Comunicati Stampa 2018

Il 27 luglio a ManfredoniaXXVII° Premio Internazionale di Cultura “Re Manfredi”

Bari, 23 luglio 2018 – Tra i nomi che saranno premiati a Manfredonia, alla XXVII° edizione del Premio Internazionale di Cultura “Re Manfredi”, figura il prof. Vincenzo Spagnolo, docente di fisica sperimentale del Politecnico di Bari. Il prestigioso riconoscimento gli è stato attribuito per la ricerca scientifica. 
Gli altri premiati sono: Raffaele Cantone, magistrato anticamorra, Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e supervisore della Pubblica Amministrazione (ANAC)per la legalità; Don Luigi Ciotti, Presidente Associazione Libera contro le Mafie,esponente di spicco della lotta alle mafieper la lotta alle mafie;Antonio La Scala, Presidente dell’associazione Penelope,impegnato in prima fila nella lotta al femminicidio; Ugo Patroni Griffi, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionaleper il servizio pubblico; Raffaele Mazzeo per l’imprenditoria; Chiara Taigi, soprano, per la lirica; Roberta Di Laura, ballerina di fama mondiale, componente del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi per la danza classica.
Il prof. Spagnolo, nato a Manfredonia, 51 anni fa, coniugato, con tre figli, è un ricercatore del Politecnico di Bari. Dopo la maturità scientifica al “Galilei” di Manfredonia, consegue la laurea con lode in Fisica nel 1991 all’Università di Bari, e, nel 1994, il Dottorato di Ricerca in Fisica con il quale si avvia nella carriera universitaria. Attualmente è responsabile dell’Unità di Ricerca del Politecnico di Bari per numerosi progetti. Dal 2015 è Professore associato di Fisica Sperimentale al Politecnico di Bari presso il Dipartimento Interateneo di Fisica. La sua attività di ricerca svolta dal 1991 ad oggi ricade nell’ambito della Fisica Sperimentale della Materia, con particolare riferimento allo studio ed applicazioni di dispositivi fotonici in spettroscopia e sensoristica ottica. Vanta due brevetti.Per le competenze acquisite in questi ambiti, che lo pongono tra gli esperti leader a livello internazionale nello studio e realizzazione di sensori ottici di gas basati su sorgenti laser, da poco più di un anno il Prof. Spagnolo è a capo del laboratorio pubblico-privato PolySense, nato dalla collaborazione tra Politecnico di Bari e Thorlabs GmbH allo scopo di progettare e realizzare sensori innovativi su drone per monitoraggi ambientali e la rivelazione di idrocarburi in giacimenti petroliferi. I risultati ottenuti nello sviluppo di sensori ottici per la rivelazione di tracce gassose e la realizzazione di accordi di collaborazione con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee, hanno portato all’attribuzione del premio Re Manfredi e dell’onorificenza di “senior membership OSA.
Il Premio “Re Manfredi”, nato nel 1992 e sostenuto da una apposita fondazione è una tra le più longeve e prestigiose manifestazioni culturali di Puglia.
Ogni anno, con continuità, una apposita commissione, individua e premia coloro che, nel campo delle scienze, delle lettere, arti e professioni hanno contribuito al progresso civile.In particolare, il Premio, pone attenzione ai contenuti e a chi, con la propria opera, ha contribuito a tenere alto il nome della Puglia, rimanendovi, investendo in essa ed accettando il rischio delle grandi sfide. 
La cerimonia di premiazione della XXVII° edizione del premio “Re Manfredi” è prevista per venerdì, 27 luglio, ore 20,30, presso il porto turistico a Manfredonia, città fondata da Re Manfredi di Svevia, figlio di Federico II.

Comunicato stampa. 

Architettura. Riscoprire e valorizzare i simboli delle identità: il Politecnico di Bari con due progetti di restauro ad Acaya  

I Castelli di Gallipoli e Ginosa tra i venti finalisti del concorso Eco-Tourism PRIZE 18

Bari, 4 luglio 2108 – I progetti di restauro architettonico dedicati ai castelli di Gallipoli e Ginosa figurano tra i venti finalisti di Acaya (Lecce) del concorso Eco-Tourism PRIZE 18.

L’iniziativa riservata a giovani professionisti architetti, ingegneri e designer con non più di 40 anni di età è stata promossa da Eco-Tourism s.l.r.s. nell’ambito del progetto ECO-Tourism, vincitore del bando “PIN – Pugliesi Innovativi” PO Puglia 2014-2020 Asse VIII Azione 8.4. della Regione Puglia con lo scopo di sviluppare una cultura dell’uso sostenibile del territorio attraverso una pratica del progetto capace di gestire le risorse disponibili, in maniera equilibrata con l’ambiente naturale.

I due progetti, dedicati al restauro e utilizzo dei Castelli di Gallipoli e Ginosa, selezionati dall’apposita giuria del concorso, sono stati oggetto di apposite tesi di laurea di dodici studenti di Architettura del Politecnico di Bari.

In totale sono stati venti (secondo regolamento) i progetti ammessi alla finale del concorso, suddivisi nelle due tematiche progettuali previste: Scala Edilizia (valorizzazione patrimonio edilizio) e Scala Territoriale (sviluppo economico locale delle aree di particolare valore ambientale e paesaggistico in stato di progressivo degrado e/o abbandono).

Nella finale, prevista nel Castello di Acaya (Lecce), venerdì, 6 luglio, ore 16.00, in occasione del workshop, “Il Salento dimenticato: il patrimonio rurale tra memoria e sviluppo sostenibile” (ore 10.30), i venti candidati finalisti presenteranno la loro proposta progettuale e, a conclusione, la commissione eleggerà il progetto vincitore per ogni singola sezione. Inoltre, sarà assegnata la Menzione d’Onore a otto progetti che si saranno distinti per la loro congruenza con le rispettive tematiche.

I castelli e la Puglia. La Puglia, ma più in particolare la penisola Salentina, vive storicamente una sorta di continuità dal 270 a.c., quando l’intero Salento viene assoggettato a Roma e ne diventa principale base commerciale e militare per l’Oriente. Esso transita, quasi in continuità, dall’Impero Romano d’Occidente (395 d.c.) a quello Romano d’Oriente, e ne fa parte fino al 1071 d.c., quando l’intero territorio diventa dominio normanno. L’arrivo dal nord dei Longobardi infatti, ma più efficacemente dei Normanni, crea inevitabili attriti, conflitti, guerre con i Bizantini (Romani d’Oriente) fino alla fine dell’XI secolo. L’ultimo sussulto è del 1131 con l’assedio di Tancredi di Altavilla agli irriducibili bizantini di Gallipoli. L’ultima luce del Romano impero d’oriente in Puglia è del 1156. La spegne, per sempre, il normanno, re di Sicilia, Guglielmo I, detto il Malo. Sono i Normanni che propongono e costruiscono nuovi sistemi di difesa a presidio di luoghi strategici o di abitati. Sono essenzialmente possenti torri a base quadrata. Torri che vengono ampliate, modificate dagli svevi. Altre possenti architetture difensive vengono erette per scelte strategiche militari e per segno di potere. L’opera di fortificazione interna e sulla costa prosegue con gli angioini ma soprattutto con gli aragonesi che, a seguito dell’uso della polvere da sparo e delle nuove tecniche d’attacco rimaneggia tali fortificazioni. Il canale d’Otranto intanto diventa una linea di confine evidente tra occidente e oriente. La minaccia saracena e mussulmana (Otranto: 1480; Castro 1537) suggellano il pericolo per le genti della puglia tardo-medioevale e rinascimentale. Prosegue con la corona di Spagna dei vicerè che costruisce nuovi sistemi difensivi, soprattutto sulla costa: le torri di avvistamento. Si conteranno in Puglia circa 120 castelli e numerosissime torri costiere. In tale contesto storico si collocano i castelli di Gallipoli e Ginosa. Origini comuni: i Normanni, per luoghi e storie diverse, sul mare il primo, nell’entroterra il secondo, entrambi nell’arco Jonico ma con anime distinte.

