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Comunicati Stampa 2017

Seminario.Per la rassegna, “I concerti del Politecnico”, giovedì, 11 aprile, ore 18.30

Bari, 9 aprile 2019 – Fu per primo il filosofo e matematico greco Pitagora nel VI A.C. ad individuare la legge della fisica che lega la lunghezza del monocordo all'altezza del suono che esso produce. Questa fu una delle prime descrizioni scientifiche del rapporto, scienza-musica. 
In un'epoca in cui il sapere è generato, condiviso e fruito con le tecniche digitali, la tradizionale interazione, Arte-Scienza-Tecnologia ha subito una forte accelerazione: dall'arte all'entertainment, passando per il gaming,la realtà virtuale, richiedendo competenze molto lontane dalla settorialità. 
Il legame che lega: razionalità scientifica-creazione musicale sarà oggetto del seminario“L’evoluzione tecnologica nel campo della musica applicata”, in programma giovedì, 11 aprile, ore 18.30, nell’aula magna “Edoardo Orabona” (campus universitario).
Guideranno i partecipanti al Seminario (aperto a tutti) Tommaso Di Noia, Dino Guaragnella, docenti del Politecnico di Bari, Francesco Scagliola, docente del Conservatorio “Niccolò Piccini” di Bari. 
L’iniziativa, costituisce parte integrante degli appuntamenti della rassegna “I concerti del Politecnico” per l’anno accademico 2018-19, curata dal Politecnico di Bari e da ARCoPu (Associazione Regionale dei Cori Pugliesi. 

Chi sono i relatori. Tommaso Di Noia, laureato in Ingegneria Elettronica è Professore Ordinario nel Settore "Sistemi di Elaborazione dell'Informazione" presso il Politecnico di Bari. Professore di "Logic and Artificial Intelligence" è Coordinatore del Laboratorio di Esperienza Digitale (LED) stabilito al Politecnico di Bari in collaborazione con Microsoft Italia. L'attività di ricerca di Tommaso Di Noia si concentra principalmente su ciò che ruota attorno all'Intelligenza Artificiale e alla Gestione dei Dati. I filoni di ricerca seguiti si concentrano su come sfruttare l'informazione codificata all'interno di dataset di tipo Big Data. Guidato dai risultati raggiunti nel campo del commercio elettronico, la sua attenzione si è spostata nello studiare nuovi modi per coniugare le tecniche di rappresentazione della conoscenza e del ragionamento automatico.
Dino Guaragnella, laureato con lode in Ingegneria Elettronica è attualmente ricercatore confermato in Telecomunicazioni. È associato all’Istituto di Studio sui Sistemi Intelligenti per l’Automazione (ISSIA – CNR) da più di dieci anni e del gruppo di ricerca del INFN di Bari. Gli interessi scientifici riguardano l’elaborazione numerica di segnali, immagini e video, la Computer Vision, il Pattern Recognition e in generale l’elaborazione statistica di segnali multidimensionali. E’ docente del corso di Elaborazione numerica dei segnali per i corsi di laurea in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni e in Ingegneria Elettronica. 
Francesco Scagliolaè compositore e didatta. Specializzato in Composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e in Informatica Musicale presso il centro Tempo Reale. La sua produzione musicale, spazia dalla musica strumentale, a quella elettronica, fino alle arti intermediali. È fondatore del gruppo di produzione multimediale SinThésis. E’ professore della cattedra di Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, dove coordina le Lauree in Musica Elettronica. 

Comunicato stampa.

Inaugurazione dell’anno accademico con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Bari, 8 aprile 2019 – Sarà il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, l’ospite d’onore all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2018-2019 del Politecnico di Bari, il ventottesimo dalla sua fondazione. La cerimonia si svolgeràsabato, 13 aprile, con inizioalle ore 10.00 nell’aula magna “Attilio Alto” del campus universitario di via Orabona. 
Il programma prevede, nell’ordine, gli interventi del rappresentante degli studenti e quello del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario del Politecnico. Seguiranno la relazione del Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascioe gli interventi del Presidente della Crui - Conferenza dei rettori delle università italiane, Gaetano Manfredie del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.
Prima della cerimonia inaugurale, S.E. Monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, celebrerà la Santa Messa alle 8.30 nella cappella “Sedes Sapientiae” del Politecnico (atrio scoperto nel campus). 
Si prega di comunicare al più presto, per ogni testata, i nominativi dei colleghi giornalisti e degli operatori che interverranno, al fine di predisporre i pass stampa, che saranno consegnati entro 15 minuti prima dell’inizio della cerimonia. In alternativa, potranno essere ritirati presso l’Ufficio eventi del Politecnico dalle 9 alle 13 fino a venerdì 12 aprile.

Comunicato stampa. 

Riconoscimenti. Premio ARCo giovani ePremio Internazionale di Restauro Architettonico

