Salta al contenuto principale

COMUNICATI STAMPA

Comunicati stampa 2026

Presentati al Poliba i risultati dell’accordo tra Procura della Repubblica di Trani, Regione Puglia e Politecnico di Bari

Ambiente. Uno Studio del Politecnico per la Sostenibilità ambientale negli uffici giudiziari della Procura di Trani 

Presentati al Poliba i risultati dell’accordo tra Procura della Repubblica di Trani, Regione Puglia e Politecnico di Bari

 

Accordi Procura Regione Puglia Poliba

 

Bari, 21 ottobre 2026 – Questa mattina presso il Rettorato del Politecnico di Bari, è stato illustrato un primo bilancio sulle azioni realizzate dalla Procura della Repubblica di Trani, dalla Regione Puglia e dal Politecnico di Bari nell’ambito dell’Accordo di collaborazione per lo svolgimento di attività d’interesse comune relative all’attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel marzo 2025.

Erano presenti il rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Renato Nitti, l’assessora all'Ambiente e al Clima della Regione Puglia, Debora Ciliento, insieme al direttore del Dipartimento regionale Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana, Pompeo Colacicco, e al delegato alla Sostenibilità del Politecnico di Bari, Michele Dassisti.

L’Accordo ha rafforzato l’impegno e la collaborazione istituzionale tra le parti sui temi della sostenibilità ambientale, per l'adozione di modelli organizzativi degli uffici della Procura della Repubblica di Trani orientati alla riduzione dell'impatto ambientale, con la definizione di target misurabili. Una collaborazione che prosegue il percorso avviato dalla Procura di Trani con il protocollo sottoscritto nel 2024 con il MASE e dalla Regione Puglia con l’approvazione nel 2023 della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Nell’ambito dell’Accordo sottoscritto nel marzo 2025, Procura di Trani e Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia hanno predisposto il Piano di Sostenibilità 2025-2027 della Procura, presentato un anno fa durante “Ecomondo” a Rimini, che, con indicatori precisi, cala gli obiettivi della Strategia Regionale per lo sviluppo sostenibile nelle attività dell'ufficio giudiziario.

Procura di Trani e Politecnico di Bari hanno stipulato una Convenzione per tirocinio di formazione e orientamento per l'elaborazione di uno studio sulla valutazione della sostenibilità ambientale dell'Ufficio di Procura, poi confluito in due tesi di laurea. Applicando all’edificio della Procura il Protocollo Itaca, riferimento normativo per misurare l’impatto ambientale ed energetico degli edifici non residenziali, è stato possibile ottenere un indice di sostenibilità sufficiente, anche grazie agli interventi infrastrutturali già attuati, come ad esempio la sostituzione degli infissi. Anche la percezione che utenti e dipendenti hanno della sostenibilità degli uffici della Procura risulta buona, a seguito di indagini e interviste effettuate.

Insieme al Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, la Procura di Trani ha poi definito le nuove “Linee Guida di Buone Pratiche Ambientali negli Uffici Giudiziari”, un documento che fornisce soluzioni pratiche e, spesso, a costo zero, che vanno adottate da parte sia dei dipendenti che dell’amministrazione. Buone pratiche volte a ottimizzare i consumi energetici, ridurre l’impatto idrico, avviare una gestione sostenibile e responsabile dei rifiuti e delle risorse, promuovere la mobilità sostenibile del personale, ponendo attenzione anche alla sostenibilità digitale. Il documento suggerisce anche un sistema di monitoraggio utile per verificare la corretta applicazione delle attività sostenibili individuate e i benefici ambientali conseguenti, e la condivisione di questi risultati e di ulteriori obiettivi con azioni di comunicazione interna.

La collaborazione tra le tre istituzioni non finisce qui, perché l’obiettivo futuro è definire buone pratiche che siano replicabili, per creare un modello da condividere con le altre Pubbliche amministrazioni e rafforzare l’educazione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica della comunità, partendo proprio da chi lavora negli uffici pubblici o di chi li frequenta. Il Politecnico di Bari, sotto la guida del prof. Michele Dassisti, proseguirà con lo studio sulla valutazione della sostenibilità ambientale degli uffici della Procura di Trani, ponendo obiettivi sfidanti che possano elevare gli indici di risultato.

“L’accordo con la Procura di Trani e la Regione Puglia è quello di provare a fare un’analisi tecnico-scientifica attenta del funzionamento di una struttura pubblica con uffici che offrono servizi ai cittadini, nei quali si applichino le buone pratiche ambientali – ha spiegato il rettore, Umberto Fratino -. Nella sostanza, la sostenibilità ambientale degli uffici giudiziari, azioni che potrebbero essere replicate in qualunque altra struttura pubblica e in qualunque altro ufficio, per costruire un percorso di conoscenza e colpevolezza per gli operatori di settore, i dipendenti pubblici e gli stessi fruitori dei servizi. La sostenibilità è un tema ormai attuale e centrale. Il Politecnico sta accompagnando questo percorso, che parte una volontà espressa dal procuratore capo di Trani, Renato Nitti, insieme alla Regione Puglia, che ha costruito un manuale di buone pratiche. Un percorso virtuoso di cui oggi presentiamo qualche risultato ma che mostra un metodo che ci piacerebbe applicare per altre realtà.”

“E’ necessario che la Pa in generale, e in particolare gli uffici giudiziari, si ponga l’interrogativo di che impatto generiamo sull’ambiente, e non solo. Questo interrogativo ha avuto risposte concrete da parte della Procura di Trani – ha commentato il procuratore capo di Trani, Renato Nitti -. Abbiamo avviato e tracciato un percorso e chiesto aiuto alle migliori professionalità, al Politecnico e alla Regione con l’Assessorato che si occupa specificatamente delle tematiche ambientali, e siamo arrivati a dei risultati ulteriori rispetto a quelli che avevamo già conseguito. Ora è possibile consultare delle linee guida di buone pratiche ambientali che qualsiasi ufficio pubblico può seguire. Ora è possibile valutare e indicare che tipo di impatto ciascun ufficio genera. Dobbiamo fare qualche ulteriore passo avanti, ma devo dire che i risultati già adesso sono particolarmente significativi. Non si può pensare che il tema della sostenibilità ambientale riguardi tutti gli altri e non la Pubblica amministrazione e gli uffici pubblici.”

“Oggi abbiamo presentato il risultato di una collaborazione con la Procura di Trani e il Politecnico di Bari finalizzata a rendere concreti e trasformare in azioni misurabili gli obiettivi della Strategia regionale di sviluppo sostenibile – ha detto l’assessore all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento -. La sostenibilità ambientale è una priorità strategica per la Pubblica amministrazione, chiamata non solo a garantire servizi efficienti, ma anche a svolgere un ruolo esemplare nella tutela dell’ambiente e nell’uso responsabile delle risorse pubbliche all’interno dei propri uffici. Con questo accordo e gli atti prodotti stiamo dimostrando che la sostenibilità si può facilmente tradurre in semplici azioni quotidiane, responsabilizzando i dipendenti pubblici e la stessa Pa.”

Il nuovo direttore Pompeo Colaccio ha evidenziato la peculiarità di quanto si sta realizzando: “Siamo riusciti a fare un percorso che, partendo dall’atto generale di indirizzo strategico sulla sostenibilità, ha portato a un documento concreto cioè a delle linee guida con buone pratiche da applicare alla vita quotidiana di un ufficio pubblico, per dimostrare che le abitudini si possono cambiare con semplici gesti e con una strategia che sappia tradurre gli obiettivi in azioni.”

Comunicato stampa.

 

 Link video dichiarazione Ciliento

https://rpu.gl/aSYKJ

 

Link video dichiarazione Fratino

https://rpu.gl/GQM1B

 

Link video dichiarazione Nitti

https://rpu.gl/8LfQg

 

Link video immagini conferenza stampa

https://rpu.gl/nhRWQ




presentazione linee guida buone pratiche ambientali

 

Rettore Fratino

 

Costruire il futuro delle competenze e dell'innovazione

2026-2029. Formalizzato l’accordo quadro, Poliba-Federmanager Puglia

Costruire il futuro delle competenze e dell'innovazione

FederManager Puglia logo

La collaborazione, già operativa, si svilupperà su tre direttrici principali: percorsi didattici innovativi, vicini alle esigenze del sistema produttivo; progettazione e supporto alle lauree professionalizzanti; iniziative congiunte di trasferimento tecnologico, formazione continua e valorizzazione della ricerca. Un calendario di temi e incontri è in programma nei prossimi mesi

 

Bari, 20 ottobre 2026 – Una nuova convenzione quadro è stata sottoscritta dal Poliba con Federmanager Puglia, l’Associazione che rappresenta la categoria dei dirigenti industriali, dei quadri e delle alte professionalità del lavoro autonomo.

L’atto che porta le firme del Rettore, Umberto Fratino e del Presidente Federmanager Puglia, ing. Vincenzo Marucci, di durata triennale, 2026-2029, nasce dalla necessità di integrare sapere accademico e competenze manageriali. 

Tale collaborazione rappresenta, a giudizio delle parti, un fattore strategico per l'innovazione, la competitività delle imprese e lo sviluppo sostenibile del territorio. 

 

Contestualmente alla formalizzazione del documento sono stati nominati i referenti delle due organizzazioni: il prof. Riccardo Amirante per il Politecnico e l’ing. Antonio Arvizzigno per Federmanager Puglia.

La collaborazione si svilupperà su tre direttrici principali: percorsi didattici innovativi, vicini alle esigenze del sistema produttivo; progettazione e supporto alle lauree professionalizzanti; iniziative congiunte di trasferimento tecnologico, formazione continua e valorizzazione della ricerca. 

 

Attraverso il coinvolgimento dei manager associati a Federmanager Puglia, studenti, ricercatori e imprese potranno beneficiare di esperienze concrete, testimonianze professionali e competenze maturate nei contesti industriali più avanzati, rafforzando il collegamento tra università e mondo del lavoro. 

La convenzione sottoscritta intende rappresentare un ulteriore passo verso la creazione di un ecosistema regionale capace di generare valore, favorire l'occupabilità dei giovani talenti e accompagnare la trasformazione delle imprese pugliesi attraverso conoscenza, innovazione e managerialità. 

 

L’accordo è già operativo. Un calendario di temi e incontri, con il coinvolgimento di docenti, studenti, PMI, manager, è in programma in date ancora da definire: “Progetto Sicurezza” (fine novembre 2026, presso il Politecnico); “La sostenibilità energetica come principale fattore di competitività”; “Scenari Automotive Futuri e ricadute sul territorio pugliese”; “Formazione: definizione di aree di didattica di collaborazione a maggior valore aggiunto”.

 

Comunicato stampa.

 

Un nuovo modello. Attuazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile

Incontro stampa. Mercoledì, 21 ottobre, ore 10,00, Rettorato Politecnico di Bari

Un nuovo modello. Attuazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile 

 

Bilancio sulle attività d’interesse comune della Procura di Trani, Regione Puglia, Politecnico di Bari. Gli ambiti: orientamento alla sostenibilità della Procura di Trani; Linee guida e buone pratiche ambientali; formazione; studio degli indicatori della performance, le tecnologie. Nuove prospettive. L’iniziativa proviene dall’accordo di collaborazione sottoscritto nel 2025, prossimo alla scadenza

 

 

 Bari, 19 ottobre 2026 – Un bilancio sull’accordo di collaborazione per lo svolgimento di attività d’interesse comune della Procura della Repubblica di Trani, della Regione Puglia e del Politecnico di Bari, attinente alla attuazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, sarà oggetto di un apposito incontro con la stampa in programma mercoledì, 21 ottobre, ore 10,00 presso la sede del rettorato del Politecnico Bari (Campus universitario). 

