sensitive e non, i relatori illustreranno anche la risposta meccanica di terreni consistenti, rocce tenere e terreni di transizione, gli effetti geomeccanici della degradazione di origine climatica e della fessurazione.
La 10° ALERT “Olek Zienkiewicz” winterschool, che richiamerà l’attenzione e la partecipazione di molti dottorandi di tutte le parti del mondo, vede il coordinamento scientifico e l’organizzazione del Gruppo Geotecnico del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh) del Politecnico di Bari, con la collaborazione dell’Università Politecnica di Catalogna (Barcellona).
Il programma prevede, in occasione della giornata inaugurale di lunedì, 5 novembre:
Ore 9.00. Sede del Dipartimento DICATECh(campus universitario). Saluto del Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio;
Umberto Fratino – Direttore del Dipartimento DICATECh del Politecnico di Bari;
Michele Mossa – Coordinatore del Corso di Dottorato su “Risk and environmental, territorial and building development”;
Cino Viggiani - Presidente ALERT Geomaterials - Université Grenoble Alpes, Laboratoire 3SR, France.
Seguirà la prima sessione dei lavori (9:30 - 11:00) curata da Federica Cotecchia del Politecnico di Bari su “Composition, microstructure and state of consolidated clays”. 
La scuola proseguirà con gli incontri in programma nei giorni successivi e fino a venerdì, 9 novembre, dalle ore 9.00 alle 18.00.
Per ulteriori informazioni: http://www.poliba.it/it/content/home.

Comunicato stampa.

“DigiLab”, la fabbrica dei progetti innovativi per lo sviluppo dell’economia e del territorio

2° edizione. Si rivolge a 50 giovani universitari. Si accede mediante un bando di selezione on-line. Scadenza: 5 novembre

Bari, 22 ottobre 2018 - Una apposita formazione, non convenzionale, di sei mesi, finalizzata alla generazione di nuove idee di business nei settori: green economy, agroalimentare, industria, commercio, sanità, pubblica amministrazione, turismo, entertainment, volontariato, beni culturali, ricerca è il percorso che propone “DigiLab -contamination lab”.
“DigiLab” è un progettodel Politecnico di Bari, al suo secondo anno di vita,finalizzato alla realizzazione di idee innovative per lo sviluppo dell’economia e del territorio. Esso intende favorire la cultura imprenditoriale attraverso la contaminazione di competenze di giovani e di esperti provenienti da vari contesti, arricchendo la tradizionale formazione universitaria con metodi originali ed applicati alle attuali esigenze del mondo contemporaneo. Un’attenzione particolare è rivolta alla digital economy applicata ai settori citati.
“DigiLab”si rivolge a 50 giovani, più 5 uditori, under 35, iscritti ad un corso di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico; a studenti stranieri in mobilità internazionale; a laureati, dottori di ricerca, iscritti ad un corso di dottorato, ad una scuola di specializzazione o ad un master universitario di qualsiasi università. 
Si accede mediante un bando di selezione per l’ammissione.Per partecipare occorre compilare il form on line su http://digilab.poliba.it/il-bando/ entro il prossimo 5 novembre.
Il corso si svolgerà a Bari presso la sede del Politecnico(Isolato 47, Strada Lamberti, 13) e in sedi itineranti (altre Università, Enti, Imprese, Associazioni) nell’arco di 6 mesi e consisterà di almeno 375 ore di lavoro. E’ previsto un calendario di seminari più fitto nei mesi invernali (2-3 a settimana), mentre nei mesi primaverili ci sarà più lavoro di gruppo finalizzato allo sviluppo di idee imprenditoriali innovative.