Bari, 5 aprile 2019 – I progetti di restauro contenuti nelle tesi di laurea in Architettura su Locorotondo e sul Castello di Gallipoli, che ha visto il coinvolgimento di dodici neo architetti del Poliba, hanno ottenuto ulteriori prestigiosi riconoscimenti a Napoli e Ferrara.
“Menzione Speciale” è stata attribuita infatti, alla tesi, “Locorotondo. Il centro antico”, in occasione del VIII° Convegno Nazionale, “I buoni interventi di restauro: conservazione, adeguamento, riuso”,tenutosi a Napoli (8-9 marzo), presso Palazzo Reale, nel corso del quale sono stati attribuiti i riconoscimenti del concorso, Premio ARCo giovani.
“Locorotondo. Il centro antico”.Questo lavoro di tesi focalizza l’attenzione sul centro antico di Locorotondo (BA) per elaborare linee-guida finalizzate alla redazione di un Piano di Recupero. Queste hanno lo scopo di orientare gli interventi sul costruito, caratterizzato da edifici con singolari coperture dette cummerse, cioè coperture a due falde con manto in chiancarelleche, concentrate qui in una composizione più unica che rara, costituiscono un patrimonio unico e irripetibile. Lo studio effettua una schedatura dei tipi edilizi ricorrenti e degli elementi architettonici caratterizzanti di cui vengono rilevate le principali forme di degrado e indicati gli interventi ritenuti più adeguati nel rispetto dei caratteri identitari del luogo. In applicazione delle linee-guida viene selezionato un isolato di cui vengono riconosciute innumerevoli criticità, per il quale viene messo a punto un progetto di restauro “pilota”. La proposta si estende ai punti di ‘contatto’ con la città moderna particolarmente problematici, i quali presentano scenari degradati e respingenti. In particolare, viene studiata l’area lungo il tratto nord dell’anello immediatamente a ridosso del centro antico, fra via Vittorio Veneto e via Cavour, che si conclude con uno spazio pubblico, denominato Piazza Mitrano, adiacente all’isolatocampione. Il progetto attribuisce la funzione di parcheggio pubblico al piano interrato e di spazio di aggregazione articolato su terrazzamenti delimitati da muretti a secco, alla quota superiore, dove i dislivelli vengono superati da un sistema di risalita costituito da rampe, scale e cordonate. 
Autori della tesi sono: Caterina Anelli,
Giorgio Maria Bevilacqua, Annalisa Cascione,
Serena Cellie,
Antonio De Liddo, Roberta Quaranta.
Il premio ARCo, promosso dall'Associazione per il Recupero del Costruito (ARCo) è dedicato alle migliori tesi di laurea che abbiano approfondito con contributi nuovi ed originali i temi del restauro, del recupero e della valorizzazione del costruito storico, sia in forma di progetto che di ricerca analitica e/o teorica.
Finalista e riconoscimento in “Short List” è stata la tesi di laurea su“Il restauro del Castello di Gallipoli” premiatain occasione della 7° edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo”. Iniziativa riservata a tesi di laurea, dottorato, master post-laurea o specializzazione, tenutosi a Palazzo Tassoni Estense di Ferrara lo scorso 28 marzo.
“Il restauro del Castello di Gallipoli”MAST (Musica-Arte-Storia) è un acronimo che richiama la proposta di riconversione d'uso del castello attraverso un progetto di restauro che, se da un lato conserva la materia antica rispettando i segni delle stratificazioni storiche, dall’altro sottolinea gli aspetti peculiari del monumento attraverso un allestimento museale capace di valorizzare gli interni delle torri e degli ambienti distribuiti attorno alla corte. Gli spazi sono messi in relazione reciproca grazie ad un itinerario di visita, affidato a un percorso fisicamente riconoscibile al quale è attribuito il compito di guidare l'utente alla scoperta di spazi pluristratificati. Il progetto intende rivitalizzare il complesso fortificato, facendo leva sulla cultura barocca che, con le sue molteplici espressioni artistiche, ha lasciato un'impronta significativa nella cultura di Gallipoli. Dunque, in continuità con la riconversione dell'uso del Rivellino che si intende ricongiungere fisicamente al castello, da cui era stato separato, e adattare a spazio ‘evenenziale’ all’aperto (destinato a proiezioni, spettacoli teatrali, musicali), si propone l’inserimento di un'Accademia di Musica Barocca che potrà essere accolta negli ambienti del secondo piano del castello di più recente realizzazione e dotati di una propria anatomia distributiva rispetto agli spazi museali. Ancora in continuità con la tradizione locale si propongono laboratori artigianali con finalità educativo-ricreative da collocare negli ambienti situati nel seminterrato del Mercato, edificio aggiunto in aderenza al castello e divenuto parte integrante del complesso fortificato, al fine di recuperare e far rivivere la tradizione legata alla lavorazione artistica della cartapesta. 
Autrici della tesi: Valentina Bello, Mariangela Calabrese, Simona Cavallo, Daniela Cotugno, Simona Ferrante, Camilla Romanazzi.Relatrice di entrambe le tesi di laurea: prof. Rossella de Cadilhac, Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Poliba.
La settima edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico di Ferrara ha visto la partecipazione di oltre settanta candidati.
Comunicato stampa.

 

Città di Trani.Inaugurazione della Bibliotheca Orientalis “Attilio Petruccioli”
Il patrimonio: circa 12.000 volumi, più di 20.000 diapositive, oltre 1000 negativi di immagini di architettura, citta e paesaggi dei paesi islamici, documenti di valore storico, carte geografiche, catasti urbani, rilievi architettonici originali.
I servizi: spazi di lettura e di studio; laboratori di progettazione e ricerca; strategie per la ricerca online; corsi di formazione professionale; aule per convegni nazionali ed internazionali; aree di co-working.

Bari, 28 marzo 2019 – Sarà la Città di Trani, in Puglia, ad ospitare la più grande biblioteca europea dedicata all’architettura dei paesi islamici e orientali. 
Si chiamerà, Bibliotheca Orientalis “Attilio Petruccioli”. Avrà sede presso il Polo Museale della città e sarà inaugurata, in una apposita cerimonia, sabato, 30 marzo, ore 11.00, nella sua prossima sede di Piazza Duomo.
Forte di quasi 12.000 volumi, numerosi dei quali rari, più di 20.000 diapositive, oltre 1000 negativi di immagini di città e paesaggi dei paesi islamici e orientali, arricchita da documenti di valore storico, carte geografiche, catasti urbani, rilievi architettonici originali non ha eguali in Italia e in Europa.
La sua eccezionalità consiste infatti, nella specializzazione e concentrazione di testi sulla architettura dei paesi islamici e orientali. Con essa potrà competere nel mondo solo la Rotch Library del MIT - Massachussetts Institute of Technology, di Cambridge, Stati Uniti. 
Essa sosterrà l’attività di supporto alla ricerca e rappresenterà un’attrazione internazionale per gli studiosi, avvalendosi di una rete di relazioni costruite nel corso del tempo con numerose istituzioni scientifiche dei paesi islamici.
La biblioteca sarà composta da tre sezioni: Sezione bibliografica: Storia dell’architettura e dell’urbanistica islamica, Restauro e progettazione nei paesi in via di sviluppo, Maghreb, Egitto, Italia Meridionale e colonie, Medio Oriente, Iran, Asia Centrale, Impero ottomano, India, Sud-Est Asiatico, Cina e Giappone, Paesaggio, Caratteri tipologici dell’architettura, Teoria e storia dell’architettura, trattati di architettura.
Archivio cartografico: carte geografiche, catasti urbani, rilievi architettonici originali (maggior parte su supporto DVD) e la collezione completa del Tuebinger Atlas des Vorderen Orient.
Archivio fotografico: piu di 20.000 diapositive e 1000 negativi di immagini di architettura, città e paesaggi dei paesi islamici, documenti di valore storico di siti a volte scomparsi.
La Bibliotheca Orientalis “Attilio Petruccioli” ha una storia di 45 anni. Essa è il risultato del percorso di ricerca scientifica, culturale e di vita di Attilio Petruccioli (da cui il nome), già docente presso il MIT e Harvard in USA, e successivamente, pioniere e Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. 
La biblioteca si avvale del suo braccio scientifico denominato Centro studi per l’ambiente nei paesi islamici.Dal 2000 la biblioteca ha fornito il supporto scientifico e di ricerca a più di 200 tesi di laurea della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari dedicate all'architettura, alla città ed al paesaggio dei paesi islamici.     
Dal 1983 al 2001 la biblioteca e il Centro Studi per l’ambiente nei paesi islamici hanno pubblicato la rivista internazionale a carattere monografico, “Journal of the Islamic Environmental Design Research Centre” che riprenderà le pubblicazioni nella nuova sede di Trani.
La biblioteca, aperta al pubblico, è parte della Fondazione SECA. Nell’ambito della Fondazione SECA la biblioteca e il Centro studi per l’ambiente nei paesi islamici favoriranno la cooperazione di cittadini e studiosi, fisicamente presenti o connessi, mobilitando il numero più alto possibile di persone nella produzione culturale.
La Biblioteca provvederà alla conservazione, acquisizione e diffusione del patrimonio bibliografico e documentale, al fine di rispondere alle esigenze didattiche e di ricerca di studenti, ricercatori e docenti. Le attività saranno espletate, anche in rapporto con realtà esterne, mediante l'utilizzo di tecniche biblioteconomiche e informatiche adeguate.
Saranno disponibili al pubblico: spazi di lettura e di studio; laboratori di progettazione e ricerca; strategie per la ricerca online; corsi di formazione professionale; aule per convegni nazionali ed internazionali; aree di co-working.
“In una fase di profondi cambiamenti degli scenari politici, culturali ed economici del mediterraneo – sostiene il prof. Attilio Petruccioli, riprendere l'attività di supporto alla ricerca in Puglia e di attrazione per gli studiosi, in rete con istituzioni politiche e scientifiche dei paesi islamici, favorisce la rimozione delle barriere di accesso alla cultura, e favorisce un modello in cui la produzione culturale sia diffusa, orizzontale e partecipata”.
Con il presidio culturale all'interno del centro storico, la biblioteca contribuirà al ruolo di anello di congiunzione tra cultura occidentale e cultura orientale.  
Con la presenza della Bibliotheca Orientalis “Attilio Petruccioli” la città di Trani conferma ancora una volta la sua vocazione di cerniera tra Oriente e Occidente, tra mondo greco e latino, arabo-musulmano e cristiano, favorendo una contaminazione di culture opposte che devono costituire risorsa, arricchimento.

