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Comunicati Stampa 2017

Giornate studio Poliba a Bari/Enna. La geologia e l’architettura per lo studio storico-ambientale dei siti archeologici

Bari, 20 aprile 2018 - La storia, la geografia, la geologia sono sempre stati elementi fondamentali per conoscere i luoghi, gli insediamenti abitativi e le loro evoluzioni nel tempo.
La scelta dell’ubicazione di ogni abitato è giustificata da ragioni sia storiche che morfologiche del territorio. La conformazione dei territori ha infatti da sempre influito sulle scelte insediative dell’uomo determinandone, nel tempo, forma e sviluppo.
La lettura di un territorio sul piano geomorfologico può essere essenziale per comprendere gli eventi storici di quel sito. Strette sono le relazioni che intercorrono tra le forme di un territorio e lo sviluppo di alcuni insediamenti che sono nati e si sono evoluti nel corso dei secoli all’interno di specifici contesti geografici.
Il tema, affascinante e meticoloso, sarà affrontato in due distinte giornate-studio a Bari, presso il Politecnico, il prossimo 24 aprile e ad Enna, presso la Sala “Cerere” del Comune, il 5 maggio.
In particolare, nel corso della giornata pugliese saranno presentati alcuni casi di studio su siti d’interesse archeologico di rilievo: “L'insediamento di Monte Sannace (Gioia del Colle - Bari) nel panorama della Puglia centrale fra VI e III secolo a.C.” (Paola Palmentola, Università di Bari); “L’apporto delle analisi geo-ambientali alla ricostruzione topografica dei paesaggi antichi”, (Maria Luisa Marchi, Università di Foggia); Bari a Levante: Il Porto Perduto”, (Antonino Greco); “Ricerche di geoarcheologia marina per la valorizzazione sostenibile dell'approdo sommerso di Sinuessa (Campania)”, (Alfredo Trocciola); La cisterna romana di Via Cristoforo Colombo in Roma”, (Ugo Chiocchini); “Clima e popolamento umano in Sila Grande durante il primo millennio”, (Gioacchino Lena, Mario Pagano); “Geoarcheologia del versante di ponente di Castel dell’Ovo (Napoli): SeaREN Project nuovi dati sul porto di Parthenope”, (Filippo Avilia, Rosario Santanastasio);
Non mancherà il contributo scientifico del Politecnico di Bari. Nel corso della giornata, sarà presentato in anteprima nazionale il I° volume della Collana Guide Geoarcheologiche d’Italia, “Morgantina - Geoarcheologia della città in epoca greco-romana”. Il volume (edizioni Fralerighe, 174 pp), curato e realizzato da Giovanni Bruno, geologo presso il Poliba, ripercorre e analizza le fasi evolutive dell’antica città greco-romana, estintasi attorno all’anno 50 d.c. (Strabone). Lo studio ricostruisce la storia della città di Morgantina (sito archeologico della Sicilia centrale), attualmente nel comune di Aidone (Enna) in chiave geoarcheologica. Mediante una lettura scientifica degli eventi storici coniugati alle osservazioni geologiche del territorio e ai cambiamenti dell’ambiente naturale. Morgantina fu fondata attorno al VI secolo a.c. dai coloni greci di Catania che si spinsero nell’entroterra. Rimase per secoli un riferimento economico, culturale, religioso e socio-politico nel mondo greco siciliano. Al culmine del suo splendore cominciò il suo inesorabile declino che la condurrà alla scomparsa dalla scena nel nascente Impero Romano. Le cause sono da attribuirsi, secondo le tesi sostenute, al depauperamento della risorsa idrica dell’area e dall’eccesivo crescita del fabbisogno della popolazione di questo bene essenziale in concomitanza di una perdurante crisi climatica calda che investì l’intero Mediterraneo. A ciò contribuì l’infelice scelta politico-militare di schierarsi con Sesto Pompeo che, successivamente, fu sconfitto da Ottaviano Augusto Imperatore.
Il programma della giornata del prossimo 24 aprile, martedì, ore 9.30, si svilupperà nell’Aula Magna “Domus Sapientiae” del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari (campus universitario, ex facoltà di architettura), con il saluto del Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio.
Seguiranno gli interventi di Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR); Umberto Fratino, Direttore Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh); Roberto Masciopinto, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari; Andrea Fiume, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari; Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia; Antonello Fiore, Presidente Società Italiana di Geologia Ambientale; Francesco Peduto, Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi.  Seguiranno le relazioni programmate e citate.
L’iniziativa è stata organizzata dal Politecnico di Bari (Dicatech, Dicar); Ordine dei Geologi della Puglia, Ordine dei Geologi di Sicilia, Società Italiana di Geologia Ambientale, Università degli Studi di Bari, Società Ennese di Storia Patria; ordine Architetti e Pianificatori Provincia di Bari; Consiglio Nazionale Geologi.
La partecipazione alla giornata-studio, determinerà tre crediti formativi per architetti e geologi.