“Il Castello di Gallipoli. Dallo studio analitico ad un progetto di restauro e allestimento museale” è stato il lavoro di ricerca svolto dalle neolaureate del Politecnico di Bari, Valentina Bello (Modugno), Mariangela Calabrese (Bari), Simona Ferrante (Bari), Camilla Romanazzi (Sammichele di Bari), Simona Cavallo (Noicattaro), Daniela Cotugno (Monte Sant’Angelo). Relatrice, prof. Rossella de Cadilhac.

Simona Cavallo e Daniela Cotugno hanno inteso proporre al concorso il lavoro di tesi, secondo i canoni richiesti.

Il progetto è incentrato sull’analisi, la salvaguardia e la valorizzazione del monumento, un possente quadrilatero posto a protezione del Borgo Antico e parte integrante del sistema di difesa urbana costituito da cinta fortificata e bastioni, del quale ne rappresenta la testa di ponte. La fortezza costituisce un unicum nell’ambito delle strutture fortificate in quanto a dimensioni, articolazione delle fasi storico-evolutive e scenografia naturale, per essere circondato su tre lati dal mare, tutti aspetti che gli conferiscono sia un valore storico-architettonico che ambientale-paesaggistico.

Lo studio si è basato sul rilievo utile all’identificazione delle stratificazioni storiche. Il progetto di restauro prevede, da un lato, il recupero e la valorizzazione del Rivellino (struttura architettonica militare posta a difesa del Castello) mutilato nel XVII sec., e, dall’altro, la restituzione in chiave contemporanea dell’antico collegamento tra Rivellino e Castello e dei camminamenti di ronda secondo un itinerario di visita che si snoda dal Mercato, al Castello, al Rivellino, collegando le Torri e gli ambienti ai vari livelli, con l’obiettivo di offrire al visitatore un racconto della storia evolutiva del castello attraverso la lettura dei segni materiali delle stratificazioni storiche, ponendo attenzione alla conservazione della materia antica di cui è costituito il complesso architettonico, per rendere leggibili i segni delle vicende costruttive. Il progetto sul Castello di Gallipoli propone, inoltre, la valorizzazione del complesso fortificato attraverso la scelta di funzioni integrate che prevedono: la conversione del Rivellino in spazio dedicato alle espressioni artistiche (musica, danza, teatro, cinema); l’introduzione, negli ambienti posti al secondo livello del Castello di un’Accademia di Musica Barocca; l’inserimento di attività artigianali (le “Officine della Cartapesta”) nei magazzini dismessi posti al seminterrato, in sintonia con la tradizione locale della lavorazione della cartapesta; il potenziamento degli esercizi commerciali al piano terra, la valorizzazione del Mercato grazie all’aggiunta di un’area di ristorazione.

Il progetto prevede infine, una integrazione fisica e visiva del complesso Castello-Rivellino con il sistema difensivo del Borgo Antico. L’itinerario è prefigurato con un percorso in cui si rimette in luce il preesistente basolato, ora nascosto da uno strato di asfalto, che dal Castello giunge al centro antico per mezzo del percorso matrice e del circuito ad anello lungo le mura bastionate.

 

“Il Castello normanno di Ginosa. Progetto di salvaguardia e valorizzazione di una memoria” è invece il progetto proposto dai sei laureati: Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Allegretti (Monopoli), Carla Castellana (Putignano), Angela Colamonico (Santeramo), Federica Fiorio (Bitonto), Martino Marasciulo (Fasano). Relatrice, prof.ssa Rossella de Cadilhac.

La conoscenza storico-strutturale del Castello di Ginosa è il presupposto fondamentale, sia ai fini della stabilità del complesso fortificato, che per la scelta di un efficace e al tempo stesso rispettoso intervento di restauro che tenga conto della successione delle stratificazioni storiche. Il progetto si suddivide essenzialmente in due parti: la prima, mira ad assicurare la stabilità del Castello con interventi di riabilitazione strutturale e messa in sicurezza; la seconda, contempla la nuova destinazione funzionale, compatibile, rispettosa e utile alla collettività locale.

Nella convinzione che il Castello di Ginosa possa diventare un catalizzatore socio-culturale e uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, dopo attente analisi, il progetto propone di trasformare il Castello in un luogo esperienziale con finalità ludico-didattiche, interattivo, in cui si relazionano il gioco con le discipline dell’arte, della scienza e dell’archeologia.

I concerti del Politecnico.Giovedì 7 giugno 2018, ore 20.00, nel campus universitario

Bari, 1 giugno 2018 – La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari sarà protagonista del concerto di musica Jazz di chiusura della stagione concertistica 2018 del Politecnico di Bari.
 Il concerto, gratuito e aperto a tutti, avrà luogo giovedì, 7 giugno, ore 20.00, nel campus universitario, presso la piazzetta coperta, “Cherubini”. 
Nel corso della serata la “Big Band” interpreterà i grandi classici della letteratura per big band: da Count Basie a Quincy Jones, da Lalo Schifrin a Henry Mancini con arrangiamenti dal grande fascino alla scoperta dell’anima più autentica del Jazz. Il repertorio comprenderà anche brani originali e arrangiamenti scritti dal direttore Vito Andrea Morra. 
Barese, il maestro Morra si è diplomato in Chitarra e in Jazz (massimo dei voti e lode) presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Ha compiuto studi di Composizione e Trombone; ha studiato arrangiamento e composizione per jazz orchestra. Coordina e dirige la Big Band del Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. È titolare della cattedra di Composizione Jazz presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari.
La Big Band del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari è un organico orchestrale che vanta molti anni di attività. È composta esclusivamente da studenti, quasi tutti frequentanti i corsi di Jazz del Conservatorio; il suo attuale ricco repertorio e l'alto livello delle sue performances sono il frutto di una intensa e costante attività di studio che ha portato la Big Band sui palcoscenici di importanti festival nazionali.
I componenti. Miriam Delvino | flauto; Aldo Davide Di Caterino | flauto;Nicola Cozzella | sax alto; Celeste Ludovico | sax alto; Sabina Dell’Aquila | sax tenore; Pasquale Calò | sax tenore; Francesco Ludovico | sax baritono; Antonio Santoruvo | tromba; Giuseppe Todisco | tromba; Maria Gourd | tromba; Antonio Molinini | tromba;Antonio Fallacara | trombone;Antonio Depalo | trombone;Alessandro Cecere | trombone;Francesco Cassano | chitarra;Nicola Triggiani | chitarra;Luca De Leonardis | pianoforte;Luca Macina Leone | basso elettrico; Savino Dipace | batteria; Corrado Ferrareis | batteria; Vincenzo Guerra | batteria e percussioni; Vito Andrea Morra | direttore.
Storia.Il jazz è una forma musicale che trae origine dai canti e ritmi degli schiavi afroamericani. Riconosciuto come fenomeno musicale solo a cavallo tra l’otto e il novecento, si sviluppa negli Stati Uniti, prima nelle piantagioni degli stati del sud e si diffonde negli altri stati con le jam session (improvvisazioni collettive di musicisti che componevano musica «ad orecchio») e con le jazz band. Arriva a Chicago con Louis Armstrong e poi anche in Europa dove avrà un successo grandissimo. Con gli anni andrà modificandosi e diventerà anche una musica commerciale con lo swing fino a riprendere le tradizioni della cultura afroamericana delle prime jazz band col bebop. 
Il concerto Jazz concluderà un percorso musicale di quattro tappe che, partendo dalla musica contemporanea di autori pugliesi, ha contemplato quelli della scuola musicale barocca pugliese-lucana e della musica elettronica. 
L’iniziativa 2018, alla sua prima edizione, è frutto di una convenzione di collaborazione sottoscritta dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi. 

