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COMUNICATI STAMPA

Comunicati stampa 2026

Gli affitti turistici brevi nelle città

Edilizia & locazioni. Domani, 17 giugno, ore 9,00, aula magna Dipartimento ARCOD

Gli affitti turistici brevi nelle città

Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione. La proposta di Legge della Regione Puglia sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi

 

Gli affitti turistici brevi nelle città - locandina

 

Bari, 16 giugno 2026 – Si svolgerà a Bari domani, 17 giugno, ore 9,00, presso l’aula magna del Dipartimento di Architettura, Costruzioni, Design (ARCOD) del Politecnico (campus universitario) una giornata-studio sugli affitti turistici brevi nelle città italiane. Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione con un focus dedicato alla città di Bari. Essa costituisce l’approfondimento della ricerca AIRMAP.

L’iniziativa segue due precedenti appuntamenti dedicati al tema: Torino, 22 maggio per un quadro dettagliato delle principali caratteristiche del fenomeno degli affitti brevi: dalla diffusione alle performance economiche; dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soggetti che gestiscono gli annunci, alla evoluzione nel periodo 2017-2024 e del 25 maggio, presso la sede della Regione Puglia, per presentare un lavoro, Uniba-Poliba, orientato sulla città di Bari.

Sugli esiti di questo percorso e del lavoro analitico sul fenomeno (cfr https://full.polito.it/airmap/), sarà ampiamente presentata la ricerca nazionale e locale dedicata al tema, anche per poter stimolare una riflessione aggiornata sulla costituenda proposta di Legge Regionale sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi.

La giornata, ore 9,00 sarà presentata dai rettori del Poliba, Umberto Fratino e di Uniba, Roberto Bellotti. Seguiranno due sessioni. 

Alle 9,15. Prima sessione

Le dinamiche strutturali. Presiede Mariella Annese - Politecnico di Bari

Relazione: Il quadro delle città italiane. Loris Servillo - Politecnico di Torino

Intervento: Il caso di Bari. Fabrizio D'Alessandro - Politecnico di Bari

Intervento: Mercato dell'affitto e abitare studentesco. Francesco Prota - Università di Bari "Aldo Moro"

 

Ore 11:00. Seconda sessione.

Le iniziative di regolamentazione

Presiede, Nicola Martinelli - Politecnico di Bari

Relazione: il quadro della regolamentazione in Italia. Filippo Celata - Sapienza Università di Roma

Intervento: Le lezioni di Barcellona. Giovanna Mangialardi - Politecnico di Bari

Intervento: Il caso della Puglia. Angela Barbanente - Politecnico di Bari

Intervento. Giovanna lacovone - Vicesindaca del Comune di Bari

Conclusioni

Gianfranco Viesti - Università di Bari Aldo Moro

L’iniziativa è curata dal Politecnico di Bari e dall’Università “Aldo Moro” di Bari.

 

Comunicato stampa.


crediti Nicola Cavallera per Barium C

Una tesi per la città. La modernità dei lungomari monumentali di Bari

Architettura & urbanistica. I vincitori della Borsa di studio del Comune di Bari 

Una tesi per la città. La modernità dei lungomari monumentali di Bari

Sei giovani neoarchitetti del Poliba, tra storia e presente e un progetto sull’area portuale Marisabella. La proposta selezionata per l'esposizione alla 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

 

Dell’Olio, Camporeale, Conte, Biagiotti, Caravella, Corallo

 

Bari, 15 giugno 2026 – “La Modernità dei Lungomari Monumentali di Bari” è il titolo della tesi di laurea in architettura, di sei giovani pugliesi del Politecnico di Bari. Il lavoro, oltre a consentire la laurea, ha trovato positivo riscontro in una apposita sezione del bando del Comune di Bari dedicato alle tesi di laurea sulla città, anno accademico 2023-24. 

La tesi, premiata assieme ad altre, con una borsa di studio di 1.546,00 euro, è stata sviluppata nel dipartimento di Architettura, Costruzione e Design (ArCoD) del Poliba. Il lavoro è stato condotto da Alessia Biagiotti di Taranto; Alessia Camporeale e Tiziana Caravella (Molfetta - BA); Stella Conte (Giuggianello – LE); Nicola Antonio Corallo (Bari); Michele Dell’Olio (Bisceglie – BA); Relatore, prof. Matteo Ieva con il contributo di altri ricercatori. 

Tracce del percorso. La tesi di ricerca si sviluppa in 263 pagine. È una approfondita ricognizione sulle dinamiche urbanistiche-architettoniche della città con l’ausilio di ricerche documentarie, molte delle quali inedite. Le vicissitudini di una Bari medioevale raccolta nelle mura del borgo marinaro emergono alla fine del 1700. Se ne fa interprete ufficialmente Re Gioacchino Murat (1767-1815) nel primo decennio del 1800. Inizia la storia moderna di una espansione in corso tutt’oggi. Dopo un ampio resoconto delle dinamiche lungo il secolo, lo studio esamina e si concentra sull’architettura degli anni venti-trenta del 1900, disposta sulla cornice dei due neonati lungomari. Ancora oggi, ad un secolo di distanza, i lungomari, con il loro corredo di edifici pubblici (periodo: 1920 inizi 1960), rappresentano la città moderna di Bari nel mondo. In questo percorso di trasformazione emerge il ruolo e l’opera dell’architetto pugliese, Saverio Dioguardi, autore e interprete della monumentalità della Bari moderna. Il lavoro si proietta infine nel futuro con la proposta di una nuova sistemazione della parte portuale moderna di Marisabella. 

I contenuti. L’introduzione e l’inquadramento storico-urbanistico di Bari attraverso i piani di ampliamento della città, fino al 1934, consentono la conoscenza delle dinamiche del tempo e il dibattito scaturito nella prima metà del ‘900. Fondamentale per la Bari nuova fu il borgo extramoenia di Gioacchino Murat del 1813, evolutosi dalle tracce e le promesse di espansione del 1780-1790 dal regno di Ferdinando IV (1751–1825). Espansione nata dall’esigenza d’igiene sanitario, di sicurezza per gli incendi, di aereazione, di sovrappopolamento. La disposizione a scacchiera favorì un ordinato sviluppo e migliori condizioni di vivibilità e sicurezza. La pavimentazione della nuova Bari iniziò nel 1830. Furono eretti diversi edifici pubblici: Teatro Piccini, 1840; Chiesa di San Ferdinando, 1844; Cimitero 1842. Stazione ferroviaria, fulcro della modernità, 1864. Parallelamente, la città crebbe numericamente: 18 mila abitanti nel 1790; 30 mila nel 1861, con l’unità d’Italia; 50 mila nel 1871 diventando così una delle principali città del meridione. Una serie di piani urbanistici e regolatori investì il dibattito della città a cavallo del 1900, premesse di una nuova era nella storia cittadina. Bari iniziò a mostrare una nuova florida produzione architettonica. Il 1926 fu l’anno della svolta. Il Governo del tempo prefigurò un nuovo progetto per Bari, nell’ambito del potenziamento del Meridione e dell’incremento dei commerci. In questo piano strategico, l’edilizia assunse una posizione di estrema importanza nell’ottica economica. In quell’anno, venne nominato primo Podestà di Bari, Araldo Di Crollalanza (1892–1986). Sarà figura determinante. Così come indicato dalle nuove direttive profuse da Roma, slanciò le attività per rendere il capoluogo pugliese cerniera tra occidente e oriente, Porta d’Oriente. Per Di Crollalanza la politica di massiccio incremento dei lavori pubblici rappresentò la via maestra verso la modernizzazione. Nel 1930 Di Crollalanza venne nominato Ministro dei Lavori Pubblici (1930-35). La sua ascesa fu dominante nell’ambito dell’amministrazione pubblica. Per consolidare il volto della città votata al partito, si incaricò della costruzione di opere di rappresentanza, tra i quali i due lungomari di Bari,: Nazario Sauro e Vittorio Veneto, prefigurati già dal 1918, su cui si inserirono edifici pubblici di varie funzioni. I lungomari divennero vero simbolo fondativo della città nuova, autentico successo della Bari dal colore unico, colonna vertebrale e linea di osmosi con il mare, che da fonte di profitto si trasformò in simbolo. 

L’architettura assunse un ruolo di primaria importanza per interpretare e veicolare messaggi di propaganda politica, ma anche d’immagine di rinnovamento nazionale. Nello stesso periodo venne aggiunto il tratto di strada, lungomare “Imperatore Augusto”, per unire le due parti del lungomare e cingere il borgo antico. In evidenza il progetto del nuovo porto. Rimase l’antico problema dell’interconnessione della città antica con la parte moderna. Un progetto, mostrato a Mussolini nel 1926 propose la demolizione e ricostruzione di Bari Vecchia. Prevista una Grande Galleria dedicata al Duce. Salvi solo Cattedrale, Basilica e Castello. Il progetto non venne mai realizzato.

L’attivismo del Ministro, Di Crollanza di quegli anni incontrò uno dei più importanti architetti pugliesi: Saverio Dioguardi (1888–1961). Dioguardi, all’apice della sua notorietà nel 1934, fu capace, più di altri, di unire l’immaginazione del costruito con l’esperienza del “fare” proprio del cantiere, interpretando e abbinando materiali e tecniche costruttive nel loro più opportuno uso come l’uso del ferro e del cemento armato già dagli inizi degli anni dieci. 

A questa ardita figura di architetto, la tesi dedica un’ampia descrizione del suo percorso professionale, rintracciando e menzionando l’elenco di tutti i progetti, realizzati e non, molti dei quali da quella che sarà anche la sua grande impresa familiare di costruzioni.

Dioguardi tradusse in opere i simboli, i principi, l’idea di una nuova “Polis” di una “Grande Bari”, prefigurata da Di Crollalanza, affacciata sul Mare che fu “Golfo di Venezia”, arricchita culturalmente dalla neonata Regia Università Adriatica “Benito Mussolini” (1924) e commercialmente dalla Fiera del Levante (1930).