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Il progetto europeo “Elviten”.Saranno coinvolti il Politecnico di Bari e il Comune di Bari
Per la prima volta la città diventerà centro di ricerca e sperimentazione

Bari, 11 aprile 2018 - Il Politecnico di Bari e il Comune di Bari lavoreranno insieme al progetto innovativo europeo, “Elviten” (Electrified L-category Vehicles Integrated into Transport and Electricity Network). Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, all'interno di Horizon 2020, è dedicato alla mobilità elettrica. 
Per la prima volta la città di Bari diventerà centro di ricerca e sperimentazione per l’Europa in un campo che guarda al futuro e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Saranno 6 le città europee convolte: Bari, Berlino, Genova, Malaga, Roma e Trikala. A Bari saranno messe a disposizione 75 biciclette elettriche e saranno dotate di scatola nera che registrerà posizione, percorsi e relativi chilometri, nonché le fasce orarie del loro impiego. Tali dati, successivamente elaborati, consentiranno apposite statistiche sul loro uso in rapporto alla città. Le bici elettriche saranno utilizzate da vari enti pubblici, come Politecnico di Bari, Università di Bari e Autorità Portuale, e agenzie private e di consegna. 
la presentazione del progetto “Elviten”, avverrà venerdì, 13 aprile alle ore 9.30, nella sala consiliare della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro 29), mediante un apposito workshop dedicato al progetto. Parteciperanno i partner europei, il sindaco di Bari, il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari e tutti gli interessati alla mobilità cittadina.
Nell’incontro saranno presentati gli obiettivi di ELVITEN che sono soprattutto dedicati alla diffusione dell'utilizzo dei veicoli elettrici L-category (biciclette elettriche, scooter elettrici, tricicli e quadricicli elettrici) all'interno delle aree urbane in sostituzione dei veicoli a combustione interna. 
L'idea è fornire i corretti strumenti per implementare un utilizzo sicuro, confortevole e semplice di tali veicoli mediante schemi replicabili e servizi di supporto (infrastrutture, strumenti ICT e politiche di incentivazione).

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1° Stagione ConcertisticaI Concerti del Politecnico, i tempi, le forme e gli spazi nella musica

Bari, 10 aprile 2018 – Si aprirà, giovedì, 12 aprile, ore 20.00, nell’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario) il sipario della 1° edizione della Stagione Concertistica del Politecnico di Bari. 
Il primo dei quattro concerti previsti, sarà dedicato alla musica barocca napoletana: “dal pugliese Pomponio Nenna al lucano Giovanni Maria Trabaci”.
Come è noto, la scuola napoletana vanta antichi e nobili tradizioni per la musica e il canto già da ‘500. In tale contesto,molti sono i musicisti pugliesi che possono essere inseriti a pieno diritto nell’elenco degli autori napoletani tra il XVI e il XVII. Tra questi i baresi Pomponio Nenna(Bari 1556-Napoli 1718) e Stefano Felis(Bari 1538 – 1603), il foggiano Enrico Antonio Radesca(Foggia 1570 - Torino 1725)  e il Tarantino Nicola Fago(Taranto 1677 – Napoli 1745) oltre al lucano Giovanni Maria Trabaci(1575 - 1647). Sicché, essi occupano, a buon titolo, un posto di rilievo nella costellazione dei musicisti della scuola meridionale italiana. Il loro linguaggio è tutto teso all’adozione di un contrappunto espresso in armonie limpide e forme luminose in una grande festa barocca. 
L’opera di questi compositori pugliesi e lucani del Seicento saranno presentati ed eseguiti giovedì sera, 12 aprile, dalla “L.A. Chorus”, formazione corale nata nel 2015, con alle sue spalle una cinquantina di importanti concerti, con la direzione del Direttore, Luigi Leo. L’Ingresso sarà aperto a tutti. Apertura porte ore 19,30.
La stagione concertistica, intitolata: I Concerti del Politecnico, i tempi, le forme e gli spazi nella musica vedrà succedersi, per questa prima edizione, quattro appuntamenti di grande valore per qualità degli interpreti e per il repertorio eseguito. I concerti, realizzati in collaborazione con il Conservatorio di Musica "N. Piccini", la Regione Puglia e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, saranno rivolti non solamente alla platea universitaria ma al pubblico più in generale. 
Il progetto è inserito nelle azioni del Protocollo d'intesa siglato il 13 febbraio 2018 tra il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio e il Presidente ARCoPu, Pierfranco Semeraro e permetterà inoltre, lo sviluppo di una serie di iniziative atte a promuovere e consolidare opportunità e collaborazioni attraverso il potenziamento delle relazioni e delle interazioni tra enti e istituzioni formative, di ricerca, di produzione diffusione e promozione artistica, culturale e scientifica, presenti sul territorio oltre a promuove iniziative condivise, anche sperimentali, di ricerca e di formazione, anche mediante la realizzazione di percorsi formativi congiunti come la Scuola Superiore Biennale perDirettori di Coro.

