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Oggi, al Politecnico. L’utente al centro del sistema dei trasporti urbani ed extraurbani

Bari, 9 novembre 2017 - Investire sulle piste ciclabili e sulla mobilità lenta e sostenibile è un’opportunità di sviluppo per Bari e la Puglia. Lo sviluppo e il potenziamento di tale mobilità è un nodo cruciale per costruzione del sistema di trasporti del futuro. Nell’ottica dello sviluppo economico territoriale ed ambientale, sostenibile e “verde” che l’Europa chiede, dalla mobilità “lenta” nascono enormi opportunità per il ripensamento del sistema infrastrutturale italiano secondo una visione di rete, che tenga conto della necessità di valorizzare e adeguare il patrimonio esistente, ma anche opportunità economiche per l’industria del settore delle infrastrutture e dei materiali e, in prospettiva, per l’industria del turismo.
Un recente rapporto di Legambiente stima che in Italia l’economia della bicicletta valga 6 miliardi di Euro a fronte dei 9 miliardi di Euro in Germania, tra hotel, ristoranti, punti di assistenza e tutti gli aspetti turistici di contorno, senza contare i benefici sulla salute e sulla qualità dell’aria.
Questi, e non solo, sono stati alcuni tratti emersi nella giornata di studio svoltasi oggi (9 novembre) al Politecnico di Bari, nell’ambito del convegno-studio, "Nuove opportunità di sviluppo infrastrutturale, ambientale ed economico: materiali per la mobilità lenta e per la gestione delle acque meteoriche", promosso dal Politecnico di Bari, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, con il contributo di Italcementi e Calcestruzzi aziende italiane leader nella produzione e commercializzazione di materiali per l’edilizia e le costruzioni. L’evento ha avuto il patrocinio di Confindustria Bari-Bat, Ance Bari-Bat e Ordine degli Architetti della Provincia di Bari.
“Nella giornata di studio abbiamo voluto tracciare un percorso interdisciplinare che ha attraversato tutti i settori della Ingegneria Civile e della Architettura – ha detto la prof. Giuseppina Uva, docente di “Tecnica delle Costruzioni” al Politecnico di Bari - proponendo, da un lato, riflessioni e spunti di natura metodologica e generale, e approfondendo poi aspetti tecnici e specialistici attraverso il contributo di studiosi e docenti del Politecnico di Bari di tale area”.
La discussione è partita dal settore dei trasporti, individuando il quadro teorico e metodologico e ponendo l’accento sulle caratteristiche, aspetti progettuali e confronti critici dei diversi sistemi di mobilità urbani ed extra-urbani e infine sulle opportunità, vantaggi delle alternative ciclopedonali. Si è poi proseguito presentando la chiave di lettura delle discipline dell’Architettura, che hanno offerto un’ampia visione sulle implicazioni delle reti di mobilità nella progettazione della città e dei paesaggi urbani in termini di grammatica dell’architettura.
Ricordando poi la centralità della “visione di rete” individuata nelle politiche nazionali dei trasporti, è stato affrontato il tema dei nodi di intersezione, ponti e attraversamenti, e delle criticità progettuali da affrontare per a valorizzazione e rinnovamento non solo funzionale, ma anche strutturale e sismica, delle infrastrutture esistenti in vista di una efficace implementazione di sistemi di mobilità alternativa nel contesto esistente.
La giornata è poi entrata nel vivo su alcuni aspetti tecnici e ingegneristici, proponendo all’ampia platea di ingegneri e architetti - ma anche studenti - presenti, una panoramica sulle tipologie, caratteristiche e requisiti di progettazione delle pavimentazioni drenanti, nonché sui recenti avanzamenti della ricerca del Politecnico; sulle soluzioni e approcci progettuali per la gestione delle acque meteoriche in ambito urbano, e per finire sulla valutazione e controllo dei requisiti prestazionali dei materiali impiegati nelle progettazioni.
“Oggi abbiamo presentato una soluzione green per le piste ciclabili, messa a punto nel nostro centro ricerca e innovazione – ha sottolineato, Evaristo Rota, Direttore area Centro- Sud di Calcestruzzi che ha aperto il convegno. È un’occasione per portare anche in Puglia la capacità di fornire risposte a esigenze specifiche attraverso soluzioni “su misura”, che vanno ad affiancarsi alle linee di prodotto più tradizionali. Una delle prime realizzazioni in i.idro DRAIN in Italia è stata la pista ciclabile nella riserva naturale di Torre del Guaceto a Brindisi, mentre nei giorni scorsi Calcestruzzi ha completato il rifacimento dei giardini di Villa Garibaldi a Conversano (Ba). Calcestruzzi, insieme a Italcementi ha fornito anche prodotti durabili e ad alte prestazioni, vista la complessità del manufatto, per il nuovo Ponte Adriatico a Bari”.
L’attenzione al tema dell’acqua, come risorsa da non sprecare, ha portato Italcementi alla formulazione di i.idro Drain, la soluzione drenante in calcestruzzo che rispetta il ciclo naturale dell’acqua. Si tratta di un prodotto che ha una capacità drenante 100 volte superiore a quella di un terreno naturale contribuendo così a diminuire i costi di smaltimento e trattamento dell’acqua piovana. Tale innovazione è stata mostrata nella sua realizzazione nella piazzetta “Cherubini”, sottostante l’aula magna “Attilio Alto”, sede dei lavori.
Il Convegno ha attraversato un po’ tutti questi aspetti, ed ha raccolto un ottimo riscontro nella comunità di tecnici della città di Bari, che sta vivendo tra l’altro direttamente gli sforzi dell’amministrazione per offrire alternative di mobilità ai suoi cittadini, non senza alcune perplessità e inerzie da parte degli utenti. Ma va ricordato che la mobilità lenta rappresenta per i cittadini un’opportunità per riscoprire la città ed il territorio, riappropriarsi del proprio tempo e riconquistare gli spazi della città e della campagna contribuendo operativamente e direttamente alla salvaguardia del proprio benessere, salute e sicurezza e di quelli di tutta la comunità.

Comunicato stampa.

Trasporti. Seminario-studio organizzato da: Politecnico di Bari, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, Italcementi e Calcestruzzi
Giovedì, 9 novembre 2017, ore 9,00, aula magna “Attilio Alto”

