Michele Lastella

L’ultima, grande avventura nella Terra del Fuoco. Dov’è stato costruito l’impianto più a sud nel globo

Sulle città galleggianti ai confini del mondo

L’ingegner Lastella, originario di Corato ed ex alunno del Politecnico, è vicepresidente project management di Swiber che progetta, realizza ed installa piattaforme e condotte in mare

Un lembo di terra verginespazzato senza sosta da onde alte anche undici metri e raffiche di vento gelido che soffia dall’oceano, a temperature che toccano i quindici gradi sotto zero. Pinguini e uomini si muovono con agilità, nello scenario affascinante e selvaggio della Terra del Fuoco. Una sequenza di fotografie, scattate nelle fasi di lavoro e in qualche pausa, racconta con tutta l’eloquenza delle immagini le fasi più importanti del cantiere “Vega Pleyade”, la piattaforma più meridionale al mondo per l’estrazione di idrocarburi, entrata in funzione l’anno scorso in quell’estremo confine meridionale prima dell’Antartide. «E’ stata un’esperienza tanto dura, quanto entusiasmante» racconta l’ingegner Michele Lastella, 41 anni originario di Corato (Bari), mentre mostra uno scatto in cui, indossata una speciale tuta termica, sta per raggiungere i colleghi a bordo di un elicottero pronto per il decollo.

SEMPRE PRONTO A PARTIRE

La piattaforma e le condotte realizzate in Sudamerica sono state l’ultima commessa che l’ingegner Lastella ha completato, come direttore di progetto, tra i molti interventi spettacolari realizzati dalla compagnia in diverse zone del pianeta. Da una parte all’altra del globo, il professionista partito da Bari ha partecipato ad una serie di progetti importanti (in Indonesia, Australia, Vietnam, India e molti altri siti), ricoprendo varie posizioni man mano che la sua carriera avanzava. In Swiber ci è arrivato a maggio del 2014 e subito è stato messo a capo del progetto “Vega Pleyade”, dopo un’esperienza decennale in Saipem, società del gruppo Eni.
Laureato al Politecnico di Bari nel 2001, Lastella è attualmente Vicepresidente Project management della Swiber Pte Ltd, società di costruzioni offshore con sede a Singapore, uno degli stati con il più alto pil procapite al mondo. Dal sud est asiatico, la Swiber si è allargata in pochi anni all’Argentina, all’Africa sudoccidentale e al Messico, dove ha aperto un’importante sede aziendale.
Adesso, il suo lavoro consiste nel gestire la parte tecnico-economica, organizzativa e finanziaria di tutti i progetti di Swiber, quotidianamente a contatto con i vertici della sua azienda e con quelli delle grandi compagnie petrolifere internazionali, che rappresentano i clienti principali della società di Singapore. «Il mio riferimento diretto è l’amministratore delegato della società – dice l’ingegner Lastella –mentre a me fanno capo tutti i Direttori dei progetti e i capi dipartimento per le proposte commerciali, il controllo finanziario, i contratti, e la fabbricazione».

A LONDRA IL PRIMO INCARICO IMPORTANTE

Dalla fase iniziale di progettazione, fino al collaudo delle piattaforme delle condotte, Lastella e il suo team lavorano per garantire ai propri partner un prodotto tecnologicamente avanzato e pronto per entrare in funzione. «Negli uffici – spiega l’ex alunno del Politecnico di Bari – ogni progetto puo’ contare fino a un centinaio di persone, ma se contiamo gli operai per ogni progetto, arriviamo a migliaia di unità». Carpenteria pesante in cantiere, ingegneria di alto livello in fase di progettazione di condotte e piattaforme, trasporto e installazione di opere a mare, la squadra di lavoro è continuamente in movimento ed evoluzione.
Per Lastella, tutto è iniziato con una laurea in Ingegneria meccanica, presentando una tesi redatta in collaborazione con i dipartimenti di Ingegneria delle Acque e Macchine ed Energetica.Sempre a Bari, ha poi partecipato ai primi due anni del dottorato di ricerca in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria delle Acque e Meccanica delle Strutture. Nel 2003 era già a Londra, nella divisione di Ingegneria e Costruzioni di Saipem, dove ha partecipato alla costruzione del Gasdotto Greenstream, tra la Libia e la Sicilia. Poi nel 2004 il trasferimento nel sud est asiatico, dove, dopo una breve a Parigi nel 2014, è tornato per una nuova esperienza con Swiber.

NON CHIAMATELO CERVELLO IN FUGA

«Sono andato via dall’Italia perché ne ho sentito il bisogno – confida l’ingegner Lastella – ma ho sempre tenuto ben presente quanto la preparazione di partenza mi abbia agevolato nel percorso che ho fatto». Con i colleghi del Politecnico, che stima tantissimo, ancora oggi è sempre in contatto. E segue con attenzione le trasformazioni e i successi dell’ateneo dal quale è partito e al quale resta legato. «Tornare in Italia? Non credo che avverrà mai – precisa Lastella – semplicemente perché faccio quello che mi piace fare e le aziende di costruzioni offshore operano solo su scenari globali. In Puglia, tuttavia, ci torno sempre volentieri, rimane il centro del “mio mondo” – conclude Lastella – perché il calore della mia terra, il genio della sua gente, la bellezza dei paesaggi e il sapore della sua tavola non le ho mai trovate in nessun altro angolo del mondo».