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Il Piano Industria 4.0.Domani, 6 aprile, la presentazione a cura di Politecnico, Confindustria, Regione Puglia

Bari, 5 aprile 2018 - La struttura dell’economia italiana, è caratterizzata da un’imprenditoria diffusa. Creare un ambiente favorevole alle imprese risponde ad un interesse pubblico, come pure la globalizzazione e i cambiamenti tecnologici in corso impongono una nuova visione e azione. 
Il Piano Industria 4.0, oggi Impresa 4.0, avviato nel 2017 dal Governo (si concluderà nel 2020) vuole rappresentare concretamente una grande occasione per tutte le aziende pubblico-private che vogliono cogliere le opportunità legate alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale: quella legata alla digitalizzazione e all’utilizzo di dati a supporto di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. 
Il Piano, coordinato su scala nazionale, tra gli altri attori, anche dalle Università: Politecnico di Bari, Torino, Milano, dall’Istituto S. Anna di Pisa e dalla CRUI, prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Tale Piano, per essere attuato, prevede otto principali azioni. Tra queste figurano gli istituendi Centri di Competenza ad alta specializzazione, poli di innovazione pensati nella forma di partenariato pubblico-privato e nel quale figuri almeno un organismo di ricerca. 
I Centri di competenza hanno come finalità l'orientamento e la formazione delle imprese (in particolare Pmi) e l'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito 4.0. Essi rappresentano pertanto, uno strumento strategico nel supporto alle imprese per affrontare i necessari processi di trasformazione in atto legati a importanti investimenti anche sul piano della formazione professionale. 
Con l’istituzione dei Competence Center si andranno a costituire poli di eccellenza nazionali capaci di valorizzare le competenze di Università ed industria con l’obiettivo di facilitare il trasferimento tecnologico verso le imprese italiane.In particolare i centri di competenza dovranno svolgere attività di orientamento e formazione alle imprese nonché di supporto nell'attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, in particolare delle Pmi, di nuovi prodotti, processi o servizi (o al loro miglioramento) tramite tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.
Per la loro costituzione e avviamento è previsto un finanziamento pari allamisura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo complessivo non superiore a 7,5 milioni di euro. Per i progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale presentati dalle imprese interessate, il finanziamento pubblico ammonterà al 50 per cento delle spese sostenute, per un importo massimo non superiore a 200 mila euro per progetto.Le risorse disponibili sono pari a 20 milioni di euro per il primo anno di azione e 20 milioni di euro per il secondo.
Per queste importanti ragioni e opportunità offerte al territorio, il Politecnico di Bari, Confindustria Puglia e la Regione Puglia organizzano per domani,venerdì, 6 aprile, alle ore 16.00, presso la sala videoconferenze (via Amendola, 126/b) un incontro di presentazione del Progetto del Centro di Competenza e dei contenuti dell’Avviso pubblico rivolto alle imprese del territorio pubblicato nei giorni scorsi (http://www.poliba.it/cci40). 
Attraverso l’avviso pubblico ci si propone di selezionare i partnerprivati per la costituzione del Centro di Competenza ad Alta Specializzazione nelle tecnologie “Industria 4.0” nella forma del Partenariato Pubblico-Privato (Bando Mise emanato con Decreto del 29.1.2018). Le attività del Centro di Competenza ad alta specializzazione si articoleranno in tre filoni fondamentali: orientamento, formazione alle imprese e attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Il progetto si fonda sulla struttura federativa di 8 Atenei. Insieme con il Politecnico di Bari: Università di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università di Bari A. Moro, Università della Campania L. Vanvitelli, Università del Salento, Università del Sannio, Università di Napoli Parthenope. Alle istituzioni universitarie si affiancano in partnership Regione Campania e Regione Puglia.
Ai dieci partner pubblici, sulla base del bando nazionale emanato dal Ministero dello Sviluppo economico, dovranno corrispondere almeno dieci partner privati. Il termine fissato dall’Avviso per la presentazione delle domande di adesione da parte dei privati è venerdì 13 aprile.
L’incontro di presentazione del Progetto Centro di competenza e dei contenuti dell’Avviso pubblico in programma domani, 6 aprile, sarà presieduto dal Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio. Interverranno, per Confindustria Puglia, Domenico De Bartolomeo; per il Politecnico di Bari, Pierpaolo Pontrandolfo, direttore del Centro interuniversitario di ricerca ‘Industria 4.0’, e, per la Regione Puglia, il Direttore delDipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro, Domenico Laforgia.