Comunicato stampa.

I Concerti del PolitecnicoMartedì, 26 marzo, Museo della Fotografia, ore 18.30
La musica del primo periodo del Romanticismo è concepita non più come rappresentazione della realtà, ma come liberazione della fantasia ed espressione del sentimento

Bari, 22 marzo 2019 - L'esperienza artistica del primo periodo del Romanticismo di primo ‘800 diviene simbolo del l'invisibile e dell'indicibile. L'Artista è considerato l'uomo che più si avvicina a Dio, perché il suo sguardo coglie tracce di una realtà superiore, di un principio Divino, nascosto nel profondo di ogni cosa. La musica è concepita non più come rappresentazione della realtà, ma come liberazione della fantasia ed espressione del sentimento. 
“Il Lied Romantico e dintorni”è un viaggio della rassegna 2018-2019 de “I Concerti del Politecnico” nella musica in cui, compositori ed artisti, per mezzo di virtuosismi, esprimeranno momenti lirici espressivi, giochi timbrici, coloristici e coinvolgenti. Spohr, Shubert, Mendelssohn con i loro Lieder e Concertpieces, saranno interpretati da Annamaria Stella Pansini, soprano, Anna Bavaro e Leonardo Cattedra, clarinetto, Domenico Bruno, pianoforte. L’iniziativa, è curata dal Politecnico di Bari e dall’Associazione dei Cori Pugliesi (ARCoPu) ed è in programma per martedì, 26 marzo, ore 18.30,presso "Museo della Fotografia" (campus universitario). Ingresso libero.
Chi sono gli artisti. Anna Maria Stella Pansini, soprano,si èdiplomata in canto e in pianoforte presso il Conservatorio di Musica ”N. Piccinni” di Bari. E’ vincitrice in numerosi concorsi lirici internazionali. Ha debuttato a numerose opere. Tra queste: “Turandot”; “Nabucco”; “Rigoletto”; “La Traviata”; “La Bohème”; “Tosca”; “Madama Butterfly”; ”Suor Angelica”; “Tabarro”; “Le Nozze di Figaro”; ”Così fan tutte”; “Don Giovanni”. Svolge intensa attività concertistica, dedicandosi anche al repertorio sacro. E' docente di esecuzione ed Interpretazione-Canto presso il Liceo Musicale Statale “A.Casardi” di Barletta.
Anna Bavaro, clarinetto, ha frequentato il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari dove si è diplomata in clarinetto. Ha proseguito i suoi studi e si è perfezionata presso l’Accademia Musicale Pescarese.  E’ vincitrice di Concorsi Nazionali e Internazionali in formazioni cameristiche. Ha collaborato con numerose Orchestre Sinfoniche. Ha partecipato a Festival Musicali Internazionali. E’ attualmente Docente di Clarinetto presso il Liceo Musicale “Don Lorenzo Milani” di Acquaviva delle Fonti.
Leonardo Cattedra, clarinetto,ha frequentato il Conservatorio di Bari, “N. Piccinni”  dove si è brillantemente diplomato.  Successivamente si è perfezionato con vari clarinettisti. Ha conseguito il Diploma di Alto Perfezionamento in Clarinetto e in Musica da Camera presso l’Accademia Musicale Pescarese. Vincitore di Concorsi Nazionali ed Internazionali, ha collaborato con diverse Orchestre Sinfoniche (Orchestra del Teatro Petruzzelli, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari).  Si è esibito come concertista, sia da solista che in formazioni cameristiche per importanti associazioni musicali. E’ docente di Clarinetto presso il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza. 
Domenico Bruno, pianoforte,si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Ha continuato la sua formazione solistica e cameristica conseguendo nel 1994 presso l'Accademia Musicale Pescarese il diploma di Musica da Camera. Ha partecipato a numerosi concorsi, nazionali ed internazionali, sia da solista sia in formazioni cameristiche. Collabora con le principali orchestre della provincia di Bari. Si è esibito, per importanti associazioni musicali in Francia, Inghilterra, Romania, Ungheria, Grecia, Repubblica di Panama, Emirati Arabi Uniti, Libano, Etiopia, Arabia Saudita e in diverse città italiane ottenendo unanimi consensi di pubblico e critica. E' titolare della cattedra di Pianoforte presso la Scuola Secondaria di I grado “R. Monterisi” di Bisceglie (Bt).

Comunicato stampa.

Attività sportive e ricreative.Venerdì, 22 marzo, ore 18.30, aula magna “Attilio Alto”
Seminario sull’arte marziale cinese del Taijiquan

Bari, 19 marzo 2019 – Il Taijiquan è una antichissima arte marziale, patrimonio della millenaria cultura cinese.  La sua pratica si sviluppa dall’antica tradizione energetica, filosofica e spirituale taoista e si ispira al ciclo dell’alternanza tra Yin Yang, che porta alla generazione della vita e del movimento.
Il Taijiquan si è diffuso oggi in tutto il mondo per l’eleganza dei suoi movimenti fluidi ed armoniosi che favoriscono l’accumulo e la corretta circolazione dell’energia vitale, aiutando così il praticante a mantenere e rafforzare la propria salute psico-fisica ed il proprio benessere. Se praticato con serio impegno, risulta essere un efficace e sofisticato mezzo di autodifesa in tutte le situazioni di conflitto, non solo fisiche: seguendo i principi della filosofia taoista, insegna ad usare la morbidezza per sconfiggere la forza rigida. 
Il Taijiquan è meditazione in movimento che consente al praticante di ricercare il difficile equilibrio fra mente, corpo e spirito. È considerato l’esercizio di “lunga vita” per eccellenza ed è indicato specie per i giovani, ma è per tutti, senza alcuna controindicazione di base. Il più antico stile di Taijiquan è lo stile Chen. 
Questa antica arte, la sua pratica ed i benefici, saranno spiegate con un seminario teorico-pratico aperto a tutti gli studenti e non solo, dal maestro Gianfranco Pace, esperto di fama mondiale e cultore di lunga data del Taijiquan, ospite al Poliba, venerdi, 22 marzo, ore 18.30, aula magna “Attilio Alto” (campus universitario).
Il m° G. Pace ha fondato una sua scuola residenziale, unica in Italia, di Taijiquan per giovani ed appassionati. Ha aperto, oltre che in Italia, scuole in Spagna, Argentina, Brasile, Germania. 
Chi è.Gianfranco Pace, nasce a Catania nel 1969. Inizia a studiare il Taijiquan stile Chen poco più che adolescente sotto la guida del M. Shi Rong Hua. Nel 1998 viaggia per la Cina per investigare sulle metodologie di pratica e conoscere maestri ritenuti di alto livello. Nel 2001 va a studiare a Chenjagou, culla del Taijiquan. Nel 2003 formalizza la nascita dell'ITKA, International Taijiquan Kung fu Association. Viene invitato ad insegnare in diversi paesi in Europa oltre che in molte città italiane. Per cinque anni consecutivi insegna a New York. Ha tenuto seminari in Florida, Cile, Messico, Repubblica Dominicana, Argentina, in quest'ultimo paese ha istituito una sede ITKA per il sud America. Dal 2015 al 2017 è stato incaricato dalla Federazione Italiana Wu Shu Kung Fu quale Maestro responsabile per il settore Taijiquan.
Il m° G. Pace ha insegnato anche in Cina, dove è stato ampiamente apprezzato da diversi maestri cinesi per l'alto livello del suo Taijiquan.