A differenza dell’architettura di altre dittature, uguali, ripetitive, monotone, quella del ventennio si distinse per la varietà stilistica, frutto della libertà di espressione individuale, senza degenerare nell’anarchia.

In tale contesto della Bari degli anni trenta, si inserisce fa figura cardine di Dioguardi. Tra le sue opere la tesi analizza con dedizione, e ricerche anche presso l’Archivio di Stato di Bari, due opere che lo vide protagonista: la Caserma Comando della Quarta Zona Aerea Territoriale (IV Z.A.T.), oggi Comando Scuole A.M. III Regione Aerea realizzata tra il 1932 e il 1935, Lungomare Nazario Sauro e la Caserma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, progettata nel 1933, realizzata tra il 1934-1939, attualmente conosciuta come Caserma della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, Lungomare Vittorio Veneto. 

La lettura dei caratteri monumentali delle due caserme di Dioguardi riveste centralità nell’intero lavoro, per quantità d’indagine ricognitiva documentale. In particolare, si aggiunge per la III Regione Aerea, la parte didattica del rilievo, per una restituzione grafica dello stato di fatto attuale e l’analisi energetica. Per entrambe, si aggiunge la descrizione dell’analisi dello stato di conservazione per un possibile restauro. La lettura di tali documenti ed elaborati grafici consente di comprendere le varie fasi costruttive di tali manufatti e il loro significato. 

Questi edifici ed altri, eretti nel chiaro intento di imporsi lungo la fascia costiera in un rapporto diretto col mare, percepiti come fronte unico, continuano ancora oggi a raccontare la loro teatralità. Tale condizione vale soprattutto per il lungomare Nazario Sauro, non per il lungomare Vittorio Veneto, la cui funzione negli anni ha virato sempre più verso un carattere industriale attraverso la costruzione di strutture e capannoni sul lato mare.  La perdita dell’affaccio mare di questo lungomare ha portato a cercare una nuova lettura e modalità perché la città tornasse a riappropriarsi di un affaccio sul mare. La tesi individua una porzione della colmata, “Marisabella” prospicente la Caserma “Pinerolo”. Una serie di ricerche storiche, le condizioni di fatto, la mobilità, hanno portato ad individuare una proposta sostenibile. 

L’utilizzo del verde, filtro per una riappropriazione della qualità urbana e sua valorizzazione, il Museo del Mare, le sedi per gli uffici direzionali dell’Autorità Portuale, altre infrastrutture, hanno mirato, secondo la proposta, a costituire un “anti-lungomare” monumentale. Il progetto immaginato dai sei neolaureati, infatti, si propone di creare una transizione rispettosa del contenuto esistente, valorizzando un’area che attualmente è coperta da asfalto perché destinata a parcheggio e punta a creare e ad offrire alla città una modalità diversa di rapportarsi con il mare.

La proposta vincitrice è stata selezionata per l'esposizione alla 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Qui il video progettuale: https://youtu.be/9PMRJM0nRFs 

 

 

Comunicato stampa.

 

Area di Marisabella
L’area di Marisabella, luogo centrale della proposta progettuale.
Dettaglio architettonico storico
Dettaglio architettonico del patrimonio monumentale analizzato nella ricerca.
Edificio monumentale sul lungomare
Uno degli edifici monumentali oggetto della lettura storico-architettonica.
Elaborato grafico storico
Elaborato grafico relativo alla configurazione monumentale del fronte urbano.
Proposta progettuale per Marisabella
Vista progettuale dell’intervento immaginato per la nuova relazione tra città e mare.
Schema progettuale
Schema di lettura e trasformazione dell’area portuale.
Vista aerea della città di Bari nel 1952
Vista aerea della città di Bari, 1952.
Progetto hub visto dall'alto in rapporto al waterfront monumentale
Il progetto dell’hub in rapporto al waterfront monumentale.
Architetto Saverio Dioguardi
L’architetto Saverio Dioguardi, figura centrale nella ricerca sui lungomari monumentali.

Visioni in Musica, il coro e il cinema

I Concerti del Politecnico. Giovedì, 11 giugno, ultimo appuntamento della 7 edizione 2026

 Visioni in Musica, il coro e il cinema

Indagine sul rapporto, musica e immagine cinematografica

 

Poliba Chorus

 

Bari, 8 giugno 2026 – “Visioni in musica, il coro e il cinema” è un progetto del “Poliba Chorus” che indaga sul rapporto tra musica e immagine cinematografica. Il percorso esplora il ruolo della musica come elemento narrativo autonomo, capace di amplificare l’emozione, definire identità e guidare la percezione dello spettatore. Attraverso un repertorio che attraversa compositori e autori contemporanei, il progetto analizza la colonna sonora come vero e proprio “personaggio” del racconto filmico. Un itinerario artistico e produttivo che valorizza la sinergia tra suono e visione, ponendo il coro al centro del linguaggio audiovisivo contemporaneo.

All’iniziativa, in programma giovedì, 11 giugno, ore 18,30 presso la sede del rettorato del Politecnico (campus universitario) parteciperà il Poliba Chorus con il direttore, Alessandro Fortunato. Ingresso libero, previa prenotazione attraverso il presente link: https://www.eventbrite.it/e/visioni-in-musica-tickets-1984609939754?aff=oddtdtcreatorsino ad esaurimento posti. Termine ultimo per prenotarsi: 11 giugno, ore 12,00.

I protagonisti. Antonio Alessandro Fortunato, classe 1985, si diploma in organo e pianoforte. Consegue il master in musicoterapia seguendo corsi di pedagogia e didattica musicale presso l’Orff Institute di Salisburgo. Appassionato della voce e della coralità, ha seguito corsi di canto e didattica per la vocalità funzionale. Studia direzione di coro con direttori di coro di fama internazionale. È direttore dell'Apulia Cantat con cui ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali. E' cembalista presso la Fondazione Teatro Petruzzelli

Il Poliba Chorus nasce nel 2021 sul solco di una strutturata collaborazione tra il Politecnico di Bari e ARCoPu. E' un progetto musicale e formativo aperto a coristi, studenti e appassionati della musica. L'esperienza corale è affidata alla guida del maestro Alessandro Fortunato. 

 

“I Concerti del Politecnico”, 7 edizione, è una iniziativa del Politecnico di Bari e di ARCoPu (Associazione Regionale Cori Pugliesi) con il sostegno della Regione Puglia.

 

Comunicato stampa.


Alessandro Fortunato direttore

Azioni preventive e predittive per la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale

The Future of the Archeology. Giornata studio, venerdì, 5 giugno, Convento di Santa Chiara 

Azioni preventive e predittive per la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale

La conservazione di tale patrimonio non può prescindere dall'adozione di approcci preventivi e predittivi, capaci di intercettare i fenomeni di degrado nelle loro fasi iniziali e di supportare le decisioni di tutela e di intervento. In questa direzione si colloca il progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", finanziato dal Ministero della Cultura - MiC

 

Pompei

 

Bari, 3 giugno 2026 - Il patrimonio archeologico e monumentale che caratterizza il territorio italiano costituisce una testimonianza di valore universale della storia e dell'identità culturale del nostro Paese, ma, al tempo stesso, rappresenta un'eredità particolarmente vulnerabile, esposta agli effetti combinati dell'invecchiamento dei materiali, delle sollecitazioni ambientali e antropici, nonché dei rischi naturali che insistono sull'Area Mediterranea. 

 

La conservazione di tale patrimonio non può oggi prescindere dall'adozione di approcci preventivi e predittivi, capaci di intercettare i fenomeni di degrado nelle loro fasi iniziali e di supportare, su base oggettiva, le decisioni di tutela e di intervento.

 

In questa direzione si colloca il progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", promosso dall'Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library del Ministero della Cultura, nel cui ambito si inserisce la giornata di studio "The Future of the Archeology", in programma venerdì, 5 giugno, ore 11,00, a Bari, borgo antico, presso il Chiostro del Convento di Santa Chiara (via Pier L’Eremita, 25/b).

 

La giornata studio, curata dal Politecnico di Bari (referente scientifico, prof. Dora Foti, Dipartimento ARCOD), nasce dalla consapevolezza che la salvaguardia del costruito storico richieda un cambio di paradigma, dal modello tradizionale di intervento a posteriori ad eventi a una gestione informata dal dato, fondata sull'integrazione tra conoscenza approfondita del manufatto, tecnologie digitali e sistemi di “Structural Health Monitoring” per il controllo continuo del suo comportamento.

 

La giornata si articolerà in quattro sessioni scientifiche, con interventi orientati all'approfondimento delle metodologie digitali più avanzate per la salvaguardia preventiva del patrimonio archeologico e monumentale. Particolare attenzione sarà dedicata alle tecniche di rilievo e diagnostica non distruttiva, agli strumenti di gestione e interrogazione del dato, nonché alle strategie di monitoraggio strutturale finalizzate a una più efficace tutela delle architetture storiche.

Uno spazio specifico sarà riservato alla presentazione dei risultati del progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", finanziato dal Ministero della Cultura, relativo all'applicazione di un sistema di monitoraggio strutturale al complesso delle Terme Femminili di Pompei, caso di studio paradigmatico per la complessità delle problematiche conservative. Per ingegneri e architetti sono previsti crediti formativi dei rispettivi ordini.