La presentazione delle attività svolte e future deriva dall’accorso sottoscritto dalle parti il 4-5 marzo 2025, prossimo alla scadenza (31 dicembre 2026), dal titolo: “Accordo di collaborazione per lo svolgimento di attività d’interesse comune relative alla attuazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile”.

 

Interverranno: 

Il Rettore del Politecnico di Bari, prof. Umberto Fratino

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, dott. Renato Nitti

L'Assessora all'Ambiente e al Clima della Regione Puglia, dott.ssa Debora Ciliento

Il Delegato alla Sostenibilità del Politecnico di Bari, prof. Michele Dassisti.

 

 

Comunicato stampa.

L’Acqua che non si aspetta. Le alluvioni storiche di Bari

Inaugurazione. Promossa dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bari, “Aldo Moro”

L’Acqua che non si aspetta. Le alluvioni storiche di Bari 

1926-2026. Mostra fotografica in occasione del centenario. 40 fotografie sulla tragica devastazione che colpì il capoluogo pugliese nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1926

  Martedì, 20 ottobre, ore 16,00 Auditorium Palazzo Andidero, Bari. Ore 18.00, apertura mostra presso Fondazione Puglia, Palazzo Starita, Bari

 alluvione 2025 S. Rita - Bari_

 

Bari, 16 ottobre 2026 – Martedì, 20 ottobre, alle ore 18.00, a Palazzo Starita (Piazza del Ferrarese 23, Bari), si inaugura la mostra fotografica “Acqua che non si aspetta - Le alluvioni storiche di Bari in occasione del centenario dell’evento del 1926”.  L’iniziativa è promossa dal DICATECh (Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica) del Politecnico di Bari, sostenuta dal  DiSTeGeo (Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali) dell’Università degli Studi di Bari e ospitata da Fondazione Puglia.

 

L’inaugurazione sarà preceduta da un incontro che si terrà alle ore 16,00 all’Auditorium di Palazzo Andidero a Bari in Viale Venezia, 13 (Muraglia di Bari Vecchia) dove parteciperanno rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali tra cui Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

 

In occasione dell’evento inaugurale sarà anche promosso un Premio di Laurea istituito dal Politecnico di Bari in memoria del Prof. Ing. Antonio Rosario di Santo (già Ordinario di Costruzioni Idrauliche presso il Politecnico di Bari, nonché per lungo tempo Segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia), dedicato a lavori di tesi inerenti al tema dell’evento.

 

A cento anni dall’alluvione che colpì Bari nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1926, la città ripercorre gli eventi alluvionali più significativi della propria storia e l’impatto che ebbero sulla popolazione e sul territorio. Piogge torrenziali si riversarono nel centro urbano invadendo strade e abitazioni.

Il percorso espositivo raccoglie 40 testimonianze fotografiche delle alluvioni del 1905, 1915, 1926, 1954 e 2006 affiancandole a materiali informativi storici e ai principali sviluppi tecnico-scientifici delle attività di mitigazione del rischio. Le immagini restituiscono la portata degli eventi e permettono di apprezzare il loro impatto sulla città, offrendo l’occasione per comprendere il rapporto tra il tessuto urbano di Bari e le sue lame.

La mostra intende contribuire al recupero e alla conservazione della memoria storica e condividere con la cittadinanza le conoscenze maturate attraverso la ricerca e la collaborazione tra università, enti e istituzioni. Il centenario diventa così un’occasione per riflettere sulle trasformazioni del territorio, sull’impatto degli eventi meteorici a scala urbana, sul rischio idraulico e sulle opere di difesa idraulica.

 

L’esposizione, escluso il giorno dell’inaugurazione (il 20 ottobre alle 18,00), sarà visitabile tutti i giorni fino al 30 ottobre dalle 14 alle 20, con accesso libero e prenotazione 

 

Hanno detto. “I territori urbani sono in costante evoluzione, ed esposti ad un crescente rischio idraulico a causa di una molteplicità di fattori, da quelli meteorologici a quelli tecnici e sociali – dichiara Umberto Fratino, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari -.  Ora più che mai è necessario lavorare per sviluppare e condividere memoria e conoscenza, per migliorare l’alta formazione delle competenze tecniche necessarie per operare in modo saggio ed efficace sul territorio, e garantire la collaborazione di tutti gli attori istituzionali coinvolti”.

 “La storia delle alluvioni baresi, soprattutto nell’ultimo secolo, dimostra tragicamente che un territorio mantiene la propria memoria e che a Bari l’acqua, pur se assente per anni, può tornare all’improvviso – spiega Michele Mossa, professore ordinario di Idraulica al DICATECh del Politecnico di Bari -. Le testimonianze fotografiche delle alluvioni del 1905, 1915, 1926, 1954 e 2005 restituiscono la portata degli eventi e permettono di apprezzare il loro impatto sulla città, offrendo l’occasione per comprendere il rapporto tra il tessuto urbano di Bari e le sue lame, e per sottolineare l’importanza della pianificazione urbana nella gestione del rischio idraulico”.

 “La memoria storica degli eventi e la conoscenza del loro manifestarsi è il primo strumento per la definizione del rischio cui il territorio è esposto - sottolinea Giuseppe Mastronuzzi, ordinario di Geografia Fisica e Geomorfologia dell’Università di Bari -. In un periodo storico marcato da un veloce cambiamento climatico reso manifesto dall’aumento di eventi meteorologici parossistici, la conoscenza del territorio, dei processi fisici e della loro ricorrenza nel tempo è strumento di base per una corretta pianificazione territoriale al servizio della protezione dell’ambiente, dell’uomo e delle sue attività”.  

“La mostra che ospitiamo a Palazzo Starita, non vuole soltanto celebrare un anniversario, ma trasformarlo in un’occasione di conoscenza e riflessione – afferma il presidente di Fondazione Puglia, Antonio Castorani. È una memoria che appartiene a tutta la comunità e che abbiamo il dovere di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Solo così possiamo comprendere meglio il passato e guardare con maggiore consapevolezza alle fragilità del nostro territorio”.

 

Comunicato stampa.

 

Cava di maso

Inaugurazione dell’Istituto Confucio di Bari

1986-2026. In occasione del 40° anniversario del gemellaggio tra Bari e Guangzhou   

Inaugurazione dell’Istituto Confucio di Bari Co-fondatori: Politecnico di Bari e South China University of Technology

 

Inaugurazione Istituto Confucio Bari

 

Bari, 16 ottobre 2026 – Domani, sabato, 17 ottobre, sarà ufficialmente inaugurato l’Istituto Confucio di Bari, co-fondato dal Politecnico di Bari e dalla South China University of Technology. L’evento ricade nel quarantennale (1986-2026) dello storico gemellaggio di Bari con la città cinese di Guangzhou. 

L’Istituto Confucio, che avrà sede nella città vecchia, presso l’edificio del Poliba, Isolato 47, si proporrà alla città e oltre nella promozione della lingua e cultura cinese attraverso corsi di lingua cinese, l’organizzazione di eventi culturali, scambi universitari.

 

L’evento ufficiale d’inaugurazione prevede due importanti appuntamenti presso le sedi del Poliba: 

ore 15:30: cerimonia di inaugurazione, presso Isolato 47 (Strada Lamberti, 16 - Bari).

Parteciperanno il Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, l'Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, il Sindaco di Bari, Vito Leccese, l’Ambasciatore Alberto Bradanini, già Ambasciatore di Italia in Cina e Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea.

Per parte cinese: Ministro Consigliere LI Xiaoyong con una delegazione dell'Ambasciata Cinese in Italia, il Vice Presidente della South China University of Technoloy di Guanghzou, Wu Bo con una delegazione dell'università cinese, la Direttrice Cinese dell'Istituto Confucio di Bari, Hu Guiping.

 

Seguirà, ore 19:00: serata celebrativa di musica e danza cinese, presso l’Aula Magna “Attilio Alto” (Campus “Ernesto Quagliariello”, Via E. Orabona, 4, Bari) con il Gruppo Artistico della South China University of Technology, proveniente da Guangzhou.

 

.

Comunicato stampa.

 

Isolato 47

Erosione, proteggere le coste che cambiano

Marie Curie Actions. Dalla Puglia una sfida europea. Una ricerca studia le opere di difesa

Erosione, proteggere le coste che cambiano PRO-ARMOUR è il progetto europeo vincitore, sviluppato al Politecnico di Bari con la prestigiosa Università Tecnica di Delft

Intelligenza artificiale, progettazione probabilistica, sperimentazione 3D per nuovi metodi di progettazione delle scogliere e delle dighe di difesa costiera. Obiettivo finale: tradurre la ricerca in uno strumento concreto e applicabile. Vincitore del Progetto, finanziato da “Marie Curie Actions”, è Giulio Scaravaglione, ricercatore del Poliba. Intanto, in Puglia, Manfredonia, Margherita di Savoia e Barletta sono i comuni pugliesi a più elevato rischio costiero. 

 

Giulio Scaravaglione

 

Bari, 8 ottobre 2026 - Con circa mille chilometri di litorale, la Puglia possiede una delle linee di costa più estese d’Italia. Un patrimonio ambientale, paesaggistico ed economico che è, allo stesso tempo, particolarmente esposto ai processi di erosione, alle mareggiate e agli effetti attesi del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare. Gli studi regionali più recenti richiamano infatti la presenza di fenomeni erosivi diffusi lungo il litorale pugliese e la necessità di individuare interventi di mitigazione compatibili con le differenti dinamiche costiere. Nel 2026 la Regione Puglia ha avviato un programma da 26,4 milioni di euro per la difesa delle coste dagli effetti dell’erosione, delle frane e dell’arretramento della linea di costa, fenomeni indicati come aggravati dai cambiamenti climatici e dall’intensificarsi degli eventi meteomarini estremi.

Il problema e la Puglia. La vulnerabilità interessa, con caratteristiche differenti, numerosi tratti della costa regionale, dal Gargano al Salento. Particolarmente significativo è il settore compreso tra il Golfo di Manfredonia, Margherita di Savoia e la foce dell’Ofanto, dove la pianificazione regionale documenta estesi fenomeni di erosione e la presenza di numerose opere di difesa costiera. Manfredonia, Margherita di Savoia e Barletta sono stati inoltre individuati tra i comuni pugliesi a più elevato rischio costiero, per la combinazione tra litorali sabbiosi in erosione, basse quote elevate esposizioni dell’urbanizzato. In contesti di questo tipo, la progettazione di scogliere, pennelli e dighe a gettata non riguarda soltanto la protezione della linea di riva, ma la sicurezza e la resilienza di centri abitati, infrastrutture, attività economiche ed ecosistemi costieri. 

Da tempo studi e ricerche sono in corso al Politecnico di Bari. Un recente e promettente progetto lancia la sfida all’erosione e propone nuove soluzioni. Il progetto si chiama “PRO-ARMOUR” ed è vincitore dell’importante Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowship, considerato uno dei riconoscimenti più prestigiosi e selettivi a livello europeo. La sua idea nasce al Politecnico di Bari dalla ricerca di Giulio Scaravaglione, ricercatore del Politecnico di Bari, afferente al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh. Valutato con un punteggio di 96,8/100, finanziato con oltre 217 mila euro per il biennio 2026-2028, il progetto si svilupperà con la prestigiosa e antica Università Tecnica di Delft (Olanda). Al Poliba, presso il Laboratorio di Ingegneria Costiera (LIC), il più grande d’Italia, saranno sviluppati studi e modelli in scala. La ricerca coinvolgerà i professori Poliba: Alessandra Saponieri, Leonardo Damiani e Michele Mossa.