Il Programma didatticosi compone di quattro tematiche: 
•Contaminazione Creativa, nella quale i partecipanti sperimentano metodologie e tecniche disupporto alla creatività;
•Contaminazione Digitale, nella quale i partecipanti si focalizzano sulle opportunità delle nuove tecnologie digitali abilitanti nei vari settori socio-economici;
•Contaminazione Territoriale, nella quale i partecipanti interagiscono in modo dinamico con gli attori del territorio per far emergere opportunità di innovazione;
•Innovation proposal, ove ai partecipanti si forniscono gli strumenti per sviluppare le proprie idee per trasformarle in progetti di innovazione economica e sociale, in modo che possano confrontarsi con gli stakeholders e cogliere opportunità come stage, collaborazioni e finanziamenti.
Nella parte di “Innovation proposal”, i partecipanti, raggruppati in team e supportati da mentor e coach esperti, svilupperanno un’idea progettuale di attività innovativa che potranno presentare e discutere anche in eventi pubblici appositamente organizzati. In particolare, si prevede per alcuni team l’affiancamento ad imprese partner, con le quali i team potranno sviluppare idee di business coerenti con il business aziendale secondo una logica di open innovation, sotto con guida di un project manager dell’impresa e di un senior consultant del Digilab. 
I partecipanti avranno a disposizione tavoli da lavoro e strutture “open space”, strumenti e attrezzature tecnologiche idonee allo sviluppo delle proprie idee, nonché accesso a tutte le risorse fisiche e virtuali disponibili presso il DigiLab. 
I costi relativi alle trasferte dei partecipanti per visite al di fuori delle sedi istituzionali del DigiLab, così come le dotazioni tecnologiche a loro disposizione e gli interventi di formazione e coaching, sono sostenuti dal Politecnico di Bari. 
Ai partecipanti che avranno superato con esito positivo l’intero percorso di apprendimento sarà riconosciuto un numero massimo di crediti formativi universitari (CFU) pari a quindici, e sarà altresì rilasciato un attestato finale. 
Si prevede inoltre una competizione finale nella quale ai primi classificati potranno ricevere premi in denaro, visibilità e percorsi di affiancamento per lo sviluppo delle idee di business. 
I candidati alla selezione devono presentare domanda di ammissione al DigiLab utilizzando l’apposito modulo online reperibile sul sito digilab.poliba.it e allegare iI proprio Curriculum vitae in formato Europeoe una Lettera motivazionale, con descrizione delle proprie inclinazioni, ragioni della scelta e aspettative della partecipazione al DigiLab.
Il Politecnico di Bari, nello svolgimento del corso, si avvarrà del contributo di diversi partner locali, nazionali ed internazionali, tra cui Università, Imprese, Distretti Tecnologici e Produttivi, Associazioni No Profit, Ospedali, Enti pubblici, Operatori del credito e della finanza, Incubatori. 
DigiLab appartiene alla rete italiana dei CLab - Contamination Lab, supportati dal Ministero Istruzione, Università, Ricerca. Può contare su un solido partenariato costituito da imprese, multinazionali, distretti tecnologici, incubatori, come PoliHub del Politecnico di Milano, I3P-Politecnico di Torino, altri “contamination labs” italiani ed esteri.

Comunicato stampa.

Il riscatto e la nuova vita del Castello di Gallipoli è la proposta vincente di una tesi di laurea in architettura del Politecnico di Bari