 

 

Programma 

11:00 | Saluti istituzionali

Soprintendente Città Metropolitana di Bari - Dott.ssa F.R. Paolillo, Direttrice Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia e Soprintendente ad interim BAT-FG– Arch. Anita Guarnieri

Rettore Politecnico di Bari - Prof. Ing. U. Fratino 

Direttore Generale Parco archeologico Pompei - Dott. G. Zuchtriegel

Direttore Generale Digitalizzazione e Comunicazione MiC - Dott. A. De Pasquale

Presidente Ordine Ingegneri Bari - Ing. C. Contesi 

Presidente Ordine Ingegneri Napoli - Prof. Ing. A. Prota

Presidente Ordine Architetti Bari - Arch. C.D. Mastronardi 

Presidente Nazionale A.I.D.I.A. - Arch. A. Vella

Direttore Dipartimento ArCoD - Prof. Arch. F. Defilippis 

12:00 I sessione 

Dora Foti – Politecnico di Bari - “Identificazione del comportamento dinamico di pareti non strutturali nell'antichità: il caso di Pompei”. Giuliano Romalli – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library - “Digital Library e la nascita di Ecomic. Un ecosistema nazionale per la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale”. Francesca Romana Paolillo, Caterina Annese, Elena Dellù –Soprintendenza Città Metropolitana di Bari -L’attività della Soprintendenza ABAPper la città metropolitana di Bari: metodologie multidisciplinari e sperimentali per la tutela e il monitoraggio conservativo del patrimonio archeologico territoriale. Anita Guarnieri, Savino Gallo, Annalinda Iacoviello - Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia e Soprintendenza BAT-FG– “Tutela e valorizzazione: i progetti in corso a cura del Castello svevo di Bari DRMNPuglia e della Soprintendenza ABAPBAT-FG“

14:30 | II sessione

Luigi Oliva – Istituto Centrale per il Restauro MiC - “Percorsi di ricerca dell'ICR nella conservazione del patrimonio archeologico”. Arianna Traviglia – Centro per Cultural Heritage Technology – ITT Venezia - “Dalla robotica al monitoraggio strutturale: nuove tecnologie per la tutela dei siti archeologici”. Alessandra Zambrano – Responsabile R&I Parco Archeologico di Pompei, MiC - “R&I per la conservazione dei siti archeologici: l'esperienza di Pompei”

15:30 | III sessione

Francesca Ceroni – Università degli Studi di Napoli “Parthenope”-“Vulnerabilità a meccanismi fuori piano di elementi murari nel Parco Archeologico di Pompei". Lorenza Petrini – Politecnico di Milano - “Verso un approccio integrato di diagnostica e analisi strutturale: il caso del Parco Archeologico di Pompei”. Stefano Podestà – Università degli Studi di Genova - “Le coperture dei siti archeologici: il caso studio del sito archeologico di Villa Arianna a Castellamare di Stabia – Parco Archeologico di Pompei”

16:30 | IV Sessione

Gian Piero Lignola – Università degli Studi di Napoli “Federico II” - “Soluzioni strutturali innovative nell’area archeologica di Pompei.”. Giacomo Martines – Politecnico di Bari -“La salvaguardia preventiva del Patrimonio Culturale dalla teoria della conservazione alle potenzialità date dalle tecnologie predittive”. Michele Antonicelli – Planetek Italia -“Monitoraggio da satellite per la salvaguardia del patrimonio storico-culturale”.

 

Comunicato stampa.

Pompei interventitecnica d'intervento

Musiche sotto le stelle metropolitane

Conferenza stampa.  Domani, giovedì 4 giugno, Palazzo della Città Metropolitana di Bari 

Musiche sotto le stelle metropolitane

Presentazione del cartellone estivo dell’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. Previsti oltre 30 concerti in numerosi comuni del territorio metropolitano

 

Musica sotto le stelle metropolitane - eventi diffusi estivi 2026

 

Bari, 3 giugno 2026 - Domani, giovedì 4 giugno, alle ore 10.30, nella Sala Giunta del Palazzo della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro, 29), si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Musiche sotto le stelle metropolitane”, il cartellone estivo dell’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari.

La rassegna prevede oltre 30 concerti che faranno tappa in numerosi comuni del territorio metropolitano, ma anche spazi universitari, ospedali e centri sportivi, con l’obiettivo di portare la musica sinfonica sempre più vicino a studenti, docenti, pazienti e cittadini.

Il programma unisce cultura, formazione e partecipazione civile, valorizzando il ruolo della musica quale strumento di inclusione e condivisione.

Interverranno il Sindaco metropolitano Vito Leccese, i Rettori dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e del Politecnico di Bari Roberto Bellotti e Umberto Fratino, la Consigliera delegata della Città Metropolitana di Bari alla Promozione socio-culturale e turismo, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, documentale e librario e Orchestra Metropolitana Francesca Bottalico, il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico” di Bari Antonio Sanguedolce, il Presidente del CUS (Centro Universitario Sportivo) Bari Antonio Prezioso, il Direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana Vito Clemente, il Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale Raffaele Nicola Vitto e i Sindaci dei Comuni dell’area metropolitana.

 

Comunicato stampa.

Terna e Politecnico di Bari presentano il Master su "Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”

Master di II livello. Pubblicato il bando. Presentazione seconda edizione il 9 giugno al Poliba 

Terna e Politecnico di Bari presentano il Master su "Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”

Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Bari, Milano e Torino. L’iniziativa, interamente finanziato da Terna, rientra nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza. Ogni Politecnico proporrà 15 studenti selezionati per un totale di 45. Le attività didattiche si svolgeranno presso i tre Atenei e nel Campus di Terna Academy a Roma. Scadenza domanda di ammissione: 8 settembre

 

Roma. Terna. Aula Master 1 edizione.

 

Bari, 30 maggio 2026 -È stato pubblicato il bando della seconda edizione del Master di II Livello in“Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”promosso da Terna con i Politecnici di Bari, Milano e Torino nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza. 

A tal riguardo, il 9 giugno il Politecnico di Bari ospiterà l’evento di presentazione della seconda edizione per illustrare ai neolaureati presenti, o collegati in streaming, l’offerta formativa, i dettagli delle materie previste, gli obiettivi dell’iniziativa e gli aspetti organizzativi.

 

Il Master formerà professioniste e professionisti chiamati a sviluppare e gestire la Rete di Trasmissione Nazionale dei prossimi decenni creando profili altamente specialistici quali: esperti di impianti e tecnologie, gestione degli asset, sistemi elettrici di potenza, mercati e regolazione.Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Bari, Milano e Torino.

 

Per le studentesse e gli studenti in possesso di laurea magistrale in Ingegneria dell'Automazione, Elettrica, Elettronica, Energetica e Nucleare, Gestionale, Informatica e Meccanica, sarà possibile fino all’8 settembre presentare la domanda di ammissione al Master di durata annuale, che inizierà a novembre. L’impegno previsto per i 45 studenti selezionati, 15 per ciascun Ateneo, è di 1.500 ore per ottenere 60 crediti formativi. I costi di partecipazione saranno interamente sostenuti da Terna che assegnerà, a ogni candidato ammesso, una Borsa di studio. Al termine del percorso, i partecipanti al Master saranno inseriti nel Gruppo Terna.

 

Il programma prevede lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, seminari integrativi, visite agli impianti e un’esperienza pratica finale in azienda. Il percorso formativo è in presenza e in lingua italiana, con un corpo docente multidisciplinare proveniente dal mondo della ricerca e dell’industria. Le attività didattiche si svolgeranno non solo presso i tre Atenei ma anche nel Campus di Terna Academy a Roma.

 

Qui il bando completo: https://www.polimi.it/formazione/formazione-oltre-la-laurea/master-universitari-e-corsi-post-laurea/dettaglio-master/3297

 

 

Comunicato stampa.

 

Ventotto tirocini universitari al Quirinale e presso la Tenuta presidenziale di Castelporziano

Ventotto tirocini universitari al Quirinale e presso la Tenuta presidenziale di Castelporziano

Durante le attività gli studenti approfondiranno conoscenze scientifiche, alternando studio e ricerca. I tirocini avranno una durata complessiva di 150 ore



Logo Tirocini CRUI
 

Bari, 28 maggio 2026 – E’ online fino al 16 giugno 2026 (https://tirocinicrui.app) l’avviso di selezione per 28 tirocini curriculari presso il Palazzo del Quirinale e la Tenuta presidenziale di Castelporziano. 

All’iniziativa, promossa dalla Fondazione CRUI, in collaborazione con il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, possono candidarsi gli studenti delle 45 università italiane aderenti al programma (tra queste il Politecnico di Bari), che risultino iscritti ai corsi di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico.

I 28 tirocini saranno così suddivisi, nei luoghi e nei tempi: i 22 tirocini curriculari al Palazzo del Quirinale si svilupperanno in due cicli: fine settembre-fine novembre 2026; novembre 2026-febbraio 2027, mentre i 6 tirocini presso la Tenuta di Castelporziano si svolgeranno in un solo periodo: settembre-novembre 2026.

I candidati dovranno aver conseguito almeno 120 CFU, nel caso delle lauree triennali e a ciclo unico, o almeno 18 CFU, per le lauree magistrali. Dovranno inoltre dimostrare la conoscenza della lingua inglese almeno a livello B1.

I tirocini avranno una durata complessiva di 150 ore. Durante le attività gli studenti approfondiranno le conoscenze scientifiche, alternando studio e ricerca, sviluppando inoltre, competenze di comunicazione e divulgazione scientifica. 

Lo svolgimento del tirocinio prevede un rimborso spese forfettario di 600 euro. 

Qui l’avviso di selezionehttps://www.tirocinicrui.it/al-via-28-tirocini-curriculari-al-quirinale-castelporziano/

 

Le università coinvolte: Bari, Bari LUM G. Degennaro, Bari Politecnico, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Calabria, Campania Vanvitelli, Chieti Pescara, Firenze, L'Aquila, Macerata, Messina, Milano, Napoli Federico II, Napoli l'Orientale, Napoli Suor O. Benincasa, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pavia IUSS, Perugia, Perugia Stranieri, Piemonte Orientale, Roma Link Campus, Roma LUISS G. Carli, Roma LUMSA, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salento, Salerno, Scuola Normale Superiore, Siena, Siena Stranieri, Teramo, Torino, Trieste, Tuscia, Udine, Urbino, Venezia Ca' Foscari, Verona.

