Magnifico Rettore, Eminenti Autorità presenti, Illustre Presidente,
docenti, colleghi e studenti,
signore e signori,
sono onorato di porgere, a tutti voi, il saluto del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
Nelle inaugurazioni dei precedenti anni, in genere, il messaggio frequente e ripetuto è stato rappresentato, a giusta ragione, dalle continue difficoltà del mondo universitario che ancora oggi, purtroppo, come ben noto, non hanno trovato una soluzione definitiva e soprattutto positiva: continui tagli alle risorse o ai finanziamenti non possono da soli riformare l’Università in modo utile alla ripresa socio-economica del Paese. Sicuramente gli Atenei non sono rimasti a guardare, intensificando le interrelazioni con il territorio, nonché con il mondo imprenditoriale, oggi illustremente rappresentato.
Ad ogni modo, non è mia intenzione, in questa sede, soffermarmi in modo particolare su queste problematiche. Si deve guardare avanti, con spirito positivo e propositivo, guardando il “bicchiere mezzo pieno”.
Per guardare avanti, però, si deve avere consapevolezza delle proprie basi, per cui, oggi, in questa importante giornata, vorrei rimarcare l’impegno profuso da ognuno di noi nelle quotidiane attività tecniche e amministrative, per cui ogni giorno si è chiamati ad operare, superando svariate difficoltà soggettive ed oggettive.
Tanto, in evidente contrasto con la quotidiana immagine non positiva dello stereotipo del pubblico dipendente, spesso proposta ed amplificata dai media, e non solo, a seguito di singoli episodi negativi che offuscano e rovinano il lavoro quotidiano di milioni di dipendenti della Pubblica Amministrazione, trovando, così, piena applicazione l’aforisma orientale “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.
A questo vorrei aggiungere che se la P.A. non risponde adeguatamente alle esigenze del mondo esterno, degli stakeholders, delle imprese, ciò non dipende dal singolo lavoratore che si trova, suo malgrado, a dover comunque operare nel difficile ed impervio sistema burocratico italiano che, in ogni caso, deve rispettare.
Ognuno di noi, nella vita della Comunità del Politecnico di Bari, è essenziale e deve essere essenziale, ma soprattutto deve sentirsi essenziale, ma non insostituibile. Per ogni attività del Politecnico, ogni procedura di reclutamento o gara di appalto, ogni richiesta di finanziamento, per ogni organizzazione didattica e di laboratorio, vi è una presenza costante, una fondamentale risorsa, direi meglio una persona: il tecnico, l’amministrativo e il bibliotecario.
Quindi, appare sempre più opportuno valorizzare e tutelare costantemente la “foresta che cresce” ed aggiungo, nonostante, le avverse “condizioni atmosferiche”.
Ognuno di noi deve avere la giusta motivazione e gratificazione anche nella routine della quotidiana attività lavorativa, con la consapevolezza che ad ogni propria azione nella vita del Politecnico di Bari segue un effetto che, in alcuni casi, non è visibile nell’immediato, come una pedina del domino o come una tessera del mosaico: per quanto piccola potrà essere, produrrà sempre un effetto all’interno della nostra Comunità, spesso con riflessi esterni.
Ognuno di noi, ogni giorno, con la propria attività e con i propri comportamenti, contribuisce alla creazione del Politecnico del domani.
In tale realtà - che vede una costante diminuzione del personale ed un conseguente aumento del carico di lavoro - è importante che ci si adoperi sempre più per il continuo miglioramento del benessere lavorativo, con azioni sempre più incisive, per migliorare la “perfomance” del personale tutto, per rendere efficiente ed efficace l’azione tecnico-amministrativa, per realizzare la “Good Practice”.
Non è un caso che tra gli obiettivi perseguiti con l’istituzione del “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, vi sia l’ottimizzazione della produttività, mediante il benessere dei lavoratori e lavoratrici; in particolare, la direttiva interministeriale sulle linee guida per il funzionamento del suddetto Comitato di Garanzia, rappresenta espressamente che il contesto lavorativo improntato al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori è un elemento imprescindibile per garantire il miglior apporto sia in termini di produttività che di affezione al lavoro. Per cui è indispensabile che nell’ambiente di lavoro, attraverso la valorizzazione della soggettività, si miri al benessere, inteso come positiva interrelazione tra l’individuo, non più semplicemente considerato “risorsa umana”, e l’organizzazione di cui fa parte.
Infine, desidero riportare alcune frasi di un intervento del presidente Squinzi, in occasione di un recente convegno tenutosi a Roma presso la sede dell’Unesco, su “Adriano Olivetti e Jacques Maritain per un’economia più umana. Persona industria e sviluppo industriale”, che ben possono adattarsi alla Comunità del Politecnico: “Noi non siamo solo moneta e regole di bilancio, siamo qualcosa di molto di più, che il mondo sa e deve continuare a cogliere. Siamo convivenza colta e civile, welfare e pensiero tecnologico e scientifico.”.
Vorrei, quindi, concludere con un pensiero di Robert Baden-Powell, fondatore dello Scautismo, «Procurate di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto non l'avete trovato … nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di aver fatto "del vostro meglio".», augurando a tutti un buon Anno Accademico, affinché ognuno della intera Comunità del nostro Ateneo, possa fare sempre più del proprio meglio, affinché il Politecnico di Bari possa essere sempre più un solido riferimento per questo territorio, per il Paese e per i nostri giovani dal quale possano trarre un sempre maggiore beneficio, per una crescita continua e duratura.
Grazie per la cortese attenzione.