Bari, 7 novembre 2017 - In principio, in Europa, erano solo Amsterdam e Copenaghen a pedalare. Le città bike friendly erano rare e concentrate. Gradualmente le virtù pedalatorie di tanti centri urbani europei sono cresciuti nell’interesse generale.
In Italia, anche se in maniera disomogenea, da nord a sud (Bolzano la città più virtuosa), sono nate e moltiplicate le città a misura di bici assieme ad una maggiore attenzione alla ciclomobilità. E i vantaggi sono stati essenzialmente due: ambientale (risparmio di carburante, benefit sanitari, riduzione di emissioni nocive) e commerciale, diretto (produzione) e indiretto (turismo).
Anche la Regione Puglia, sensibile al tema e all’ambiente, ha elaborato programmi dedicati allo sviluppo infrastrutturale per la mobilità lenta. Appositi studi sui sistemi dei trasporti urbani ed extraurbani sono stati avviati da tempo nel Politecnico di Bari.  
Il tema della mobilità ciclistica, infatti, assume per il nostro territorio una rilevanza strategica sia in ambito urbano che extraurbano per i benefici, ambientali, economici e sulla salute dei cittadini che tale modalità attiva di trasporto comporterebbe se opportunamente favorita. In particolare, oltre alla mobilità sistematica nelle grandi città, è rilevante l’aspetto collegato al cicloturismo che in generale ha mostrato incrementi a due cifre registrati negli ultimi anni e per il quale la nostra regione, anche grazie alla favorevole orografia, clima e territorio, offre enormi potenzialità per lo sviluppo di un settore già trainante. Infatti, sono rilevanti gli strumenti di programmazione e le azioni in tal senso che meritano di essere analizzati. In particolare, nella città di Bari si registrano velocità medie su bicicletta pari a circa 15 km/h, concorrenziale con le modalità motorizzate che in alcune ore della giornata possono anche scendere a 12 km/h che rende questa modalità. In tale logica, l’area metropolitana di Bari con il proprio Biciplan prevede una rete di percorsi ciclabili di oltre 400 chilometri che si estende sia in ambito urbano che extraurbano, integrandosi con la rete relativa all’offerta della mobilità sostenibile regionale, nazionale ed europea. Tra queste, la ciclovia dell’Alta murgia che si sviluppa per circa 108 km, di cui 20 km rientrano nel percorso Eurovelo 5. A livello regionale, la ciclovia di qualità che collega Bari a Castel del Monte quale parte della Ciclova dei Borboni che collega Bari a Napoli su un percorso di 470km.
Su questo attuale ed importante tema, il Politecnico di Bari insieme all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, Italcementi e Calcestruzzi ha organizzato per giovedì, 9 novembre 2017, ore 9,00, presso l’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario) un convegno di studi dal titolo “Nuove opportunità di sviluppo infrastrutturale, ambientale ed economico: materiali per la mobilità lenta e per la gestione delle acque meteoriche”.
Il seminario, partendo dalle citate considerazioni, analizzerà lo stato dell’arte sulle caratteristiche della domanda di mobilità ciclistica, sull’offerta e sugli aspetti progettuali legati in particolare alle pavimentazioni e propone di approfondirne gli scenari attuali e futuri non tralasciando le possibili soluzioni che il mercato offre per la realizzazione di piste ciclabili e opere complementari. Particolare attenzione sarà dedicata al tema di un’attenta gestione del ciclo naturale dell’acqua.
L’iniziativa sarà arricchita da uno spazio espositivo-dimostrativo. Infatti, nel campus universitario, nei pressi dell’aula magna “Attilio Alto”, sarà posto sul campo di posa in opera, “i.idro Drain”, una innovativa soluzione per pavimentazioni continue con altissima capacità drenante.
L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, di Confindustria Bari-Bat, di Ance Bari–Bat e dell’Associazione Regionale Ingegneri e Architetti di Puglia.
La partecipazione all’intero evento è gratuita. Sono previsti tre crediti formativi professionali per gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri e cinque per gli iscritti all’Ordine degli Architetti.
Programma.
Ore 9.00.
Ai saluti del Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, prof. Eugenio Di Sciascio e degli organizzatori e patrocinanti seguiranno i seguenti interventi e attività:
(ore 9.30) “La mobilità lenta: stato attuale e sviluppi futuri”, prof. ing. Michele Ottomanelli, prof. Ing. Leonardo Caggiani, Dip. Dicatech, Politecnico di Bari.
(ore 9.50) “Attraversare la Città-Natura”, prof. arch. Carlo Moccia, Dip. Icar, Politecnico di Bari.
(ore 10.10) “Ricadute e prospettive di rinnovamento strutturale e sismico delle infrastrutture nell’ambito delle strategie di sviluppo della mobilità lenta in Italia”, prof. ing. Domenico Raffaele e prof. ing. Giuseppina Uva, Dip. Dicatech, Politecnico di Bari.
(ore10.25) “Le pavimentazioni per la mobilità lenta”, prof. ing. Vittorio Ranieri, Dip. Dicatech, Politecnico di Bari.
(ore 10.40) “Le opere per la gestione delle acque di piattaforma: problemi e soluzioni”, prof. ing. Alberto Ferruccio Piccinni, Dip. Dicatech, Politecnico di Bari.
(ore 11.15) “Come rinfrescare le città con pavimentazioni drenanti: nuove soluzioni per le reti infrastrutturali dedicate alla mobilità lenta e relative opere complementari“, ing. Enrico Corio, Calcestruzzi, geom. Marco Sandri, Italcementi. Seguirà una prova di confezionamento e stesa di “i.idro Drain” ad opera di Deltapav, azienda specializzata nella posa di pavimentazioni drenanti.
(ore 12.45) “Prove sui materiali: controlli di accettazione”, prof. ing. Francesco Porco, Dip. Dicatech, Politecnico di Bari

Comunicato stampa.

Nautica. Evento straordinario, domani, 31 ottobre, ore 14.00, a Bari, presso nautica “Ranieri”
L’imbarcazione, votata alle regate da competizione e alle grandi traversate, è stata acquistata da un armatore tedesco e dopo il collaudo da Bari a Genova raggiungerà Hong Kong


Bari, 30 ottobre 2017 – Per la prima volta nella storia del campus universitario di Bari una imbarcazione a vela di grandi dimensioni, votata alle regate da competizione e alle grandi traversate ha varcato i suoi confini per raggiungere il porto.
Lo ha fatto al buio dell’alba di lunedì, 23 ottobre, mentre la città ancora sonnecchiava nel silenzio: ha varcato l’ingresso principale del campus di via Orabona; ha superato i due ponti a sud della città; ha percorso il lungomare, i bordi della città antica e infine ha raggiunto il bacino dei cantieri nautici “Ranieri”, nei pressi del CUS Bari.
La barca si chiama “Neo 400+”. E’ stata costruita totalmente nei laboratori del Politecnico di Bari ed è il risultato di un progetto dedicato alla nautica, pubblico-privato, denominato, “Polimare”. Il progetto, istituito dal Politecnico di Bari, è condiviso con “Neo Yachts & Composites”, azienda pugliese specializzata nelle costruzioni di settore e CUS Bari.
“Neo 400 +” è stata costruita completamente in carbonio con tecnologia sottovuoto con stampi femmina. E’ lunga 12,15 m e larga 3,99 m; con un pescaggio, 3,10 m, peserà armata pronta per navigare circa 5500 kg. Conta una superficie velica complessiva di 115 mq nelle andature di bolina e 230 mq nelle andature portanti. Velocità di punta: 25 nodi. La barca è stata ottimizzata per un equipaggio in regata di 700 kg (9-10 membri), ma utilizzabile in crociera anche da solo 2 persone. La barca presenta una disposizione innovativa degli interni pensati per le grandi navigazioni d’altura in regata e crociera con un grande openspace dedicato alle funzioni di navigazione e 2 grandi cabine con 6 cuccette marine e un unico bagno per ottimizzare pesi e spazi. Le scelte di performance non hanno però compromesso le qualità e finiture estetiche. Il team di progettazione e sviluppo è stato coordinato dalla mano esperta dell’Ingegnere Giovanni Ceccarelli dello studio CYD.
“Neo 400 +” è anche il risultato di qualità di 12 mesi di duro lavoro all’interno dei laboratori del Poliba e che ha visto la partecipazione, in team, in fasi diverse, di specialisti di settore, docenti e studenti del Politecnico. Il responsabile scientifico per parte Politecnico, prof. Mario Foglia e il responsabile dell’azienda ing. Paolo Semeraro hanno convogliato e coordinato le energie delle rispettiva compagini per far in modo che all’interno del Politecnico fosse possibile produrre un oggetto, orgoglio della nostra Puglia.
Ed ecco il risultato. La solidità del progetto e la sua concreta realizzazione hanno convinto un armatore tedesco che ha acquistato la barca e ben presto, secondo il volere dell’acquirente, si trasferirà ad Hong Kong via Genova.
Intanto, tra lunedì, 23 e oggi 30 ottobre, saranno completati gli ultimi montaggi: chiglia, albero (25 m), timone.
L’evento straordinario sarà presentato in occasione del varo di “Neo 400 +”, previsto per domani, martedì, 31 ottobre, ore 14.00, presso i cantieri nautici “Ranieri” di Bari, adiacenti alla sede del CUS Bari (Lungomare Giambattista Starita, 1).
. Per l’occasione saranno presenti assieme al Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio i partecipanti al progetto, autorità, appassionati di nautica.
Dopo il varo e per tutto il mese di novembre sarà completato a Bari il setup finale in acqua della barca per poi essere trasferita mediante navigazione a vela a Genova, da dove sarà trasportata via nave nella sua sede futura definitiva: Hong Kong.
Comunicato stampa

Non solo Architettura. Workshop PHI 2017: cerimonia di chiusura domani a Bari
I casi esaminati: Piazza Mercantile e Piazza del Ferrarese a Bari e la Taranto antica ipogea nel centro storico