Comunicato stampa. 

1819-2019A duecento anni dalla composizione, un seminario per i “I concerti del Politecnico” 
Con la partecipazione del regista, Gennaro Nunziante

Bari, 15 marzo 2019 – Quando nel 1819 Giacomo Leopardi da Recanati, componeva l’idillio, “L’Infinito” non poteva immaginare la nascita di una delle più note poesie di tutti i tempi. 
“L’Infinito”, forse la più alta espressione del suo genio poetico, era destinato a sfidare il suo stesso titolo, generazione dopo generazione con una luce che brilla e si rinnova, intatta, da 200 anni. Ma qual è il suo significato, oggi, nell’epoca dei social e di internet? La nostra vita desidera l’infinito. L’uomo è finito ma cerca l’infinito. Si, ma come di descrive l’infinito? La nostra identità è legata all’infinito. “Per poterlo incontrare - sostiene Davide Rondoni, scrittore e poeta, che a Leopardi e all’Infinito ha dedicato il recente libro “E come il vento”, Fazi editore – bisogna essere capaci di cogliere i segni: coltivare lo spazio dell’attenzione, dell’ascolto, della contemplazione. Fare l’esperienza di sentire che siamo fatti di infinito per l’infinito”. 
L’opera di Leopardi, che ha affascinato schiere di generazioni scolastiche e non solo, sarà celebrata in occasione del bicentenario, dalla stagione artistica, “I concerti del Politecnico” con un apposito seminario, “E come il vento” (dal titolo del libro) a cui parteciperà, Davide Rondoni e il regista e direttore artistico dell’iniziativa accademica, Gennaro Nunziante.
L’evento è in programma per martedì, 19 marzo, ore 18.30,nell’aula magna di Architettura (Dipartimento DICAR, campus universitario). Ingresso libero. 
Il relatore,Davide Rondoniè nato nel 1964, a Forlì. Laurea in Letteratura italiana Università di Bologna. Ha fondato e dirige il Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna. Ha tenuto e tiene corsi di poesia e letteratura nelle Università di Bologna, Milano Cattolica, Genova, Iulm e in diversi Istituti specializzati nonché all’estero a YaleUniversity e Columbia Universitynegli Stati Uniti. E’ direttore artistico del festival DANTE09 a Ravenna. Ha partecipato ai più importanti festival di poesia in Italia e all’estero. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia, tra cui “Il bar del tempo”. Ha vinto, tra gli altri, i premi più importanti in Italia (tra cui Montale, Carducci, Gatto, Ovidio, Camaiore, Metauro). Sue poesie sono edite in Francia, Usa, Venezuela, Russia, Inghilterra, Croazia, Cina e altri paesi. Ha edito, nel 2001 per Garzanti, un'antologia della poesia italiana dagli anni '70 a oggi, “Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000”. Ha curato per Rizzoli una nuova edizione commentata a più voci della Commedia di Dante. E' autore di testi teatrali rappresentati in diversi teatri italiani. Ha collaborato con i migliori attori del teatro italiano (Iaia Forte, Franco Branciaroli, Sandro Lombardi) e con musicisti (Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Morgan, altri). Ha pubblicato articoli accademici su diversi autori tra cui Pascoli, Leopardi, Luzi, e Pasolini. 
Gennaro Nunzianteè attore, sceneggiatore e regista. Nasce a Bari nel 1963 e già dal 1985 si mette in evidenza come ideatore, autore di testi e talvolta regista dei programmi televisivi del duo comico Toti & Tata (Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo). Successivamente inizia a lavorare come sceneggiatore cinematografico approdando alla regia per il grande schermo. Inoltre ha scritto, insieme ad Alessandro D'Alatri, la sceneggiatura di Commediasexi, La febbre e Casomai. Ha recitato in Casomai e ne Il Grande Botto di Leone Pompucci, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Nel 2000 ha firmato insieme a Cristina Comencini ed Enzo Monteleone la sceneggiatura di Liberate i pesci, diretto dalla stessa Cristina Comencini. Esordisce alla regia nel 2009 con Cado dalle Nubi interpretato da Checco Zalone. Conferma il suo sodalizio con Zalone con il film Che bella giornata nel 2011, film quest'ultimo record d'incassi del cinema italiano. Nel 2013 dirige nuovamente Checco Zalone in Sole a catinelle mentre nel 2016 firma la quarta pellicola del travolgente Checco Zalone intitolata Quo vado?. Nel 2018 firma la regia de Il vegetale con Fabio Rovazzi.
Il seminario, “E come il vento”,figura nel cartellone della stagione 2018-19 de “I Concerti del Politecnico”, organizzata e curata dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi (ARCoPu).

Comunicato stampa.

Concerto.Unpercorso repertoriale sulla scuola compositiva pugliese dal Seicento al Novecento

Giovedì, 14 marzo, ore 18.30, Museo della Fotografia, Poliba

Bari, 12 marzo 2019 – A “I Concerti del Politecnico” è riservata una tappa pugliese di “ContemporaneaMENTE”, un articolato percorso repertoriale costruito sulla scuola compositiva pugliese dal Seicento al Novecento secondo l’interpretazione del Coro Giovanile Pugliese con la Direzione del m. Luigi Leo.
Ai concerti, previsti o già tenuti, ad Altamura (24 febbraio), Gioia del Colle (10 marzo), Gravina di Puglia (12 maggio), Santeramo (18 maggio), Ginosa (29 settembre) Laterza(27 ottobre), una tappa speciale sarà riservata al Politecnico di Bari, giovedì, 14 marzo, ore 18.30, Museo della Fotografia (campus universitario). 
L’iniziativa si inserisce nella rassegna 2018-2019 de “I Concerti del Politecnico”, curata dal Politecnico di Bari e dall’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi (ARCoPu).
Un filo conduttore capace di attraversare i secoli, dal barocco ad oggi, racconterà al pubblico un territorio unico mostrando con sorpresa, i tratti comuni di compositori dello stesso territorio appartenenti però ad epoche diverse a dimostrazione della contemporaneità delle loro menti.
Particolare rilievo assumeranno le composizioni di autori pugliesi come Massimo De Lillo di Bari (classe1974), il giovanissimo compositore Simone Falcone (Putignano, 1989) o Palmo Liuzzi di Crispiano (1972), così come il compositore coratino Luigi Capuano oltre al compositore contemporaneo lucano Damiano D'Ambrosio. Oltre ai contemporanei saranno presenti nel programma, Pomponio Nenna (Bari, 1556-1618), Giovanni Maria Trabaci (Irsinia MT, 1575 - Napoli 1647), Stefano Felis (Bari, 1538-1603) o ancora Muzio Efrem nato a Bari nel 1549.
Protagonista della serata sarà il Coro Giovanile Pugliese,compagine corale formata da giovani coristi selezionati su tutto il territorio regionale con meno di 35 anni d’età. La preparazione del coro e la sua direzione è affidata al maestro Luigi Leo, pugliese e commissario artistico ARCoPu coadiuvato da Carla Capolongo in qualità di altro maestro del coro e da Erica Pizzileo come pianista accompagnatrice. Il Coro Giovanile Pugliese vanta un importante e articolato e riconosciuto percorso artistico in Italia e all’estero.
Il maestro, Luigi Leo invece, ha conseguito il diploma di pianoforte e la laurea di secondo livello in Direzione di Coro. È direttore e fondatore dell’Ensemble Vocale “Modus Novus”, del Coro di Voci Bianche e Giovanile “Juvenes Cantores” di Corato (BA). Ha diretto il Coro di Voci Bianche del Conservatorio di Musica “N. Rota” di Monopoli (Ba), quale vincitore di concorso. È docente nella Scuola Superiore Biennale per Direttori di coro di voci bianche.
Ingresso libero.