Comunicato stampa.

Talenti pugliesi. Riconoscimento per l’attività di ricerca applicata nel settore della fisica e dei sensori ottici

Bari, 18 maggio 2018 – I risultati della ricerca scientifica conseguiti nello sviluppo di sensori ottici ultra sensibili per la rivelazione di tracce gassose hanno portato all’attribuzione del Terra del Sole Award 2018 al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica.
I risultati conseguiti dal prof. Spagnolo, e dal suo gruppo di ricerca, nello sviluppo di sensori ottici con altissima sensibilità per la rivelazione di tracce gassose, hanno consentito la loro affermazione in campo internazionale e la realizzazione di accordi di collaborazione pluriennali con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee.
Le applicazioni di tali studi riguardano soprattutto applicazioni in campo aperto come sensori su drone per monitoraggi ambientali e rivelazione di idrocarburi in giacimenti petroliferi e coinvolgono aziende come la THORLABS GmbH, ditta leader nel campo della fotonica e Aramco, la maggiore ditta petrolchimica al mondo ed università prestigiose come la Rice University di Houston, la Nynyang University di Singapore e la Shanxi University in Cina. Gli accordi di collaborazione in atto forniranno al laboratorio PolySenSe, afferente al Poliba e diretto dal Prof. Spagnolo, fondi di ricerca per alcuni milioni di euro.
Vincenzo Spagnolo, nato a Manfredonia (FG), ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2004 e ricercatore presso il Politecnico di Bari. Nel 2009 e 2010 ha svolto attività di visiting researcher presso la Rice University di Houston (TX). Nel 2017 è stato visiting professor sempre presso la Rice University. Negli ultimi anni, le sue attività di ricerca sono state focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 170 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 2400 citazioni, e 2 brevetti depositati. Dal 17 Aprile 2017, è direttore del laboratorio pubblico-privato PolySenSe, creata dal Politecnico di Bari e dalla ditta THORLABS GmbH allo scopo di progettare e realizzare sensori innovativi per la rivelazione di tracce gassose.
Il “Terra del Sole Award”, evento costola del Premio Barocco, è dedicato a talenti e personalità di spicco pugliesi distintisi nel proprio campo, che, con sacrificio e passione, portano il nome della regione Puglia nel mondo, facendosi portavoce ed esempio vivo di creatività e spirito imprenditoriale.
La cerimonia di premiazione è prevista per domani, 19 maggio, ore 20.30, a Gallipoli (Le), presso lo storico Lido S. Giovanni. Per l’edizione 2018 saranno nove le personalità che riceveranno il riconoscimento Terra del Sole Award e il trofeo bronzeo realizzato dal maestro d’arte Egidio Ambrosetti.

Comunicato stampa

Domani, 18 maggio. Il Politecnico di Bari e l’Ordine dei Commercialisti di Bari per favorire le imprese e il lavoro che cambia
Il ruolo delle università e dei professionisti

Bari, 17 maggio 2018 – Dal 1700 ad oggi ci sono state quattro rivoluzioni industriali. Quasi con regolarità, ogni cento anni, le prime tre: nella seconda metà del ‘700 con la macchina a vapore; l’elettricità e le sue applicazioni in quella dell’800; l’informatica nel ‘900 e infine, in tempi ancora più ristretti, quella in corso: l’era digitale e dell’automazione.
Il processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa scaturisce proprio da questa rivoluzione in atto a livello planetario. Una rivoluzione che si sta evolvendo secondo almeno quattro direttrici: raccolta dati; analisi dei dati; interazione uomo-macchina; passaggio dal virtuale al reale.
Come già accaduto nelle precedenti rivoluzioni il mondo del lavoro sta cambiando. E pertanto, nuove professionalità sono necessarie; altre, presto, potrebbero scomparire. Complessivamente, secondo alcune previsioni, il saldo sarà negativo sul piano numerico occupazionale. 
La quarta rivoluzione industriale è cominciata anche in Italia, con qualche rischio e molte opportunità. Nel 2016 il Governo ha varato un piano dedicato, Industria 4.0 e ha invitato anche il Politecnico di Bari a farne parte con compiti di responsabilità. Si è esteso ai servizi, dal 2017, modificandosi in “Impresa 4.0”. Il Piano, sin dagli inizi, prevede vari bracci operativi; tra questi i “Competence Center” (e la candidatura del Poliba ad uno di questi) con lo scopo ultimo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale.
Sul tema, sugli sviluppi e sulle opportunità, il Politecnico di Bari e l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari hanno organizzato una giornata di informazione su “Nuove tecnologie, obblighi e incentivi fiscali per l’impresa 4.0: il ruolo delle università e dei professionisti”. L’iniziativa mira ad affrontare, attraverso l’esame del Piano Nazionale Impresa 4.0, con un approccio interdisciplinare, i temi relativi agli incentivi fiscali e finanziari, il sostegno agli investimenti privati e alla spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione, la formazione dalle scuole all’Università, con lo scopo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale.
La giornata pubblica di presentazione è in programma, venerdì, 18 maggio, ore 9.30, aula magna “Attilio Alto”, ed è rivolta a tutti i soggetti del mondo produttivo e ai professionisti per intendere l’evoluzione del mercato del lavoro, le nuove professionalità necessarie in uno scenario in rapida evoluzione e per attuare iniziative sistemiche per lo sviluppo delle competenze digitali verso le mansioni del futuro. 
Nel corso dell’incontro saranno presentati i seguenti temi: “La digitalizzazione delle imprese quale corretta risposta ai vincoli normativi all’utilizzo degli incentivi fiscali”; “Piano Nazionale Impresa 4.0 e attuazione formazione 4.0”; “Gli incentivi regionali alla digitalizzazione dell’impresa”; “Il ruolo delle università e l’interazione virtuosa con le Imprese”; “Super e iperammortamento e processi aziendali: il ruolo dei professionisti”. 
Crediti formativi. Il convegno è valido ai fini della formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Comunicato stampa.