Comunicato stampa.

“I Concerti del Politecnico, i tempi, le forme e gli spazi nella musica”

Bari, 30 marzo 2018 – Giovedì, 5 aprile 2018 alle ore 9,45 presso la Sala del Consiglio del Politecnico di Bari (via Amendola, 126/b), avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della prima stagione universitaria del Politecnico di Bari.
L’iniziativa, che non ha precedenti in Puglia in ambito accademico, è stata organizzata dal Politecnico di Bari, da ARCoPu, Associazione Regionale Cori Pugliesi, d’intesa con la Regione Puglia e con il Conservatorio di Musica di Bari “N. Piccinni”.
Alla conferenza stampa di presentazione, interverranno: prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore del Politecnico di Bari; dott. Pierfranco Semeraro, Presidente ARCoPu; avv. Loredana Capone, Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia; M° Gianpaolo Schiavo, Direttore del Conservatorio Statale di Musica “N. Piccinni” di Bari.

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Come innovare le proprie attività con Internet delle cose (IoT) e Impresa 4.0

Bari, 27 febbraio 2018 -  Se sei un imprenditore o un professionista e ti interessa innovare prodotti o processi usando Internet delle cose (IoT) e, più in generale, Impresa 4.0, Daivai Srl e il Politecnico di Bari ti offrono la possibilità di frequentare un apposito workshop 4.0 senza costo alcuno.
Il training si terrà giovedì, 1 marzo, p.v., ore 9.30, nel campus universitario, presso la sede del Museo della Fotografia del Politecnico. Nel corso della giornata (9.30-17.00) saranno prese in considerazione quattro aree di interesse ai temi. 
1) TRASFORMAZIONE DIGITALE e IMPRESA 4.0 per la piccola-media impresa (9.30-11.00). Ovvero come capire le nuove tecnologie e la loro applicazione pratica e come Innovare con l’IoT: dati, modelli di business, esempi e casi.
2) CASI D'USO e ARCHITETTURE TECNOLOGICHE (11.00-12.30). Architetture Impresa4.0 per Industrial IoT, Smart Living, Smart Agriculture. Manufacturing4.0: gestione materiali/flussi operativi, manutenzione predittiva. Smart Agriculture: early warning, precision farming. Smart Living: real estate, sicurezza, care. Professionisti IoT: come gestire centinaia di clienti finali con soluzioni IoT personalizzate.
3) COME FINANZIARE LA PROPRIA IMPRESA 4.0 (12.30-13.00). Incentivi economici, finanziamenti e partnership innovative.
4) DIMOSTRAZIONI e TRAINING (14:00-17:00) con kit (hardware, software e cloud services) per implementare casi d’uso. Realizzare un gateway locale per IoT. Attivare e configurare un profilo Dati in cloud, per sé o per gestire centinaia di utenti/clienti finali. Evolvere per attivare sempre più servizi (integrazione, analytics, automazione, prediction, machine learning…). 
L'evento sarà reso possibile grazie al supporto di alcuni partner tecnologici di primaria importanza che metteranno a disposizione strumenti e piattaforme, aperti e accessibili, con cui creare le soluzioni trattate: AMAZON WEB SERVICES, la piattaforma di servizi cloud sicura in grado di offrire potenza di elaborazione, storage di database, distribuzione dei contenuti e altre funzionalità; FARNELL ELEMENT14, un catalogo completo di hardware (sensori, schede, tools) tra cui RaspBerry PI, il computer su singola scheda più economico e diffuso al mondo, di cui è il distributore .
Il Workshop 4.0 e gratuito. Per partecipare è sufficiente registrarsi presso il seguente link: http://daivai.com/agenda-evento-training-iot-impresa40-bari-2018.