Bari, 6 ottobre 2017 – Si concluderà domani, sabato 7 ottobre, presso la Sala “Murat” a Bari con la presentazione dei risultati la prima edizione del International and Multidisciplinary Workshop PHI 2017 – “PROGRESS(ES) - THEORIES AND PRACTICES”. Il workshop, come si ricorderà si è tenuto in parallelo a Bari e Taranto (inaugurazione 2 ottobre scorso). Obiettivo: una nuova progettazione e riqualificazione urbana grazie ai contributi di altre discipline, anche generazionali, oltre l’architettura.
I due tavoli di Taranto e Bari hanno affrontato specifiche questioni connesse alla rigenerazione della forma urbana come volano di sviluppo socio-economico e culturale:
Per Taranto la riflessione si è concentrata sulla riscoperta del sottosuolo della città antica come luogo delle interconnessioni socio - culturali ed economiche ma anche spazio complesso, ancora fisicamente da scoprire e da riconnettere, capace a sua volta di collegare fisicamente i luoghi urbani (delle piazze e dei cortili) con gli spazi d’acqua ed i contenitori pubblici urbani (con le loro corti interne e i piani basamentali intesi quali luoghi di emersione dal sottosuolo e come contenitori di attività creative)
Per Bari il focus è stato quello della rigenerazione urbana ed economico-sociale del sistema costituito da Piazza Ferrarese e Piazza Mercantile. La necessità di una riscoperta di Piazza Ferrarese come porta urbana di arrivo e di Piazza Mercantile come luogo di partenza di itinerari tematici capaci di comporre un complesso puzzle di attività creative e momenti esperenziali di riscoperta della identità del luogo e di riaggregazione sociale.
 Il tentativo è stato quello di progettare i luoghi partendo dal rovesciamento di alcuni paradigmi: il progetto come confronto tra diverse generazioni (dai giovani studenti delle superiori, agli studenti universitari, ai professionisti sino ai ricercatori e agli esperti di vari ambiti dell’industria culturale); il progetto come confronto tra discipline diverse (da quelle tecniche e tecnologiche a quelle umanistiche); l’industria culturale e la creatività derivata dall’identità dei luoghi come forma di sviluppo sociale ed economico.
Il workshop ha condotto come risultato non solo alla crescita della consapevolezza dei partecipanti di poter mutare attraverso le proprie idee la “città”, ma anche alla nascita di una nuova comunità creativa. I risultati saranno presentati domani pomeriggio, sabato, 7 ottobre, ore 16:00, presso la “Sala Murat”, Piazza del Ferrarese, a Bari dai protagonisti dell’iniziativa che non ha precedenti in Puglia dopo la felici esperienze di Lisbona del 2015 e 2016.  
Il workshop PHI 2017 è stato Co-organizzato dal Politecnico di Bari, dall’Università degli studi di Bari e le unità di ricerca del CIAUD (F A - UL) di Lisbona e CHAM (FCSH-UNL-UAç) di Lisbona e coordinato con il contributo della NAPS LAB. Numerosi i soggetti che hanno supportato l’iniziativa: POLO MUSEALE DELLA PUGLIA; Regione Puglia- Assessorato Formazione e Lavoro, Politiche per il Lavoro, Diritto allo Studio, Scuola, Università, Formazione Professionale; Giovani Imprenditori di Confindustria Puglia; Comune di Bari - Assessorato alle Culture, Turismo, Partecipazione e Attuazione del Programma; Associazione “Le Città che vogliamo”- Taranto; Associazione “Nobilissima Taranto”- Taranto; Ordine degli ingegneri della provincia di Taranto; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, Brindisi, BAT; Grafica &Stampa. Rilevante il contributo, tramite l’alternanza scuola – lavoro, fornito dalla partecipazione dei giovani degli istituti superiori: Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato “LUIGI SANTARELLA” di i Bari; Liceo Artistico e Coreutico Ciardo Pellegrino di Lecce.

Comunicato stampa.

Dall’esperienza di Lisbona. Workshop in contemporanea a Bari e Taranto, dal 2 al 7 ottobre

Obiettivo: realizzare di un vademecum di riferimento per la pubblica amministrazione

Bari, 29 settembre 2017 - L’iniziativa si intitola “PHI 2017 – ‘PROGRESS: Theories and Practices’ - International and Multidisciplinary Workshop”. Non ha precedenti in Puglia e proviene da un felice connubio con Lisbona. Si propone nella nostra Regione di sviluppare nuove idee da poter trasformare in progetti di impresa creativa mirate alla trasformazione dei luoghi urbani in spazi sociali e culturali finalizzati al potenziamento delle identità locali.
Per queste finalità, un workshop di durata settimanale, dal 2 al 7 ottobre prossimi, in contemporanea a Bari e Taranto, avrà l’intento di aprire il confronto scientifico tra le dottrine dell’arte, dell’architettura e delle scienze sociali nel tentativo di produrre un cortocircuito tra i giovani, il tessuto scientifico multidisciplinare, le amministrazioni pubbliche e le realtà imprenditoriali locali. Esso infatti, coinvolgerà studiosi, professionisti, tecnici, studenti universitari e studenti delle superiori, nella convinzione che l’interfaccia tra queste figure possa risolvere la profonda separazione che attualmente intercorre, tra produzione di innovazione, capacità di fare impresa, sapere politico e fare sociale.
Le giornate saranno articolate in seminari ed in laboratori progettuali per lo sviluppo dei tematismi affrontati dal Workshop. L’iniziativa vuole giungere a sviluppare possibili idee di riqualificazione urbana che divengano spunto per nuove attività di impresa, attività creative, forme di associazionismo giovanile, coinvolgimento sociale.
Dopo Lisbona, per l'anno 2017, il confronto del Workshop PHI si apre sulle due location di Taranto e Bari con l'obiettivo di riflettere sui seguenti temi e specifiche applicazioni: “Valorizzare l'identità dei luoghi. La città vecchia di Taranto e i percorsi narrativi della città sotterranea”; “Scoprire l'identità dei luoghi. La città vecchia di Bari, città delle arti e del commercio: Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile”.
Risultati attesi. Coinvolgendo direttamente le amministrazioni pubbliche delle città interessate, si vuole stimolare una riflessione intorno alle idee sviluppate nell'ambito del workshop, con l'obiettivo di valorizzare la capacità di riflessione delle giovani generazioni e il ruolo nevralgico che queste avranno nel ripensare e riconquistare i luoghi urbani.
A livello pratico il workshop, sul modello di un European Awarness Scenario Workshop  (EASW) si articolerà in tre momenti fondamentali: lo sviluppo di scenari; la mappatura di possibili stakeholder e l’organizzazione di progetto; l’elaborazione delle idee progettuali e la loro articolazione in azioni tecnico-programmatiche. Di qui la stesura di un Vademecum che possa raccogliere, partendo dalle criticità e dalle risorse (identitarie e non) riscontrate nei singoli contesti di studio, esperienze e approcci progettuali replicabili in tali specifici contesti, nonché comportamenti, idee e approcci tecnici e normativi mirati alla risoluzione di specifiche progettualità.
L’iniziativa, pensata per divenire un appuntamento a cadenza annuale, è stata sottomessa all’ “Avviso pubblico per le Attività Culturali” proposto dalla Regione Puglia ed ha ricevuto il supporto di numerose istituzioni tra cui la “Regione Puglia” -  “Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio” e “Assessorato alla Formazione e Lavoro - Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale”, il “Polo Museale della Puglia – MiBACT”, la “Confindustria - Giovani Imprenditori Pugliesi”, il “Comune di Bari - Assessorato alle Culture, Turismo, Partecipazione e attuazione del programma”, l’associazione “La Città che vogliamo”.
L’iniziativa, partita dal Politecnico di Bari  (coordinatori e referenti: prof. Calogero Montalbano del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR) e dalla prof.ssa Carla Chiarantoni del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECH) del Poliba), ha visto la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, del Dipartimento di Studi Umanistici (DISUM), del Dipartimento Jonico in "Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture, dell’Università degli Studi di Bari nonché del Centro de investigação em Arquitetura, Urbanismo e Design (CIAUD) da Faculdade de Arquitetura da Universidade de Lisboa (FA-ULisboa) e del Centro de História de Além-Mar (CHAM) Faculdade de Ciências Sociais e Humanas da Universidade Nova de Lisboa e à Universidade dos Açores (FCSH-UNL-UAç)
Programma. PHI 2017 si articola in due workshop che si terranno dal 2 al 7 ottobre in contemporanea a Taranto e Bari.
Inaugurazione. Il Workshop PHI 2017 sarà inaugurato a Taranto presso l’Auditorium di San Francesco (sede di Taranto dell’Università di Bari), lunedì, 2 ottobre, ore 10:00. Per l’occasione parteciperanno i rappresentanti delegati di: Università di Bari; Politecnico di Bari; Assessorato alla Formazione e Lavoro - Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto; Sindaco di Taranto; Sindaco di Bari; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari; Ordine degli Ingegneri di Taranto.
Seguirà (ore 11:00) l’apertura dei lavori a Taranto e nel primo pomeriggio a Bari.
La cerimonia di chiusura e premiazione è prevista invece a Bari, presso la Sala Murat – piazza del Ferrarese, il prossimo 7 ottobre, ore 16:30.

Comunicato stampa.