Bari, 18 ottobre 2018 – La tesi di laurea in architettura, “Il restauro del Castello di Gallipoli”, elaborata da sei neo laureati del Politecnico di Bari, è risultata vincitrice del XXI° concorso nazionale sull’architettura fortificata. 
Il concorso è stato bandito dall’Istituto Italiano dei Castelli, organizzazione nata nel 1964, con sede legale in Castel Sant'Angelo, Roma.riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, dal 1991. 
I parametri di valutazione della Commissione hanno riguardato: lo studio storico, archeologico e artistico; la salvaguardia e conservazione, l’inserimento nel ciclo attivo della vita contemporanea; la sensibilizzazione scientifica e turistica dell’opinione pubblica. Su questi elementi si distinta la tesi vincitrice dei neo architetti del Poliba: Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo); relatrice, prof. Rossella de Cadilhac. Tra questi, Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi.
Il castello di Gallipoli, le cui tracce risalgono al periodo bizantino, è un possente quadrilatero dotato di Rivellino (XV° secolo), eretto a protezione dell’ingresso al borgo antico e parte integrante di un più complesso sistema di difesa costituito da una cinta fortificata rafforzata da poderosi bastioni. Si tratta di un organismo architettonico complesso, esito d’innumerevoli stratificazioni, difficilmente identificabili nella loro sequenza temporale, se non dopo accurate indagini.
Le principali fasi costruttive, la cui identificazione è avvenuta attraverso un esercizio critico-interpretativo, ha posto le premesse per orientare le scelte progettuali.
Problema di non agevole soluzione è stato quello della presenza del Rivellino, mutilato nella seconda metà del XVII° secolo quando, per ragioni di difesa e sicurezza, venne diviso in due porzioni murarie. Persa l’originaria funzione in epoca successiva, il Castello fu sede della dogana e guardia di finanza, mentre il Rivellino si adattò a diventare in cinema all’aperto, quasi subito dismesso.
Il progetto, volendo rievocare l’unità figurativa, propone la ricongiunzione delle due porzioni murarie. Propone la rimozione all’interno del Rivellino del volume in muratura aggiunto negli anni quaranta del XX secolo, con funzione di foyer, quando l’opera difensiva venne trasformata in cinema all’aperto e ne propone la sostituzione con un nuovo volume in muratura per favorirne la continuità nonché la fruizione dei nuovi spazi per la cultura, il teatro, musica, la danza, ecc.. Il progetto indaga e propone una nuova rivisitazione del mercato coperto attiguo e più in generale l’integrazione del sistema murario della città, con il castello e lo stesso mercato.Nell’insieme, la proposta progettuale mira ad un riscatto del castello dalla sua condizione di parziale abbandono per trasformarlo in elemento di richiamo a scala urbana e territoriale, assumendo come dato di partenza l’attenzione all’identità del monumento.
La proclamazione e premiazione del primo premio sul restauro del Castello di 
Gallipoli (che ha trovato citazione anche a Bologna, al concorso Sira giovani 2018), avverrà in una apposita manifestazione, il prossimo 27 ottobreore 18:00, presso il Castello di Sannicandro di Bari.

Comunicato stampa.

Morfologia e progetto Urbano. Dal 26 settembre, per tre giorni, studiosi di tutto il mondo al Politecnico di Bari