 

Comunicato stampa.
Tenuta presidenziale Castelporziano

 

Polifonie del Secolo d’Oro spagnolo tra scena, racconto e immaginario sonoro

Il Secolo d'Oro Spagnolo
La Chorus Sergio Lella Pippo D'Ambrosio Giuseppe Petrella

Bari, 25 maggio 2026 – “Una sañosa porfía” è un viaggio nella polifonia vocale spagnola-coloniale del Secolo d’Oro, che dalla scoperta dell’America di Colombo si prolunga sino alla fine del 1600. Interpretata come un racconto per immagini, affine al linguaggio cinematografico, le composizioni di Gaspar Fernandes, Juan del Encina e Nicolas Gombert, si susseguono come scene di un film, in cui il suono costruisce spazi, tempi e personaggi, atmosfere tra l’Europa iberica e il Nuovo Mondo. Come nel cinema, la musica assume un ruolo narrativo centrale: guida l’ascolto, definisce identità e orienta l’immaginazione. La scrittura rinascimentale dialoga con le prime sensibilità barocche, colori ritmici e linguistici ampliano l’orizzonte espressivo. Questo e altro è il titolo di “Una sanosa porfia”, penultimo appuntamento della settima rassegna de “I Concerti del Politecnico” 2026. Evento curato dal Poliba e da ArCoPuglia, l’Associazione regionale dei Cori Pugliesi, in programma, giovedì, 28 maggio, ore 18.30, sede del rettorato Poliba, Campus universitario, interpretato da Giuseppe Petrella alla chitarra barocca; Pippo D'Ambrosio, alle percussioni; con Sergio Lella, in qualità di direttore e il contributo de “L.A. Chorus”, Associazione Matera Musica. Per partecipare all’appuntamento musicale è necessario prenotare il biglietto gratuito tramite il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/una-sanosa-porfia-tickets-1984609867538?aff=oddtdtcreator entro il 28 maggio, ore 12,00. Biglietti disponibili sino ad esaurimento. Chi sono gli interpreti. Giuseppe Petrella si è diplomato in chitarra e fagotto, ha successivamente conseguito la laurea triennale in musica antica e liuto. Si è distinto sin da giovane per una brillante carriera concertistica che lo ha portato in tutto il mondo. Ha collaborato con le prestigiose orchestre: Orchestra da Camera di Monaco di Baviera e quella del Teatro Petruzzelli, partecipando a tournée in Russia e Brasile. Rappresentante dell’Italia in due edizioni del Festival della Chiquitania in Bolivia, ha suonato come solista in paesi. Ha tenuto masterclass in rinomati Conservatori e istituzioni musicali. Pippo D’Ambrosio, nasce a Bari nel 1965, batterista, percussionista e compositore, studia batteria negli anni ’80 con Ettore Fioravanti e Roberto Gatto a ‘Siena Jazz’ e si specializza nel ’93 al ‘Drummers Collective’ di New York. Ottiene con lode il Diploma Accademico di I e II livello in Musica Jazz al Conservatorio N. Piccinni di Bari. Collabora con artisti e gruppi di fama internazionale. Sergio Lella ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari. Si è perfezionato con maestri di rilievo internazionale. Ha diretto il Coro Giovanile Italiano nell’ambito della 3ª Accademia Europea di Direzione di Coro e partecipato a progetti internazionali. Dal 1991 dirige l’Ensemble Vocale Palazzo Incantato, con cui ha ottenuto importanti riconoscimenti e realizzato incisioni discografiche. L.A. Chorus (Lucania & Apulia Chorus), fondato nel 2014 da Matera in Musica con il supporto della Città di Matera, è una formazione corale professionale capace di mutare organico, direzione e artisti in relazione ai repertori affrontati. Ha realizzato oltre 300 concerti in Europa. Il repertorio spazia dalla musica barocca alla contemporanea, con particolare attenzione ai compositori italiani.

Marco Olivieri, Politecnico di Bari, tra i sette vincitori delle tesi sulla sicurezza nazionale

Intelligence. VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”

Marco Olivieri, Politecnico di Bari, tra i sette vincitori delle tesi sulla sicurezza nazionale

Lo studio premiato riguarda un’innovativa architettura di intercettazione in grado di catturare e condividere con le Autorità il traffico proveniente da qualsiasi punto della rete 5G,e, al tempo stesso, di consentire di decifrare quello intercettato nella rete. La ricerca nei laboratori di Telematica e iTNT-NS del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Poliba

 

Sei dei setteI vincitori del premio sulla sicurezza. Marco Olivieri da sx primo in basso

 

Bari, 19 maggio 2026 – Sette giovani laureati, sette ricerche di laurea, sette premi per un unico filo conduttore: mettere il sapere universitario al servizio della sicurezza nazionale, con idee, competenze, strumenti. 

Tra i sette premiati nazionali c’è anche Marco Olivieri. Venticinque anni di Matera, laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari nel 2025, voto 110/110 e lode (relatore prof. Giuseppe Piro) che con la sua tesi di laurea, uno studio su “un’architettura innovativa per l’intercettazione legale nei futuri sistemi di telecomunicazioni radiomobili” è stato premiato, assieme ad altre sei colleghi, dalla commissione selezionatrice della VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”. Iniziativa promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza(DIS),Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dell’Intelligence e di promuovere lo studio delle tematiche strategiche per la tutela degli interessi nazionali. Il Premio, dal 2014, si è confermato nel tempo una delle principali iniziative dell’Intelligence italiana per la promozione della cultura della sicurezza

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri, 18 maggio, a Roma, a Palazzo Dante, sede dell’Intelligence Italiana. I vincitori sono stati premiati dal Direttore Generale del DIS Vittorio Rizzi, dal Direttore dell’AISE Giovanni Caravelli e dal Direttore dell’AISI Bruno Valensise.

 

“In Europa – premette il vincitore Marco Olivieri - oltre l’80% delle reti criminali minaccia asset strategici per lo sviluppo economico-sociale attraverso attività come cybercrime, traffico illecito di droga, armi da fuoco ed esplosivi, reati ambientali, frodi, contraffazione, crimini contro la persona e reati organizzati contro il patrimonio. In tale contesto, le intercettazioni lecite rappresentano uno strumento investigativo di enorme valore strategico per le Autorità. Esse consentono di prevenire, individuare e investigare reati gravi e fenomeni terroristici, supportando sia le attività di intelligence sia la raccolta di prove utilizzabili nei procedimenti giudiziari. La continua evoluzione delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali – prosegue - richiede inevitabilmente un costante aggiornamento delle tecnologie e delle metodologie di intercettazione. 

Il lavoro di tesi svolta nella disciplina “Wireless Network Security”, in collaborazione con il gruppo di ricerca afferente ai laboratori di Telematica e iTNT-NS del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari, ha contribuito a fornire nuove soluzioni concrete ed efficaci. La soluzione progettata e validata sperimentalmente si articola in due aspetti distinti. Da una parte, viene definita un’innovativa architettura di intercettazione in grado di catturare e condividere con le Autorità competenti il traffico proveniente da qualsiasi punto della rete 5G, Dall’altra parte, è stato proposto l’uso di algoritmi crittografici avanzati, noti con il termine key escrow, mediante i quali è possibile garantire la protezione delle comunicazioni e, al tempo stesso, consentire alle Autorità autorizzate di decifrare il traffico intercettato nella rete. La soluzione proposta – conclude con soddisfazione - garantisce un equilibrio efficace tra la tutela della privacy e le esigenze di sicurezza pubblica.

A Marco Olivieri i complimenti del Rettore, Umberto Fratino.

 

Per la VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale” sono pervenute 98 candidature provenienti da 35 atenei italiani. La Commissione ha assegnato 7 premi, del valore di 3.000 euro ciascuno, alle migliori tesi di laurea magistrale dedicate a temi di interesse intelligence e sicurezza nazionale. 

I lavori premiati guardano alle sfide che oggi attraversano la sicurezza del Paese: dalla vulnerabilità dei modelli di intelligenza artificiale alla competizione per i minerali critici; dalla sicurezza energetica e ambientale alla guerra anti-satellitare; dal contrasto alla disinformazione coordinata alle nuove architetture per le intercettazioni legali nel 5G; fino alla proliferazione nucleare e alla tenuta degli equilibri strategici internazionali.

 

I vincitori della VII edizione: Mattia Alfano, Università degli Studi di Milano; Matteo Gioele Collu, Università degli Studi di Padova; Marco Inzerillo, LUISS Guido Carli di Roma. Luca Mazzini, Università degli Studi di Firenze; Elisa Muratore, Università di Trento; Marco Olivieri, Politecnico di Bari; Camilla Tuan, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

 

Comunicato stampa.

 

 

Roma, Palazzo Dante. Sede dell'Intelligence italiana

 

Roma, 18 maggio, Palazzo Dante. Cerimonia di premiazione della VII edizione

DEJA-Vu, visioni sonore, a i Concerti del Politecnico

7 edizione. Giovedì, 14 maggio, ore 18.30, nuovo Rettorato Poliba, Campus universitario

DEJA-Vu, visioni sonore, a i Concerti del Politecnico

con Rita Iacobelli, violino e voce, Nico Marziliano, pianoforte, Roberto Inciardi, contrabbasso, Franco Guarnieri, batteria

 

Bari, 11 maggio 2026 – “Déjà-vu”, un raffinato viaggio musicale nella memoria del cinema, è un’esperienza in cui le immagini riaffiorano attraverso il suono e le emozioni prendono forma nella musica. Le più celebri colonne sonore della storia cinematografica rivivono in un racconto immersivo interpretato dal trio di Nico Marziliano, affiancato dalla violinista e soprano Rita Iacobelli. 