Premio SACU 2017. XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana
Tema del concorso: “Ricostruzione e Innovazione”. I lavori dei 18 neo laureati del Poliba sono stati selezionati per la qualità delle ricerche e delle proposte dedicate ai centri pugliesi di Locorotondo e Canosa e, in ambito europeo, ai borghi rurali andalusi (Spagna)

Bari, 19 settembre 2017 – Le ricerche e le proposte contenute in tre tesi di laurea in architettura di 18 neo laureati del Politecnico di Bari sono state premiate a Camerino (MC), presso l’Università, in occasione dell’edizione 2017 del Premio internazionale SACU nell’ambito XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana.
Le tesi che hanno partecipato al concorso, “Ricostruzione e Innovazione” con le sezioni “Trasformazione e riuso dellesistente. Nuovi paesaggi urbani. Materiali e tecniche costruttive”, hanno focalizzato le loro attenzioni sui centri pugliesi di Locorotondo e Canosa e, in ambito europeo, sui borghi rurali andalusi (Spagna). I lavori presentati a Camerino dai neo laureati Poliba, si sono distinti nell’ambito delle 48 proposte progettuali giunte in finale da tutta Italia.
“Ricostruzione e innovazione” (tema dell’edizione 2017), sono i due aspetti salienti del progetto dell’esistente e segnano la ricorrente disputa fra conservazione e trasformazione. In realtà l’architettura trova le sue ragioni nella lettura critica dell’esistente e delle sue sedimentazioni storiche, nella comprensione dei luoghi e della multiforme società in evoluzione. Trasformare l’esistente vuol dire anche migliorarne le qualità in termini di sicurezza, salubrità, efficienza energetica, risparmio delle risorse naturali; il che richiede una stretta collaborazione architettonica-ingegneristica e un gran numero di altre competenze per le molteplici implicazioni che un progetto innovativo, partecipato e consapevole dei valori in gioco presuppone.
In questo solco si sono mossi i concorrenti del Politecnico. Ogni tesi di laurea ha raggruppato il lavoro di sei studenti, coordinati dal docente-coordinatore-relatore, nell’ambito del laboratorio di tesi. 
La tesi premiata su Locorotondo. Il centro antico di Locorotondo è uno degli insediamenti della Valle d’Itria dal forte carattere identitario. L’immagine del centro antico sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta rappresentata da case a pseudo-schiera a più piani. Queste, realizzate con lo stesso materiale del luogo impiegato nella costruzione dei muretti a secco, assumono una particolare connotazione. Le scale, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia. “Locorotondo però – sostengono gli autori della tesi: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi), Coordinatore/Relatore: prof. Rossella de Cadilhac - è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado per l’inadeguatezza dell’edilizia di base e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano. Si pongono perciò delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile”. La formulazione di linee-guida messe a punto nel loro lavoro dal titolo: “Centri storici minori fra conservazione e rivitalizzazione: il caso di Locorotondo”, crea le premesse per un’appropriata conservazione, ma anche per la valorizzazione del nucleo antico, attraverso interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), di restauro e risanamento conservativo, di recupero del centro antico, ponendo come condizione di base l’indispensabilità di un’approfondita conoscenza dei singoli manufatti, che rappresenta il momento preliminare ad ogni azione conservativa. Lo studio rivolge una particolare attenzione, oltre ad aspetti strettamente architettonici, alla problematica del riuso e dell’attribuzione di funzioni compatibili, che si pone soprattutto per manufatti caduti in disuso, o sottoposti a cambi incongrui di destinazione funzionale proponendo - attraverso casi esemplificativi - soluzioni rispettose delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei manufatti nel loro ineliminabile rapporto con l’aggregato di appartenenza. L’obiettivo è quello di fornire linee d’indirizzo che propongano un’idea di recupero intesa come conoscenza, conservazione, valorizzazione, fruizione, promozione del patrimonio architettonico tradizionale concepito anche come risorsa per perseguire obiettivi di sviluppo territoriale.
La tesi premiata su Canosa. Canosa, l’antica romana Canusium deve la sua importanza alla sua collocazione geografica, al confine tra il tavoliere e la murgia. Nodo di passaggio da nord a sud (via Traiana) la sua fortuna fu legata soprattutto ai fasti di Roma. Con essa strinse un'alleanza a cui si mantenne fedele anche dopo la sconfitta di Canne ad opera di Annibale.  Ancor prima greca, fu sin dai secoli IV e III a. C. città fiorente di commerci. Nei pressi del suo porto sul mare, alla foce dell'Ofanto, allora navigabile, sorse più tardi Barletta. Le invasioni barbariche e il medioevo segnarono il declino della città e un lento abbandono dell’antico insediamento urbano tuttora evidente. La tesi, “Canosa. Studio dei caratteri dell’architettura pugliese. Lettura comparata dell’organismo edilizio e aggregativo di Canosa di Puglia con altri centri dell’intorno territoriale nord barese”, elaborata da Alessio Giulio Greco (Lecce), Federica Mazza (Oria), Vito Antonio Parlante (Gioia del Colle), Marcello Pedone (Corato), Pietro Enzo Andrea Petruzzella (Molfetta), Nicola Sarcina (Giovinazzo), Coordinatore/Relatore: prof. Matteo Ieva, propone uno studio dei fenomeni urbani, dall’età medioevale alla contemporaneità, con lo scopo di provare a ricostruire le criticità che connotano la Canosa odierna. Obiettivo dello studio è anche la ricerca delle cause che hanno determinato l’attuale decadenza (soprattutto del nucleo antico) e, allo stesso tempo, quello di stabilire la possibilità concreta per costruire realisticamente la rinascita etico-civile e culturale della comunità.
La città medioevale è presentata attraverso una sintesi che giunge a proporre una ricostruzione dei tipi edilizi presenti nel borgo.  A tal proposito si osserva una eccessiva “consunzione” del costruito, analoga a quei luoghi degradati; l’assenza di servizi collettivi e di attività ordinarie, che l’ha relegato al ruolo di quartiere dormitorio; un progressivo depauperamento del luogo che è stato presto considerato “rifugio” per le classi sociali meno agiate, le quali hanno intrapreso iniziative personali di modificazione dell’esistente. Per il recupero dell’antico borgo medioevale - si sostiene nella ricerca - occorre avviare un processo graduale ma sistematico che provi a invertire l’odierna tendenza restituendo al centro storico di Canosa di Puglia una significatività autentica, vera. Le azioni da promuovere: costruire un quadro programmatico che tenga conto delle “virtù” specifiche che la città mostra nella sua totalità favorendo le opportunità di recupero a fini collettivi attraverso la valorizzazione del patrimonio archeologico-monumentale con la risposta che si potrebbe generare non solo in forma turistica ma, potenzialmente, come migrazione permanente o semi-stanziale, di popolazione interessata a occupare, recuperandolo, il costruito storico. Realizzazione di un museo archeologico nazionale. A tal proposito, è stato proposto, nell’area del battistero di S. Giovanni del VI secolo, destinata dal PUG a museo archeologico, un complesso di organismi speciali in cui emerge proprio l’edificio del museo.
La tesi premiata sui “Borghi Rurali Andalusi”. Il tema di ricerca condotto nel Laboratorio di Laurea “Borghi Rurali Andalusi” ha avuto come oggetto i tracciati e i sistemi insediativi realizzati dall’Instituto Nacional de Colonización (INC) tra gli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta del XX secolo sotto la dominazione franchista in Spagna. In questo periodo, si realizzarono circa trecento nuove città, di piccole dimensioni e di bassa densità, denominate “pueblos”, con l’intento di colonizzare il territorio, trasformandolo in un primo momento con opere di irrigazione forzata e, successivamente, permettendo l’insediamento stabile dei coloni.
Il lavoro, “I borghi rurali andalusi: progetto di valorizzazione per la definizione di una rete territoriale”, elaborato da Maria Rosa Abbondanza (Bitonto), Margherita De Luca (San Severo), Olga Maria Germinario (Santeramo in Colle), Anastasia Padovano (Mola di Bari), Giacomo Carlo Palmieri (Cassano Murge), Nicola Sinisi (Andria), Coordinatore/Relatore: prof. Loredana Ficarelli, si è concentrato nella regione andalusa, studiando 13 pueblos accomunati dal rapporto di vicinanza con il fiume Guadalquivir e caratterizzati da una diversificazione degli impianti urbani. L’indagine dei casi studio, nelle loro varianti formali e funzionali, ha permesso l’elaborazione di modelli insediativi territoriali ed abitativi ed una catalogazione morfologica, tipologica ed aggregativa dei pueblos.
L’obiettivo del progetto di valorizzazione di questi borghi, il cui uso attuale è rimasto strettamente legato ad una produzione agricola ormai troppo spesso infruttifera, è finalizzato alla rimodulazione del rapporto con la campagna ed il territorio.   Quest’ultima ricerca, in particolare, ha ottenuto il premio della critica.
Tutti i Lavori premiati e segnalati saranno prossimamente pubblicati sul magazine di architettura, “ARCHITETTURAeCITTÀ”, Di Baio Editore.

Comunicato stampa.