Bari, 24 settembre 2018 – La città come l’uomo. La città come organismo vivente in continua trasformazione. Le città di oggi, troppo spesso malate, frutto di quella “società liquida” definita da Zygmunt Bauman in cui si rispecchia. Come il corpo umano ogni sua parte deve essere funzionale alla sua integrità e funzionalità. Così è stato in Italia, almeno fino agli anni 50. Questo tempo invece, raccoglie antiche patologie ormai cronicizzate, come ad esempio le periferie, anonime, spesso ripetitive, scadenti, senza identità. Patologie diverse, evidenti e meno nelle diverse aree del mondo, che indubbiamente convergono su un solo punto: la qualità della vita. Ma se la società cambia, e velocemente, come saranno le città che verranno, espressione e necessità del suo esistere? E come considerare quelle del presente?
A queste, e non solo, cercheranno di rispondere studiosi di tutto il mondo che per tre giorni si incontreranno a Bari, da mercoledì, 26 settembre (ore 9.00)al 28 settembre, al Politecnico in occasione del convegno “Leggere gli spazi costruiti. Città in divenire e forma urbana futura” per dar vita alla 4° Conferenza Internazionale dell’ISUFitaly. Evento che si svolgerà per la prima volta a Bari (le precedenti tre edizioni si sono tenute a Roma, presso l’Università “La Sapienza”).Al convegno parteciperanno circa 200 studiosi con 150 contributi provenienti da molti paesi di diversi continenti.
Scopo del convegno sarà quello di proporre un confronto dialettico tra studiosi dell’Architettura, della Progettazione Urbana, dell’Urbanistica, della Storia urbana, del Restauro, della Geografia, sul tema della morfologia urbana riguardata con un’ottica interpretativa fondata sul concetto della “storia operante”. 
Ricerca di un sincretismo multidisciplinare che elude il puro impiego di singole tecniche interpretative e punta alla ricostruzione compiuta della fenomenica urbana nella sua totalità e concreta essenza attraverso lo studio della condizione di “fluidità” mutevole e irriducibile incardinata sugli accadimenti del mondo.
Dunque, la ricerca di un pensiero integrato basato proprio sul dispositivo critico del divenire che costituisce, di fase in fase, l’elemento significante di ogni presente spiegato attraverso il rapporto tra il prima e il dopo: prospettiva di ricerca dell’essereche annuncia la nozione di processo. 
L’infuturarsi della forma urbana nel tempo diventa, quindi, il tema centrale del convegno che propone di stimolare la riflessione sui temi del recupero (non solo della città storica), del riuso degli spazi urbani esistenti, della rigenerazione, della progettazione ex novodi ambiti periferici e periurbani e degli spazi di natura. Senza, tuttavia, tralasciare il tema della sostenibilità non riguardato con lo strabismo di chi si arrende al pre-dominio della “tecnica”.
Le tematiche principali saranno basate su: Teoria, Lettura eProgetto. La teoria riguarderà i seguenti temi:Teorie della forma urbana; Forma urbana tra identità e nuove semantiche spaziali; Lo spazio urbano contemporaneo tra forma e processoForma urbana tra architettura e paesaggioDivenire strutturale o paradigma a-temporale?La Lettura: Forma-struttura della città storicaLettura della morfologia urbana e dei processi insediativiRapporto tra periferia e spazio di natura; Struttura della città informaleMetropoli e megalopoli in divenire. Il Progetto:Città odierna e forma futuraRestauro urbano e ri-costruzione post trauma tra conservazione e innovazioneRiqualificazione del limite urbano; Il progetto urbano tra città e naturaAmbienti urbani ecologici.
L’evento internazionale è organizzato dall’ISUFitaly e dal Politecnico di Bari (Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura), con il supporto di: scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Poliba; Laboratorio LPA dell’Università “La Sapienza” Roma; rivista di architettura Urban Form and Design; Dottorato in Ricerca in Conoscenza e innovazione nel Progetto per il territorio.
Il programma della giornata inaugurale presso l’aula magna ‘Domus Sapientiae’del Dipartimento DICAR di mercoledì, 26 settembre, ore 9:30,prevede: 

Eugenio di Sciascio Rettore del Politecnico di Bari

Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari;

Carlo Moccia, coordinatore didattico Dipartimento Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari;

Giuseppe Strappa, Presidente della Società Scientifica ISUFitaly;

Renato Rizzi, dell’IUAV che terrà la lectio magistralis: “Monoteismo dell’informe: fare senza creare”. 

Il convegno si concluderà venerdì, 28 settembre.

Comunicato stampa.

 

 

Bari Automotive Summer School. Sabato, 22 settembre all’autodromo del Levante di Binetto a conclusione della terza edizione