Comunicato stampa.

 

 

 

 

Il Seminario.Nell’ambito della 2° edizione, 2018-19 de “I Concerti del Politecnico”
L'ascolto e lo sguardo

Bari, 28 gennaio 2019 - Che cosa vogliamo dire quando esclamiamo "che bello!"? Cosa accade quando percepiamo la bellezza? E’ solo un'emozione, un sentimento, o anche una conoscenza peculiare di noi stessi e del mondo? Che esperienza facciamo nello scoprire attraverso lo sguardo e l'ascolto una realtà che ci attrae? A queste domande, e, soprattutto alle possibili risposte, è dedicato il Seminario, “Che significa fare l’esperienza della bellezza? L'ascolto e lo sguardo”, primo dei cinque seminari e dei sei concerti (il primo tenutosi lo scorso 3 dicembre) previsti dal cartellone della 2° edizione de “I Concerti del Politecnico”.
Il Seminario, aperto a tutti, si terrà mercoledì, 30 gennaio, ore 18.30, presso il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (campus universitario) e vedrà la partecipazione dei relatori: Roberto Andreoni, professore di “Composizione” al Conservatorio di Musica "Gioacchino Rossini" di Pesaro e di Costantino Esposito professore di "Storia della Filosofia" all'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro".
Chi sono.Andreoni, dopo il diploma al conservatorio di Milano e il dottorato all’University of California, si è dedicato parallelamente all’insegnamento e alla composizione, in Italia e negli U.S.A., ricevendo riconoscimenti in entrambi i campi: Fulbright Scholar di Musica e Cultura Italiana a Los Angeles nel 2010; Best Public Event Award in Italy nel 2009. Docente e direttore di numerose scuole, quali la Civica Scuola di Musica e l’Istituto IES (Università Cattolica di Milano), insegna composizione al Conservatorio di Musica "Gioacchino Rossini" di Pesaro. I suoi lavori operistici, orchestrali, cameristici, elettronici, per il teatro e per film sono pubblicati fra gli altri da RAI Trade, Suvini Zerboni, Eco.
Esposito, ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, ha orientato i suoi principali interessi di ricerca sul pensiero di Martin Heidegger; la filosofia di Immanuel Kant; l’opera metafisica di Francisco Suárez. Tra le sue pubblicazioni: Il fenomeno dell’essere. Fenomenologia e ontologia in Heidegger; Heidegger. Storia e fenomenologia del possibile. E’ co-autore, per Laterza, Bari-Roma di un nuovo manuale di storia della filosofia per i Licei e l’Università. Assieme ad altri giovani filosofi italiani cura la pubblicazione di una serie di Letture di filosofia per un pubblico più vasto di quello accademico. Ha tenuto conferenze, relazioni e seminari in Europa, negli USA, in America Latina e in Giappone. 
La seconda edizione de “I Concerti del Politecnico” è stata presentata lo scorso dicembre nel corso di una cerimonia d'apertura con la presenza del Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, del regista pugliese, Gennaro Nunziante e del Presidente ARCoPu, Pierfranco Semeraro, quest’ultimi in qualità di Direttori artistici della manifestazione.L’iniziativa è del Politecnico di Bari e di ARCoPu (Associazione Regionale dei Cori Pugliesi), con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Bari, dell'A.di.s.u. e dell'Università degli Studi "Aldo Moro". 

Comunicato stampa.

In Arizona (USA). Il contributo del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba
Fornirà i dati necessari per la costituenda nuova potente rete mondiale di telescopi CTA e ne farà parte integrante

Bari, 18 gennaio 2019 – C’è anche il contributo scientifico dei docenti del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba alla inaugurazione del primo prototipo di Telescopio “Schwarzschild-Couder” per l’astronomia a raggi gamma avvenuta ieri, in Arizona (USA), presso l’Osservatorio Whipple, di Amado, a sud di Tucson.
Gli obiettivi principali del prototipo saranno quelli di dimostrare la qualità delle prestazioni del sistema ottico di nuova generazione e contribuirà alla costituenda realizzazione della nuova potente rete di telescopi interconnessa “Cherenkov Telescope Array” (CTA).
L’obiettivo del progetto CTA sarà lo studio dell’universo alle alte energie, per mezzo della rivelazione dei fotoni gamma. Queste indagini consentiranno di indagare i fenomeni astrofisici più violenti che avvengono nel nostro universo, ma potrebbero anche portare a informazioni preziose su aspetti ancora poco noti o addirittura sconosciuti, come la natura della materia oscura, che costituisce la maggior parte della materia esistente nel cosmo
L’Italia ha partecipato al progetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
“L’INFN ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo prototipo del telescopio medio di CTA – ha detto Nicola Giglietto, responsabile nazionale di CTA per l’INFN e professore del Politecnico di Bari presso il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari. “La progettazione della camera di questi telecopi – ha sottolineato - è stata coordinata da Francesco Giordano e Riccardo Paoletti, ricercatori INFN e professori rispettivamente presso le Università di Bari e Siena. Anche i sensori ottici e l’elettronica di lettura sono stati realizzati in Italia. L’inaugurazione del nuovo telescopio – ha concluso Giglietto - è il risultato di una intensa collaborazione italo-americana che vede coinvolte diverse università americane, italiane e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”.
Il prototipo costituirà uno dei mattoncini della rete CTA, che sarà il principale osservatorio globale per l’astronomia nel prossimo decennio ed oltre.
Le caratteristiche innovative di questi telescopi permetteranno a CTA di migliorare drasticamente la qualità di immagini di grandi regioni di cielo e di migliorare la rivelazione di sorgenti astronomiche deboli.
CTA è un'iniziativa globale, che vede impegnati oltre 1.400 scienziati e ingegneri di 31 paesi nello sviluppo scientifico e tecnico dell'osservatorio di raggi gamma ad alta energia più grande e sensibile al mondo, con circa 120 telescopi, di tre dimensioni diverse, divisi tra due siti: uno nell’emisfero nord all’Osservatorio di Roque de los Muchachos, e l'altro nell'emisfero australe vicino al sito esistente dell'Osservatorio meridionale di Paranal, in Cile.
I telescopi, “Schwarzschild-Couder Telescope”, pSCT, sono telescopi di media grandezza e, a differenza dei classici telescopi per raggi gamma tradizionalmente costituiti da una singola superficie di specchi, sono costituiti da due superfici di specchi. La prima superficie è costituita da 48 specchietti asferici, mentre la seconda da 24.
“Il primo del suo genere nella storia dei telescopi a raggi gamma, il design pSCT dovrebbe migliorare le prestazioni di CTA verso il limite teorico della tecnologia adoperata, grazie anche all’impiego di fotosensori innovativi made in italy”, aggiunge il prof. Francesco Giordano del Dipartimento Interateneo di Fisica, coordinatore nazionale della iniziativa pSCT.
L’osservatorio CTA studierà sorgenti di raggi gamma astrofisiche nell'intervallo di energia da 20 Giga-elettronVolt a 300 Tera-elettronVolt, con una sensibilità circa dieci volte maggiore rispetto a qualsiasi osservatorio mai costruito prima”.
Il risultato della costruzione di questo prototipo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei successi che il gruppo di fisica astroparticellare della sezione dell’INFN di Bari e del Dipartimento Interateneo di Fisica può annoverare. Dipartimento che vanta una pluridecennale esperienza, con partecipazioni in collaborazioni internazionali coinvolte in esperimenti su missioni spaziali, voli su palloni sonda e in laboratori sotterranei.
Comunicato stampa.