Società Italiana Docenti di Trasporti. A Bari, al Politecnico, dal 14 al 15 settembre

Bari, 11 settembre 2017 - Nel settembre 2015, i capi di Stato e di governo, riuniti presso la sede delle Nazioni Unite, hanno concordato nuovi obiettivi globali (agenda del 2030) per lo sviluppo sostenibile.
L'agenda si basa su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e 169 obiettivi integrati che bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economico, sociale ed ambientale.
La maggior parte dei 17 obiettivi dell'agenda del 2030 dipendono da obiettivi legati ai sistemi di trasporto, come, ad esempio, l'obiettivo 11 "Città e comunità sostenibili" che mira a: garantire sistemi di trasporto sicuri, migliorando la sicurezza stradale, in particolare mediante lo sviluppo dell’uso del trasporto pubblico; sostenere le ricadute positive economiche, sociali ed ambientali dei collegamenti tra le aree urbane e rurali.
I sistemi di trasporto sono un elemento cruciale per favorire molti altri obiettivi attraverso l'uso di nuove tecnologie e metodologie per il governo e gestione della mobilità.
Pertanto, metodi e le tecnologie innovativi possono contribuire ad innovare i sistemi di trasporto fornendo soluzioni per la mobilità in linea con l'Agenda del 2030 per il miglioramento delle Città, migliorandone la vivibilità e la qualità ambientale, aumentando la sicurezza e l'efficienza dei veicoli e la sostenibilità delle soluzioni di mobilità.
Su questi temi si terrà a Bari, presso il Politecnico, il XXII° Seminario scientifico della Società Italiana Docenti di Trasporti, (http://sidt.org/2017/), nel corso del quale sarà fatto il punto sui progressi della ricerca sulle soluzioni innovative, metodologiche e tecnologiche, che guardano le problematiche ambientali, sociali ed economiche della mobilità e della logistica. In particolare, gli interventi in programma saranno focalizzati sui metodi e modelli per sistemi di trasporto più ecologici; sulle tecnologie e applicazioni innovative per la mobilità e la logistica sostenibili; l’interconnessione dei sistemi di trasporto; l’interazione tra trasporti, uso del suolo e ambiente.
Il prestigioso seminario, organizzato dal Gruppo di Ricerca sui Sistemi di Trasporto del Politecnico di Bari con il patrocinio del Comune di Bari, negli anni, è stato ospitato nelle maggiori città italiane e, ogni due anni, chiama a raccolta studiosi e ricercatori, italiani e stranieri, nel settore dei sistemi di trasporto e mobilità. L’iniziativa avrà luogo nei giorni 14 e 15 settembre p.v. al Politecnico di Bari.
La presentazione e inaugurazione del XXII° seminario avrà inizio alle ore 9.00, giovedì, 14 settembre, nell’aula magna “Attilio Alto”, con gli interventi di: prof. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari; prof. Umberto Fratino, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e Chimica (DICATECh); ing. Roberto Masciopinto Presidente Ordine Ingegneri Provincia di Bari; dott.ssa Teresa Caradonna, presidente della Sezione Trasporti Confindustria Bari-BAT; prof. Antonio Musso, Presidente della Società Italia Docenti di Trasporti – SIDT.  
Introdurrà la seconda giornata dei lavori, 15 settembre, ore 9.00, il Sindaco dell’Area Metropolitana di Bari, ing. Antonio Decaro.

Comunicato stampa.

72° ATI. Oltre 200 partecipanti per 150 tra ricerche, novità e contributi scientifici che saranno presentati nella tre giorni del Salento
Da domani a Lecce, per tre giorni, ingegneri, docenti universitari, rappresentanti di aziende provenienti da tutta Italia discuteranno sullo sviluppo tecnologico-energetico

Bari, 5 settembre 2017 – Da domani, 6 settembre, e per tre giorni, Lecce sarà al centro delle attenzioni nazionali sulle ricerche dedicate al settore tecnologico dell’energia. Dopo Torino, nel 2016, la storica e prestigiosa Associazione Termotecnica Italiana (ATI) ha scelto Lecce per il suo congresso nazionale, il 72°, dedicato ai temi dell’energia e racchiuso nel titolo, “Gestione intelligente e ottimale dei Sistemi Energetici
Gli oltre 200 partecipanti, provenienti da tutta Italia, dediti al settore dell’ingegneria industriale e della ricerca hanno depositato oltre 150 memorie dedicate al settore tecnologico-energetico. Queste, saranno presentate nel corso dell’evento in programma dal 6 all’8 settembre prossimi. E ciò avverrà nelle dieci sessioni scientifiche previste e dedicate ai temi: trasmissione del calore e termofuidodinamica; energetica degli edifici e impianti, automazione; sistemi di climatizzazione e produzione del freddo; sostenibilità ambientale nei sistemi energetici; sistemi avanzati di conversione, accumulo e recupero dell’energia; snergie alternative e rinnovabili; turbomacchine; combustibili e combustione; sistemi innovativi di propulsione e motori a combustione interna; sistemi pneumatici e oleodinamici
L’aumento del costo dell’energia, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la riduzione della disponibilità di combustibili fossili pongono seri problemi. Alla ricerca e la tecnologia sono chieste soluzioni. Una risposta è la gestione intelligente e ottimale dell’energia per incrementare la conservazione delle risorse energetiche e la riduzione delle emissioni inquinanti. In ambito energetico, lo sforzo sia del mondo industriale che di quello accademico è volto alle cosiddette “smart grid” o “reti intelligenti”, per favorire un utilizzo ottimale del mix energetico che diventa sempre più complesso dovendo gestire un’aliquota sempre più grande di fonti rinnovabili la cui disponibilità è fortemente aleatoria (risultando vincolata spesso alle condizioni climatiche). Questa maniera di operare guarda al sistema e non più al singolo utente. Una gestione intelligente dei flussi energetici comporta ovviamente una moltitudine di vantaggi per gli utenti. L’obiettivo generale è di riuscire a transitare verso un sistema energetico affidabile, sostenibile e competitivo, in tempi di crescente scarsità delle risorse, d’incremento del fabbisogno di energia nonché di cambiamenti climatici.
Il Congresso nazionale ATI è un importante punto di riferimento nazionale e internazionale, in cui vengono presentate le ultime ricerche scientifiche. La 72° edizione è stata organizzata dall’ dall’Associazione Termotecnica Italiana, dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento.
La cerimonia d’inaugurazione avrà luogo domani, mercoledì, 6 settembre, ore 16:30 presso il grand hotel Tiziano di Lecce.

Partecipano:  
Prof. Federico Testa , Presidente Enea
On. Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia
On. Antonio De Caro, Sindaco di Bari
Dott.ssa Loredana Capone Assessore Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali  - Regione Puglia
Prof. Eugenio di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari
Prof. Domenico Fazio, Pro Rettore, Università degli studi del Salento
Prof. Domenico Laforgia , Direttore Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro – Regione Puglia, già Rettore Università del Salento
Ing. Massimo De Vittorio Direttore Generale  Istituto Italiano di Tecnologie IIT di Lecce
Avv. Gaetano Messuti, Vice Sindaco di Lecce
I delegati di: CNR, Istituto Italiano di Tecnologie IIT di Genova, Presidente Provincia di Lecce, Presidente Confindustria Lecce, Presidente Ordine degli Ingegneri di Lecce, Presidente Ordine degli Ingegneri di Bari, Presidente Fondazione Puglia e i rappresentanti di importanti aziende: Bosch, Avio, Ditne, Distretto energie rinnovabili.
Alle ore 17:00 seguirà la tavola rotonda d’apertura del Congresso sulle “Sfide Energetiche del Prossimo Futuro”, a cui parteciperanno il prof. Federico Testa, Presidente dell’ENEA, l’ing. Massimo De Vittorio, Direttore del Centro IIT di Lecce, il prof. Domenico Laforgia, ex Rettore dell’Università del Salento, Direttore del Dipartimento della Regione Puglia di Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro, il prof. Arturo De Risi, Presidente del Distretto DITNE, il dott. Giuseppe Bratta, Presidente del Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell'Efficienza Energetica “La Nuova Energia”.

Comunicato stampa. 