Il Programma. 
Giovedì, 18 maggio, ore 9.30, aula magna “Attilio Alto”

Saluti istituzionali
Eugenio Di Sciascio
Rettore Politecnico di Bari
Elbano De Nuccio
Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti
Contabili di Bari

Moderatore
Domenico Castellaneta, Caporedattore di Repubblica Bari

La digitalizzazione delle imprese quale corretta risposta ai
vincoli normativi all’utilizzo degli incentivi fiscali
(dalla fatturazione elettronica alla rendicontazione degli incentivi
alla conservazione dei documenti)
Benedetto Santacroce, Avvocato Tributarista

Piano Nazionale Impresa 4.0 e attuazione formazione 4.0
Marco Calabrò, Dirigente MISE

Gli incentivi regionali alla digitalizzazione dell’impresa
Gianna Elisa Berlingerio, Dirigente Regione Puglia
Seguiranno interventi e dibattito

Il ruolo delle università e l’interazione virtuosa con le
imprese
Pierpaolo Pontrandolfo, Politecnico di Bari

Super e iperammortamento e processi aziendali:
il ruolo dei professionisti
Marco Ligrani, Consigliere Ordine dottori commercialisti Bari

I Concerti del Politecnico.Giovedì, 17 maggio,aula magna “Attilio Alto”, ore 20,00

Bari, 14 maggio 2018 – L'audio-video è un espressione artistica che fonde il linguaggio musicale al linguaggio delle arti figurative. Lo sviluppo della tecnologia, cui è legata questa forma di espressione, rende particolarmente vivace la produzione nel campo della videoarte, che in modo esteso si avvale di ogni tipo di piattaforma e di supporto disponibile: basti pensare all'utilizzo degli schermi al plasma e LCD, ai supporti digitali, ai personal computer, web, smartphones, fino alle possibilità date dalle nuove tecnologie in alta definizione, HD.
La stretta interazione tra arte e scienza/tecnologia ha riaperto la riflessione sull'incontro tra produzione creativa e processo tecnologico. I domini d'espressione, tanto quello musicale quanto quello figurativo, così inquadrati risultano spazi immensi. Gli ultimi lavori di Bill Viola, di Brian Eno o di Carsten Nicolai risultano universi in sé autonomi, luoghi da esplorare tanto quanto i luoghi fisici mai visti.
Francesco Scagliola e Sin[x]Thésis, il gruppo di ricerca e produzione audiovisiva del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, saranno protagonisti del viaggio interiore, meditativo e onirico dell'audio visivo elettronico nella terza tappa della Stagione Concertistica 2018 del Politecnico di Bari in programma giovedì, 17 maggio, ore 20.00presso l’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario).
Francesco Scagliola è compositore, pianista, didatta. Diplomato in pianoforte, composizione, ha conseguito il Diploma in Musica Elettronica con il massimo dei voti e le Specializzazioni in Composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e in Informatica Musicale presso il centro Tempo Reale, già diretto da Luciano Berio. La sua produzione musicale, spazia dalla musica strumentale, a quella elettronica, fino alle arti intermediali. È fondatore del gruppo di produzione multimediale Sin[x]Thésis.
Il programma: Vincenzo Campanale, “Toujours”;Valentino De Luca, “Harmonia Mundi”. A Digital Remix, Francesco Scagliola, “Electro Dreams”;Antonio Scarcia, “A un tempo”;Francesco Marchionna, “I Giorni Sospesi”;Giuliano Scarola, “Lì dove risiede il desiderio”.
Terzo dei quattro appuntamenti previsti per il 2018, la stagione concertistica del Politecnico di Bari è il risultato della collaborazione avviata dall’ateneo barese con l’ARCoPu Associazione Regionale dei Cori Pugliesi. I concerti sono realizzati in collaborazione con il Conservatorio di Musica "N. Piccini", la Regione Puglia e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e sono rivolti al pubblico non solo studentesco. 
Ingresso gratuito. Apertura porte ore, 19.30 (via Edoardo Orabona, 4).

Comunicato stampa.

Stagione Concertistica 2018Sabato, 12 maggio, ore 20.00, nell’aula magna “Attilio Alto”

Bari, 7 maggio 2018 – “Contrasti, percorsi musicali del secondo Novevento pugliese” è una raccolta di composizioni realizzate a partire dagli Anni ‘60 del ‘900 da due guest composers come Eriks Esenvalds e Bruno Bettinelli e da musicisti di formazionepugliese come Ottavio De Lillo, Nicola Scardicchio, Palmo Liuzzi, Simone Falcone e Luigi Capuano.Tutti compositori pugliesi, la cui musica consente un panorama sonoro di questa terra così diversa, colorata e piena di “Contrasti”.
E Contrasti è il titolo del programma del secondo appuntamento della Stagione Concertistica 2018 del Politecnico di Bari, in programma sabato, 12 maggio, ore 20.00,nell’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario). Un titolo che è stato anche un disco inciso nel 2016 dal CGP e presentato in un concerto, sold-out, alla National Concert Hall di Dublino. Il programma, interpretato dal Coro Giovanile Pugliese, diretto dal maestro Luigi Leo, prevede un percorso articolato secondo la seguente scaletta: 
Ottavio de Lillo (1948 - 2001),Ave Maria; Bruno Bettinelli (1913-2004), O quam suavis est, Domine; Palmo Liuzzi (1972), Da pacem Domine Stabat Mater; Nicola Scardicchio (1954), Missa BrevisKyrie, Gloria, III Psalmus CXXII “Ecce quam bonum”, Sanctus, V Psalmus CXXXIII “Ecce nunc benedicte Dominum”, Agnus Dei; Simone Falcone (1989), O Magnum Mysterium L’Unità del mondo; Damiano D’Ambrosio (1946), Alma Redemtoris Mater; Luigi Capuano (1984), Ave Maria; Roberto Beccaceci (1958), Regina Coeli; Eriks Esenvalds (1977), Stars.
I protagonisti e gli interpreti. Il Direttore, Luigi Leo, ha conseguito il diploma di pianoforte e la laurea di secondo livello in Direzione di Coro. È direttore e fondatore dell’Ensemble Vocale “Modus Novus”, del Coro di Voci Bianche e Giovanile “Juvenes Cantores” di Corato (BA). Ha diretto il Coro di Voci Bianche del Conservatorio di Musica “N. Rota” di Monopoli (Ba). È docente nella Scuola Superiore Biennale per Direttori di coro di voci bianche nella scuola primaria organizzato da ARCoPu FENIARCO d’intesa col Ministero della Pubblica. È il direttore del Coro Giovanile Pugliese.
Il Coro Giovanile Pugliese è una compagine corale, formata da giovani coristi selezionati su tutto il territorio regionale nell’ambito di un progetto di ARCoPu (Associazione regionale cori pugliesi). 
Secondo dei quattro appuntamenti previsti per il 2018, la stagione concertistica del Politecnico di Bari è il risultato della collaborazione formalizzata e avviata dall’ateneo barese con l’ARCoPu Associazione Regionale dei Cori Pugliesi. I concerti sono realizzati in collaborazione con il Conservatorio di Musica "N. Piccini", la Regione Puglia e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Essisono rivolti non solamente alla platea universitaria ma, più in generale, al pubblico e agli appassionati di musica. 
Ingresso gratuito (via Edoardo Orabona, 4). Apertura porte ore, 19.30.

Comunicato stampa.