Finanziato dal Ministero dell’Ambiente.Da giovedì, 17 gennaio, il primo passo concreto 

Coinvolte nella ricerca sperimentale due università: Politecnico di Bari e Università di Bologna e tre Comuni pilota: Margherita di Savoia per la Puglia, Riccione e Cervia per l’Emilia-Romagna

Bari, 15 gennaio 2019 – Il Progetto di ricerca sperimentale, STIMARE “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”, presentato lo scorso dicembre a Margherita di Savoia, presso la sede municipale,muoverà i primi passi concreti dal prossimo giovedì, 17 gennaio con un Kick-Off Meeting alla Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna. Mentre nella giornata successiva, è in programma uno Stakeholders Meeting a cui parteciperanno rappresentati delle aziende e delle istituzioni coinvolte. 
Il Progetto, di durata biennale, Finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio con un importo pari a 340 mila euro vede coinvolti due università: il Politecnico di Bari e l’Università di Bologna e tre Comuni: Margherita di Savoia per la Puglia; Riccione e Cervia per l’Emilia-Romagna.  
Il progetto STIMARE, elaborato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna, mira all’individuazione di strategie innovative per contrastare il rischio erosione costiera. 
Come purtroppo noto, in Puglia, diverse aree: dal Gargano al Salento, sono definite ad alto rischio erosione. Di particolare rilevanza e di precario equilibrio, è l’area costiera che, dalla foce del fiume Ofanto risale verso nord lungo l’esile lingua di terra che separa le Saline di Margherita di Savoia dal mare, sino a Manfredonia. Il sito di Margherita di Savoia infatti, è da anni soggetto a significativi fenomeni di erosione costiera, nonostante i massivi interventi di difesa realizzati negli ultimi decenni.
Da tempo, il Politecnico di Bari è impegnato nello studio delle coste pugliesi per individuare proposte e soluzioni al problema della erosione costiera.
Il Progetto STIMARE consentirà lo studio e la sperimentazione in loco, su un segmento di fascia costiera-campione già individuato a nord dell’abitato margheritano di nuovi sistemi per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. In particolare, le unità operative del Politecnico di Bari e dell’Università di Bologna prevedono azioni di monitoraggio in situ e attività di modellazione numerico/sperimentale volte a sviluppare modelli previsionali di rischio costiero. Nell’attività di ricerca è previsto anche il coinvolgimento degli operatori e rappresentanti delle attività balneari.
Il progetto è coordinato, per parte Poliba, dal prof. Leonardo Damiani e dal Dipartimento afferente di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica con la collaborazione del Comune di Margherita di Savoia.

Comunicato stampa.

Riconoscimento dagli USA. In Italia sono solo dieci gli specialisti ad aver ricevuto l’importante onorificenza. La cerimonia di conferimento il 4 febbraio a San Francisco
Per gli studi e le applicazioni della Fisica nei settori dell’ottica e della fotonica: dalla rivelazione di gas tossici e pericolosi al controllo dei processi industriali, al settore biomedicale 
Bari 8 gennaio 2019 - I risultati scientifici ottenuti nello sviluppo e nelle applicazioni tecnologiche di sensori ottici per la rivelazione di gas tossici; gli accordi di collaborazione raggiunti con industrie leader al mondo e prestigiose università extra-europee, hanno portato all’attribuzione dell’onorificenza di “Fellow membership SPIE” al prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, docente di Fisica Sperimentale della materia, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica. 
Il riconoscimento è stato attribuito e comunicato al docente nei giorni scorsi dalla prestigiosa SPIE, “The International Society for Optics and Photonics” (18.000 membri, 166 nazioni, fondata nel 1955) e verrà conferito il prossimo 4 febbraio 2019San Francisco, in California (USA), durante il congresso Photonics West 2019, il più importante congresso di ottica e fotonica del mondo (oltre 23000 i partecipanti nella scorsa edizione 2018).    
Dal 1975 ad oggi sono stati eletti Fellow SPIE solo dieci italiani che lavorano presso università ed istituti di ricerca in Italia e di questi oltre al prof. Spagnolo solo altri due lavorano al sud. 
I risultati chiave che hanno portato alla attribuzione della Fellowship SPIE sono stati la realizzazione nel 2017 del Laboratorio pubblico-privato tra Politecnico di Bari e THORLABS Inc., l’essere stato Visiting professor alla “Rice University” di Houston (tra le prime 10 università americane) nel periodo 2017-2018 e l’essere attualmente Visiting professor presso la “Shanxi University” di Taiyuan, attività che si protrarrà fino al 2023 tramite il programma “hundred talents” della Accademia delle Scienze Cinese.  
Tutte queste attività di ricerca sono e saranno rivolte allo sviluppo di sensori compatti, portatili e ultrasensibili di tracce gassose per applicazioni quali monitoraggio di processi industriali, sensoristica su drone od analisi del respiro (come un sensore un ossido nitrico, sostanza correlata alla rivelazione di patologie quali asma, o malattie quali tumore al polmone e fibrosi cistica).
Un prototipo delle dimensioni di pochi decimetri cubi sarà mostrato ad una prossima fiera internazionale di fotonica che si terrà a San Francisco i primi giorni di febbraio. 
Il sensore compatto realizzato sarà in grado di rivelare la concentrazione di metano, etano e propano in gas naturale, misure di grande interesse per l’industria petrolchimica. Lo stesso sensore sarà testato direttamente in giacimenti di gas naturale dalla Aramco Saudi Arabia, la più importante ditta petrolchimica al mondo con cui sono in corso accordi per la realizzazione di un programma di ricerca pluriennale tramite il laboratorio PolySense.

Comunicato stampa.