72° Congresso Nazionale ATI. A Lecce studiosi di tutta Italia, afferenti al mondo dell’università e dell’industria dal 6 all’8 settembre. La partecipazione del Presidente dell’ENEA

L’energia: il costo e l’utilizzo, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la riduzione della disponibilità di combustibili fossili richiedono risposte sempre più calzanti dal mondo della ricerca e dell’industria. Le ricerche di settore, le innovazioni saranno presentate nella tre giorni pugliese curate dall’Associazione Termotecnica Italiana

Bari, 1 settembre 2017 – Aumento del costo dell’energia, inquinamento e cambiamenti climatici, riduzione della disponibilità di combustibili fossili sono problematiche che richiedono necessariamente un intervento a livello globale.
Una risposta è sicuramente la gestione intelligente e ottimale dell’energia per incrementare la conservazione delle risorse energetiche e la riduzione delle emissioni inquinanti.
In ambito energetico, lo sforzo sia del mondo industriale che di quello accademico è volto alle cosiddette “smart grid” o “reti intelligenti”, per favorire un utilizzo ottimale del mix energetico che diventa sempre più complesso dovendo gestire un’aliquota sempre più grande di fonti rinnovabili la cui disponibilità è fortemente aleatoria (risultando vincolata spesso alle condizioni climatiche). Questa maniera di operare guarda al sistema e non più al singolo utente. Una gestione intelligente dei flussi energetici comporta ovviamente una moltitudine di vantaggi per gli utenti. L’obiettivo generale è di riuscire a transitare verso un sistema energetico affidabile, sostenibile e competitivo, in tempi di crescente scarsità delle risorse, d’incremento del fabbisogno di energia nonché di cambiamenti climatici.
Entro il 2020 l’UE intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, con un’ulteriore riduzione di emissioni dell’80-95% entro il 2050. Entro il 2020 le energie rinnovabili dovrebbero inoltre coprire il 20% del consumo finale di energia, congiuntamente all’obiettivo del 20% dell’efficienza energetica.
Questi argomenti, racchiusi nel titolo, “Gestione Intelligente e Ottimale dei Sistemi Energetici” saranno il tema generale che coinvolgerà ingegneri e studiosi del mondo accademico e dell’industria di tutta Italia e che convergeranno a Lecce, dal 6 all’8 settembre prossimi, in occasione del 72° Congresso Nazionale ATI, la più importante e storica Associazione italiana dedicata alla Termotecnica.
Ad oggi, risultano iscritti alla kermesse scientifica nazionale oltre 200 tra studiosi e ricercatori per circa 150 contributi scientifici che saranno presentati nelle dieci sessioni scientifiche previste dedicate ai seguenti temi: Trasmissione del calore e termofuidodinamica; Energetica degli edifici e impianti, automazione; Sistemi di climatizzazione e produzione del freddo; Sostenibilità ambientale nei sistemi energetici; Sistemi avanzati di conversione, accumulo e recupero dell’energia; Energie alternative e rinnovabili; Turbomacchine; Combustibili e combustione; Sistemi innovativi di propulsione e motori a combustione interna; Sistemi pneumatici e oleodinamici. A questi, si aggiunge una sessione dedicata ai poster scientifici.
Il Congresso Nazionale ATI è attualmente un importante punto di riferimento nazionale, ma talvolta anche internazionale, in cui vengono presentate le ultime ricerche scientifiche effettuate. Lo scorso anno la 71° edizione si tenne a Torino, mentre l’edizione 55°, risalente a circa venti anni fa, si tenne a Bari. Lecce dunque, è al suo esordio scientifico assoluto di ATI.  
Il programma tecnico si arricchirà inoltre, di alcune interessanti tavole rotonde e riunioni plenarie, fornendo in tal modo anche il parere della comunità termotecnica nazionale sui temi dell’energia e l’ambiente, mettendo in luce l’esperienza dei mondo accademici, professionali ed imprenditoriali. In particolare aprirà il Congresso una Tavola Rotonda sulle “ Sfide Energetiche del Prossimo Futuro”, a cui parteciperanno il Prof. Federico Testa, Presidente dell’ENEA, l’Ing. Massimo De Vittorio, Direttore del Centro IIT di Lecce, il Prof. Domenico Laforgia, ex Rettore dell’Università del Salento, Direttore del Dipartimento della Regione Puglia di Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro, il Prof. Arturo De Risi, Presidente del Distretto DITNE, il Dr. Giuseppe Bratta, Presidente del Distretto delle Piccole Energie.
“Gestione intelligente e ottimale dei Sistemi Energetici racchiude anche gli obiettivi che l’ATI e la comunità scientifica e industriale nazionale deve perseguire” - dice Bernardo Fortunato - Presidente ATI Sezione Puglia e Basilicata, Professore Ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente del Politecnico di Bari. “Bisogna soddisfare anzitutto - continua - i seguenti obiettivi specifici: 1- Ridurre le emissioni di anidride carbonica e il consumo di energia, grazie a un suo uso intelligente e sostenibile. 2 - Produrre energia elettrica a basso costo e a basse emissioni. 3 – Cercare nuove fonti energetiche mobili e combustibili alternativi. 4 - Migliorare le reti elettriche intelligenti su larga scala. La funzionalità di tali obiettivi è dimostrata dal fatto che essi sono anche alla base del programma di ricerca Horizon 2020, programma di finanziamento a gestione diretta della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione, operativo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020”.
Il 72° Congresso Nazionale dell’ATI è stato organizzato dall’Associazione Termotecnica Italiana, dal Politecnico di Bari e dall’Università del Salento a Lecce presso il Grand Hotel Tiziano.
La cerimonia inaugurale è prevista per mercoledì, 6 settembre, ore 16:30, con l’intervento delle autorità nazionali, regionali e delle università organizzatrici a cui farà seguito (ore 17:00) l’apertura del congresso con la tavola rotonda, “Le sfide Energetiche del prossimo futuro”.

Comunicato stampa.

Sol Day 2017. E’ stato presentato a Milano l’inedito studio del Politecnico di Bari sulla Puglia
Ad oggi, la superficie totale consumata si attesta tra 8 e il 9%
(media nazionale 7-8%, fonte ISPRA)

Bari, 21 luglio 2017 – Il suolo consumato ad oggi in Puglia si attesta tra l’8 e il 9% del suo territorio. Il dato nazionale medio è tra il 7-8%.
Mediamente, nell’ultimo decennio, ogni anno, 1700 ettari circa del territorio pugliese si trasformano in infrastrutture, industrie, nuove abitazioni. Ciò significa che la Puglia ogni 4 anni consuma un suolo pari alla estensione di una città come Bari.
Per la prima volta una regione italiana, la Puglia, ha prodotto, grazie agli studi condotti presso il Politecnico di Bari, un rapporto regionale dedicato al suo territorio e al consumo di suolo. Tale studio, di rilevanza nazionale, ha suscitato vivo interesse in occasione della manifestazione di Milano, “Sol Day 2017”, tenutasi nei giorni scorsi, presso il Politecnico lombardo.
Nell’occasione sono stati presentati il rapporto 2017 sul consumo di suolo del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, il rapporto del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo e il rapporto sulla Puglia curato dal Politecnico di Bari.
L’edizione 2017 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, ha fornito il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, grazie alla cartografia aggiornata del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che vede ISPRA insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, in un lavoro congiunto di monitoraggio svolto anche utilizzando le migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire.
“Nella nostra regione – dice il prof. Carmelo Maria Torre, docente del Politecnico di Bari e coordinatore della ricerca presentata in anteprima nazionale a Milano - le cause del consumo di suolo sono fondamentalmente dovute a tre elementi di pressione diversa: l'infrastrutturazione, l'espansione residenziale, soprattutto dispersa, il fotovoltaico. Il consumo di suolo è comunque rallentato nel tempo, in linea con il dato nazionale, anche se il suolo consumato in Puglia (8,5% del totale) è leggermente al di sopra della media nazionale (7,5% del totale)”.
L
o studio sul consumo di suolo ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine. 
Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo si registra sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali città. Contemporaneamente si assiste all'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e al consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, dove, nel caso del comune di Porto Cesareo (Lecce), le seconde case rappresentano ben l’85% del costruito!
Dal secondo dopoguerra all’inizio del XXI secolo in Puglia la crescita per dispersione (caratterizzata cioè dalla comparsa di nuovi nuclei edificati) avrebbe interessato tre quarti del territorio regionale (più che in qualsiasi altra regione), rappresentando peraltro l’unica forma di crescita urbana – ad eccezione di una minima espansione dei nuclei esistenti e a fronte dell’assenza di fenomeni di saldatura, laddove nel resto della regione non si sarebbe registrato alcun cambiamento. Ciò ha costituito forme di urbanizzazione marcatamente dispersa. In ciò, sono riconoscibili almeno due sistemi territoriali in cui il fenomeno è più evidente: una vasta area fra la Puglia centrale e il Salento, che comprende l’intera Valle d’Itria e la parte della piana costiera fra Bari e Brindisi più prossima al capoluogo regionale e la fascia centro-occidentale del Salento.
Lo studio del Politecnico di Bari presenta la prima descrizione sistematica condotta nel territorio regionale sulle trasformazioni e sulle cause, le necessità e le criticità che hanno generato perdita o degrado dei suoli agricoli o naturali a cavallo tra il primo e il secondo decennio del nuovo millennio.
“Il Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia, nato dalla collaborazione del Politecnico di Bari con Il CRCS (il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo costituito dal Politecnico di Milano, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica-INU e da Legambiente) – dice il Rettore del Poliba, Eugenio Di Sciascio - è un esempio dell’attenzione del nostro ateneo ai temi innovativi ed emergenti oltre che della sensibilità rivolta ai temi della valutazione della sostenibilità ambientale dei processi di sviluppo urbano. Nel contempo, questo studio è anche frutto della capacità di cooperazione e della convergenza verso temi di interesse comune di istituzioni che a vario titolo sono state coinvolte nelle attività di elaborazione – insieme al Politecnico di Bari: la Regione Puglia, InnovaPuglia, il Politecnico di Milano ed enti di Ricerca e di alta cultura quali sono INU e ISPRA”.
La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto “MITO”, coordinato per il Politecnico di Bari dal prof. Carmelo Maria Torre, con il supporto del ricercatore Alessandro Bonifazi. Il Rapporto sul consumo di suolo in Puglia del Politecnico di Bari è nato nell'ambito di un Progetto di Potenziamento finanziato con 1.250.000 euro dai fondi europei del Piano di Adesione e Coesione, per il rafforzamento delle strutture di ricerca. Il Progetto ha portato alla costituzione del MITO-Lab, un laboratorio dedicato al rilascio di Open data, e il Rapporto sul consumo di Suolo è il primo importante prodotto di ricerca del Laboratorio.
Il Laboratorio MITO-Lab del Poliba è uno dei laboratori della rete MITO-labs, che prevede analoghe strutture dedicate all’analisi territoriale (MITO è l’acronimo di Multimedia Information for Territorial Objects) in quattro università della Campania (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Università Vanvitelli e Università di Salerno), nell’Università di Palermo, e nella sede Siciliana di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), per una spesa totale di 10 milioni di Euro.
Dopo Milano, lo studio completo sarà illustrato a Bari nel prossimo settembre.