Dall’energia di Lalo Schifrin alle melodie senza tempo di Nino Rota ed Ennio Morricone, passando per l’incanto dei film Walt Disney e il saudade di Antônio Carlos Jobim, la musica diventa evocazione pura, capace di risvegliare scene e sensazioni condivise, conducendo il pubblico in un autentico déjà-vu cinematografico. 

Il binomio esperienziale, musica-cinema, “Déjà-vu”, è previsto nella quinta tappa della settima edizione de “I Concerti del Politecnico”, in programma giovedì, 14 maggio, ore 18,30, presso il nuovo Rettorato del Poliba (campus universitario).

L’incontro è gratuito e aperto al pubblico. Si accede previa prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/deja-vu-tickets-1984609806355?aff=oddtdtcreator sino ad esaurimento posti. Termine ultimo prenotazione: 14 maggio, ore 12,00.

Gli artisti. Rita Iacobelli è violinista e cantante lirica. Diplomata in Violino presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e in Canto presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli, ha conseguito il II Livello in Musica Vocale da Camera. Si è esibita con prestigiose orchestre come: l'Orchestra Giovanile Italiana con R. Muti, l'orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, il Teatro Lirico di Cagliari e il Collegio Ghislieri di Pavia. Ha collaborato con grandi direttori e solisti in tournée internazionali in Europa, USA, Giappone, e Russia. 

Nico Marziliano Trio con Nico Marziliano al pianoforte, Roberto Inciardi al contrabbasso e Franco Guarnieri alla batteria è attivo da molti anni.  Il trio riunisce musicisti con prestigiose collaborazioni. Il repertorio è composto da raffinate rielaborazioni di grandi standard, da classici del jazz moderno a composizioni originali di Nico Marziliano con trascrizioni inedite non presenti nei Real Books.

Comunicato stampa. 
 Nico Marziliano Trio

 

Rita Iacobelli

 

 

 

Ivalua, Politecnico di Bari e PwC Italia portano la tecnologia per gli acquisti

Ingegneria Gestionale.Accordo triennale Poliba-Ivalua sas. Il contributo di PwC Italia

Ivalua, Politecnico di Bari e PwC Italia portano la tecnologia per gli acquisti

Iniziativa pioneristica per gli studenti del corso di “Gestione della Supply Chain”: affiancheranno alla teoria l’esperienza pratica con l’uso della piattaforma Ivalua per entrare nelle dinamiche dei contesti aziendali

 

Gregory Gazzoni, Alliances and Partner Director di Ivaluafoto di gruppo con la prof.ssa Ilaria Giannoccaro, seconda da sx

 
Bari, 5 maggio 2026Ivalua, il leader globale nella fornitura di soluzioni di Spend Management e Procurement basata sull’IA, e PwC Italia hanno annunciato oggi, 5 maggio, una nuova iniziativa che vedrà gli studenti del Politecnico di Bari sviluppare competenze digitali avanzate attraverso l’utilizzo di una tecnologia leader di mercato. Oltre 180 studenti iscritti al corso di Gestione della Supply Chain, parte della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Bari, affiancheranno alla teoria un’esperienza pratica attraverso l’utilizzo della piattaforma Ivalua, entrando in contatto con strumenti e dinamiche tipiche dei contesti aziendali.

La collaborazione è stata formalizzata attraverso un accordo triennale, rinnovabile, tra il Politecnico di Bari e Ivalua SAS (Francia).

L’iniziativa, sviluppata con il contributo di PwC Italia, rappresenta – come evidenziato durante la presentazione – la prima esperienza in Italia che offre agli studenti l’accesso a una piattaforma di digital procurement, consentendo loro di integrare efficacemente la formazione accademica con applicazioni concrete dei concetti appresi durante il corso.

È fondamentale ridurre la distanza tra università e impresa, offrendo agli studenti e alle studentesse percorsi formativi innovativi che integrino competenze teoriche con strumenti digitali all’avanguardia. Portare in aula casi reali e strumenti utilizzati dalle imprese consente di adottare un approccio di learning by experience, rendendo l’apprendimento più concreto e vicino alle dinamiche operative. Collaborazioni come questa rappresentano un passo concreto verso una formazione sempre più orientata alle sfide reali del mondo produttivo”, ha dichiarato la prof.ssa Ilaria Giannoccaro, docente del corso di Gestione della Supply Chain del Politecnico di Bari e Direttrice del Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management.

L’iniziativa inizierà nel mese di maggio e avrà una durata di quattro settimane, combinando lezioni, casi studio e un utilizzo guidato della piattaforma Ivalua per simulare scenari reali di acquisti aziendali e supply chain.

 “In PwC Italia crediamo nel valore di iniziative che creano un ponte concreto tra università e imprese. Questa collaborazione con Ivalua e il Politecnico di Bari permette agli studenti di affiancare alla teoria un’esperienza pratica su scenari reali di procurement e supply chain, sviluppando competenze digitali sempre più richieste dal mercato e rafforzando il legame tra formazione accademica, innovazione tecnologica e mondo del lavoro”, ha dichiarato Gianfranco Netti (IT), Director, Procurement Transformation, PwC Italia. 

“Siamo orgogliosi di collaborare con il prestigioso Politecnico di Bari e PwC Italia per supportare la prossima generazione di professionisti della supply chain e degli acquisti”, ha dichiarato Gregory Gazzoni, Alliances and Partner Director di Ivalua. “Offrendo agli studenti un accesso pratico alla piattaforma Ivalua, vogliamo aiutarli a sviluppare competenze concrete che accelereranno le loro carriere e rafforzeranno le loro capacità digitali.”

 

Ivalua (it.ivalua.com) è l’unica piattaforma aziendale unificata per la gestione della spesa e dei fornitori. Ivalua collega in modo fluido persone, agenti AI, flussi di lavoro e dati, aiutando le aziende a diventare più redditizie, resilienti e sostenibili. Oltre 500 tra i marchi più prestigiosi al mondo si affidano a Ivalua, che viene costantemente riconosciuta come leader di settore da Gartner e altri principali analisti.   

 

Fondato nel 1990, il Politecnico di Bari è un’università statale e uno dei tre politecnici italiani specializzati nei settori scientifici e tecnologici. Offre corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico e programmi di dottorato in architettura, ingegneria e design industriale. 

 

 

Gianfranco Netti Director, Procurement Transformation, PwC Italiafoto di gruppo dei relatori tra gli studentiGiorgia Treglia PwC

Primo premio degli studenti Poliba del RoboPhysics Laboratory in Giappone

IEEE RoboSoft 2026. Competizione internazionale di Grasping robotico a Kanazawa

Primo premio degli studenti Poliba del RoboPhysics Laboratory in Giappone

La fruttuosa raccolta robotica di lamponi fa la differenza vincente 

RoboPhysics robot

 
 

Bari, 30 aprile 2026 - Il team Poliba del “RoboPhysics Laboratory”, ha vinto il primo premio in Giappone alla “RoboSoft Grasping Competition 2026”. 
La competizione si è svolta dall’8 al 9 aprile 2026 a Kanazawa, capitale culturale sulla costa occidentale del Giappone, durante la Conferenza Internazionale IEEE sulla Robotica Soft (IEEE RoboSoft 2026). 
La competizione ha visto la partecipazione di diversi team internazionali dediti alla robotica. Tra questi, oltre al Poliba, le agguerrite squadre dell’università JAIST (Japan Advanced Institute of Science and Technology), della Southern University of Science and Technology (Shenzhen, Cina), e dell’Università Tecnológico de Monterrey (Messico). 

Il progetto. La sfida ha richiesto la progettazione ad hoc di un gripper robotico (pinza speciale), capace di raccogliere lamponi artificiali con caratteristiche di morbidezza e fragilità dei lamponi reali, attraverso il controllo e dosaggio della giusta forza necessaria per il distacco del frutto dalla pianta e il deposito ordinato in un cestino senza danneggiarlo. 
Gli studenti vincitori. Frutto del programma d’anno del percorso di studio del corso di “Mechatronics”, proseguito come attività di tesi (docente della materia, prof. Vito Cacucciolo), tre studenti Poliba del corso di laurea magistrale in “Mechanical Engineering”. Ciò ha consentito la composizione del team Poliba così formato: Elisabetta Annese e Luca Mitaritonna di Molfetta (Ba), Giuseppe Macchia di Palo del Colle (Ba), studenti; ing. Angelo Catalano, coordinatore-tutor, dottorando presso il RoboPhysics Laboratory, prof. Vito Cacucciolo, supervisore, responsabile scientifico del Laboratorio Poliba di robotica. 

 

Andrea Castellaneta, Elisabetta Annese, Giuseppe Macchia, Prof. Vito Cacucciolo, Angelo Catalano, Luca Mitaritonna

 

La gara. Il team del RoboPhysics Laboratory ha presentato un organo di presa soft che ha utilizzato un meccanismo che ha adattato autonomamente la forza e la forma alla presa dell’oggetto grazie alla sua particolare struttura e all’utilizzo di materiali flessibili. Tale gripper ha permesso di combinare capacità di ottenere una presa salda e delicatezza necessaria per maneggiare oggetti delicati come i lamponi senza danneggiarli. Inoltre, il team, ha ottimizzato la geometria e i materiali del gripper per massimizzare le performance di raccolta. Vincente si è rilevata l’ideazione di un sistema di posizionamento innovativo ibrido che riconoscendo automaticamente i lamponi sfruttando il loro colore rosso, ha permesso ad uno degli studenti del team, tramite un joypad da videogame, la regolazione di precisione per garantire la complessa posizione di grasping richiesta per la presa del lampone. 
La prova. Ogni squadra ha avuto a disposizione 10 minuti per raccogliere quanti più lamponi maturi possibili. Il punteggio è stato ridotto nel caso in cui i lamponi o le piante artificiali venissero danneggiate durante la raccolta, oppure nel caso in cui la raccolta del singolo lampone richiedesse più di un tentativo, o ancora nel caso in cui si fosse raccolto erroneamente un lampone non maturo (di colore verde). 
Il risultato. Il team del Politecnico di Bari ha ottenuto il punteggio più alto della gara, 238 su 264 punti disponibili. Viva soddisfazione è stata espressa dall’intero gruppo partecipante per il risultato ottenuto. Non sono mancati i complimenti del rettore, Umberto Fratino. Il gruppo Poliba è stato sponsorizzato dall’azienda Omnigrasp, spin-off del Politecnico, che ha fornito il braccio robotico. Supporto tecnico: ingg. Antonio Camposeo e Fabio Gargano. Co-tutor Poliba: prof. Mariagrazia Dotoli, prof. Raffaele Carli.