Il progetto. PRO-ARMOUR – “AI-driven probabilistic method for response-based design of rock armour slopes” – è dedicato allo sviluppo di nuovi strumenti per la progettazione delle scogliere e delle dighe a gettata in massi naturali. Il progetto, superando l’approccio esclusivamente univoco e prevedibile, intende valutare la risposta dei singoli massi sotto l’azione del moto ondoso e la conseguente probabilità di raggiungere differenti condizioni di danno. La sfida non è semplicemente costruire opere più grandi, ma comprendere meglio come queste rispondono alle onde e progettare con il livello di sicurezza realmente necessario, limitando sovradimensionamenti, costi e impatto ambientale.

Intelligenza artificiale e progettazione probabilistica. Il nuovo metodo di progettazione sarà basato su un approccio probabilistico nel quale onde, livello idrico, proprietà dei massi e forze idrodinamiche saranno trattati tenendo conto della loro naturale variabilità e delle incertezze associate. L’intelligenza artificiale sarà impiegata per rendere più efficienti le simulazioni attraverso modelli data-driven informati dalla fisica del fenomeno, combinando efficienza computazionale e interpretabilità. L’obiettivo è arrivare a strumenti capaci di quantificare il rischio di instabilità e di supportare scelte progettuali più consapevoli anche negli scenari climatici futuri.

La sperimentazione. Una parte centrale di PRO-ARMOUR sarà sviluppata presso il Laboratorio di Ingegneria Costiera (LIC) del Politecnico di Bari, dove saranno realizzate prove tridimensionali su modelli in scala di opere a gettata in condizioni di acque basse. Sensori, sistemi ottici, video-tracking e rilievi 3D permetteranno di osservare il movimento degli elementi di mantellata e l’innesco del danno, producendo un nuovo dataset sperimentale ad alta risoluzione per la calibrazione e la validazione dei modelli. La collaborazione internazionale si traduce così anche in attività sperimentali realizzate sul territorio pugliese e nella valorizzazione delle infrastrutture di ricerca del Politecnico di Bari.

I risultati. L’obiettivo finale è tradurre la ricerca in uno strumento concreto e applicabile: un software open access in Python per valutare il rischio di instabilità delle mantellate e confrontare differenti soluzioni progettuali. Una progettazione più consapevole del rischio potrà contribuire a limitare il consumo di materiale lapideo, i costi e le emissioni di CO₂, migliorando al contempo la capacità delle opere di adattarsi agli scenari climatici futuri.

 

Chi è il vincitore. Giulio Scaravaglione, 30 anni di Bari, è ingegnere civile idraulico e ricercatore nel campo dell’ingegneria costiera e marittima. Laureato con lode in Ingegneria Civile, curriculum Idraulica, al Politecnico di Bari, ha successivamente conseguito nello stesso Ateneo il Dottorato di ricerca in “Environmental, Territorial and Building Risk and Development”. La sua attività scientifica riguarda in particolare la progettazione delle opere di difesa costiera e portuale, la sperimentazione fisica, la modellazione dei processi costieri e dell’interazione onde-strutture e lo sviluppo di metodi probabilistici per la valutazione del rischio. Alla formazione al Politecnico di Bari Scaravaglione ha affiancato diverse esperienze di ricerca all’estero: all’Imperial College London (UK); al Coastal and Hydraulics Laboratory dello U.S. Army Engineer Research and Development Center di Vicksburg, negli Stati Uniti e alla Delft University of Technology (NL). 

 

Comunicato stampa.

Modello di sbarramento in scala costruito nel Laboratorio LIC del Poliba

 

Bari zona porto. Scogliera

 

Sbarramento con Tetrapodo

 

Bari, blocchi, dettaglio

 

simulazione mereggiata nel Laboratorio LIC del Poliba. Modello in scala

 

Scaravaglione secondo da dx con i docenti del Poliba Damiani-Saponieri-Mossa_

 

 

Esperienze, buone pratiche e linee guida operative per le infrastrutture stradali delle regioni del Sud



Il Progetto P.A.C.T. Al Poliba, Province attive per la crescita dei Territori 

Esperienze, buone pratiche e linee guida operative per le infrastrutture stradali delle regioni del Sud

29 sono le Province del Mezzogiorno coinvolte nel progetto PACT afferenti alle sette Regioni beneficiarie: Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il Politecnico di Bari, partner scientifico degli interventi sulle infrastrutture stradali, presenterà il rapporto finale dell'indagine condotta su tutte le Province

 

Bari, 5 ottobre 2026 – Il Progetto P.A.C.T. porta le Province del Mezzogiorno al Politecnico di Bari. Lo farà giovedì, 8 ottobre, ore 10,00, con il workshop "Infrastrutture stradali provinciali: esperienze, buone pratiche e linee guida operative". 

L’iniziativa, a cura dell'Unione delle Province d'Italia (UPI) in collaborazione con il Politecnico di Bari, intende promuovere il Progetto "P.A.C.T. (Province Attive per la Crescita dei Territori), finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON "Governance e Capacità Istituzionale" 2014-2020 FESR-FSE che si concluderà a fine anno 2026 per una durata di 12 mesi complessivi.

 

Gli obiettivi specifici del Progetto sono: potenziamento della funzione di Stazione Unica appaltante nelle Province interessate; supporto alle Province nel rilancio degli investimenti, con particolare riguardo alla progettazione, gestione e realizzazione degli interventi sulle strade; assistenza alle Province nello svolgimento della funzione di Pianificazione strategica a supporto del territorio. Per tali obiettivi sono coinvolte 29 Province situate in 7 regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

 

L'incontro, che si terrà presso l'Aula Magna "Attilio Alto" del Poliba (campus universitario), riunirà i referenti della viabilità e i dirigenti tecnici delle 29 Province del Mezzogiorno coinvolte nel progetto, afferenti alle sette Regioni beneficiarie del PN Capacità per la Coesione 2021-2027.

Nelle quattro sessioni di lavoro previste, il Politecnico di Bari, partner scientifico della Linea di intervento sulle infrastrutture stradali, presenterà il rapporto finale dell'indagine condotta sulle 29 Province. Ciò riguarderà: stato delle reti viarie, capacità organizzative, modelli di gestione e manutenzione. A questi risultati si affiancherà un'analisi dedicata dei dati OpenBDAP relativi al periodo 2020-2024. I dati di questo periodo sono particolarmente importanti perché fotografano le spese e gli investimenti pubblici effettuati durante la pandemia da COVID-19 e nella successiva fase di ripresa legata all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Ampio spazio sarà riservato alle esperienze territoriali. Una sessione di confronto aperto con i referenti provinciali affronterà temi concreti: la programmazione degli investimenti con fondi PNRR, politiche di coesione e risorse ordinarie; lo stato di attuazione del catasto strade e le prospettive dell'innovazione digitale; i rapporti con il MIT, la ZES Unica e le Regioni per il finanziamento degli interventi.

La tavola rotonda conclusiva presenterà gli strumenti messi a disposizione delle Province: il Presidio di supporto specialistico, lo strumento di prioritarizzazione degli interventi stradali secondo criteri tecnico-funzionali, territoriali, progettuali e finanziari. 

Programma. La sessione istituzionale di apertura prevede, ore 10,00, i saluti del Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, dell'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, e del Presidente di UPI Puglia e della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.

Sono previste 4 sessioni. La prima, ore 10.30, prevede due interventi: “Il Politecnico di Bari nel Progetto P.A.C.T,”; Michele Ottomanelli, Poliba e “Il Progetto P.A.C.T. e la Linea di intervento sulle strade: obiettivi e percorso”; Andrea Pacella, Responsabile Area Progetti, Unione Province Italiane. Seguiranno le altre tre sessioni.

Comunicato stampa.


I lavori saranno accessibili anche in modalità streaming, collegandosi al seguente link

 

Rete stradale e gemello digitale

 

Viadotto sensorizzato nella valle verde

Le realtà che vogliamo. Il futuro mondiale in vetrina a Bari, ricerche ed applicazioni

ISMAR 2026.  Con il contributo Poliba, dal 5 al 9 ottobre, la realtà mista e aumentata 

Le realtà che vogliamo. Il futuro mondiale in vetrina a Bari, ricerche ed applicazioni 

Sono attesi più di 650 tra esperti e ricercatori provenienti da università, centri di ricerca e industrie di tutto il mondo. All’organizzazione si aggiungono più di 900 persone coinvolte nel processo di revisione dei lavori scientifici.

 

smartglasses al Poliba

 

Bari, 2 ottobre 2026 – La sommatoria delle interazioni delle tecnologie immersive, dell’intelligenza artificiale, dei sensori, moltiplicati per il loro rapido sviluppo sta portando il futuro, nelle innumerevoli declinazioni, alla portata del nostro tempo per praticarlo. Un esempio? Il successo ottenuto dagli Smartglasses, occhiali intelligenti e connessi, prossimi successori dei comuni smartphone, capaci di integrare schermi miniaturizzati, minicomputer e altri sensori in grado analizzare il mondo circostante di chi li indossa. 

Gli Smartglasses liberano le mani dell’utente, possono mostrare in modo automatico informazioni utili, nel momento in cui servono, anche allineate con il mondo reale. Un’applicazione? La guida stradale e la sicurezza: non sarà più necessario deviare lo sguardo durante la guida. Altri esempi e applicazioni di questa tecnologia riguardano campi molto diversi come l’industria, i musei, le esibizioni, il benessere medicale, lo sport e i videogames. Altri, altamente multidisciplinari, spaziano dalle scienze applicate come l’ingegneria e l’informatica fino alle materie umanistiche come l’ergonomia cognitiva, la psicologia e l’interaction design. 

 

Un lievito che sta producendo questi repentini cambiamenti è la comunità scientifica mondiale che si riconosce nel settore dell’IEEE, (Institute of Electrical and Electronics Engineers, 500 mila aderenti, 160 Paesi), la più grande organizzazione professionale tecnica al mondo, della realtà mista e aumentata. 

 

In questo fermento tecnologico, con ampie ricadute non prive di riflessioni sul piano etico, proprio la IEEE porterà a Bari per una settimana, dal 5 al 9 ottobre prossimi, il 25° Simposio mondiale sulla realtà mista e aumentata, denominato, ISMAR 2026. Si tratta di uno dei più prestigiosi appuntamenti scientifici al mondo del settore. 

Sono attesi più di 650 tra ricercatori, studenti, professionisti e innovatori provenienti da università, centri di ricerca e industrie di tutto il mondo. Nell’organizzazione si aggiungono più di 900 persone coinvolte nel processo di revisione dei lavori scientifici, 70 chairs e 50 studenti volontari internazionali

 

ISMAR 2026 è stata organizzata da un comitato internazionale coordinato dal Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management (DMMM) del Politecnico di Bari (referenti scientifici Poliba: proff. Antonio Emmanuele Uva, Michele Fiorentino) ed è patrocinata dal Politecnico di Bari, dal Comune di Bari con il supporto di realtà industriali e di ricerca di primo piano: Google, MTM Project, Khronos Group, HIT Lab, Università di Canterbury (Nuova Zelanda). 