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Rai, Radio2 & Caterpillar. Nel campus universitario l’iniziativa, “M’illumino di Meno”

Bari, 19 febbraio 2018 - Il Politecnico di Bari e l’Università di Bari “Aldo Moro”, parteciperanno a “M’illumino di meno”, l’iniziativa della trasmissione di Rai, Radio2, “Caterpillar”, giunta alla 14° edizione, per promuovere il risparmio energetico e i comportamenti virtuosi per la sostenibilità ambientale.
Nell’ambito dell’iniziativa Rai, mercoledì, 21 febbraio, ore 18.00, il Politecnico di Bari e l’Università “Aldo Moro” promuoveranno la “Caccia al KWh (kiloWatthora)”, un flash mob nel corso del quale studenti e personale spegneranno le luci rimaste accese dopo l’orario di utilizzo all’interno dei locali del Campus “Ernesto Quagliariello” o più semplicemente chiuderanno porte o finestre aperte allo scopo di limitare gli sprechi di energia elettrica o di energia termica per riscaldamento.
Quest’anno le iniziative per “M’illumino di Meno” sono promosse nell’ambito della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che raggruppa 55 atenei italiani. La “Caccia al kWh” si svolgerà in contemporanea in numerose università della rete, per coinvolgere un pubblico ancora più ampio in azioni dimostrative di ricerca degli sprechi di energia nelle sedi degli atenei. L’obiettivo principale è sensibilizzare gli utenti delle università verso il contributo individuale che ciascuno di noi può offrire su tema del risparmio energetico, a partire dalle piccole dimenticanze che, sommate tra loro, possono avere un impatto significativo sui consumi degli atenei.
L’appuntamento in programma rientra tra gli interventi di sostenibilità posti in essere da entrambi gli Atenei.
Dal 2005, ogni anno, Caterpillar, la trasmissione di Radio2 per l’iniziativa M’illumino di Meno chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili. Quella di spegnere le luci per testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità è un'iniziativa simbolica e concreta. Per M’illumino di meno si spegneranno le piazze italiane, i monumenti: la Torre di Pisa, il Colosseo, l'Arena di Verona, i palazzi del Quirinale, Senato e Camera e inoltre la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna.

IL PROGRAMMA di mercoledì, 21 febbraio
Ore 18.00 – Campus Universitario. Ritrovo presso Atrio centrale antistante l’Aula Magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari, accoglienza e suddivisione dei partecipanti in squadre
Ore 18.30 – Saluto dei Rettori del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, dell’Università “Aldo Moro” di Bari, Antonio Felice Uricchio e dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli e presentazione dell’iniziativa
Ore 19.00 – Flash mob
Ore 20.30 – Ritrovo nell’Aula P con accesso dall’Atrio Cherubini e momento conclusivo.
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27° dalla fondazione. Venerdì, 26 gennaio, nell’aula magna “Attilio Alto”