 Politecnico di Bari. Nel campus universitario. Inizio lavori: entro il 15 novembre 2018
Raccoglierà il sapere del Politecnico in spazi intimamente correlati. Il patrimonio: 220.000 volumi, 26.000 tesi di laurea e di dottorato, 6000 periodici di settore. 
Il Progetto, realizzato dal Politecnico, è stato finanziato dalla Regione Puglia con quasi 2 milioni di euro

Bari, 11 maggio 2018 – Un cuore pulsante, grande, unico, batterà nel campus universitario di Bari. Sarà il caveaudel sapere più importante di Puglia dedicato all’Architettura e all’Ingegneria. Sapere e servizio non relegato solo agli universitari del Politecnico, bensì, ed è questa la novità, aperto al territorio: dai giovani studenti delle scuole superiori, a quelli universitari, ai professionisti, alle imprese. Sarà il fiore all’occhiello del Politecnico di Bari. Si chiamerà, Poli-Library e raccoglierà il vasto patrimonio bibliotecario del Poliba: 220.000 volumi, 26.000 tesi di laurea e di dottorato, 6000 periodici di settore, e altro ancora, raccolti in una sequenza di spazi intimamente connessi tra loro. In questa direzione il Politecnico andrà a completare e modernizzare la sua offerta di consolidamento culturale sul e per il territorio. 
D’altro canto, la proposta progettuale del nuovo Sistema Bibliotecario d’Ateneo, ben si inserisce nell’ottica della cosiddetta, “Terza Missione” del Politecnico (le altre: Ricerca e Alta formazione), ovvero il trasferimento di conoscenze e tecnologie in ambienti esterni a quelli accademici, favorendo così lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Per tali ragioni e scopi, il progetto Poli-Library non è passato inosservato alla Regione Puglia che ne ha apprezzato la qualità e gli obiettivi d’interesse pubblico in esso contenuti e che lo ha finanziato per un importo pari a 1.830.000 euro, nell’ambito dell’Avviso Pubblico Community Library POR Puglia 2014-2020 – Azione 6.7 – Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale.   
Non solo, l’immediata esecutività della proposta progettuale presentata consentirà nel breve lo stanziamento, da parte dell’Ente regionale al Politecnico, di un anticipo dell’intero finanziamento pari al 10%, circa 180.000 euro.
Il valore di questo finanziamento è stato ulteriormente capitalizzato dal Politecnico con l’attivazione di ulteriori investimenti: circa 1.500.000 euro (Fondi CIPE, privati, Poliba) sono stati previsti per il potenziamento di servizi complementari come quelli all’orientamento, all’accoglienza e all’attività ricreativa, alcuni dei quali già cantierizzati.
Due sono le date fondamentali previste per la realizzazione della biblioteca Poli-Library: entro 15 novembre 2018 (apertura del cantiere) ed entro il 30 novembre 2020 (consegna lavori).
Il Progetto, Poli-Library: caratteristiche e contenuti. Su incarico del Rettore, Eugenio Di Sciascio, un team di docenti e tecnici del Poliba, tra cui Calogero Montalbano, coordinatore, Francesco Iannone, Pierluigi Morano, Giuseppina Uva, hanno elaborato il progetto tecnico generale ed esecutivo, nonché la relazione illustrativa. Il progetto è stato approvato dagli organi compenti interni, Senato e Consiglio di Amministrazione.
L’idea progettuale è partita dal mantenimento delle sedi bibliotecarie già operanti nell’ambito dell’Ateneo e dall’individuazione di ulteriori spazi (di collegamento e per nuove attività bibliotecarie) atti a comporre, nella loro totalità, un unico edificio-bibliotecache attraversi l’intero Politecnico. Esso è quindi pensato come un “edificio negli edifici”: attraverso due punti di accesso principali (e quattro secondari) sarà possibile attraversare in orizzontale i suoi diversi spazi e muoversi sui suoi cinque livelli.
La soluzione progettuale prevede l’inserimento di una serie di servizi integrativi: archivio, aree workshop e co-working, spazi per studio individuale e di gruppo, al fine di migliorarne l’efficienza e la fruibilità. L’intervento consentirà di amplificare gli spazi e di rendere disponibile l’intero patrimonio bibliografico dell’Ateneo, oggi consultabile solo in parte (67%). Inoltre, come accennato, sarà consentito l’accesso a categorie sinora escluse: studenti degli istituti superiori, professionisti, imprenditori, cultori dell’architettura e dell’ingegneria. A differenza delle biblioteche di vecchia generazione, con collezioni poco accessibili, l’idea proposta individua una immagine di biblioteca trasparente e fortemente riconoscibile con punti di informazione ben evidenziati che assolvano alle funzioni di accoglienza, supporto alla ricerca e alla circolazione dei documenti. 
I luoghi, gli spazi.
Piano interrato, -1.
Collocato in prossimità della zona grandi aule e dell’atrio coperto centrale sarà destinato ad archivio e disporrà di 976 mq. Quest’area consentirà di conservare, in luogo idoneo, materiale attualmente conservato nelle diverse biblioteche Poliba e poco utilizzato, dando la possibilità da un lato di salvaguardare alcuni beni storici, e dall’altro, di liberare spazio per dedicarlo allo studio di gruppo e/o individuale. Lo spazio di conservazione è stato dimensionato per una capienza di 2000 m lineari di scaffale, equivalente a circa 80.000 volumi.
Piano terra, 0. Sarà lo spazio (144 mq) dedicato al servizio Accoglienza e Orientamento. Qui verranno fornite dal personale e da totem informativi tutte le informazioni necessarie per fruire al meglio dei servizi bibliotecari. Tale area sarà direttamente connessa al grande atrio coperto del corpo di ingegneria e assumerà un ruolo strategico nel sistema di accesso e circolazione. 
Piano uno, 1. Su questo piano, non contemplato nel progetto, sono attualmente ospitatigli spazi della Direzione del Sistema Bibliotecario. 
Piano due, 2. Questo spazio continuerà ad ospitare gran parte del contenuto dell’attuale biblioteca di ingegneria, “Michele Brucoli”.
Piano terzo, 3. Direttamente raggiungibile da diversi punti e con una disponibilità prevista di ben 1.334 mq, conterrà circa 60.000 volumi, monografie, riviste, ecc. Tale sezione si caratterizzerà per la raccolta di un patrimonio bibliografico riferito prioritariamente all’arte, all’architettura e alla storia del territorio soprattutto pugliese. Esso, parallelamente, potrà ospitare aree flessibili adatte a divenire punto di incontro e di scambio culturale oltre che luogo di ricerca e studio applicato al materiale bibliografico. In esso figureranno: spazi dedicati a ricerche di gruppo; spazi dedicati al lavoro di singoli studenti o ricercatori; spazi adibiti alla consultazione; ambienti dedicati a meeting e tavoli tecnici. L’accesso agli spazi sarà gestito attraverso un sistema di controllo mediante card di identificazione degli utenti e tornelli di accesso, nonché sistemi con tecnologia Rfid per la fruibilità e il controllo del materiale librario. All’interno dei suddetti spazi sarà, pertanto,attivoun protocollo di consultazione “a scaffale aperto” e, allo stesso tempo, la gestione del prestito e della restituzione dei testi avverrà in modo automatizzato. Gli utenti potranno scegliere il volume, utilizzando il sistema automatizzato di prestito (selfserver) senza la mediazione dei bibliotecari. Un cambiamento importante che permetterà prestiti self-service facili e rapidi.
L’informatizzazione di tale sezione consentirà di massimizzare il ruolo del personale bibliotecario nel supporto tecnico alla ricerca. L’apertura della biblioteca sarà garantita, a regime, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 20.00.
Intanto, in vista dell’apertura del cantiere, sono stati formalizzati importanti accordi con la Federazione Regionale e i corrispettivi Ordini Provinciali degli Architetti e l’Ordinedegli Ingegneri della Provincia di Taranto. E’ in fase di formalizzazione l’accordo con la Federazione Regionale degli Ingegneri. Tali accordi riguardano soprattutto l’accesso e l’utilizzo dell’intero patrimonio bibliotecario del Poliba.