 

Particolarmente vicino ai contenuti delle ricerche di tale contesto è il Politecnico pugliese con un folto gruppo, “Vr3Group”, composto da più di 26 unità, tra docenti e ricercatori del Dipartimento di meccanica, matematica management (coordinatore, prof. Uva) che ha costruito in un trentennio una solida reputazione internazionale, 

 

Il programma dell’evento in Puglia, consultabile sul sito (www.ieeeismar.net/2026), è molto denso e articolato: i primi due giorni (5-6 ottobre) sono introduttivi e dedicati ai tutorial, ai workshop tematici e ai percorsi per i giovani ricercatori. 

 

La cerimonia di apertura ufficiale è prevista il 7 ottobre alle ore 9,00. Saranno aperti i lavori dagli organizzatori e annunciati i migliori contributi tra i 345 lavori scientifici già selezionati con un rigoroso processo di peer-review. Il calendario prevede tre giorni di sessioni parallele su temi come la percezione, il tracciamento e la ricostruzione 3D degli ambienti, le interfacce intelligenti e adattive, l’accessibilità, la privacy, la collaborazione, il benessere, la formazione e l’impatto sociale.  Ogni giornata includerà, la presentazione di poster e demo e l’intervento. 

L’intera attività si si svolgerà a Bari, presso il centro convegni del Nicolaus Hotel.

 

Comunicato stampa.

 

Gli smartglasses usati nella didattica al politecnico di Bari aiutano gli studenti, comprendere concetti

 

Mixed reality nell’industria gli smartglasses aiutano gli operai a interagire con i macchinari e risolvere problemi

 

Una applicazione prossima di mixed reality. Gli smartglasses aiutano a comprare cibi sani e compatibili

 

Un concept di Mixed reality nel campo dei cantieri stradali gli smartglasses aiutano gli operai a comunicare tra loro

Poliba Corse, 3° posto nazionale in Classe 3, per il progetto dedicato alla nuova monoposto elettrica

Formula SAE Italy. 21° edizione, autodromo "Riccardo Paletti", Varano de' Melegari, Parma 

Poliba Corse, 3° posto nazionale in Classe 3, per il progetto dedicato alla nuova monoposto elettrica

Le prove statiche hanno riguardato: Business Plan Presentation; Engineering Design Event; Cost and Manufacturing Event. Coinvolti nel team 17 studenti delle varie specializzazioni dei corsi di laurea Poliba

 

 

Il team Poliba Corse, 3 posto

 

Bari, 30 settembre 2026 – Si è distinto con un qualificato 3° posto il team del Poliba Corse alla 21° edizione della Formula SAE Italy tenutasi presso l’autodromo "Riccardo Paletti" di Varano de' Melegari, in provincia di Parma (2-6 settembre). 

 

Alla competizione Formula SAE, hanno preso parte circa 1600 studenti e studentesse universitari provenienti da 13 nazioni di tutto il mondo. Obiettivo della specialità: fornire agli studenti l'opportunità di confrontarsi a livello globale, in una competizione capace di dar loro la possibilità di mettere in pratica quanto appreso nel corso del proprio percorso di studi.   

Ogni team ha potuto progettare, costruire, testare e promuovere il proprio prototipo, completo di piano aziendale e analisi dettagliata dei costi. 

 

La squadra del Poliba Corse composta da 17 studenti provenienti dai vari corsi di laurea: Meccanica, Gestionale, Sistemi Aerospaziali, Elettrica, Informatica, Elettronica, Tecnologie Internet, Automation and Robotics, coordinati dal prof. Leonardo Soria, Dipartimento DMMM, ha partecipato nella categoria, "Classe 3", prova statica, valida per i progetti dedicati alle monoposto che si intendono realizzare. 

La gara sulla progettazione, validata con il terzo posto, ha riguardato il progetto di una vettura monoposto elettrica, denominata, “PC One” (PC per Poliba Corse). Il futuro prototipo auto sostituirà la “PC7-Finale”, ultima monoposto con motore a combustione interna. 

 

Le prove statiche hanno riguardato. Business Plan Presentation: una presentazione di 10 minuti della monoposto a cui è stato attribuito dai giudici un punteggio (52,273 punti su 75) sulla base di alcuni indici, come la fattibilità dell’idea ed esposizione. Engineering Design Event: il Team ha illustrato le scelte progettuali effettuate (124 punti su 150). Cost and Manufacturing Event: presentazione di un report dettagliato di tutti i costi associati ai materiali impiegati, ai processi produttivi e all'assemblaggio del prototipo (60,968 punti su 100).  

Nella seconda parte dell’evento, chiamata “Cost Understanding”, il Team Poliba ha risposto a domande riguardanti scenari ipotetici proposti dai giudici. 

Con un punteggio di complessivi 237,241 punti, POLIBA CORSE si è classificato al terzo posto nell’Overall della Classe 3. Un podio che non arrivava dal 2010. 

Tale risultato rappresenta un fondamentale punto di partenza per la nuova stagione, in cui il Team intende costruire la nuova vettura elettrica per partecipare alle gare della prossima estate 2027. 

 

La squadra Poliba Corse 2026. Gianluca Franco, team leader; Alessandro Colonna, CTO meccanico; Ferdinando Dargenio, CTO elettrico; Mattia Volturno, Division Leader Aerodynamics; Alessandro Dongiovanni, Divisione Aerodynamics; Francesco Palumbo, Division Leader Vehicle Dynamics; Gianluca Gioia, Divisione Drivetrain; Cristiano De Pasquale, Division Leader Cooling System; Gerardo Silba, Divisione Cooling System; Michele Carella, Divisione Chassis; Michele Monteriso, Divisione Chassis; Giovanni Cisternino, Co-division Leader E-Powertrain; Federico Marvulli, Co-division Leader E-Powertrain; Marco Maraglino, Division Leader Electronics & Software; Claudio D'Ambrosio, Divisione Electronics & Software; Michele Del Nobile, Divisione Business; Giuseppe Palmitessa, Divisione Cost Management. Prof. Leonardo Soria, Faculty Advisor. 

 

Comunicato stampa.

 

CAD completo PC One

 

Podio

 

Cerimonia di premiazione

 

 

Nicola Linsalata, funzionario Poliba, nominato Presidente della Rete delle Orientatrici e degli Orientatori delle Università Italiane

 

ROUI. Orientamento universitario. Mandato quinquennale

Nicola Linsalata, funzionario Poliba, nominato Presidente della Rete delle Orientatrici e degli Orientatori delle Università Italiane

 

 

Nicola Linsalata secondo da dx

Bari, 28 settembre 2026 - Il dott. Nicola Linsalata, funzionario, responsabile dell’Ufficio Orientamento e Tirocini del Poliba è stato nominato Presidente della ROUI, la Rete delle Orientatrici e degli Orientatori delle Università Italiane in occasione del convegno “Orientati ad Orientare”, svoltosi a Trieste. Mandato quinquennale, avrà il compito di consolidare e sviluppare il ruolo strategico dell’orientamento all’interno del sistema universitario nazionale.

 

La ROUI è la rete nazionale nata con l’obiettivo di valorizzare la professionalità dell’orientamento universitario e contribuire alla costruzione di un sistema di orientamento sempre più qualificato, stabile e integrato.

La sua nascita deriva dall’esperienza maturata dagli Atenei italiani nell’ambito delle attività legate al PNRR e di sviluppo delle politiche di orientamento e rafforzamento del rapporto tra università e scuole, territori, istituzioni e mondo del lavoro.

 

La Rete si propone di valorizzare la figura dell’orientatore universitario e contribuire alla definizione di un sistema nazionale di orientamento capace di garantire continuità, qualità e professionalità.

La ROUI ha recentemente attivato anche il proprio spazio web dedicato, www.roui.it.

 

«Orientare – secondo il neo Presidente, Linsalata – significa accompagnare una persona lungo un processo continuo di costruzione del proprio futuro, aiutandola a immaginare possibilità, riconoscere opportunità e compiere scelte consapevoli. È una responsabilità straordinaria e, proprio per questo, richiede competenza, professionalità, continuità e collaborazione».

 

Comunicato stampa.

Progetto CAVES, nuova metodologia di studio e analisi delle strutture carsiche ipogee per definirne geometria, geotecnica, evoluzione, età

Geologia. Focus sul paesaggio carsico sotterraneo della Murgia pugliese del sud-est

Progetto CAVES, nuova metodologia di studio e analisi delle strutture carsiche ipogee per definirne geometria, geotecnica, evoluzione, età

Best practics, migliore conoscenza dei siti e loro evoluzione. Monitorate 11 grotte tra Castellana, Ostuni, Putignano, Martina, Polignano a Mare. Il progetto è stato finanziato dall’Università di Bari e sviluppato dal Politecnico di Bari, in associazione con la Mer.Mec. Engineering

 

Scansione grotte Lidar 3D

 

Bari, 24 settembre 2026 – Ad una migliore conoscenza scientifica degli ambienti carsici, come le grotte, presenti nell’area del sud-est della murgia pugliese ha contribuito il Progetto CAVES, “Valutazione di ambienti carsici mediante applicazione di metodi isotopici e geomorfologici”. Il progetto, finanziato dall’Università di Bari con 440 mila euro è stato sviluppato dal Politecnico di Bari, in associazione con la Mer.Mec. Engineering nel corso del 2025. Responsabile scientifico, prof. geol. Alessandro Reina, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh).

I risultati sono stati presentati al pubblico l’11 settembre a Putignano, presso la Grotta del Trullo. Presenti, oltre al prof. Reina, il Direttore del Dipartimento Dicatech, Leonardo Damiani, il Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e geoambientali di UniBa, Giuseppe Mastronuzzi, il Presidente della Federazione Speleologica Pugliese, Aurelio Marangella, Doriana Mastrangelo per il Consiglio Nazionale dei Geologi, il Sindaco di Putignano, Michele Vibnella, il Sindaco di Castellana Grotte, Domenico Ciliberti. 

Il progetto ha avuto lo scopo di creare un focus sul paesaggio carsico sotterraneo di quell’area della Puglia. In particolare, ha inteso creare una metodologia di studio e analisi (best practics) delle strutture carsiche ipogee per definirne la geometria, la geologica, la geotecnica, l’evoluzione e l’età.

 

I siti. Le grotte oggetto di studio e approfondimento scientifico sono state: La Grave (Castellana Grotte); grotta del Cuoco (Martina Franca); grotta San Luca, grotta Sicarico, grotta Romanazzi, grotta La Doganiera (Monopoli); grotta Monte San Magno, grotta Zaccaria, grotta Trappeto de Lo Borronuto, grotta delle Volpi (Ostuni); grotta Santa Barbara (Polignano a Mare); grotta del Trullo (Putignano).

La loro scelta è stata giustificata per le differenti caratteristiche morfologiche e collocazione perpendicolare rispetto alla linea di costa.

L’intervista. Poliba Chronicle ha intervistato il responsabile scientifico del progetto. 

 

Prof. Reina quali sono stati i risultati più importanti ottenuti dal Progetto Caves? 

“Sicuramente il miglioramento della restituzione della morfologia interna delle grotte rispetto a quelle presenti nel Catasto delle cavità della Regione Puglia. È stata per la prima volta applicata la moderna tecnologia SLAM Lidar nel rilievo delle cavità. Tali rilievi laser hanno permesso di fornire indicazioni utili e più precisi dati sulle dimensioni, geometria e morfologia delle cavita, anche rispetto ai rilievi effettuati in passato con le metodologie classiche e presenti nel Catasto delle Grotte della Regione Puglia. Per la prima volta e stato possibile ricostruire in 3D lo sviluppo morfologico delle grotte studiate, che permette di analizzare meglio e con più dettagli l’evoluzione del sistema carsico murgiano.