Bari, 20 settembre 2018 – Si concluderà sabato, 22 settembre all’Autodromo del “Levante” di Binetto la terza edizione della Bari Automotive Summer School. L’iniziativa, in corso di svolgimento (da lunedì scorso17 presso Palazzo “Sagges”, sede del Politecnico nel centro storico della città, domani, 21, presso la sede del rettorato) vivrà nell’ultima giornata la parte pratica-sportiva.
Evento assolutamente unico, aperto a tutti, vedrà in pista i prototipi della Formula SAE, monoposto da corsa progettate e realizzate dalle diverse Università di Ingegneria di tutt’Italia che si sfideranno in prove di abilità con la partecipazione di piloti e collaudatori di Rally e Formula 1. Il Politecnico di Bari sarà presente con la monoposto del Polibacorse. Durante l'evento sarà assegnato il 1° Trofeo “Luigi Mangialardi” al più interessante prototipo realizzato dalle Università in memoria del prof. Mangialardi, già  docente ordinario di meccanica applicata alle macchine e prorettore del Poliba, convinto sostenitore del Polibacorse, scomparso prematuramente lo scorso maggio.
Saranno presenti inoltre, il Porsche Club e l’Old Cars Club. Supportano l'evento l'Automobile Club di Bari e BAT e il SAE di Napoli. Presenterà Antonio Stornaiolo.
La Bari Automotive Summer School, che raccoglie i favorevoli consensi delle precedenti edizioni, è stata curata dal Politecnico di Bari e da Bosch. Quest’anno ha visto la partecipazione di 45 tra ingegneri, dottorandi, laureandi del settore industriale dell’ingegneria (meccanici, gestionali, informatici, elettronici) provenienti da varie sedi internazionali. 
Per l’intera settimana, i partecipanti sono coinvolti in una full-immersion dedicata al mondo dell’auto e della mobilità, ai motori, alle ricerche e alle novità del settore dell’automotive. I partecipanti si interfacciano con docenti universitari ed esperti del mondo industriale di settore per conoscere gli orientamenti e gli scenari prossimi del settore automobilistico. Fra le tematiche previste e affrontate: la modellazione numerica del funzionamento dei motori a combustione interna e delle loro emissioni; i motori elettrici e ibridi; l’interazione con le reti di alimentazione nazionali, lo scenario digitale applicato al mercato dell’automotive, l’internet of think per il controllo e mobilità autonoma dei veicoli.
Di seguito il programma della giornata di sabato, 22 settembre, presso l’Autodromo del “Levante” di Bitetto (Bari)

Ore 9:00 incontro con la Stampa
Eugenio Di Sciascio - Magnifico Rettore, Politecnico di Bari
Antonio Arvizzigno - A.D. Bosch CVIT
Riccardo Amirante - Direttore BASS
Sergio Camporeale - Direttore BASS
Cesare Pianese - Presidente SAE – NA Presidente provinciale ACI
Luca Loiacono - Istruttore, Pilota, Collaudatore
Modera, Antonio Stornaiolo

Ore 9:30 Valutazione tecnica dei progetti Formula SAE (box Team) e apertura dell’area di prova (circuito)
Luca Loiacono (commento tecnico)

Interventi:
Gianpiero Cerrone Laboratory Composite Engineer at Lamborghini Automobili Spa
Giovanni Clemente - F1 Race Engineer & Telemetry Data Analyst at Brembo Spa
Giovanni De Filippis - Senior Dynamic Systems Engineer at McLaren Automotive
Ferrari Club, Porsche Club, Old Cars Club

Ore 11:30 Prove di guida sicura - in pista con:
Antonio Stornaiolo, Luca Loiacono, Francesco Montagna (CEO scuderia Valle D’Itria)
Ore 14:00 Prove dinamiche in pista F-SAE Team,

Ore 18:00 Premiazione alla presenza della famiglia Mangialardi
Premio “Luigi Mangialardi”
Premio Design
Premio Engine
Premio Dynamic.

Al sottostante link, https://www.dropbox.com/s/cbhm0ropi0qml7s/Video%20invito%201%20trofeo%20Mangialrdi.mp4?dl=0 il video di presentazione dell’evento, da parte del Direttore della Scuola BASS e docente del Poliba, prof. Riccardo Amirante.

Comunicato stampa. 


Bari, 20 settembre 2018 – Si concluderà sabato, 22 settembre all’Autodromo del “Levante” di Binetto la terza edizione della Bari Automotive Summer School. L’iniziativa, in corso di svolgimento (da lunedì scorso17 presso Palazzo “Sagges”, sede del Politecnico nel centro storico della città, domani, 21, presso la sede del rettorato) vivrà nell’ultima giornata la parte pratica-sportiva.