 

dettaglio di presaIl team Poliba del RoboPhysics Laboratory durante la competizioneparticolare del gripper

Il restauro e la cura dell’albero

Bari, 21 aprile 2026 – L’albero, come la memoria, è portato a crescere. Gli anelli concentrici nel tronco come le stratificazioni del costruito, la memoria, conducono ad una identità. Saper leggere queste tracce per tutelare e conservare la memoria, e l’identità che ne deriva, è compito del restauro.

Su questi principi cari a Mauro Civita (1933-2003), architetto e professore si basa un corposo libro di recente pubblicazione: “Il restauro e la cura dell’albero. Mauro Civita tra vita e opere” di due sue allieve: Rossella de Cadilhac e Lucia Serafini docenti di restauro architettonico al Politecnico di Bari e all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti. Pubblicato da Schena Editore 2025 (568 pagine, 42,50 Euro) il testo è dedicato alla vita e alle opere di Mauro Civita, testimone importante della storia del restauro in Italia e nel mondo. Con il suo maestro, Roberto Pane, Civita ha condiviso un concetto di ricerca fondato sul rispetto della materia stratificata come elemento essenziale della salvaguardia del patrimonio culturale come pure l’attenzione per la tutela e risanamento dei centri storici come i Piani di recupero di Molfetta e Bitonto per una continuità culturale fra antico e nuovo.

Civita assegnava alle competenze degli specialisti, e dunque alla scuola di cui lui stesso era protagonista, la responsabilità principale della cura dell’albero, la memoria, certo che curando l’albero avremmo curato noi stessi e la memoria di cui possiamo essere depositari soltanto a patto di averne contezza.

Alla facoltà di Architettura di Pescara dal 1973. Ordinario di Restauro dei Monumenti nel 1990, si trasferisce dall’anno accademico 1995-1996 alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari dove rimase sino alla sua morte, nel 2003.

L’interesse per la stratificazione, a qualsiasi latitudine, è stato uno dei punti forti del pensiero e dell’opera di Civita. Con questo approccio ha gestito cantieri eccellenti come le cattedrali di Ruvo di Puglia, Conversano, Acquaviva delle Fonti, i teatri di Barletta e Lucera, e le esperienze di recupero di centri storici come Bari, Molfetta, Bitonto, in Puglia, Termoli in Molise. Civita è stato soprattutto un tecnico che ha guardato al progetto come a un’arma formidabile per intervenire sull’esistente e migliorarne le prestazioni, sia a carattere funzionale che statico e costruttivo.

La presentazione del volume “Il restauro e la cura dell’albero. Mauro Civita tra vita e opere” a cura di Rossella de Cadilhac e Lucia Serafini, avrà luogo domani, mercoledì, 22 aprile, ore 9,00, al Politecnico di Bari, presso la Sala delle Videoconferenze (via Amndola,126/b).

Attraverso i contributi accademici e le testimonianze la presentazione consentirà di approfondire il rapporto tra conoscenza, progetto e cantiere nel restauro, mettendo in luce il valore della ricerca scientifica e dell’esperienza operativa restituendo un quadro complesso e attuale del restauro come pratica critica e responsabile.

Programma

Ore 9:00 – Apertura dei lavori, Rossella de Cadilhac e Lucia Serafini

Moderatore: Giuseppe Berardi – Associazione Mauro Civita

Ore 9:10 – Saluti istituzionali

Umberto Fratino – Rettore del Politecnico di Bari

Francesco Defilippis – Direttore del Dipartimento ArCoD

Ore 9:30 – Interventi istituzionali

Maria Piccarreta – Direzione Generale Creatività Contemporanea, MiC

Francesca Romana Paolillo – Soprintendente ABAP-Bari

Cosimo Damiano Mastronardi – Presidente Ordine Architetti P P C B a r i

Ore 9:30 – Presentazione del volume

Claudio Varagnoli – Università di Roma “La Sapienza”

Eppure, in quel posto impossibile. La Scuola di Restauro di Pescara

Adriano Ghisetti Giavarina – Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara

L’attività scientifica di Mauro Civita tra ricerca e progetto

Ignazio Carabellese – Politecnico di Bari

Il cantiere che serve al restauro, tra conoscenza e progetto

Andrea Pane – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Centri storici di Puglia e non solo, fra istanze teoriche e urgenze operative

Ore 11:30 – Testimonianze e contributi

Schena Editore

Editoria e restauro: trasmissione e costruzione del sapere

Impresa Cingoli Nicola & figlio s.r.l.

Il cantiere del restauro: tecnica, materia e responsabilità

Giuliano Volpe – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

Archeologia e restauro: conoscenza e progetto della conservazione

Francesco Ghiro – Associazione Mauro Civita

L’eredità culturale di Mauro Civita.

Il Cinema ad occhi chiusi, immagini che nascono dal suono

Bari, 20 aprile 2026 - Ascoltare una colonna sonora significa spesso rivedere un film con l’immaginazione. Nella proposta musicale per pianoforte solo, il giovane pianista Daniele Rosati invita il pubblico il prossimo giovedì, 23 aprile, ore 18,30 presso la sede del rettorato (campus universitario), a percorrere un’esperienza d’ascolto immersiva, in cui la musica genera immagini interiori e diventa protagonista del racconto. Lo farà nel corso del terzo appuntamento della stagione 2026 della settima edizione de “I Concerti del Politecnico”, iniziativa Poliba-ARCoPu, Associazione Regionale dei Cori Pugliesi.

Rosati proverà a trasformare i temi più conosciuti della storia del cinema in paesaggi sonori capaci di evocare emozioni, luoghi e storie. La musica diventa personaggio invisibile del linguaggio cinematografico, ponte tra arte, tecnologia e percezione.

Per partecipare gratuitamente allo spettacolo è necessario prenotarsi attraverso il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/il-cinema-a-occhi-chiusi-tickets-1984609738151?aff=oddtdtcreator

Prenotazioni aperte sino alle ore 12,00 di giovedì, 23 aprile e alla disponibilità dei posti.

Il Pianista.

Daniele Rosati, nato a Fasano, è un giovane pianista di spiccata sensibilità musicale. Avviato allo studio del pianoforte sotto la guida di Cosimo Gigliola, si è diplomato con il massimo dei voti e la lode. Attualmente frequenta il Biennio in Pianoforte al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli con Roberto Bollea, affiancando il Triennio in Strumentazione per Orchestra di Fiati. Vincitore di numerosi concorsi nazionali, tra cui il Primo Premio Assoluto a Muse in Musica, svolge un’intensa attività concertistica come solista e camerista. Unisce rigore tecnico e comunicatività, mostrando particolare interesse per il repertorio contemporaneo.

L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili

Bari, 20 aprile 2026 - È possibile immaginare un mondo alimentato al 100% da energie rinnovabili? Gianni Silvestrini e Giuseppe Onufrio rispondono alla domanda con dati, casi reali che smontano, uno per uno, i miti del ritorno al nucleare. Lo fanno nel loro saggio: “L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili”, Edizioni Ambiente, 240 pagine, 22 euro.

Dai cantieri infiniti dai costi altissimi ai rischi degli incidenti; dalla gestione delle scorie allo smantellamento, il nucleare appare una tecnologia rigida, costosa e poco adatta a contrastare la crisi climatica. Gli autori mostrano perché il nucleare non può competere con i costi, la velocità, la scalabilità e la flessibilità delle rinnovabili. Parallelamente il libro racconta la rivoluzione già in atto, mostrando come il solare e l’eolico siano diventati le opzioni più convenienti. Mobilità, edilizia e industria sono i terreni decisivi su cui giocare la transizione con soluzioni concrete e scenari che indicano una rotta praticabile verso un sistema energetico sostenibile, equo e credibile.

Due storie opposte che si intrecciano: quella di una tecnologia in affanno e quella di una trasformazione che accelera saranno raccontate dagli autori, domani, martedì, 21 aprile, ore 11,30, al Politecnico presso la biblioteca d’ateneo, “PoliLibrary” (campus univesritario) in occasione del primo incontro de “Il caffè della Sostenibilità”, percorso di eventi e dibattiti curato dal Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica “La Nuova Energia” e dal Politecnico di Bari. L’iniziativa si propone con l’intento di fornire a imprese, istituzioni, società̀ civile uno spazio di discussione e riflessione partecipata sui temi portanti dello sviluppo responsabile e sostenibile dell’economia globale e del suo rilancio.

Nel primo evento de “Il caffè delle Sostenibilità” gli autori colloquieranno con il prof. Riccardo Amirante, ordinario di Sistemi Energetici del Politecnico, il prof. Umberto Berardi ordinario di Fisica Tecnica del Politecnico e il Presidente del Distretto Beppe Bratta.

Ingresso libero.

Chi sono gli ospiti ed autori.

Gianni Silvestrini ha svolto attività di ricerca presso il CNR e il Politecnico di Milano.