Comunicato stampa.

Seminario APULIA ReSMAB.Un’analisi dello stato dell’arte sul territorio pugliese

Bari, 7 maggio 2018 – Le proprietà isolanti, idriche ed acustiche di materiali da costruzione sostenibili come intonaci, malte, pannelli isolanti, oppure l’uso di blocchi in calce canapa, o l’utilizzo degli scarti di potatura o di sanza esausta nel settore delle costruzioni, sono da tempo oggetto di studio del gruppo di ricerca di Fisica Tecnica del DICAR (Dipartimento di Scienze dell’ingegneria Civile e dell'Architettura) del Politecnico di Bari.
Tali “scarti” naturali possono trovare applicazione e convenienza nel settore delle costruzioni. Per queste ragioni, ma anche, e soprattutto, per avviare un’analisi dello stato dell’arte sul territorio pugliese è stato organizzato un apposito seminario, “Apulia ReSMAB” con l’intento di fotografare le linee di ricerca in corso su materiali da costruzione sostenibili condotte dai principali Centri di Ricerca pugliesi e le aziende attive nello sviluppo di soluzioni tecnologiche con scarti agricoli locali.
Il confronto tra mondo della ricerca e mondo delle imprese consentirà di dare vita ad una rete attiva importante per l’economia pugliese in grado di facilitare e velocizzare la conoscenza dei processi e l’impiego di nuove tecnologie e materiali da costruzione made in Puglia che soddisfino i requisiti di sostenibilità previsti dalle vigenti normative esistenti nell’ambito del risparmio energetico.
Il Seminario avrà luogo, venerdì, 11 maggio, ore 8.45, presso l’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario). Ai saluti istituzionali di Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari; Giorgio Rocco, Direttore Dipartimento ICAR, Politecnico di Bari; Domenico Laforgia, Direttore Dipartimento Sviluppo Economico, Regione Puglia; Vito Albino, Commissario straordinario ARTI, Regione Puglia; Gianluca Nardone, Direttore Dipartimento Agricoltura, Regione Puglia seguiranno le relazioni delle due distinte sessioni: “l’abitare sostenibile: stato dell’arte e prospettive” e “la ricerca incontra le imprese. Il rifiuto agricolo: nuove materie prime per l’edilizia sostenibile”.

L’evento è stato organizzato dal gruppo di ricerca di Fisica Tecnica del DICAR (Dipartimento di Scienze dell’ingegneria Civile e dell'Architettura) del Politecnico di Bari e dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, con il patrocinio di Regione Puglia, Politecnico di Bari, A.R.T.I. Agenzia Regionale per la tecnologia e l’innovazione,in collaborazione con: Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari e Co. Re. Pa. Puglia Coordinamento Regionale Collegi Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Puglia.
La partecipazione al seminario prevede il riconoscimento di appositi crediti formativi agli architetti; agli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali e ai Collegi periti agrari e periti agrari laureati della Puglia.

Comunicato stampa.

Officina San Domenico.Esperti, professionisti, imprenditori, studenti e la loro visione del futuro

Bari 30 aprile 2018 – Cinema 4D Open Lab,sarà una giornata dedicata all'approfondimento dei metodi utilizzati in architettura, in ingegneria e nelle produzioni cinematografiche, per la realizzazione di immagini tridimensionali di alto impatto comunicativo. 
Organizzata nella forma di workshop la giornata ad alto contenuto innovativo, raccoglie i consensi del pubblico specializzato, sirivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e ai professionisti che svolgono la loro attività nell’ambito informatico-tecnologico. In particolare, l’appuntamento si rivolgeagli architetti e designer che vogliono migliorare la presentazione dei loro progetti, scoprendo i trucchi utilizzati dalle produzioni cinematografiche; agli ingegneri che vogliono capire cos'è il BIM (Building Information Model, previsto dal Decreto Ministeriale del 01/12/2017 n. 560), per capire come poterlo integrare nel proprio ambiente lavorativo; agli sviluppatori di videogiochi che vogliono capire le procedure per la realizzazione di scenari virtuali e interattivi; ai professionisti che vogliono essere aggiornati sulle innovative tecnologiedi rilievo architettonico e topografico digitale.
Tutto ciò si svilupperà all'interno di quattro laboratori applicativi, mercoledì, 2 maggio, ore 8.30, nell “Officina San Domenico” di Andria, sede del laboratorio urbano e ubicato nel centro storico (via Sant'Angelo dei Meli, 36). 
I partecipanti, interessati alle tematiche potranno sedersi attorno ad un tavolo con gli esperti dei vari settori che illustreranno, in modo pratico, le procedure nell'ambito della grafica, del rilievo e della modellazione.
La giornata si concluderà con una serie di interventi di vari esperti che descriveranno la loro visione del prossimo futuro nei rispettivi settori.
Il workshop è stata organizzato da GRM studio distributore di Cinema 4D e Authorized Training Center MAXON, sede a Marostica (VI) in collaborazione con MAULab Laboratorio di Modellazione Architettonica ed Urbana del Politecnico di Bari - Dipartimento DICATECh, Tecnologie di Rilievo s.r.l., sede a Putignano (Ba), GRAITEC s.r.l. multinazionale con sede per l’Italia a Noale (VE).
In allegato, il programma completo di Cinema 4D Open Lab.
Comunicato stampa. 

Primo e terzo posto per le tesi di laurea sulla valorizzazione del Castello di Ginosa e del centro storico di Locorotondo a dodici neo architetti del Politecnico di Bari

Bari, 23 aprile 2018 – La tesi di laurea in architettura, “The Norman Castle of Ginosa (Taranto)”, dedicata al progetto di salvaguardia e valorizzazione del castello normanno di Ginosa ha conseguito il primo posto, Premio di architettura Fondazione Inarcassa/Cicop Italia onlus, ex-aequo alla tesi belga “Pont des Trous, Tournai (Belgium)” al concorso della Biennale del Restauro Architettonico e Urbano, BRAU 4, edizione 2018.

La tesi di laurea, premiata dalla commissione giudicatrice, in una apposita cerimonia a Catania, nel Palazzo della Cultura, giovedì scorso, 19 aprile, è stata elaborata dai sei neo architetti del Politecnico di Bari: Martino Marasciulo (Fasano), Angela Colamonico (Santeramo), Carla Castellana (Putignano), Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Fiorio (Bitonto), Federica Allegretti (Monopoli).

Tale riconoscimento va ad arricchire il corposo palmares di riconoscimenti e premi ottenuti in Italia e all’estero da questo lavoro di tesi, a testimonianza della qualità e del rigore della sua proposta progettuale.