 

Grotte. I risultati riguardano uniformemente l'insieme indagato o sono emerse specificità?

Ogni grotta ha delle specificità come la grandezza degli ambienti, le concrezioni ecc...ma questo è alla base della loro unicità e bellezza. In tutti i casi, sono stati calcolati i tassi di accrescimento delle stalagmiti con valori compresi tra 1-3mm ogni 1000 anni. È stata fatta la verifica della stabilità delle grotte e sono risultate tutte in equilibrio statico.  Tutte le grotte, infatti, presentano ammassi rocciosi in equilibrio e non mostrano potenziali evoluzioni di crolli. I rilievi geologici, geomorfologici, geomeccanici e geostrutturali, hanno permesso di avviare un percorso finalizzato alla sicurezza dei siti carsici. Questi risultati potranno essere utilizzati ai fini della pianificazione e della progettazione ingegneristica.

 

Le indagini eseguite, i risultati ottenuti, disegnano una conoscenza più dettagliata della territorialità della Murgia del sud-est? Di che tipo?

La ricaduta tecnico scientifica è in primo luogo per gli operatori della gestione, sicurezza e pianificazione del territorio come amministratori pubblici e professionisti che possono avere consapevolezza precisa della posizione ampiezza e profondità delle cavità studiate.

La variabilità climatica osservata ci fornisce importanti informazioni sulla velocita con cui il clima può cambiare stato, sui meccanismi che guidano tali cambiamenti e sugli anticipi, ritardi e sincronicità che si verificano nelle diverse zone climatiche.

 

Storia. Che valenza ha avuto il fluttuare del mare nella storia geologica della Puglia?

L'importanza di questa ricerca è stata quella di fornire un contributo allo studio dei cambiamenti climatici degli ultimi 150000 anni attraverso lo studio degli isotopi del Carbonio che sono indicativi della presenza di vegetazione e dell'ossigeno che indica invece la variazione di temperatura. La paleogeografia della Puglia nel Pleistocene e stata fortemente influenzata dalle oscillazioni del livello del mare, che hanno modificato le coste e gli ambienti costieri, trasformandoli da lagune a paludi e viceversa. Le fluttuazioni del livello del mare sono state il fattore principale nell'evoluzione geologica e ambientale dell'area costiera, nonché della diffusione e sviluppo del carsismo pugliese.

 

Il lavoro svolto quali prospettive traccia sul piano scientifico? 

Il progetto non ha avuto la pretesa di essere esaustivo nella ricerca ma contribuisce alla individuazione di quelle che potrebbero essere delle best practices nello studio delle cavità carsiche pugliesi, anche in virtù della volontà dimostrata dalla Regione Puglia di volerlo candidare al riconoscimento UNESCO”. 

 

Il Progetto Caves è stato finanziato dall’Università di Bari “Aldo Moro” con 440 mila euro nell’ambito del “Historical  Landscapes, Traditions and Cultural Identities”, del PNRR MUR – M4C2 – Inv.1.3 – con Avviso “Bando a Cascata” a valere sul Progetto dal titolo “CHANGES - Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society”.

Periodo di svolgimento: 2025.

Tutti i dati della ricerca sono stati raccolti e resi pubblici: web.sit-puglia.it/caves. Credenziali. Username: visitatore; Password: vSLC5gwr).

 

Comunicato stampa.

 

Putignano. presentazione

 

Putignano momento confronto

 

Putignano. Grotta del trullo sede della presentazione.jpeg

 

Putignano. Interno grotte

Conclusa al Poliba la 2 edizione della Summer School sui Sistemi autonomi e intelligenti

Dottorato DAUSY. Dopo la Winter School, prima edizione, tenutasi a gennaio 2026

Conclusa al Poliba la 2 edizione della Summer School sui Sistemi autonomi e intelligenti

Cinque giornate di formazione e innovazione per gli studenti del dottorato. Temi affrontati: controllo automatico, robotica, apprendimento automatico, ottimizzazione, sistemi distribuiti e tecniche decisionali. La partecipazione di COMAU, ICAM, KUKA, MASMEC, PAL Robotics

 

Dottorandi e docenti con i robot presentati durante le dimostrazioni tecnologiche

 

 

Bari, 21 settembre 2026 – Si prevede che i continui sviluppi nei settori dell'automazione, dei sistemi di controllo, della scienza dei dati e dell'intelligenza artificiale influenzeranno profondamente il ruolo dei sistemi ingegneristici e le nostre società.

I sistemi autonomi sono il motore principale che rende possibili tecnologie come la produzione intelligente, i veicoli autonomi, i droni e le reti intelligenti. Questi sistemi sono in grado di apprendere e di svolgere autonomamente compiti decisionali.

Il dottorato di ricerca nazionale (Ph.D.) in “Sistemi Autonomi” (DAUSY), coordinato dal Politecnico di Bari (referente, prof.ssa Mariagrazia Dotoli), ha posto l'attenzione principale sull'ampio campo dell'ingegneria dell'automazione e sui suoi numerosi collegamenti con la meccanica teorica e applicata, l'ottimizzazione, i sistemi di comunicazione, la teoria dell'informazione, l'apprendimento automatico, l'informatica, la matematica e l'elaborazione dei segnali. Non solo. Al fine di fornire competenze di alto livello e una rigorosa formazione alla ricerca per preparare gli studenti a diventare professionisti versatili e ricercatori competenti, il dottorato ha organizzato la seconda edizione della DAuSy PhD Summer School on “Autonomous Systems”.

Dopo la prima edizione tenutasi a gennaio come Winter School, l’iniziativa ha proposto la Summer School di cinque giornate di formazione (7-11 settembre) con docenti nazionali ed europei a 25 studenti del dottorato. Temi principali affrontati: controllo automatico, robotica, apprendimento automatico, ottimizzazione, sistemi distribuiti e tecniche decisionali. 

 

Un aspetto distintivo della seconda edizione è stata la forte partecipazione delle aziende. COMAU, ICAM, KUKA, MASMEC e PAL Robotics hanno offerto numerosi interventi sulle trasformazioni della robotica e dell’automazione, affrontando temi quali l’intelligenza artificiale applicata ai sistemi robotici, la robotica mobile autonoma, le piattaforme software modulari, la digitalizzazione e la sostenibilità dei processi produttivi. Le aziende hanno contribuito anche fuori dall’aula. I partecipanti, infatti, hanno assistito a dimostrazioni tecnologiche di COMAU, KUKA e PAL Robotics, osservando da vicino sistemi robotici avanzati e dialogando con gli specialisti delle aziende. La Scuola ha inoltre organizzato una visita tecnica presso MASMEC, offrendo l’opportunità di conoscere le attività di ricerca industriale, le tecnologie e i processi di innovazione.

 

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dei Chapter italiani della IEEE Control Systems Society, della IEEE Robotics and Automation Society e della IEEE Systems, Man, and Cybernetics Society.

 

La Scuola è stata organizzata dal Comitato scientifico: Mariagrazia Dotoli e Raffaele Carli (Politecnico di Bari), Alberto Cavallo (UniCampania “Luigi Vanvitelli”), Laura Giarrè (UniModena-Reggio Emilia), Federica Pascucci (UniRoma Tre). 

 

Comunicato stampa.

 

 

I partecipanti durante la visita tecnica al reparto produttivo di MASMEC

 

La coordinatrice del Dottorato Nazionale DAuSy,  Mariagrazia Dotoli, durante l’apertura dei lavori

 

La dimostrazione tecnologica con il robot mobile manipolatore di PAL Robotic

 

La dimostrazione tecnologica con la cella robotica di Comau_

 

La dimostrazione tecnologica del robot mobile autonomo di KUKA_

377 tirocini nelle sedi diplomatiche. On line il terzo bando 2026 MAECI MUR CRUI

Studenti magistrali e ciclo unico. Fino al 28 settembre per presentare la propria candidatura

377 tirocini nelle sedi diplomatiche. On line il terzo bando 2026 MAECI MUR CRUI

Il bando riguarda: rappresentanze diplomatiche, Uffici consolari e Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

 

logo tirocini CRUI

 

 

Bari, 17 settembre 2026 - C’è tempo fino alle ore 17.00 del prossimo, 28 settembre per gli studenti di laurea magistrale e a ciclo unico del Politecnico di Bari per candidarsi su tirocinicrui.app a uno dei 377 tirocini proposti dal nuovo bando del programma MAECI MUR CRUI.

 

I giovani selezionati potranno collaborare con ambasciate (177 posti disponibili), consolati (91), istituti di cultura (64), rappresentanze diplomatiche (44) e delegazioni (1). Dal punto di vista geografico i posti presso le sedi ospitanti sono così dislocati: 185 in Europa, 90 in America, 61 in Asia, 27 in Africa e 14 in Oceania.

 

I tirocini, 22 dei quali si svolgeranno a distanza, inizieranno l’11 gennaio 2027, termineranno il 9 aprile 2026 e potranno essere prorogati per un altro mese, a fronte di un accordo fra le parti. 

 

Il tirocinio dà diritto al riconoscimento di almeno 1 CFU per ogni mese di attività e a un rimborso spese minimo di 300 euro mensili se svolto in presenza. L’avviso di selezione è accessibile a tutte le classi di laurea.

 

A seguito della modifica della normativa che regola l’accesso alla carriera diplomatica, l’avviso di selezione è accessibile a tutte le classi di laurea.

 

Al terzo bando 2026 MAECI MUR CRUI, aderiscono 60 atenei di tutta Italia. Per la Puglia, oltre al Poliba, figurano Uniba, LUM, Unisalento.

 

Gli studenti Poliba, interessati alla candidatura e per approfondimenti o informazioni possono rivolgersi ai seguenti indirizzi e-mail: luciana.cicerone@poliba.it o nicola.linsalata@poliba.it                                                                                                 

 

Il bando completo è al seguente link: https://www.tirocinicrui.it/wp-content/uploads/2026/09/Avviso_tirociniMAECI_07-09-2026-1.pdf

 

 

Comunicato stampa.

CRUI Sede Roma

 

Poliba, il prof. Silvano Vergura, eletto Vicepresidente della Federazione Europea Prove non Distruttive

2026-2030. Nominato a Verona in occasione della Conferenza 2026 CND

Poliba, il prof. Silvano Vergura, eletto Vicepresidente della Federazione Europea Prove non Distruttive

La federazione promuove i controlli non distruttivi su materiali e sistemi, essenziali per garantire la sicurezza e l'affidabilità a beneficio dell'industria, degli utenti e della comunità. La termografia all'infrarosso ampiamente utilizzata per l'efficienza energetica nel settore delle energie rinnovabili, fotovoltaico ed eolico

 

Verona. Conferenza CND 2026. Vergura, quinto da dx

 

Bari, 16 settembre 2026 – Il prof. Silvano Vergura, docente Poliba di “Sistemi Fotovoltaici e di Diagnostica degli Impianti”, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione, è stato eletto Vicepresidente della Federazione Europea Prove non Distruttive per il periodo, 2026-2030. La elezione è avvenuta a Verona durante la conferenza 2026 della federazione.