È stato direttore generale del Ministero dell’Ambiente e consigliere al Ministero dello

Sviluppo economico. Attualmente è direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista e

portale QualEnergia. È presidente della società Exalto Energy & Innovation e presiede il Comitato scientifico di Key – The Energy Transition Expo. Diverse le sue pubblicazioni per Edizioni Ambiente.

Giuseppe Onufrio ha svolto attività di ricerca in campo energetico e ambientale collaborando con enti scientifici e associazioni tra il 1985 e il 1997. Attivo nei movimenti ambientalisti fin dagli anni Settanta, ha unito al lavoro di ricerca un impegno costante e diretto per la tutela dell’ambiente. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, oggi ISPRA. È stato direttore scientifico dell’Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, oggi Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. In Greenpeace Italia ha ricoperto il ruolo di direttore delle campagne dal 2006. Fa parte della rete europea Nuclear Transparency Watch.

Master KEI, valorizzazione della ricerca, trasferimento tecnologico, gestione della proprietà intellettuale: così prepariamo gli specialisti dell’innovazione

Bari, 7 aprile 2026 - Produzione e trasferimento della conoscenza, gestione strategica della proprietà intellettuale, rappresentano leve fondamentali per l’innovazione, la competitività delle imprese, lo sviluppo della ricerca.

Tali processi richiedono competenze interdisciplinari integrate: da quelle tecnico-scientifiche a quelle giuridiche-economiche-manageriali, unite alla capacità di adattamento a contesti in continuo cambiamento, come richiede il presente.

Master KEI 2025-26, “Intellectual Property Valorisation for Knowledge Exchange & Impact” è il primo master multi-sede in Italia, che mira a formare i futuri manager dell’innovazione.

Il Master, di II° livello, giunto alla V edizione, è promosso da Netval (Associazione che riunisce 66 Università, 13 enti pubblici di ricerca, 18 Istituti di Ricovero a Carattere Scientifico e 13 altre istituzioni), Politecnico di Torino, Ministero delle Imprese e del Made in Italy e da quest’anno anche dal Politecnico di Bari.

Con il patrocinio del CoDAU (Convegno permanente dei Direttori Generali delle Università), si avvale della partecipazione e dei contributi scientifici-didattici delle Università di: Bologna, Cagliari, Firenze, Trento, Bergamo, Torino, del Gran Sasso Science Institute, della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e dei promotori, Politecnici di Torino e Bari in qualità di sedi ospitanti del percorso itinerante.

Il Master, 60 CFU, in lingua italiana, nasce per chi intende acquisire una preparazione avanzata sui processi di innovazione, di valorizzazione della ricerca e di trasferimento tecnologico, con particolare attenzione alla tutela e gestione della proprietà intellettuale.

L’obiettivo è formare professionisti in grado di comprendere e interpretare l’ecosistema nazionale dell’innovazione, di gestire processi complessi di trasferimento tecnologico, di generare valore dalla conoscenza scientifica e tecnologica e di operare efficacemente nei contesti di interazione tra università, centri di ricerca e mondo produttivo.

Il Master, a numero chiuso per max 25 laureati magistrali e/o dottori di ricerca (sono stati ammessi 15 candidati all’attuale V edizione), fornisce competenze avanzate grazie a un percorso multidisciplinare, professionalizzante.

Il Master avrà una durata annuale per un totale di 1050 ore (300 ore di attività didattica frontale e laboratoriale; 750 ore di project work finale e/o tirocinio). Avvio delle attività didattiche: aprile 2026. Conclusione: ottobre 2027.

Il Poliba ospiterà l’evento di apertura del Master KEI e sarà sede didattica dei tre moduli formativi previsti sui temi: “Valorizzazione della Ricerca e Terza Missione”; “Gestione dell'innovazione”; “Modelli di trasferimento tecnologico”. Coordinatore scientifico: prof. Antonio Messeni Petruzzelli.

L’evento inaugurale e la prima lezione del Master sono previsti giovedì, 9 aprile, ore 11:30 presso il BINP - Boosting Innovation in Poliba (Spazio Oplà – campus universitario).

Il programma prevede: Saluti istituzionali, prof. Umberto Fratino, Rettore del Politecnico di Bari; dott.ssa Paola Brunetti, Dirigente Ministero delle Imprese e del Made in Italy; prof.ssa Eleonora Di Maria, Netval; prof.ssa Elisa Ughetto, responsabile scientifica Master KEI Politecnico di Torino; prof. Antonio Messeni Petruzzelli, referente scientifico master KEI Politecnico di Bari.

Seguirà (ore 13,00) la prima lezione dedicata alla Valorizzazione della Ricerca e della Terza Missione.

Lo spettatore invisibile, l’atto di vedere nel cinema

Bari, 3 aprile 2026 – “Lo spettatore invisibile”, in programma il prossimo giovedì, 9 aprile, ore 18:30 al Politecnico di Bari per la 7 edizione de “I Concerti del Politecnico, è uno spettacolo che indaga l’atto di vedere nel cinema.

La proposta artistica intreccia testi parlati, musica dal vivo e proiezioni. Il pubblico viene guidato in un viaggio che parte dal buio della sala per attraversare la fascinazione collettiva che il cinema sa evocare.

Non è dunque una storia lineare del cinema, ma un mosaico di visioni, suggestioni e atmosfere. Un percorso che parte dal mito della caverna di Platone fino ad incontrare il pensiero di grandi autori (Wenders, Lynch, Kieslowski, Kubrick, Tarkovskij, etc.). Lo spettacolo è pensato come un’esperienza immersiva, sospesa tra concerto e performance teatrale: le luci, le proiezioni e la parola creano un linguaggio ibrido che restituisce al pubblico il senso collettivo ed intimo del cinema. In un tempo in cui siamo continuamente bombardati da immagini, “Lo spettatore invisibile” si interroga su cosa significhi davvero “guardare e vedere” il reale attraverso l’illusione del cinema.

Per partecipare all’evento gratuito ed aperto al pubblico è necessario prenotarsi da oggi, 3 aprile sino ad esaurimento posti disponibili attraverso il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/lo-spettatore-invisibile-tickets-1984608941769?aff=oddtdtcreator Chiusura prenotazioni: giovedì, 9 aprile, ore 12,00.

Lo spettacolo, in programma presso la sede del nuovo rettorato del Poliba (campus universitario) è parte integrante della 7 edizione de “I Concerti del Politecnico”, iniziativa del Politecnico di Bari e dell’Associazione Regionale dei Cori Pugliesi (ARCoPu).

Uno sguardo sugli ospiti. Sulla scena musicale da oltre 20 anni, Serena Fortebraccio, frequenta il mondo del Jazz e parallelamente percorre sentieri culturali da cui attinge per formulare la propria proposta musicale. Formatasi jazzisticamente a Bari, tra la scuola “Il Pentagramma” e il Conservatorio “Niccolò Piccinni”, è docente di Canto Jazz presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Tra le collaborazioni nel jazz si ricordano quelle con Roberto Ottaviano Mirko Signorile, Fabio Accardi, Paolo Damiani, Pino Minafra, Vito Di Modugno.

Vincenzo Piglionica è regista, classe 1973, studia storie, miti e archetipi e impara il ritmo montando immagini come fossero spartiti musicali. Il risultato è uno sguardo narrativo lucido. Negli anni si muove tra videoclip, cortometraggi e produzioni indipendenti, fino a fondare nel 2001 “Vertigo Imaging”: società̀ e bottega creativa che mescola cinema, advertising, televisione. Collabora con la EMI, Universal, Sony, Fandango e con gli artisti: Caparezza, Roy Paci e Neri per Caso. Firma documentari selezionati alla Biennale di Venezia e corti finalisti ai Nastri d’Argento.

Domenico Cartago, pianista e compositore originario di Trani, utilizza il suono come linguaggio delle profondità dell’anima. Formatosi nel jazz sotto la guida di Davide Santorsola, si laurea con lode al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. La sua musica fonde jazz, elettronica e sperimentazione. Attivo in ambito teatrale e didattico, collabora con artisti di diversa estrazione.

UniStem Day 2026, il viaggio della ricerca scientifica compie 18 anni

Bari, 19 marzo 2026 - “Liberi di scegliere” è il titolo della XVIII edizione di UniStem Day 2026 il più grande evento internazionale di divulgazione scientifica dedicato a studentesse e studenti. L’evento è in programma domani, 20 marzo, in contemporanea in 93 atenei e centri di ricerca di 12 Paesi in occasione dell’iniziativa, “Università svelate", promossa dalla Conferenza dei Rettori (CRUI).

A Bari, l’iniziativa è coordinata dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dal Politecnico di Bari, dalla Libera Università Mediterranea (LUM) e dal CNR – Istituto di Biomembrane, Bioenergetica e Biotecnologie Molecolari.

L’evento si svolgerà presso l’Aula Magna "Attilio Alto” del Poliba dalle ore 9:00.

Nel corso della giornata, i partecipanti potranno assistere a interventi di alto profilo scientifico: la Prof.ssa Maria Grano dell’Università di Bari illustrerà il dialogo tra osso, muscolo e cervello; il Prof. Vitantonio Bevilacqua del Politecnico di Bari presenterà le applicazioni della bioingegneria nell’approccio One Health; il Prof. Mario Acunzo della Libera Università del Mediterraneo, approfondirà il ruolo dei microRNA nella biologia moderna. A concludere l’evento sarà la Prof.ssa Michela Matteoli, neuroscienziata, prorettrice dell’Università Humanitas di Milano e accademica dei Lincei, con un intervento dedicato al funzionamento e alle potenzialità del cervello.

“Il valore più grande di questa giornata – è detto in una nota - è offrire alle studentesse e agli studenti l’opportunità di avvicinarsi concretamente al mondo della ricerca, scoprirne il fascino e comprenderne l’impatto sulla vita quotidiana. Incontri come questo possono accendere curiosità, stimolare nuove vocazioni e aiutare i giovani a immaginare il proprio futuro nella scienza, in modo libero e consapevole»

UNISTEM DAY 2026 nel mondo. Oltre all’Italia, partecipano a UniStem Day 2026: Australia, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Ungheria.