Chi è Vincenzo Spagnolo
nato a Manfrendonia (FG), 51 anni, sposato, ha conseguito la laurea in Fisica con lode nel 1991 ed il dottorato in Fisica nel 1994 entrambi presso l’Università degli studi di Bari. Dal 1997 al 1999 è stato ricercatore dell’Istituto nazionale per la Fisica della Materia e dal 2018 è professore ordinario presso il Politecnico di Bari. Nel 2017 e 2018 ha svolto attività di visiting professor presso la Rice University di Houston (TX). È attualmente visiting professor presso la Shanxi University di Taiyuan in Cina. Le sue attività di ricerca sono focalizzate sullo sviluppo di sensori ottici per la rivelazione in tracce di sostanze tossiche gassose. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 180 pubblicazioni su riviste e conferenze internazionali con oltre 1700 citazioni, e 2 brevetti depositati. Ha tenuto più di 50 presentazioni su invito a conferenze e workshop internazionali. E’ editor delle riviste: Sensor, Applied Science e Journal of Sensors. È coinvolto nella realizzazione di numerosi congressi internazionali organizzati dalla SPIE e dall’OSA (società di ottica americana). Nel 2018 ha ricevuto i premi “Terra del Sole” e “Re Manfredi”.
SPIE – The International Society for Optics and Photonicsin breve: collabora con ricercatori, formatori e industria di tutto il Mondo per favorire la ricerca e le tecnologie basate sulla luce. SPIE, società internazionale per l'ottica e la fotonica, è una organizzazione scientifica no-profit ed è stata fondata nel 1955.  Essa promuove le tecnologie emergenti attraverso lo scambio di informazioni interdisciplinari, la formazione continua, le pubblicazioni, i brevetti, la crescita professionale e professionale. SPIE organizza annualmente circa 25 importanti forum tecnici, mostre e programmi di formazione in Nord America, Europa, Asia e Sud Pacifico. Nel 2018, SPIE ha fornito 4 milioni di dollari a sostegno di programmi di istruzione e sensibilizzazione. La sede internazionale di SPIE è a Bellingham, nello stato di Washington (USA).

Comunicato stampa.

 

Alberobello, la cupola della Basilica dei Santi Medici in un progetto innovativo del Politecnico di Bari

Se si può fare, come? Se non si può fare, perché? Una apposita giornata, nella sede della Basilica, tratterà la complessità del tema avanzando soluzioni architettoniche, strutturistiche e di normativa nel quadro degli aspetti religiosi, civili e culturali.

 

Bari, 12 dicembre 2018 -  La Puglia è la regione italiana in cui si è maggiormente diffuso il culto per i Santi Medici, Cosma e Damiano. Le ragioni sono storiche-religiose-geografiche. Due anzitutto: la vicinanza geografica e culturale del tempo all’antico Impero Bizantino e alla contestuale migrazione, attorno al VIII secolo, dei monaci basiliani, di culto greco, nel corso della iconoclastia.

Sono loro, i monaci, che hanno esportato dall’oriente, da cui provengono, le storie, le vicende, i miracoli dei due martiri. Nella nostra regione, Alberobello, Bitonto, Oria sono i centri in cui la venerazione è particolarmente sentita. Alberobello, nota in tutto il mondo per i suoi trulli, lo è anche per la presenza della Basilica-santuario dedicata ai Santi Medici, patroni della città.

La loro presenza nell’antica Silva Arborelli, coincide con la nascita del centro murgiano. Fu infatti, Giangirolamo II degli Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, ad esportare dalla sua città di residenza il culto devozionale per i due santi d’oriente nel feudo dei trulli.

 

E così, la piccola cappella rurale della Madonna delle Grazie del 1609, venne dedicata dal conte ai Santi Medici nel 1636. Da li si susseguirono almeno quattro ampliamenti, fino all’ultimo, quello realizzato tra il 1881 e il 1885 seguendo il progetto ideato dall’architetto, Antonio Curri, alberobellese di nascita, di grande fama e attività nella seconda metà dell’ottocento nel mezzogiorno e a Roma.

 

Il progetto del Curri non è stato mai completato, nonostante i diversi tentativi e interventi di restauro. Il pezzo mancante resta la cupola, centralità di un monumento religioso, in cui si raccoglie l’universo simbolico con il suo firmamento.

Il progetto della cupola, rimasto sulla carta, potrebbe trovare ora soluzione e realizzazione mediante una proposta progettuale tecnologicamente innovativa messa a punto al Politecnico di Bari nel rispetto della tradizione e della filosofia progettuali del Curri. Un video, realizzato al Poliba, presenterà i contenuti tecnologici per sua costruzione e messa in opera.

Sulla sua fattibilità se ne discuterà ad Alberobello, in un convegno, venerdì, 14 dicembre, ore 9.00, nella Basilica dei Santi Medici. Se si può fare, come? Se non si può fare, perché? Studi e soluzioni. L’incontro, intitolato “Cieli nuovi e terre Nuove” tratterà la complessità del tema avanzando soluzioni architettoniche, strutturistiche e di normativa nel quadro degli aspetti religiosi, civili e culturali. Organizzato dal Comune di Alberobello, dalla Basilica Minore dei Santi Medici, dal Comitato Feste Patronali, vedrà la partecipazione dei progettisti del Politecnico di Bari e del coordinatore prof. Giuseppe Fallacara del Dipartimento DICAR. I saluti istituzionali saranno affidati a: Leonardo Sgobba, Rettore della Basilica; Alessandra Turi, assessore alla Cultura del Comune di Alberobello; Loredana Capone, assessore alla Cultura Regione Puglia; Lorenzo Pugliese, presidente Comitato feste Patronali. Le conclusioni, nel pomeriggio, ore 17.00, saranno del Sindaco della città, Michele Maria Longo.

Emergenza costeMartedì, 4 dicembre, ore 10.00, la presentazione presso la sede del Municipio

Un progetto di ricerca sulle strategie innovative per contrastare il rischio erosione costiera è stato elaborato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna con la collaborazione del comune ofantino. Il progetto sperimentale, di durata biennale, è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente

Bari, 30 novembre 2018 – Dopo Sardegna (1731 Km) e Sicilia (1484 Km) che sono isole, è la Puglia che detiene il maggior sviluppo costiero italiano con 865 Km. Bagnata dall’Adriatico e dallo Jonio, la costa pugliese, da nord a sud, è piuttosto eterogenea. Essa infatti, alterna, in proporzioni diverse, litorali sabbiosi a rocciosi. Come noto, la linea di costa nel tempo fisiologicamente cambia: azioni esogene (correnti marine, vento, livello delle acque, ecc.) provocano mutazioni nel tempo ma è l’impatto dell’uomo sui luoghi è quello che ha determinato soprattutto i cambiamenti. 

Da un confronto tra le cartografie storiche emerge che la costa pugliese, negli ultimi decenni, è stata oggetto di notevole espansione urbanistica (infrastruttureportuali, operediprotezionecostiera, forteurbanizzazione).Traglianni '60 e '80 l'edificazione e la realizzazione di infrastrutture, la realizzazione  di invasi e la regimazione dei corsi d'acqua, hanno fortemente contribuito alla  riduzione dell'apporto solido verso il mare e alla sua ridistribuzione lungo costa, conseguentemente si sono innescati processi di erosione costiera e di depauperamento degli habitat naturali marino-costieri.