Fondata nel 1998 a Copenaghen, la Federazione unisce le attività delle singole 27 Associazioni nazionali europee che si occupano dei controlli non distruttivi (CND). In Italia, l'Associazione Italiana prove Non Distruttive, AIPnD, fondata nel 1979, rappresenta un punto di riferimento per esperti del settore coinvolti nel campo dei controlli non distruttivi, delle ispezioni e del controllo qualità.

 

Cosa sono. La diagnostica e i Controlli Non Distruttivi (CND) permettono di valutare lo stato di salute di componenti e impianti senza danneggiarli né interromperne il funzionamento attraverso controlli superficiali e volumetrici.

I controlli superficiali si concentrano sull'individuazione di cricche, porosità o discontinuità affioranti o strettamente sub-superficiali. Tra questi spiccano l'esame visivo (VT), i liquidi penetranti (PT) e la magnetoscopia (MT). 

I controlli volumetrici penetrano nel cuore della materia per mappare difetti interni e profondi come inclusioni o mancanze di fusione. Le tecniche principali in questo campo sono la radiografia industriale (RT) e gli ultrasuoni (UT), fondamentali per l'ispezione di saldature e fusioni spesse. 

Tra i metodi CND emergenti figura la termografia all'infrarosso (IRT), una tecnica non a contatto che rileva le radiazioni termiche. In ambito civile, la termografia è ampiamente utilizzata per l'efficienza energetica, l'individuazione di ponti termici, distacchi di intonaco e infiltrazioni d'acqua. In ambito industriale, permette il monitoraggio predittivo di quadri elettrici, cuscinetti meccanici e refrattari di forni, individuando i surriscaldamenti prima del guasto. Infine, ricopre un ruolo cruciale nel settore delle energie rinnovabili per ottimizzare la resa energetica degli impianti di generazione. Nei moduli fotovoltaici, consente di localizzare hcelle danneggiate e difetti di connessione, spesso eseguendo rilievi rapidi tramite droni su grandi parchi solari. Nelle pale eoliche, l'analisi termografica dinamica permette di scovare delaminazioni interne del materiale composito e cricche strutturali dovute alla fatica meccanica.


Comunicato stampa.

 

Campo fotovoltaico

 

Termografia del campo fotovoltaico. Esame all'infrarosso

 

Prof. Silvano Vergura, Poliba

 

Il Politecnico di Bari e l’Università “Aldo Moro” in visita al CERN, il più importante laboratorio europeo per la fisica delle particelle

Svizzera. 7-8 settembre, prima missione istituzionale congiunta a Ginevra 

Il Politecnico di Bari e l’Università “Aldo Moro” in visita al CERN, il più importante laboratorio europeo per la fisica delle particelle

Una delegazione guidata dai rettori, Umberto Fratino e Roberto Bellotti è stata ricevuta dalla Direzione del CERN, il più importante laboratorio europeo per la fisica delle particelle. Al centro dell'incontro: ricerca, innovazione, tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, formazione delle nuove generazioni di scienziati

 

Firma libro d'onore Fratino_

 

 

Bari, 11 settembre 2026 - Per la prima volta, il Politecnico di Bari e l'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, hanno compiuto una missione istituzionale congiunta al CERN di Ginevra (CH), organismo internazionale per la ricerca nucleare e punto di riferimento mondiale per la fisica delle particelle. 

La delegazione dei due Atenei, guidata dai rettori, Umberto Fratino e Roberto Bellotti, è stata ricevuta dalla Direzione del laboratorio, confermando il valore strategico di una collaborazione scientifica che lega Bari al CERN da oltre sessant'anni.

 

Il rapporto con il centro di ricerca ginevrino affonda infatti le proprie radici nelle attività del Dipartimento Interuniversitario di Fisica, condiviso da Università e Politecnico di Bari, e della Sezione barese dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Una collaborazione che negli ultimi decenni si è sviluppata soprattutto attorno al Large Hadron Collider (LHC), il più grande acceleratore di particelle mai costruito, e ai suoi principali esperimenti internazionali, coinvolgendo una vasta comunità di docenti, ricercatori, dottorandi, studentesse e studenti.

 

Per l'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” hanno preso parte alla missione, oltre al rettore Bellotti, il direttore generale Uniba, Ernesto Somma, la delegata alla Ricerca scientifica e tecnologica, Anna Colaleo, la direttrice del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, Elisabetta Todisco e la direttrice della Direzione Ricerca, Terza Missione e Internazionalizzazione, Adriana Agrimi. 

Per il Politecnico di Bari erano presenti il rettore, Fratino, la vice-direttrice del Dipartimento Interuniversitario di Fisica, Gabriella Pugliese e il delegato alla Ricerca, Giuseppe Eugenio Bruno.

 

Numerosi i temi affrontati durante gli incontri con i responsabili del CERN: dalla fisica delle alte energie agli sviluppi dei rivelatori per gli esperimenti CMS, ALICE, SND@LHC e n_TOF, fino alle prospettive offerte dalle infrastrutture di calcolo scientifico e dalle attività di CERN openlab. Al centro del confronto anche le tecnologie quantistiche, la fisica medica e la produzione di radioisotopi per applicazioni diagnostiche e terapeutiche nei laboratori ISOLDE e CERN-MEDICIS, oltre alle opportunità di innovazione e trasferimento tecnologico promosse attraverso IdeaSquare. Ampio spazio è stato infine dedicato alle iniziative rivolte a studenti, dottorandi e giovani ricercatori, con particolare attenzione ai percorsi di formazione e ricerca da svolgere presso il CERN.

 

La visita ha rappresentato anche un'occasione di incontro con le giovani protagoniste di Art & Science across Italy, il progetto che avvicina gli studenti delle scuole superiori alla cultura scientifica attraverso il linguaggio dell'arte. 

Presso lo Science Gateway, la delegazione ha incontrato le vincitrici dell'edizione 2024-2026 del programma promosso dall'INFN, dal CERN, dall'Università degli Studi di Napoli Federico II e dall'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Nel pomeriggio, i rettori hanno inoltre ascoltato le presentazioni di alcuni giovani ricercatori impegnati nei principali esperimenti internazionali. Antonio Palasciano ha illustrato le attività del progetto ALICE, Felice Nenna quelle di CMS, Giulio Perfetto il contributo all'esperimento n_TOF e Giuliana Galati le ricerche sviluppate nell'ambito di SND@LHC, offrendo una testimonianza diretta del ruolo che la comunità scientifica barese continua a svolgere nelle grandi sfide della ricerca internazionale.

 

 

Comunicato stampa Poliba-Uniba.

 

Il rettore, Fratino indica LHC, il più grande acceleratore di particelle mai costruito

 

incontro studentesse

 

Interno CERN

 

Firma Bellotti

 

 

Fotografie. Immagini ufficiali della visita: https://cds.cern.ch/record/2970119 — credito obbligatorio © 2026 CERN, riproduzione soggetta alle condizioni d’uso dell’Organizzazione (copyright.web.cern.ch).

Nadia Giuffrida è la nuova Direttrice del Centro Studi e Ricerche dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti

2026-2029. Docente del Poliba, è stata nominata dal Consiglio Direttivo Nazionale AIIT

Nadia Giuffrida è la nuova Direttrice del Centro Studi e Ricerche dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti

 

traffico in città

 

Bari, 10 settembre 2026 - Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti (AIIT), ha nominato Direttrice del Centro Studi e Ricerche la prof.ssa Nadia Giuffrida, professoressa associata del Politecnico di Bari, afferente al settore Trasporti presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh). La prof.ssa Giuffrida è subentrata a Michela Le Pira, docente dell'Università di Catania. 

Per il prossimo triennio 2026-2029, la prof. Giuffrida coordinerà e supervisionerà le attività scientifiche e i Tavoli di Lavoro tematici dell’Associazione e coordinerà il Convegno Internazionale TIS Roma (Transport Infrastructure and Systems), uno dei principali appuntamenti promossi dall’AIIT.

Nadia Giuffrida, siciliana, ha conseguito nel 2018 il dottorato di ricerca in Valutazione e Mitigazione dei Rischi Urbani e Territoriali presso l’Università degli Studi di Catania. Successivamente è stata ricercatrice post-dottorato presso lo Spatial Dynamics Lab dello University College Dublin. Lavora al Politecnico di Bari nel settore dei Trasporti presso il DICATECh dal 2022 ed è professoressa associata dal 2025. La sua attività di ricerca si concentra sulla pianificazione dei trasporti ed è documentata da oltre 70 pubblicazioni scientifiche e dalla partecipazione, in qualità di relatrice, a numerosi convegni nazionali e internazionali. Membro dell’AIIT dal 2015, ha partecipato ai comitati organizzativi e scientifici delle conferenze internazionali TIS Roma del 2019, 2022 e 2024.

L’AIIT è un’associazione tecnico-scientifica nazionale fondata nel 1952 che riunisce esponenti del mondo accademico, professionale e istituzionale attivi nei settori della mobilità, del traffico, delle infrastrutture e dei trasporti. Attraverso iniziative di ricerca, formazione e divulgazione, promuove il confronto tra le diverse competenze del settore e contribuisce allo sviluppo di sistemi di trasporto più efficienti, sicuri e sostenibili.

L’elezione della prof.ssa Giuffrida rappresenta un importante riconoscimento del suo percorso scientifico e professionale e rafforza la presenza del Politecnico di Bari nel dibattito nazionale e internazionale sui temi della mobilità, del traffico e dei sistemi di trasporto.

 

Comunicato stampa.

 

prof.ssa Nadia Giuffrida

 

Progetto INPHOMIR, sistemi ottici miniaturizzati per nanosatelliti CubeSat, droni e veicoli autonomi

Fondazione Puglia. Scuola di tecnologie fotoniche integrate per sensoristica e navigazione 

Progetto INPHOMIR, sistemi ottici miniaturizzati per nanosatelliti CubeSat, droni e veicoli autonomi

In corso a Bari dal 7 all’11 settembre. Iniziativa organizzata dal Poliba. Visite scientifiche alla Sitael SpA e a Grottaglie Airport Test Bed 

 

8 settembre. I partecipanti della Scuola in visita alla sede Sitael SpA  - Mola di Bari

 

Bari, 9 settembre 2026 – E’ in corso da lunedì, 7 settembre e per tutta la settimana, sino a venerdì, 11, a Bari, presso la sede della Fondazione Puglia (via Venezia, centro storico) la “The Inphormir Training School”. Si tratta della Scuola del progetto “Inphomir”, dedicata alle tecnologie fotoniche integrate per la sensoristica e la navigazione spaziale e terrestre. Titolo dell’edizione barese 2026: “From Platforms to Applications”. Alla scuola partecipano dottorandi, giovani ricercatori, studenti magistrali e professionisti.

Il progetto nella sua interezza è coordinato dall'azienda italiana GEM Elettronica e comprende partner di rilievo come il Politecnico di Bari (con il suo Optoelectronics Laboratory), la Technical University of Munich, l'Eindhoven University of Technology e altri istituti ed aziende europee. 

La settimana scientifica, curata dal Politecnico di Bari,in collaborazione con BeWarrant – Gruppo Tinexta. è parte integrante del progetto di ricerca e innovazione, “Inphomir”, finanziato dal programma Horizon Europe, attraverso una Research and Innovation Action, con un contributo UE di 500 mila euro. 