Nella stessa manifestazione, il Politecnico di Bari, ottiene anche il terzo posto del podio grazie al riconoscimento ottenuto dalla tesi di laurea dedicata al centro antico di Locorotondo (Bari). Ex-aequo alle tesi di laurea in gara dell’Università di Firenze e dell’Università “Aristotele” di Salonicco (Grecia), la tesi dei laureati del Poliba propone le linee guida per il recupero del centro storico della città del sud-est barese attraverso strategie unitarie di intervento. Il lavoro di laurea è stato realizzato dai neo-architetti: Roberta Quaranta (Bari), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Tale ricerca di laurea si era già proficuamente distinta al XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana Ricostruzione e innovazione di Camerino (Macerata) lo scorso anno.

Giornate studio Poliba a Bari/Enna. La geologia e l’architettura per lo studio storico-ambientale dei siti archeologici

Bari, 20 aprile 2018 - La storia, la geografia, la geologia sono sempre stati elementi fondamentali per conoscere i luoghi, gli insediamenti abitativi e le loro evoluzioni nel tempo.
La scelta dell’ubicazione di ogni abitato è giustificata da ragioni sia storiche che morfologiche del territorio. La conformazione dei territori ha infatti da sempre influito sulle scelte insediative dell’uomo determinandone, nel tempo, forma e sviluppo.
La lettura di un territorio sul piano geomorfologico può essere essenziale per comprendere gli eventi storici di quel sito. Strette sono le relazioni che intercorrono tra le forme di un territorio e lo sviluppo di alcuni insediamenti che sono nati e si sono evoluti nel corso dei secoli all’interno di specifici contesti geografici.
Il tema, affascinante e meticoloso, sarà affrontato in due distinte giornate-studio a Bari, presso il Politecnico, il prossimo 24 aprile e ad Enna, presso la Sala “Cerere” del Comune, il 5 maggio.
In particolare, nel corso della giornata pugliese saranno presentati alcuni casi di studio su siti d’interesse archeologico di rilievo: “L'insediamento di Monte Sannace (Gioia del Colle - Bari) nel panorama della Puglia centrale fra VI e III secolo a.C.” (Paola Palmentola, Università di Bari); “L’apporto delle analisi geo-ambientali alla ricostruzione topografica dei paesaggi antichi”, (Maria Luisa Marchi, Università di Foggia); Bari a Levante: Il Porto Perduto”, (Antonino Greco); “Ricerche di geoarcheologia marina per la valorizzazione sostenibile dell'approdo sommerso di Sinuessa (Campania)”, (Alfredo Trocciola); La cisterna romana di Via Cristoforo Colombo in Roma”, (Ugo Chiocchini); “Clima e popolamento umano in Sila Grande durante il primo millennio”, (Gioacchino Lena, Mario Pagano); “Geoarcheologia del versante di ponente di Castel dell’Ovo (Napoli): SeaREN Project nuovi dati sul porto di Parthenope”, (Filippo Avilia, Rosario Santanastasio);
Non mancherà il contributo scientifico del Politecnico di Bari. Nel corso della giornata, sarà presentato in anteprima nazionale il I° volume della Collana Guide Geoarcheologiche d’Italia, “Morgantina - Geoarcheologia della città in epoca greco-romana”. Il volume (edizioni Fralerighe, 174 pp), curato e realizzato da Giovanni Bruno, geologo presso il Poliba, ripercorre e analizza le fasi evolutive dell’antica città greco-romana, estintasi attorno all’anno 50 d.c. (Strabone). Lo studio ricostruisce la storia della città di Morgantina (sito archeologico della Sicilia centrale), attualmente nel comune di Aidone (Enna) in chiave geoarcheologica. Mediante una lettura scientifica degli eventi storici coniugati alle osservazioni geologiche del territorio e ai cambiamenti dell’ambiente naturale. Morgantina fu fondata attorno al VI secolo a.c. dai coloni greci di Catania che si spinsero nell’entroterra. Rimase per secoli un riferimento economico, culturale, religioso e socio-politico nel mondo greco siciliano. Al culmine del suo splendore cominciò il suo inesorabile declino che la condurrà alla scomparsa dalla scena nel nascente Impero Romano. Le cause sono da attribuirsi, secondo le tesi sostenute, al depauperamento della risorsa idrica dell’area e dall’eccesivo crescita del fabbisogno della popolazione di questo bene essenziale in concomitanza di una perdurante crisi climatica calda che investì l’intero Mediterraneo. A ciò contribuì l’infelice scelta politico-militare di schierarsi con Sesto Pompeo che, successivamente, fu sconfitto da Ottaviano Augusto Imperatore.
Il programma della giornata del prossimo 24 aprile, martedì, ore 9.30, si svilupperà nell’Aula Magna “Domus Sapientiae” del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari (campus universitario, ex facoltà di architettura), con il saluto del Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio.
Seguiranno gli interventi di Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR); Umberto Fratino, Direttore Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh); Roberto Masciopinto, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari; Andrea Fiume, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari; Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia; Antonello Fiore, Presidente Società Italiana di Geologia Ambientale; Francesco Peduto, Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi.  Seguiranno le relazioni programmate e citate.
L’iniziativa è stata organizzata dal Politecnico di Bari (Dicatech, Dicar); Ordine dei Geologi della Puglia, Ordine dei Geologi di Sicilia, Società Italiana di Geologia Ambientale, Università degli Studi di Bari, Società Ennese di Storia Patria; ordine Architetti e Pianificatori Provincia di Bari; Consiglio Nazionale Geologi.
La partecipazione alla giornata-studio, determinerà tre crediti formativi per architetti e geologi.

Comunicato stampa.

Il progetto europeo “Elviten”.Saranno coinvolti il Politecnico di Bari e il Comune di Bari
Per la prima volta la città diventerà centro di ricerca e sperimentazione

Bari, 11 aprile 2018 - Il Politecnico di Bari e il Comune di Bari lavoreranno insieme al progetto innovativo europeo, “Elviten” (Electrified L-category Vehicles Integrated into Transport and Electricity Network). Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, all'interno di Horizon 2020, è dedicato alla mobilità elettrica. 
Per la prima volta la città di Bari diventerà centro di ricerca e sperimentazione per l’Europa in un campo che guarda al futuro e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Saranno 6 le città europee convolte: Bari, Berlino, Genova, Malaga, Roma e Trikala. A Bari saranno messe a disposizione 75 biciclette elettriche e saranno dotate di scatola nera che registrerà posizione, percorsi e relativi chilometri, nonché le fasce orarie del loro impiego. Tali dati, successivamente elaborati, consentiranno apposite statistiche sul loro uso in rapporto alla città. Le bici elettriche saranno utilizzate da vari enti pubblici, come Politecnico di Bari, Università di Bari e Autorità Portuale, e agenzie private e di consegna. 
la presentazione del progetto “Elviten”, avverrà venerdì, 13 aprile alle ore 9.30, nella sala consiliare della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro 29), mediante un apposito workshop dedicato al progetto. Parteciperanno i partner europei, il sindaco di Bari, il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari e tutti gli interessati alla mobilità cittadina.
Nell’incontro saranno presentati gli obiettivi di ELVITEN che sono soprattutto dedicati alla diffusione dell'utilizzo dei veicoli elettrici L-category (biciclette elettriche, scooter elettrici, tricicli e quadricicli elettrici) all'interno delle aree urbane in sostituzione dei veicoli a combustione interna. 
L'idea è fornire i corretti strumenti per implementare un utilizzo sicuro, confortevole e semplice di tali veicoli mediante schemi replicabili e servizi di supporto (infrastrutture, strumenti ICT e politiche di incentivazione).

Comunicato stampa.