Marino Lopopolo, architetto e pioniere coraggioso

Bari, 24 marzo 2026 – Nella classica cartolina della città di Bari spiccano le inquadrature esterne del borgo marinaro della città veccia aggrappato a San Nicola, protetto dal Castello Svevo, la scacchiera del quartiere ottocentesco murattiano dall’alto a cui seguono i riflessi nell’antistante specchio d’acqua degli ordinati lampioni del Lungomare Nazario Sauro che anticipano la cornice di edifici pubblici e palazzi degli anni 30 del ‘900.   

Quest’ultima parte della storia rappresenta una evoluzione urbanistica e culturale significativa della città di Bari. Il modernismo e ancor più il futurismo di Marinetti, correnti di pensiero che stimolano il fascismo inducono la città ad interpretare un nuovo ruolo: moderno, dinamico, intraprendente, politicamente proteso verso l’altra sponda dell’Adriatico. L’architettura diventa strumento per una nuova lettura di simboli e significati.

Nella costruzione dell’immagine moderna della città di Bari si inserisce il contributo e l’esperienza di Marino Lopopolo. quale caso emblematico per comprendere le dinamiche di modernizzazione del tessuto urbano barese nel quadro della «grande Bari» fascista. Marino Lopopolo (Bisceglie, 1905 – Bari, 1980), laurea in architettura nel 1932 presso la Regia Università di Napoli, percorre, condivide ed esprime, attraverso le opere, molti tratti del pensiero futurista. Fautore dell’istituzione dell’albo degli architetti della Puglia (1952) resterà propositivo anche nel dopoguerra sino alla metà degli anni ’70. All’Ordine degli Architetti della provincia di Bari è stato donato il suo archivio.

Oggi, un corposo libro, “Antonio Lopopolo, Architetto e pioniere coraggioso” di Antonio Labalestra, edizioni Quasar (368 pagine, 22,00 Euro), attraverso un attento lavoro sulle fonti archivistiche, ricostruisce il profilo umano e professionale dell’architetto barese, restituendone la complessità e il rilievo nel più ampio contesto della cultura architettonica italiana del Novecento.

Il volume mette in luce il contributo di Lopopolo alla definizione di una nuova idea di architettura e di città, seguendone l’attività tra edifici pubblici, quartieri popolari, palazzi ministeriali, città di fondazione e spazi commerciali tra i più rappresentativi della Bari del tempo.

Ne emerge una figura profondamente radicata nel clima culturale del futurismo e del razionalismo, capace di interpretare l’architettura come strumento di trasformazione sociale e come espressione di una visione moderna, rigorosa e insieme ambiziosa. La vicenda di Marino Lopopolo diventa così anche una chiave per rileggere il dibattito, aperto soprattutto dagli anni Trenta, sul rapporto tra architetti, istituzioni, ideologia e potere politico.

Il libro sarà presentato domani, mercoledì, 25 marzo, ore 16:30, nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari, Lungomare Nazario Sauro.

A discutere con l’autore saranno Gian Paolo Consoli, Professore di Storia dell’architettura presso il Politecnico di Bari, Carlo Moccia, Professore di Progettazione architettonica del Politecnico di Bari e Ferdinando Pappalardo, Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e già professore di Teoria e storia dei generi letterari presso l’Università degli Studi di Bari.

L’incontro si aprirà con i saluti di Umberto Fratino, Rettore del Politecnico di Bari, di Franco Defilippis, Direttore del Dipartimento ArCoD – Architettura, Costruzione e Design, e di Cosimo Damiano Mastronardi, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari.

Interverranno: Vito Leccese, Sindaco di Bari, Giovanna Iacovone, Vicesindaco di Bari, Adriano Buzzanca, Direttore dell’Archivio di Stato di Bari e Francesca Romana Paolillo, Dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

L’autore. Antonio Labalestra è professore associato di Storia dell’architettura presso il Politecnico di Bari ed è stato visiting professor in diverse università straniere. Ha fondato e dirige un laboratorio di ricerca pubblico impegnato nella formazione e nello studio delle fonti archivistiche applicate alla storia dell’architettura e delle discipline del progetto. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente l’architettura tra la fine del XIX e il XX secolo, con particolare attenzione al Mezzogiorno e ad alcune figure centrali del panorama italiano del Novecento, tra cui Ernesto Basile, Armando Brasini, Marcello Piacentini, Gio Ponti e Aldo Rossi. Accanto a numerosi saggi pubblicati in volumi e riviste internazionali, ha dato alle stampe, per Quasar, Il palazzo del Governo di Taranto. La politica, i progetti e il ruolo di Armando Brasini (2018).

Progetto CONSESUS, per governare la complessità delle comunità energetiche

Bari, 18 marzo 2026 - Immaginiamo una comunità in cui le case producono energia con i pannelli fotovoltaici, le batterie accumulano l’elettricità in eccesso, le auto elettriche diventano riserve mobili di energia e gli edifici dialogano tra loro per ridurre sprechi e costi. È una visione di un futuro lontano? No, questa è la realtà delle nuove comunità energetiche e dei sistemi energetici distribuiti che stanno emergendo in Europa e nel mondo. Far funzionare efficacemente questi sistemi, però, non è semplice. Ogni utenza ha esigenze diverse, ogni impianto rinnovabile produce in modo variabile, i mercati energetici cambiano rapidamente e gli utenti non si comportano sempre in modo prevedibile. Governare questa complessità significa mettere in relazione interessi differenti e obiettivi talvolta contrastanti.

In questo scenario nasce il progetto CONSENSUS “Control and Optimization of Networked Smart ENergy Systems through User-driven and Sustainability-oriented Strategies”.

L’idea progettuale è quella di sviluppare architetture di controllo capaci di costruire “consenso” tra le diverse componenti del sistema energetico: tra produzione e consumo, tra convenienza economica e sostenibilità ambientale, tra autonomia locale e coordinamento con la rete elettrica. Il consenso, in questo contesto, non è solo un concetto sociale ma un principio ingegneristico che indica la capacità di un insieme di unità autonome di raggiungere, attraverso regole di interazione locali e distribuite, un accordo su determinate variabili di interesse (potenza scambiata, prezzi, livelli di carico, ecc.), garantendo coerenza globale del sistema senza ricorrere a un unico centro di comando. Significa in altre parole, progettare regole e algoritmi che guidino il sistema verso soluzioni condivise, sostenibili e tecnicamente robuste.

CONSENSUS è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della terza edizione del Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3), uno dei programmi più competitivi a livello nazionale dedicati alla ricerca fondamentale. Il progetto sarà coordinato da Raffaele Carli, vincitore di un Consolidator Grant e beneficerà di un finanziamento pari a 1,53 milioni di euro. Carli è professore associato di “Automatica” presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Poliba. Il progetto, di durata quinquennale (2026–2031), rappresenta il primo finanziamento ottenuto dal Politecnico di Bari nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS).

“Non si tratta semplicemente di ottimizzare flussi di energia – dice Raffaele Carli - ma di progettare meccanismi decisionali che consentano ai diversi attori: cittadini, imprese, operatori di cooperare in modo intelligente. Per farlo, CONSENSUS integrerà modelli matematici avanzati, meccanismi ispirati alla teoria dei giochi e strumenti di apprendimento automatico. L’obiettivo è favorire lo scambio locale di energia, valorizzare la flessibilità dei consumi, ottimizzare l’uso delle risorse rinnovabili e massimizzare l’autoconsumo, riducendo costi ed emissioni. Un elemento distintivo del progetto sarà l’attenzione alla dimensione umana. Le preferenze, le abitudini e i comportamenti degli utenti diverranno parte integrante dei modelli decisionali. L’energia non verrà più gestita come un sistema puramente tecnico, ma come un ecosistema in cui tecnologia e persone interagiscono continuamente. Il progetto – conclude - nasce dall’esigenza di affrontare in modo scientifico la crescente complessità dei nuovi sistemi energetici distribuiti”.

CONSENSUS prevede la realizzazione di una piattaforma di simulazione che consentirà di testare scenari e strategie prima della loro applicazione reale, supportando amministratori e stakeholder nella progettazione di comunità energetiche più efficienti e sostenibili. Esso rappresenterà un passo importante per consolidare ulteriormente il “Decision and Control Laboratory” del Poliba, come centro di eccellenza nello sviluppo di architetture di controllo per sistemi complessi, in particolare per sistemi energetici intelligenti.

Raffaele Carli, è professore associato di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari. Ha conseguito la Laurea in Ingegneria Elettronica con lode nel 2002 e il PhD in Ingegneria Elettrica e dell’Informazione nel 2016 presso lo stesso Ateneo, dopo un’esperienza professionale nel settore spazio e difesa. Svolge attività di ricerca presso il “Decision and Control Laboratory” del Poliba. Si occupa di modellazione, ottimizzazione e controllo di sistemi complessi di larga scala, con particolare attenzione ai sistemi energetici intelligenti e sostenibili. È autore di oltre 140 pubblicazioni scientifiche internazionali.

Il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) è un programma nazionale promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per sostenere la ricerca fondamentale di eccellenza in Italia. Il FIS finanzia progetti ad alto contenuto innovativo proposti da ricercatori e ricercatrici che operano presso università ed enti di ricerca italiani, selezionati attraverso procedure altamente competitive basate esclusivamente sulla qualità scientifica delle proposte e sul profilo dei Principal Investigator. Le risorse assegnate consentono ai vincitori di sviluppare il proprio progetto in piena autonomia scientifica, costituendo gruppi di ricerca e dotandosi delle infrastrutture necessarie. Il FIS rappresenta oggi uno degli strumenti più prestigiosi e selettivi a livello nazionale per il finanziamento della ricerca di base.

 

 

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