Diverse aree della Puglia, dal Gargano al Salento, sono definite ad alto rischio erosione. Allarme, in alcuni casi sottolineato anche da accadimenti accidentali luttuosi. Tra queste, di particolare rilevanza e di delicato equilibrio, come un ombellico regionale, è l’area costiera che, dalla foce del fiume Ofanto risale verso nord lungo l’esile lingua di terra che separa le Saline di Margherita di Savoia dal mare, a cui fa seguito Zapponeta e il litorale del golfo di Manfredonia. Il sito di Margherita di Savoia infatti, è da anni soggetto a significativi fenomeni di erosione costiera, nonostante i massivi interventi di difesa realizzati negli ultimi decenni.

Da tempo, il Politecnico di Bari è impegnato nello studio delle coste pugliesi per individuare proposte e soluzioni al problema della erosione costiera.

Tali studi hanno portato alla elaborazione, con l’Università di Bologna, ad un innovativo progetto di Ricerca, “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”. Essoè finalizzato allo studio e sperimentazione in loco di nuovi sistemi per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. A tale sperimentazione e ricerca sul campo, interpellato, ha dato la sua convinta adesione e disponibilità il Comune di Margherita di Savoia. 

Il progetto dunque, di durata biennale, con un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare pari a 340 mila euro, nell’ambito del Bando per progetti di ricerca finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici (art.2 comma 2 della Legge 5 gennaio 2017 n.4, GU n.16 del 20 gennaio 2017), focalizzerà le sue attenzioni scientifiche in Puglia sulla fascia costiera del comune di Margherita di Savoia e in Emilia-Romagna sul litorale di Riccione e il Porto canale di Cervia.

La proposta avanzata dalle unità operative del Politecnico di Bari e dell’Università di Bologna prevedono azioni di monitoraggio in situ e attività di modellazione numerico/sperimentale volte a sviluppare modelli previsionali di rischio costiero. Nell’attività di ricerca è previsto anche il coinvolgimento degli operatori e rappresentanti delle attività balneari.

Il progetto, “Strategie Innovative per il Monitoraggio ed Analisi del Rischio Erosione”, acronimo,STIMARE,sarà illustrato martedì, 4 dicembre, ore 10.00, a Margherita di Savoia, presso la sede del Municipio.

La giornata di presentazione di svilupperà secondo il seguente programma: 

Ore10.00

Interventi istituzionali
Bernardo Lodispoto–Sindaco del Comune di Margherita di Savoia
Eugenio Di Sciascio–Magnifico Rettore del Politecnico di Bari
Salvatore Piazzolla –Assessore all’Agricoltura del Comune di Margherita di Savoia
Antonio Capacchione –Presidente Sindacato Italiano Balneari

Ore 10.40

Presentazione del progetto STIMARE
Renata Archetti –Università di Bologna
La scelta del sito pilota di Margherita di Savoia e nuove strategie di intervento
Leonardo Damiani –Politecnico di Bari
Vincenzo Simeone –Politecnico di Bari

Ore 11.30

Valutazione del rischio in ambiente costiero
Angela Barbanente–Politecnico di Bari
Maria Francesca Bruno –Politecnico di Bari

Ore 12.00

Il monitoraggio costiero
Eufemia Tarantino –Politecnico di Bari 
Alessandra Saponieri –Politecnico di Bari 

L’incontro di presentazione, è teso ad aumentare la sensibilità delle comunità sul problema dell’erosione costiera e favorire la collaborazione con le amministrazioni e gli stakeholders, alfine di promuovere politiche di gestione e protezione del territorio costiero condivise ed innovative.

Comunicato stampa.

Anno Accademico 2018-19In calendario, 11 appuntamenti da dicembre a giugno 2019

In programma concerti e seminari sulla musica. Presentazione della 2° edizione e apertura sipario con il primo concerto, lunedì, 3 dicembre.

L’iniziativa è organizzata dal Politecnico di Bari e da ARCoPuin partnership con Regione PugliaComune di BariUniversità di Bari "Aldo Moro", A.Di.S.U. Puglia

Bari, 29 novembre 2018 – Dopo un confortante e sperimentale esordio, il Politecnico di Bari e ARCoPu, Associazione Regionale dei Cori Pugliesi, hanno voluto irrobustire e anche diversificare l’edizione numero due per il corrente anno accademico 2018-19, “I Concerti del Politecnico i tempi, le forme e gli spazi nella musica”. 

Il ricco programma composto da ben 11 appuntamenti si svilupperà da dicembre a giugno 2019 e sarà suddiviso tra concerti (sei) di diversa natura e seminari (cinque) dedicati alla musica a cui si aggiungeranno altre iniziative fuoriprogramma.

La musica dunque, non sarà soltanto proposta durante gli eventi concertistici ma ne rappresenterà anche il tema essenziale delle discussioni all’interno degli appuntamenti seminariali.

Ogni incontro, come nella scorsa edizione, sarà aperto al pubblico (non solo studenti e docenti) sino al numero massimo consentito e gratuito.

L’iniziativa non è passata inosservata al regista, sceneggiatore e attore pugliese, Gennaro Nunziante, autore, tra l’altro, dei film di successo con il protagonista, Checco Zalone (Luca Medici) che ha accettato con entusiasmo la nomina di direttore artistico e che condividerà con il Presidente di ARCoPu, Pierfranco Semeraro. “Ringrazio anzitutto il Rettore, Di Sciascio e gli organizzatori per l’invito fattomi. Il progetto del Politecnico è stimolante e fonte di ispirazione - ha detto il regista pugliese. Esso lancia un messaggio di apertura, di voci nuove anche ad altri ambiti apparentemente distanti. La musica è architettura. E’ ingegneria. Auguro alla iniziativa il successo che merita”. 

L’iniziativa, alla sua seconda stagione, è organizzata dal Politecnico di Bari e da ARCoPu AssociazioneRegionale dei Cori Pugliesi in partnership con la Regione Puglia, il Comune di Bari, l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari e l'A.Di.S.U. Puglia.

La stagione concertistica “I Concerti del Politecnico” anno accademico 2018-2019 sarà presentata lunedì, 3 dicembre 2018, alle ore 17,30 nella sede del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (Campus universitario).

Interverranno: Il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio; Il regista e direttore artistico della manifestazione, Gennaro Nunziante; il Presidente dell’AssociazioneRegionale dei Cori Pugliesi ARCoPu e co-direttore artistico, Pierfranco Semeraro.

 

Seguirà, nella stessa sede, alle ore 18,30il primo concerto della stagione del Lucania & Apulia Chorus diretto dal maestro Sergio Lellache presenterà il programma “Dal Classicismo al Romanticismo eOltre”, un percorso repertoriale dedicato alle sonorità che solo una compagine corale sa ricreare attraverso alcuni tra i più famosi compositori della storia dell'umanità: Mozart, Listz, Brahams.

Nato nel 2014 il Lucania & Apulia Chorus si è esibito in oltre cinquanta concertiin un percorso di grande effervescenza artistica che ha dato la possibilità a giovani artisti del coro di poter vivere esperienze musicali di grande profilo. 

La formazione collabora con istituzioni concertistiche orchestrali o gruppi dal profilo internazionale come il Canzoniere Grecanico Salentino. Dalla realizzazione di pagine monteverdiane al Gloria di Vivaldi realizzato nel 2015 con orchestra barocca affidata alla direzione di Filippo Maria Bressan, alla realizzazione di produzioni di musica contemporanea che hanno contribuito allo sviluppo della composizione corale contemporanea per coro diventando stimolo di produzione per tutta una nuova schiera di compositori. 

 

Comunicato stampa.