Evento assolutamente unico, aperto a tutti, vedrà in pista i prototipi della Formula SAE, monoposto da corsa progettate e realizzate dalle diverse Università di Ingegneria di tutt’Italia che si sfideranno in prove di abilità con la partecipazione di piloti e collaudatori di Rally e Formula 1. Il Politecnico di Bari sarà presente con la monoposto del Polibacorse. Durante l'evento sarà assegnato il 1° Trofeo “Luigi Mangialardi” al più interessante prototipo realizzato dalle Università in memoria del prof. Mangialardi, già  docente ordinario di meccanica applicata alle macchine e prorettore del Poliba, convinto sostenitore del Polibacorse, scomparso prematuramente lo scorso maggio.

Saranno presenti inoltre, il Porsche Club e l’Old Cars Club. Supportano l'evento l'Automobile Club di Bari e BAT e il SAE di Napoli. Presenterà Antonio Stornaiolo.

La Bari Automotive Summer School, che raccoglie i favorevoli consensi delle precedenti edizioni, è stata curata dal Politecnico di Bari e da Bosch. Quest’anno ha visto la partecipazione di 45 tra ingegneri, dottorandi, laureandi del settore industriale dell’ingegneria (meccanici, gestionali, informatici, elettronici) provenienti da varie sedi internazionali. 

Per l’intera settimana, i partecipanti sono coinvolti in una full-immersion dedicata al mondo dell’auto e della mobilità, ai motori, alle ricerche e alle novità del settore dell’automotive. I partecipanti si interfacciano con docenti universitari ed esperti del mondo industriale di settore per conoscere gli orientamenti e gli scenari prossimi del settore automobilistico. Fra le tematiche previste e affrontate: la modellazione numerica del funzionamento dei motori a combustione interna e delle loro emissioni; i motori elettrici e ibridi; l’interazione con le reti di alimentazione nazionali, lo scenario digitale applicato al mercato dell’automotive, l’internet of think per il controllo e mobilità autonoma dei veicoli.

Di seguito il programma della giornata di sabato, 22 settembre, presso l’Autodromo del “Levante” di Bitetto (Bari)

Ore 9:00 incontro con la Stampa
Eugenio Di Sciascio - Magnifico Rettore, Politecnico di Bari
Antonio Arvizzigno - A.D. Bosch CVIT
Riccardo Amirante - Direttore BASS
Sergio Camporeale - Direttore BASS
Cesare Pianese - Presidente SAE – NA Presidente provinciale ACI
Luca Loiacono - Istruttore, Pilota, Collaudatore
Modera, Antonio Stornaiolo

Ore 9:30 Valutazione tecnica dei progetti Formula SAE (box Team) e apertura dell’area di prova (circuito)
Luca Loiacono (commento tecnico)
Interventi:
Gianpiero Cerrone Laboratory Composite Engineer at Lamborghini Automobili Spa
Giovanni Clemente - F1 Race Engineer & Telemetry Data Analyst at Brembo Spa
Giovanni De Filippis - Senior Dynamic Systems Engineer at McLaren Automotive
Ferrari Club, Porsche Club, Old Cars Club

Ore 11:30 Prove di guida sicura - in pista con:
Antonio Stornaiolo, Luca Loiacono, Francesco Montagna (CEO scuderia Valle D’Itria)

Ore 14:00 Prove dinamiche in pista F-SAE Team,

Ore 18:00 Premiazione alla presenza della famiglia Mangialardi
Premio “Luigi Mangialardi”
Premio Design
Premio Engine
Premio Dynamic.

Al sottostante link, https://www.dropbox.com/s/cbhm0ropi0qml7s/Video%20invito%201%20trofeo%20Mangialrdi.mp4?dl=0 il video di presentazione dell’evento, da parte del Direttore della Scuola BASS e docente del Poliba, prof. Riccardo Amirante.