Avviato nel 2023, si concluderà nel 2028, “Inphomir” mira a sviluppare circuiti integrati fotonici (PIC) basati su fosfuro di indio, materiale semiconduttore con eccezionali proprietà elettro-ottiche fondamentale per elettronica e fotonica. L'obiettivo è miniaturizzare sistemi ottici complessi per installarli su piattaforme dove lo spazio e il peso sono minimi, come nanosatelliti (CubeSat), droni e veicoli autonomi. “Non si tratta soltanto di miniaturizzare strumenti esistenti - aggiunge la prof.ssa Caterina Ciminelli del Poliba, Dipartimento Elettronica e Informazione, coordinatrice dell’Optoelectronics Laboratory – ma di sviluppare le tecnologie necessarie per realizzare sensori integrati più compatti ed efficienti”. Temi questi, della Scuola in corso a Bari. 

Attualmente, infatti, le tecnologie innovative e all'avanguardia come la navigazione spaziale basata su nanosatelliti e la navigazione autonoma sono attualmente ostacolate dalla mancanza proprio di dispositivi con tali caratteristiche. 

Nel progetto alla base della ricerca c’è la fotonica che comprende le tecnologie che utilizzano la luce per trasmettere ed elaborare informazioni ed effettuare misure e la fotonica integrata che consente di riunire su un semplice chip più funzioni ottiche: per generare, guidare, modulare, filtrare e rivelare la luce, a seconda della piattaforma utilizzata. Si passa così da sistemi costituiti da numerosi componenti separati a circuiti nei quali molte di queste funzioni sono integrate. Le applicazioni spaziano dalle telecomunicazioni e dai centri di elaborazione dati alla sensoristica ambientale, industriale e biomedicale, fino alla metrologia e ai sistemi autonomi.

“La frontiera della ricerca applicata è una delle frontiere più rilevanti – continua la prof.ssa Ciminelli. La difficoltà non consiste in una semplice mancanza di sensori quanto nella combinazione di prestazioni elevate, dimensioni ridotte e compatibilità con le esigenze dell’applicazione finale. La miniaturizzazione è importante sia per equipaggiare droni di piccole dimensioni sia per contenere l’ingombro della sensoristica a bordo dei nanosatelliti. Ebbene ricordare che un dispositivo che funziona bene in laboratorio è un punto di partenza, non ancora il punto di arrivo”. 

In tale settore scientifico la Puglia offre un contesto nel quale ricerca universitaria, competenze industriali e infrastrutture di sperimentazione possono dialogare direttamente. Esempi sono SITAEL, azienda pugliese che opera nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di piccoli satelliti, sistemi di propulsione e apparati per missioni spaziali. Il Grottaglie Airport Test Bed, gestito dal Distretto Tecnologico Aerospaziale – DTA, infrastruttura dedicata alla ricerca, alla sperimentazione e alla validazione di sistemi aerei senza equipaggio e tecnologie di volo autonomo. Entrambe sono, tappe di visita dei partecipanti (8 e 10 settembre) con l’obiettivo formativo di mostrare il contesto nel quale le tecnologie discusse durante le lezioni potrebbero essere impiegate per rendere più concreto il collegamento tra ricerca sui dispositivi e le esigenze di sistema.

Il Politecnico di Bari partecipa a INPHOMIR attraverso, l’Optoelectronics Laboratory che ha competenze nella modellazione, progettazione e caratterizzazione sperimentale di dispositivi e circuiti fotonici integrati anche per lo spazio. Il ruolo del Politecnico unisce quindi progettazione e verifica sperimentale, in collaborazione con i partner.

Tra le realtà rappresentate a Bari figurano, oltre al Poliba, Politecnico di Milano, IMEC–Ghent University, Eindhoven University of Technology, Technical University of Munich, Paul Scherrer Institut, C2N–CNRS/Université Paris-Saclay, University of Cyprus, Fondazione Bruno Kessler, Tyndall e INRiM e aziende attive nella progettazione fotonica e nelle applicazioni e nella consulenza per l’europrogettazione, come GEM Elettronica, Sigma Ingegneria, Leonardo e BeWarrant – Gruppo Tinexta. Il programma prevede entro venerdì prossimo, 26 interventi, tra lezioni specialistiche, keynote e presentazioni di progetti europei, ai quali si affiancano la sessione poster e le due visite tecniche. 

Comunicato stampa.



A sx Caterina Cimitelli con Isella Vicini, BeWarrant – Gruppo Tinexta

I partecipanti della Scuola Inphomir a Bari

 

prof. Caterina Ciminelli, poliba, presentazione dei lavori 1 giornata

 

partecipanti

Medaglia d’oro per Nicolò Ricco, studente del Politecnico di Bari in Ingegneria Meccanica

 

 

Sport. L’Italia Universitaria in Ungheria ai Campionati Mondiali di Canoa e Kayak

Medaglia d’oro per Nicolò Ricco, studente del Politecnico di Bari in Ingegneria Meccanica

A Szeded, nel Sup 3000 metri, con il tempo di 4:00.44, Nicolò conquista il titolo di Campione Mondiale Universitario. Nella specialità Sup Sprint 200 metri, Ricco conquista anche l’argento: secondo posto dietro al polacco Majdan

 

Al centro Nicolò Ricco medaglia d'Oro


Bari, 2 settembre 2026 – Nicolò Ricco, studente del Politecnico di Bari, componente della nazionale universitaria, è medaglia d’oro ai Campionati Mondiali di Canoa e Kayak tenutesi a Szeged, in Ungheria (17-20 agosto). 

Nicolò, 19 anni, di Bari, sulle acque piatte di Szeded, ha coperto la distanza di 3000 metri in 4:00.44. Secondo posto e argento per il polacco Majdan (4:08.05), terzo, bronzo, per l’honkoghese Chan (4:39.46). 

Il giovane studente Poliba non si è fermato sul podio più alto e nella specialità Sup Sprint 200 metri ha conquistato la medaglia d’argento con il tempo di 56.78 dietro al polacco Majdan (52.30).

“Poliba Chronicle” ha intervistato il neo Campione Mondiale Universitario, Nicolò Ricco, 19 anni, di Bari, prossimo studente del secondo anno di Ingegneria Meccanica del Poliba, atleta professionista del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare.

 

Medaglia d’Oro e d’Argento: soddisfatto del risultato e della prestazione?

Si, Sono molto soddisfatto, sia delle medaglie sia soprattutto della prestazione. Vincere l’Oro e conquistare l’Argento è sicuramente una grande soddisfazione, ma quello che mi rende più felice è sapere di aver portato in gara tutto il lavoro fatto durante gli allenamenti. Ogni gara è diversa e ci sono sempre aspetti da migliorare, però credo di aver espresso un ottimo livello e questo mi dà ancora più motivazione per continuare a lavorare.

 

Più in generale, che esperienza è stata tra tanti giovani universitari provenienti da diverse latitudini?

È stata un’esperienza davvero molto bella, non solo dal punto di vista sportivo. Confrontarsi con tanti giovani universitari provenienti da realtà e percorsi diversi è stato stimolante. Alla fine, dello sport universitario mi piace proprio questo aspetto: oltre alla competizione c’è la possibilità di conoscere persone nuove, condividere esperienze e rappresentare la propria università. È un ambiente che ti spinge a dare il massimo, ma allo stesso tempo ti permette di vivere lo sport in maniera molto positiva. 

 

Sei studente del Politecnico di Bari di Ingegneria meccanica. E’ stato difficile mettere insieme allenamenti e studio?

Sicuramente non è semplice, soprattutto perché il mio sport richiede un impegno quotidiano importante. Mi alleno diverse ore al giorno e allo stesso tempo il mio è un percorso di studio molto impegnativo. Bisogna essere molto organizzati e imparare a gestire bene il tempo, cercando di non trascurare né lo studio né lo sport. A volte è faticoso, ma credo che proprio questa difficoltà mi abbia insegnato tanto sulla disciplina e sulla gestione degli impegni. Sono due aspetti che, in fondo, si aiutano anche a vicenda.

 

Dove ti alleni?

Mi alleno a Bari, sulla spiaggia di pane e pomodoro. 

 

Quali saranno i prossimi impegni?

Questi risultati rappresentano sicuramente un punto di partenza e non di arrivo. L’obiettivo è continuare a crescere e confrontarmi sempre di più a livello internazionale. I prossimi impegni sono i Mondiali e gli Europei senior  

I Campionati Mondiali Universitari di Canoa e Kayak (FISU WUC Canoe Sports) sono una competizione internazionale dedicata agli studenti-atleti provenienti dalle università di tutto il mondo. L'edizione 2026 ha visto la partecipazione di atleti provenienti da oltre 30 Paesi. Il programma ha incluso specialità di velocità, fondo, staffette maschili e femminili e miste di Canoa velocità (Sprint), Fondo, Stand Up Paddle (SUP).

La squadra universitaria italiana è stata composta da 17 studenti-atleti provenienti da 12 atenei. La prossima edizione dei Campionati Mondiali Universitari di Canoa e Kayak si terrà nel 2028.

 

Ecco l’Italia universitaria che ha partecipato ai campionati mondiali di Canoa e Kajak 2026 in Ungheria: Erika Ballarin, Universitas Mercatorum; Matteo Bazzano, Università Roma Foro Italico; Giulia Bentivoglio, Università di Parma; Beatrice Candela, Università di Milano-Bicocca; Sara Cravero, Università di Torino; Eros Dalboni, Università Milano-Bicocca; Jacopo Dalla Rosa, Università Cattolica del Sacro Cuore; Enrico Laudati, Luiss Guido Carli; Alyssa Marchetto, Università Telematica Campus; Virginia Maria Matarese, Università di Torino; Cecilia Pampinella, Università Telematica Pegaso; Giovanni Penasa, Università di Pavia; Jacopo Pulcini, Università Telematica Pegaso; Nicolò Vincenzo Ricco, Politecnico di Bari; Valerio Roscioli, Universitas Mercatorum; Francesca Vigorito, Università di Torino; Angela Voltan, Università Ca’ Foscari Venezia.

 

Comunicato stampa.

 

squadra universitaria italiana al completo

 

Ungheria Campionati Mondiali Universitari

 

Nicolò Ricco all'ultimo giro di boa prima di tagliare il trag

 

Il chip fotonico che illumina la cellula

Nuove tecnologie. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale “Science Advances”   

Il chip fotonico che illumina la cellula

 

chip fotonico trasparentel'articolo pubblicato il 15 luglioCopertina luglio 2026

Consente l’osservazione di dettagli e dinamiche cellulari che l’ottica convenzionale non riesce a distinguere. Favorisce valutazioni e azioni predittive. Test sperimentali in Germania hanno confermato affidabilità e qualità dei risultati. Possibili applicazioni: immunologia, diagnostica avanzata, microscopia biomedicale. Francesco Dell’Olio, docente Poliba, è uno degli autori della ricerca. Dice: “il risultato valorizza una linea di ricerca legata alla fotonica integrata sviluppata nel nostro ateneo. Vogliamo ora attivare collaborazioni con ospedali, IRCCS, università e centri del territorio, per applicare la piattaforma a quesiti biologici e farmacologici concreti”

 

 

Bari, 1° agosto 2026 – Processi tecnologici miniaturizzati di fotonica integrata, hanno consentito nuovi passi alla conoscenza che li ha mutuati in applicazioni. La tecnologia che utilizza la luce al posto dell’elettricità ha realizzato chip fotonici capaci di allungare lo sguardo dei ricercatori sul mondo cellulare, consentendo nuove conoscenze. 

 

Il chip fotonico, cuore dell’innovazione, è un circuito miniaturizzato che, invece della corrente elettrica, guida e controlla la luce attraverso sottilissimi percorsi che funzionano come strade microscopiche per la luce: possono trasportarla, dividerla, combinarla, filtrarla o indirizzarla verso punti precisi. 