Comunicato stampa.

Il mensile nazionale “La Termotecnica”, organo ufficiale dell’ATI (Associazione Termotecnica Italiana) e del CTI (Comitato Termotecnico Italiano), dedica, nel numero di luglio-agosto 2017, un ampio spazio alla lunga carriera del prof. Umberto Ruggiero, già docente e Rettore del Politecnico di Bari, tuttora Presidente Onorario dell’ATI, in occasione della giornata-studio organizzata dal Politecnico pugliese a lui dedicata a compimento dei suoi 90 anni. Il servizio, i contributi, le foto appaiono nella rubrica del giornale, “Panorama-Grandi Maestri” da pagina 16.
La rivista, “La Termotecnica” è da oltre 50 anni il riferimento per l’industria energetica e termotecnica italiana. Si avvale della collaborazione dei più autorevoli esponenti del mondo industriale e universitario e collabora attivamente con le principali realtà associative.
Il prof. Ruggiero è stato dapprima Presidente della sezione pugliese dell’ATI, Vice Presidente e infine Presidente Generale. Dal 2002 è Presidente Onorario.

Conferenza stampa

 

Bari, 10 luglio 2017 – Ore 11:00
Politecnico di Bari, Aula Multimediale, Via Amendola n. 126/b

Bari, 6 luglio 2017 - L’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, i Magnifici Rettori di Politecnico di Bari e dell’Università del Salento, i Direttori del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari e del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del CNR, i Direttori Generali di ARPA Puglia e CIHEAM IAM Bari ed il Direttore della Sezione INFN Bari presenteranno al territorio, mediante una apposita conferenza stampa, il nodo pugliese di LifeWatch-ERIC, il quattordicesimo consorzio internazionale di infrastruttura di ricerca istituito dall’Unione Europea ed il primo a fornire risorse e strumenti ICT per la ricerca su biodiversità ed ecosistemi.
Ricerca su biodiversità ed ecosistemi, cambiamenti climatici, big data, nuove tecnologie sono alcuni degli ingredienti che rendono LifeWatch una infrastruttura di ricerca prioritaria e unica. LifeWatch è una risorsa strategica non solo globale, per affrontare le sfide che si pongono su grande scala alle società contemporanee, ma anche locale, intesa come opportunità di innovazione e crescita economica (blue e green economy) e strumento a disposizione delle amministrazioni per la salvaguardia dei territori.
Basti pensare alle possibilità che offrono gli ambienti virtuali di ricerca di LifeWatch per creare modelli e scenari sulla vulnerabilità degli ecosistemi all’introduzione di specie aliene o ai mutamenti del clima, permettendo così di studiare strategie per mitigarne gli impatti attraverso opportuni piani di gestione.
LifeWatch è quindi una risorsa fondamentale per un territorio che fa delle sue ricchezze paesaggistiche e naturali il proprio motore economico, ma che allo stesso tempo si trova sempre più frequentemente ad affrontare emergenze ambientali che minacciano l’integrità dei nostri ecosistemi e la salute della popolazione. Grazie al sostegno della Regione e di tutti gli attori coinvolti possiamo oggi affermare che la Puglia è il cuore pulsante di questa infrastruttura.
Le istituzioni ed il mondo della ricerca pugliese hanno lavorato in questi anni per costruire un nodo regionale di eccellenza capace di rafforzare connessioni e sinergia tra gli attori locali, coniugando così conoscenze e capacità nel campo delle nuove tecnologie e dell’informatica, della gestione del rischio ambientale e costiero, conservazione degli ecosistemi e della biodiversità agraria, della genomica e del monitoraggio ambientale. Un processo che si deve alla realizzazione del Centro Servizi, ovvero il punto di accesso agli strumenti e alle risorse dell’infrastruttura, nonché l’interfaccia con le comunità di utenti e portatori di interesse, presso l’Università del Salento, che garantisce alla Puglia un ruolo da protagonista nel panorama della ricerca internazionale nel settore.
Intervengono

Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia
Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore Politecnico di Bari
Vincenzo Zara, Magnifico Rettore Università del Salento
Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia
Maurizio Raeli, Direttore CIHEAM Bari
Fabio Trincardi, Direttore Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del CNR (tbc)
Mauro de Palma, Direttore della Sezione INFN di Bari
Giuseppe Corriero, Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Studi di Bari Aldo Moro.

La conferenza stampa è in programma al Politecnico di Bari, lunedì, 10 luglio, ore 11:00, (Aula Multimediale, via Amendola, 126/b).

 

Comunicato stampa.

Efficienza 4.0. Domani al Poliba il convegno dedicato all’efficienza energetica

Organizzato dal Distretto produttivo “La Nuova Energia”, dal Politecnico di Bari e da “Energia Media”

Bari, 3 luglio 2017 – Domani, martedì, 4 luglio, ore 9.30, presso la Sala Videoconferenze del Politecnico di Bari (Via Amendola, 126/B), è in programma il convegno “Efficienza 4.0, l’innovazione al centro dello sviluppo economico e industriale”.
L’evento, organizzato dal Distretto produttivo pugliese La Nuova Energia, dal Politecnico di Bari e da “Energia Media”, intende valorizzare la nuova fase che sta attraversando l’efficienza energetica per imprese e terziario.
Superato, infatti, il “driver incentivi”, il focus si sposta necessariamente su una nuova cultura d’impresa. Nel contempo, l’entrata di internet e del digitale nelle fabbriche sta radicalmente trasformando i sistemi di produzione, dando il via a una nuova era nell’industria e aprendo di fatto la quarta fra le rivoluzioni industriali. Una fabbrica, ma anche un’officina, sempre più connessa, integrata, “intelligente”, automatizzata e flessibile nei cicli produttivi ha bisogno di essere alimentata da sistemi energetici che siano altrettanto all’avanguardia, performanti, sostenibili e, dunque, efficienti da un punto di vista economico e ambientale.
Industria 4.0 ed efficienza energetica divengono, pertanto, un binomio inscindibile per aumentare la competitività e per affrontare nel migliore dei modi le sfide del futuro, in un mercato senza confini né di spazio né di tempo.
Al convegno interverranno, tra gli altri: Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico e Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia; Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari; Antonio Felice Uricchio, Rettore dell’Università degli Studi di Bari; Giuseppe Bratta, Presidente del Distretto La Nuova Energia; Pierpaolo Pontrandolfo, Direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca “Industria 4.0”; Massimo La Scala, professore del Politecnico di Bari; Carnela Iadaresta, Dirigente della Sezione Infrastrutture Energetiche e Digitali della Regione Puglia; Antonio De Vito, Direttore Generale di Puglia Sviluppo.
Nel corso della giornata saranno presentati i recenti bandi della Regione Puglia, dedicati agli interventi per l’efficienza energetica per gli enti pubblici e per le PMI. Inoltre, le aziende associate al Distretto potranno confrontarsi con importanti realtà nazionali ed internazionali al fine di sviluppare sinergie comuni. 