1° Stagione ConcertisticaI Concerti del Politecnico, i tempi, le forme e gli spazi nella musica

Bari, 10 aprile 2018 – Si aprirà, giovedì, 12 aprile, ore 20.00, nell’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario) il sipario della 1° edizione della Stagione Concertistica del Politecnico di Bari. 
Il primo dei quattro concerti previsti, sarà dedicato alla musica barocca napoletana: “dal pugliese Pomponio Nenna al lucano Giovanni Maria Trabaci”.
Come è noto, la scuola napoletana vanta antichi e nobili tradizioni per la musica e il canto già da ‘500. In tale contesto,molti sono i musicisti pugliesi che possono essere inseriti a pieno diritto nell’elenco degli autori napoletani tra il XVI e il XVII. Tra questi i baresi Pomponio Nenna(Bari 1556-Napoli 1718) e Stefano Felis(Bari 1538 – 1603), il foggiano Enrico Antonio Radesca(Foggia 1570 - Torino 1725)  e il Tarantino Nicola Fago(Taranto 1677 – Napoli 1745) oltre al lucano Giovanni Maria Trabaci(1575 - 1647). Sicché, essi occupano, a buon titolo, un posto di rilievo nella costellazione dei musicisti della scuola meridionale italiana. Il loro linguaggio è tutto teso all’adozione di un contrappunto espresso in armonie limpide e forme luminose in una grande festa barocca. 
L’opera di questi compositori pugliesi e lucani del Seicento saranno presentati ed eseguiti giovedì sera, 12 aprile, dalla “L.A. Chorus”, formazione corale nata nel 2015, con alle sue spalle una cinquantina di importanti concerti, con la direzione del Direttore, Luigi Leo. L’Ingresso sarà aperto a tutti. Apertura porte ore 19,30.
La stagione concertistica, intitolata: I Concerti del Politecnico, i tempi, le forme e gli spazi nella musica vedrà succedersi, per questa prima edizione, quattro appuntamenti di grande valore per qualità degli interpreti e per il repertorio eseguito. I concerti, realizzati in collaborazione con il Conservatorio di Musica "N. Piccini", la Regione Puglia e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, saranno rivolti non solamente alla platea universitaria ma al pubblico più in generale. 
Il progetto è inserito nelle azioni del Protocollo d'intesa siglato il 13 febbraio 2018 tra il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio e il Presidente ARCoPu, Pierfranco Semeraro e permetterà inoltre, lo sviluppo di una serie di iniziative atte a promuovere e consolidare opportunità e collaborazioni attraverso il potenziamento delle relazioni e delle interazioni tra enti e istituzioni formative, di ricerca, di produzione diffusione e promozione artistica, culturale e scientifica, presenti sul territorio oltre a promuove iniziative condivise, anche sperimentali, di ricerca e di formazione, anche mediante la realizzazione di percorsi formativi congiunti come la Scuola Superiore Biennale perDirettori di Coro.

Comunicato stampa.

Il Piano Industria 4.0.Domani, 6 aprile, la presentazione a cura di Politecnico, Confindustria, Regione Puglia

Bari, 5 aprile 2018 - La struttura dell’economia italiana, è caratterizzata da un’imprenditoria diffusa. Creare un ambiente favorevole alle imprese risponde ad un interesse pubblico, come pure la globalizzazione e i cambiamenti tecnologici in corso impongono una nuova visione e azione. 
Il Piano Industria 4.0, oggi Impresa 4.0, avviato nel 2017 dal Governo (si concluderà nel 2020) vuole rappresentare concretamente una grande occasione per tutte le aziende pubblico-private che vogliono cogliere le opportunità legate alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale: quella legata alla digitalizzazione e all’utilizzo di dati a supporto di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. 
Il Piano, coordinato su scala nazionale, tra gli altri attori, anche dalle Università: Politecnico di Bari, Torino, Milano, dall’Istituto S. Anna di Pisa e dalla CRUI, prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Tale Piano, per essere attuato, prevede otto principali azioni. Tra queste figurano gli istituendi Centri di Competenza ad alta specializzazione, poli di innovazione pensati nella forma di partenariato pubblico-privato e nel quale figuri almeno un organismo di ricerca. 
I Centri di competenza hanno come finalità l'orientamento e la formazione delle imprese (in particolare Pmi) e l'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito 4.0. Essi rappresentano pertanto, uno strumento strategico nel supporto alle imprese per affrontare i necessari processi di trasformazione in atto legati a importanti investimenti anche sul piano della formazione professionale. 
Con l’istituzione dei Competence Center si andranno a costituire poli di eccellenza nazionali capaci di valorizzare le competenze di Università ed industria con l’obiettivo di facilitare il trasferimento tecnologico verso le imprese italiane.In particolare i centri di competenza dovranno svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese nonché di supporto nell'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, in particolare delle Pmi, di nuovi prodotti, processi o servizi (o al loro miglioramento) tramite tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.
Per la loro costituzione e avviamento è previsto un finanziamento pari allamisura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo complessivo non superiore a 7,5 milioni di euro. Per i progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale presentati dalle imprese interessate, il finanziamento pubblico ammonterà al 50 per cento delle spese sostenute, per un importo massimo non superiore a 200 mila euro per progetto.Le risorse disponibili sono pari a 20 milioni di euro per il primo anno di azione e 20 milioni di euro per il secondo.
Per queste importanti ragioni e opportunità offerte al territorio, il Politecnico di Bari, Confindustria Puglia e la Regione Puglia organizzano per domani,venerdì, 6 aprile, alle ore 16.00, presso la sala videoconferenze (via Amendola, 126/b) un incontro di presentazione del Progetto del Centro di Competenza e dei contenuti dell’Avviso pubblico rivolto alle imprese del territorio pubblicato nei giorni scorsi (http://www.poliba.it/cci40). 
Attraverso l’avviso pubblico ci si propone di selezionare i partnerprivati per la costituzione del Centro di Competenza ad Alta Specializzazione nelle tecnologie “Industria 4.0” nella forma del Partenariato Pubblico-Privato (Bando Mise emanato con Decreto del 29.1.2018). Le attività del Centro di Competenza ad alta specializzazione si articoleranno in tre filoni fondamentali: orientamento, formazione alle imprese e attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Il progetto si fonda sulla struttura federativa di 8 Atenei. Insieme con il Politecnico di Bari: Università di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università di Bari A. Moro, Università della Campania L. Vanvitelli, Università del Salento, Università del Sannio, Università di Napoli Parthenope. Alle istituzioni universitarie si affiancano in partnership Regione Campania e Regione Puglia.
Ai dieci partner pubblici, sulla base del bando nazionale emanato dal Ministero dello Sviluppo economico, dovranno corrispondere almeno dieci partner privati. Il termine fissato dall’Avviso per la presentazione delle domande di adesione da parte dei privati è venerdì 13 aprile.
L’incontro di presentazione del Progetto Centro di competenza e dei contenuti dell’Avviso pubblico in programma domani, 6 aprile, sarà presieduto dal Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio. Interverranno, per Confindustria Puglia, Domenico De Bartolomeo; per il Politecnico di Bari, Pierpaolo Pontrandolfo, direttore del Centro interuniversitario di ricerca ‘Industria 4.0’, e, per la Regione Puglia, il Direttore delDipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro, Domenico Laforgia.

Comunicato stampa.