Nello studio il chip fotonico è utilizzato per illuminare le cellule in modo selettivo e ottenere immagini molto dettagliate delle loro strutture interne. Il lavoro dimostra come sia possibile usare un chip fotonico trasparente non solo come supporto del campione biologico, ma anche come vero e proprio dispositivo per microscopia ottica avanzata. Questo consente di osservare dettagli nanometrici che la microscopia ottica convenzionale non riesce a distinguere. Il chip fotonico si dimostra dunque, una piattaforma ottica integrata, capace di rendere gli strumenti di analisi più compatti, precisi e potenzialmente adatti a esaminare molte cellule.

 

“Science Advances”. Tutto ciò fa parte di un lavoro scientifico dal titolo, “Photonic waveguide chip based nanoscopy visualizes rearrangements of the cortical actin cytoskeleton in activated Jurkat T cells”, pubblicato il 15 luglio scorso sulla rivista scientifica internazionale, “Science Advances”. 

 

Autori dell’articolo sono un gruppo di ricercatori di tre istituzioni universitarie: Università di Bielefeld (Germania) per la componente biologica e sperimentale; Università di Scienze Applicate di Aschaffenburg (Germania), piattaforma, sviluppo e realizzazione chip trasparenti; Politecnico di Bari (Italia), concezione della ricerca, sviluppo metodologico della piattaforma fotonica, gestione e validazione dei dati. Coordinatore e responsabile scientifico, per parte Poliba, il prof. Francesco Dell’Olio, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione.

 

La sperimentazione ha riguardato soprattutto i linfociti T, i globuli bianchi che combattono infezioni e cellule malate. Quando un linfocita T si attiva verso l’esterno, riorganizza rapidamente la propria “impalcatura” interna, costituita in larga parte da filamenti di actina, per formare la cosiddetta sinapsi immunologica, cioè la zona di contatto attraverso cui la cellula riconosce e risponde a un bersaglio. L’innovazione consente di visualizzare questa riorganizzazione con una risoluzione molto elevata e su un campo di osservazione ampio.

Applicazioni. Nel breve periodo la ricaduta riguarda la ricerca biologica e farmacologica. In oncologia, questa tecnologia potrà aiutare a migliorare le immunoterapie. I linfociti T, comprese le cellule CAR-T modificate in laboratorio, possono eliminare le cellule tumorali formando con esse una “sinapsi immunologica”, una zona di contatto in cui la rete di actina si riorganizza. Osservare questo processo su scala nanometrica può permettere di confrontare cellule di diversa efficacia, capire perché alcune non riescono ad attaccare il tumore e valutare l’effetto di farmaci o nuove modifiche genetiche. Il chip fotonico potrebbe diventare uno strumento di ricerca per progettare future immunoterapie più mirate ed efficaci.

 

Le considerazioni. “Per il Politecnico di Bari – dice il prof. Francesco Dell’Olio - la notizia valorizza una linea di ricerca legata alla fotonica integrata sviluppata nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del nostro ateneo. La pubblicazione rappresenta un’occasione utile per evidenziare la capacità del Poliba di contribuire a tecnologie abilitanti per lo studio di processi cellulari complessi, con possibili ricadute future in immunologia, diagnostica avanzata e microscopia biomedicale. Questo risultato è un punto di partenza. Vogliamo attivare collaborazioni con ospedali, IRCCS, università e centri del territorio, per applicare la piattaforma a quesiti biologici e farmacologici concreti. Non basta vedere strutture più piccole: occorre trasformare questa capacità in informazioni utili per chi studia cellule, farmaci e risposta immunitaria”.

 

Comunicato stampa. 

Una cellula T attivata osservata con la nanoscopia su chip fotonico_

Chi è l’autore Poliba.

Francesco Dell’Olio è professore associato di Elettronica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari, dove coordina il Micro Nano Sensor Group. La sua attività di ricerca riguarda la fotonica integrata, la fotonica del silicio, i microsensori e nanosensori, i biosensori e i sistemi elettronici embedded. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e partecipa a progetti nazionali e internazionali dedicati allo sviluppo di dispositivi fotonici e sensori avanzati per applicazioni biomediche, industriali, aerospaziali e di navigazione. Svolge inoltre attività editoriale e di coordinamento scientifico in riviste e conferenze internazionali, con attenzione all’applicazione industriale dei risultati della ricerca scientifica. Ha fondato due società spinoff del Politecnico di Bari: “Weatech” e “OptoEncase”.

prof. Francesco Dell'Olio - Poliba

Acciaio, tre ricercatori cinesi scoprono nuove caratteristiche: più resistenza e deformabilità

Scienza. Due articoli pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale, “Nature Materials”

Acciaio, tre ricercatori cinesi scoprono nuove caratteristiche: più resistenza e deformabilità 

Matteo Villa, Politecnico di Bari e Marcel Somers, Università Tecnica della Danimarca, intervengono con pari articolo su “Nature” e aprono il dibattito scientifico 

 

 

Matteo Villaprof. Marcel A.J. Somers - Technical University of Denmark
articolo su Nature - Matteo Villa

 

 

Bari, 28 luglio 2026 – Nell’aprile di quest’anno, uno studio di tre ricercatori cinesi, Shuai Pan, Birbin He e Mingxin Huang, delle Università di Hong Kong e dell’Università meridionale di scienza e tecnologia di Shenzhen dal titolo, “Anisotropic lattice distortion makes ultrastrong martensitic steel ductile”, pubblicato il 16 aprile su “Nature Materials”, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, ha dimostrato che proprietà ancora migliori si possono ottenere dall’acciaio con un nuovo metodo chimico-ingegneristico. Il metodo prospettato interviene sulla formazione della martensite, struttura cristallina molto dura e resistente che si forma negli acciai tramite raffreddamento molto rapido (tempra). 

Sulla pubblicazione cinese, su invito di “Nature Materials” sono intervenuti due studiosi: i proff. Marcel Somers, dell’Università Tecnica della Danimarca, Kongens Lyngby, Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica e Matteo Villa del Politecnico di Bari, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management. 

Nell’articolo, “Lattice distortion activates deformation twinning in ultrastrong steel”, pubblicato su “Nature Materials” lo scorso 24 giugno 2026 i due docenti europei hanno espresso un’opinione su quelli che sono i limiti dell’idea presentata in aprile dagli autori cinesi, nonché gli studi che si dovrebbero intraprendere in futuro per andare oltre. Si tratta di un riconoscimento di expertise al massimo livello (il paper è pubblicato online alla pagina della rivista: https://www.nature.com/articles/s41563-026-02642-2 ed è inoltre accessibile per la lettura al seguente link: https://rdcu.be/fqap2).

 

Prof. Villa qual è il punto di forza innovativo della ricerca cinese?

Aver dimostrato che la struttura martensitica, la più resistente che si possa ottenere negli acciai, non solo è resistente, ma può anche essere deformabile. Ciò era precedentemente ritenuto impossibile perché violava il principio secondo cui, alta resistenza e deformabilità sono caratteristiche mutuamente esclusive.

 

Cosa non vi convince o comunque va migliorato in termini di ricerca?

In primis, il fatto che la dimostrazione di cui sopra è stata ottenuta utilizzando acciai contenenti frazioni significative di Cobalto e Nickel. Questi sono elementi di lega molto costosi e molto richiesti per la transizione verde; quindi, non è realistico pensare ad un loro uso massiccio nella produzione di acciaio.

 

Cosa diventa necessario approfondire?

Il prossimo obiettivo è studiare a fondo la fisica alla base del comportamento evidenziato, partendo dalla scala atomica, per riuscire a prevederla al computer. Questo consentirà di vagliare con un click un numero altissimo di composizioni alla ricerca di quelle che possano essere prodotte in grandi quantità per usi reali.

 

Questo passo in avanti della scienza pone il Politecnico di Bari al centro del dibattito internazionale sulle direzioni da intraprendere nella ricerca fondamentale per giungere in futuro a sviluppare acciai di nuova generazione i cui utilizzi e potenzialità sono ancora tutti da scoprire. 

 

Storia e caratteristiche. L’acciaio, una lega ferrosa composta principalmente da ferro e carbonio, è il secondo materiale più usato al mondo dopo il cemento. La variazione di percentuale di carbonio in peso, sino al 2,1%, determina varie tipologie d’acciaio. Oltre, si trasforma in ghisa. 

L’alta resistenza che lo caratterizza è ottenuta scaldando l’acciaio alle alte temperature (750-900 C°) a cui segue un veloce raffreddamento immergendolo in acqua, olio, oppure con aria compressa. Tale processo, detto di tempra, fu descritto, già da Omero nell’Odissea. Ciò consente di formare una struttura interna al materiale molto dura, ma poco deformabile, votata facilmente alla rottura se piegata, detta martensite con una nuova distribuzione degli atomi. 

Detti processi empirici occuparono tempo ed esperienze di maestri d’armi e fabbri per molti secoli. Solo nel 1740 venne prodotto l'acciaio moderno. 

Impiegato in modo sempre più versatile l’acciaio è stato indispensabile per l'innovazione tecnologica di tutto il mondo. La rapida crescita del settore automobilistico del dopoguerra (anni '50/'60) ne favorì ricerca, qualità e produzione.

L’idea che la martensite fosse la struttura ideale per l’acciaio cambiò improvvisamente negli anni Settanta del 1900. Si scoprì che trattando l’acciaio in modo che conservasse almeno in parte la struttura atomica presente alle alte temperature, determinava un ulteriore vantaggio: all’alta resistenza si univa anche un’alta deformabilità. La scoperta fu rivoluzionaria soprattutto per i trasporti.

Applicazioni. L’acciaio moderno “ingegnerizzato” non è più solo un materiale resistente, bensì un materiale che in caso di incidente automobilistico, deformandosi, assorbe una gran quantità di energia cinetica prima di rompersi. Incidenti che avrebbero potuto essere fatali venti anni fa, al giorno d’oggi sono spesso irrilevanti per l’incolumità dei passeggeri.

 

Gli autori, chi sono. Marcel A.J. Somers, classe 1960, ha conseguito il dottorato presso l'Università Tecnologica di Delft nel 1989. Dal 1997 è professore ordinario presso l'Università Tecnica della Danimarca, dove dirige il gruppo di ingegneria dei materiali e delle superfici. È autore di oltre 360 pubblicazioni scientifiche, co-inventore di circa 20 brevetti e co-fondatore di due aziende specializzate. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui prestigiose medaglie, ed è stato nominato cavaliere dalla Regina di Danimarca nel 2022.

 

Matteo Villa, classe 1985, ha conseguito il dottorato presso l'Università Tecnica della Danimarca nel 2014 e, dopo un decennio di esperienza accademica, nel 2024 è stato chiamato come professore associato di Metallurgia al Politecnico di Bari. Autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche e co-inventore di 1 brevetto, concentra la sua attività di ricerca sullo studio della fisica dei metalli. Il suo lavoro gode di riconoscimento internazionale, in particolare per i contributi scientifici dedicati alla comprensione delle trasformazioni martensitiche nell'acciaio. 

 

Comunicato stampa.

articolo ricercatori cinesi

 

Nature Materials

 

 

About

We are professional and reliable provider since we offer customers the most powerful and beautiful themes. Besides, we always catch the latest technology and adapt to follow world’s new trends to deliver the best themes to the market.