Comunicato stampa.

Politecnico-Regione Puglia. Opportunità per laureati, laureandi e studenti del Poliba

Bari, 12 giugno 2017 - Per due giorni consecutivi: 14 e 15 giugno, laureati, laureandi e studenti del Politecnico avranno la possibilità di incontrare i responsabili delle Risorse Umane di imprese nazionali e internazionali e di richiedere informazioni sulle opportunità di carriera professionale, in maniera diretta ed informale.
L’iniziativa, al suo esordio, si chiama, “Career Fair” e vuole rappresentare un concreto e qualificato momento di incontro tra laureati e studenti del Poliba con il mondo del lavoro.
La due giorni barese costituisce un'opportunità unica per confrontarsi con i rappresentanti delle Aziende presenti ed orientare le proprie scelte professionali. La partecipazione all'evento è anche occasione ideale per esplorare le varie opportunità di carriera nel settore, creare o consolidare il proprio network professionale e/o per avviare un contatto finalizzato a nuove opportunità professionali.
Il Career Fair presenterà incontri rapidi e diretti con i responsabili delle risorse umane aziendali; veloci rappresentazioni del brand aziendale, seminari e workshop su particolari temi di interesse per chi muove i primi passi verso il lavoro.
Nel corso della prima giornata (14 giugno), dalle ore 9.00 alle 18.00 si succederanno presentazioni aziendali di 30 minuti (speed brand), colloqui individuali (speed date) in ambienti allestiti per le singole aziende per accogliere studenti, laureati e docenti.  Inoltre, alle 15.30, nell’aula magna “Attilio Alto” è prevista una interessante tavola rotonda sui temi delle nuove professionalità nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, alla quale parteciperanno rappresentanti aziendali, associazioni del settore e professionisti.
La seconda giornata (15 giugno) dalle 9.00 alle 14.00, sarà dedicata a Seminari sui temi dell’orientamento alle professioni e sui consigli utili per la ricerca attiva del lavoro. In questa giornata, per alcuni laureati sorteggiati tra gli iscritti alla manifestazione, sarà offerta la possibilità di realizzare gratuitamente un video curriculum con l’ausilio di esperti del settore.
Gli studenti e i laureati interessati infatti, potranno registrarsi all’evento attraverso il seguente link: http://careerfair-poliba.azurewebsites.net/
Il Career Fair è stato organizzato dall’ufficio Placement del Politecnico di Bari. Esso fa parte di un progetto della Regione Puglia, denominato “POLIBA4PLACE”, dove il numero 4 indica le iniziative del progetto. Le altre tre sono: la Training Academy che è un percorso formativo focalizzato a sviluppare le competenze trasversali; il Training Grant, una formula di incentivo attraverso un’indennità di rimborso per la realizzazione di tirocini extracurriculari e la Poliba4Place app, relativa ai servizi di placement del Politecnico.
La manifestazione si svolgerà presso l’atrio coperto “Cherubini” (campus universitario) secondo il seguente programma completo:
14 Giugno, ore 9:00 Atrio Coperto “Cherubini”
Inaugurazione e saluti istituzionali, prof. Eugenio Di Sciascio - Magnifico Rettore del Politecnico di Bari
Prof. Sebastiano Leo - Assessore Regione Puglia Formazione e Lavoro
Ore 10:00 - 16:00 Museo della Fotografia Speed date;
Ore 10:00 - 15:30 Atrio Coperto “Cherubini” Speed brand;
Ore 15:30 - 17:30 Aula Magna “Attilio Alto” Tavola Rotonda “Le nuove professioni nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura”
15 Giugno Ore 9:00 - 13:00 Atrio Coperto “Cherubini”, Seminari
Ore 10:00 - 13:00 Museo della Fotografia Realizzazione video CV

Comunicato stampa

IEEE IWASI 2017. A Vieste dal 15 al 16 giugno la 7ma Edizione  

Bari, 9 giugno 2017 - Il 15 e il 16 Giugno 2017 presso l’hotel Pizzomunno, Vieste (FG), si terrà la 7ma edizione di IWASI (“International workshop on Advances in Sensors and Interfaces”), rinomata conferenza con cadenza biennale che si propone di condividere, discutere e divulgare i progressi più recenti dell’elettronica e della sensoristica. IWASI 2017, organizzata da Daniela De Venuto, prof.ssa di Progettazione di Sistemi Elettronici Integrati presso il Politecnico di Bari, è sponsorizzata dall’ “IEEE”, la principale organizzazione professionale mondiale degli ingegneri elettronici che conta più di 420.000 membri in 160 paesi. Enti patrocinatori: Politecnico di Bari, Università di Foggia, Comune di Vieste, Confindustria Foggia, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia.
Reti di sensori, Internet delle cose (IoT), dispositivi diagnostici e medicali indossabili o impiantabili, interfacce uomo-macchina, elettronica flessibile e a bassa potenza: questi sono solo alcuni dei temi trattati durante IWASI 2017 che ambisce a coprire l’ampio spettro delle innovazioni tecnologiche nell’ambito dell’ingegneria elettronica.
Sebbene tali temi sembrino appartenere solo a film di fantascienza, enti di ricerca in tutto il globo sono attivamente impegnati in una assidua fase di ricerca e sviluppo per favorire uno sviluppo High-Tech della società. IWASI 2017 è - dunque - un momento di incontro per ricercatori di fama internazionale finalizzato a riflettere, discutere e condividere le proprie scoperte, innovazioni e realizzazioni, proponendosi come lo specchio della proficua attività di ricerca condotta a livello globale, senza limiti di frontiera.
Nel corso della 7ma edizione di IWASI si susseguiranno più di 65 presentazioni scientifiche tenute da esperti provenienti da 14 differenti paesi del mondo (tra cui U.S.A, Giappone, U.K. e Sud Korea oltre che Europa). I progetti che saranno presentati alla conferenza, selezionati dopo una attenta fase di revisione multipla da parte del comitato organizzatore della conferenza composto da 34 esperti internazionali, saranno successivamente pubblicati negli atti della conferenza sotto forma di articoli scientifici.
Non mancheranno i grandi nomi del mondo dell’elettronica. Dopo i saluti della Prof.ssa Daniela De Venuto, del Prof. Eugenio Di Sciascio, rettore del Politecnico di Bari, e del Dr. Mauro de Palma, direttore dell`istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e delle autorità politiche locali: il sindaco di Vieste dr. Giuseppe Nobiletti ed delegato dal Presidente della Regione l’On. Leonardo Di Gioia, si succederanno scienziati di fama mondiale. Il Prof. Alberto L. Sangiovanni Vincentelli - prof. di elettronica presso l'Università di Berkeley, autore di più di 850 articoli, 18 libri e 2 brevetti e co-fondatore di Cadence e Synopsis (i due software leader per il progetto di circuiti integrati) -  e il Dr. Benedetto Vigna - vicepresidente esecutivo della “ST Microelectronics”, la più grande azienda in Europa per la fabbricazione di circuiti integrati - terranno il discorso di apertura che affronterà la tematiche dei veicoli autonomi.
Il tema delle interfacce neurali sarà invece introdotto da Jan M. Rabaey, prof. di elettronica presso l’Università di Berkeley, USA e autore di più di 350 articoli su riviste internazionali su tale argomento.
Ancora, tra tutti gli esperti presenti alla conferenza ed altrettanto degni di nota, segnaliamo la presenza del Prof. Stefano Vassanelli (Università di Padova), Prof. Franco Fummi (Università di Verona), Prof. Georges Gielen (Vice Rettore Università  Cattolica di Leuven, Belgio), Prof.ssa Luisa Torsi (Università di Bari), Prof. Naveen Verma (Università di Princeton, USA) Dr. Duccio Abbaneo (CERN, Ginevra, Svizzera), Prof. Luca Benini (Università di Bologna e ETH Zurigo), Dr. Nicola Zaccheo (Amministratore Delegato di Sitael, Bari) Prof. Kofi Makinwa (Università di Delft, Olanda), Dr. Chris Van Hoof (Direttore IMEC, Leuven, Belgio), Prof. Jun Otha (NAIST Takayama, Ikoma, Giappone). In sostanza, alla luce degli esperti che parteciperanno all’evento, IWASI 2017 potrebbe facilmente essere definita una “Woodstock” dell’ingegneria elettronica. Le spiagge sabbiose e l’acqua cristallina di Vieste sono la perfetta cornice di IWASI 2017, riproponendo il binomio vincente Puglia-tecnologia già sperimentato con successo nelle precedenti edizioni della conferenza. I dettagli dell’evento sono disponibili sulla pagina web della conferenza: http://iwasi2017.poliba.it/.

Comunicato stampa.