DA BARI AD OXFORD, ANDATA E RITORNO: STORIA DI UN EX CERVELLO IN FUGA CITATO SU NATURE MATERIALS
MICHELE TRICARICO, RICERCATORE DEL POLITECNICO DI BARI, è RIENTRATO DOPO UN IMPORTANTE ESPERIENZA ALL’ESTERO. CON UN TEAM INTERNAZIONALE, HA PUBBLICATO UN PAPER SULLA PRESTIGIOSA RIVISTA SCIENTIFICA. IL LAVORO RIGUARDA I MOF, I MATERIALI DEL FUTURO, TEMA DEL NOBEL PER LA CHIMICA 2025
La laurea magistrale in ingegneria meccanica al Politecnico di Bari, il master in ingegneria dei materiali in Francia, all’École polytechnique di Palaiseau, poi il dottorato di ricerca ed il post-dottorato ad Oxford, in Inghilterra. Infine il ritorno a Bari, dove tutto era incominciato. Michele Tricarico, 32 anni, ricercatore in Ingegneria meccanica al dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico, è quel che si direbbe un cervello fuggito e poi rientrato. «Una serie di circostanze favorevoli – racconta Tricarico – mi ha indotto a tornare. Al Politecnico si fa un’ottima ricerca in questo ambito – aggiunge – e ora si aprono nuove opportunità». Proprio da qui, mettendo a frutto l’esperienza maturata all’estero e i preziosi contatti internazionali, annuncia il suo più importante risultato di ricerca realizzato fino ad ora.
Un paper intitolato Flux-mediated ligand exchange restructures metal–organic framework glasses (Lo scambio di ligandi mediato dal flusso ristruttura i vetri a struttura metallo-organica) è stato infatti pubblicato di recente su Nature Materials, una delle riviste scientifiche leader a livello globale nel campo della scienza dei materiali, con indici di citazione tra i più alti della categoria. L’articolo, di cui Tricarico è coautore, è dedicato ad un innovativo processo di ingegneria dei materiali applicato ai MOF, acronimo di Metal-Organic Frameworks, ovvero materiali ultra-porosi formati da ioni metallici uniti a molecole organiche dalle caratteristiche chimico fisiche straordinarie. Grazie alla sua straordinaria struttura porosa, ad esempio, la superficie interna di un solo grammo di MOF equivale all’area di un intero campo da calcio. Non a caso questi materiali sono stati il tema del premio Nobel per la chimica 2025.

Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale tra gruppi di ricerca appartenenti alla Technische Universität Dortmund, all’Università di Paderborn, all’Università di Oxford e all’Università di Duisburg-Essen. Il lavoro è stato condotto e guidato dal gruppo della TU Dortmund (Jan-Benedikt Weiß è primo autore e Sebastian Henke ultimo autore e corresponding author). Michele Tricarico, oggi ricercatore presso il Politecnico di Bari, ha partecipato allo studio durante la sua attività ad Oxford, lavorando nel gruppo diretto dal professor Jin-Chong Tan e contribuendo, insieme a quest’ultimo, alla caratterizzazione dei materiali mediante nanoindentazione e spettroscopia infrarossa su scala nanometrica.
Applicando tecniche di sintesi innovative, questo gruppo di ricerca è riuscito a dimostrare come un processo basato sullo scambio di leganti mediato da un fondente organico (La fenantrolina viene aggiunta al MOF prima del trattamento termico) riduce la temperatura necessaria per la formazione del vetro e interagisce selettivamente con i centri metallici durante la fusione. In altri temini, si aprono scenari nuovi per la produzione di materiali innovativi e versatili, che si prestano a molteplici applicazioni di transizione ecologica. I MOF possono essere utilizzati, infatti, per realizzare filtri selettivi per intrappolare i gas serra, dall’atmosfera o dagli impianti di produzione industriale; per la raccolta dell’acqua (possono estrarre umidità dall’aria anche in ambienti desertici e aridi per trasformarla in acqua); per immagazzinare in modo sicuro gas per la produzione di energia verde, come l’idrogeno; per trasportare farmaci, in modo mirato, all’interno del corpo umano.
«Gli scenari sono molteplici – commenta Michele Tricarico – e la cosa più importante per me, in questo momento, è far fruttare l’esperienza accumulata in questo ambito per contribuire alla crescita del mio gruppo di ricerca al Politecnico». Tricarico, infatti, è attualmente impegnato con le attività del TriboDynamics Lab, del dipartimento di Meccanica, Matematica e Management e in particolare con “Surface”, un progetto coordinato dal professor Antonio Papangelo, finanziato dall’European Research Council con un ERC Starting Grant, ambitissima misura di sostegno alla ricerca di eccellenza promossa dall’Unione europea. Tricarico fa parte del gruppo di ricerca con i professori Papangelo, Michele Ciavarella e con altri giovani ricercatori e dottorandi di ricerca.
Immagine di copertina (non modificata) University College, Oxford di APK concessa in licenza CC BY 4.0
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