Bari, 24 gennaio 2018 – Sarà inaugurato, venerdì, 26 gennaio, l’Anno Accademico 2017-2018 del Politecnico di Bari, il 27° dalla fondazione.
La cerimonia inaugurale avrà luogo nell’aula magna “Attilio Alto” (campus universitario) e sarà preceduta dalla Santa Messa (ore 8.30), che sarà celebrata, nella cappella del Politecnico “Sedes Sapientiae”, da Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto.
Il programma prevede: ore 10:00, Inizio della Cerimonia con l’Inno Nazionale. Seguiranno, nell’ordine, gli interventi del Presidente del Consiglio degli Studenti, Andrea Barletta; del Rappresentante del Personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario, Giuseppe Garofalo a cui farà seguito la Relazione del prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore del Politecnico.
Ospite d’onore della cerimonia sarà il prof. dott. Peretz Lavie, Presidente del prestigioso “Technion Institute of Technology” di Haifa (Israele), a cui è stata affidata la prolusione d’inaugurazione.
Fondato nel 1912, in funzione dal 1924, Technion è la più antica università in Israele. Tra le prime 80 nel mondo conta sedi decentrate in Cina e Stati Uniti. E’ stata ed è tuttora uno dei principali attori alla base della crescita dell'industria e dell'innovazione tecnologica di Israele, compreso il cluster tecnico del paese in Silicon Wadi . 
A conclusione della prolusione del prof. Lavie, sono previsti gli interventi delle Autorità e quelli programmati.
Nel pomeriggio, ore 17:00, presso il Museo della Fotografia saranno consegnati dal Rettore i sigilli alla carriera ai neo pensionati del Politecnico di Bari.

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Soil Day 2017. Domani, 5 dicembre, in occasione della giornata mondiale del suolo promossa dalla FAO e dalle Nazioni Unite

Le ricerche condotte nel Poliba sulla Regione Puglia sono uniche in Italia per approfondimento e metodo adottato

Bari, 4 dicembre 2017 – Il suolo è una risorsa naturale limitata. Su scala temporale umana non è rinnovabile. Tuttavia, nonostante il ruolo essenziale che il suolo svolge nei mezzi di sussistenza umani (95% del cibo proviene dal suolo), vi è un aumento mondiale del degrado delle risorse. Approvata dalla FAO nel 2013, dal 2014 le Nazioni Unite hanno designato il 5 dicembre la giornata mondiale del suolo per focalizzare l'attenzione sull'importanza del suolo sano e per promuovere la gestione sostenibile delle risorse ad esso legate.
In Italia domani, 5 dicembre, saranno numerose le istituzioni di diverse città che testimonieranno, con proprie iniziative legate al tema, la giornata mondiale sul suolo.
In Puglia, Il Politecnico di Bari, presenterà la giornata di studi su “Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”. L’evento, che vedrà il coinvolgimento degli Ordini di Ingegneri, Architetti, Agronomi e Geologi pugliesi, sarà l’occasione per la presentazione del primo “Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia” (INU Edizioni, 2017), prodotto dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura, nell’ambito del Progetto MITO “Multimedia Information for Territorial Objects”, finanziato dal Piano di Azione per la Coesione del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Tale studio, presentato a Milano in anteprima nazionale, è unico in Italia per approfondimento e metodo adottato.
Ad oggi, si legge nello studio, la superficie totale consumata della Puglia per la realizzazione di infrastrutture, industrie, nuove abitazioni, siti di produzione, fotovoltaico si attesta sull’8,5% del totale. Dato, questo, al disopra della media nazionale che si aggira sul 7,5% (fonte ISPRA). Tale percentuale pone la Puglia a ridosso delle regioni italiane dove il fenomeno è più pronunciato: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna.
Le articolate ricerche hanno consentito di esaminare i vari contesti geografici della regione: lo studio ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine. Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo è stato registrato sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali città. Contemporaneamente lo studio ha registrato il fenomeno dell'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e del consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, con particolare riferimento sulla costa Salentina.
Secondo l’Istat, ci sono in Puglia circa 2 milioni di abitazioni (una ogni due abitanti). Di queste, circa 520.000 non sono occupate (una abitazione vuota ogni tre occupate). Gran parte di questo mezzo milione di abitazioni vuote è destinato a casa per vacanza; una ulteriore porzione è rappresentativa dei luoghi del declino economico-sociale (ad esempio il Subappennino Dauno in decremento demografico) e delle nuove forme di abbandono urbano (ad es. nel quartiere Libertà a Bari alcuni isolati hanno circa il 25% di patrimonio abitativo inoccupato).
Questi dati evidenziano che il Land Efficiency Index (l’Indice di Efficienza dell’Uso del Suolo) non è dei migliori. Il rapporto, che studia la variazione di usi del suolo tra il 2006 e il 2011 (periodo corrispondente all’aggiornamento della carta regionale di uso del suolo) ha evidenziato inoltre che in tale periodo il fotovoltaico ha rappresentato una nuova forma di consumo di suolo. Se a questo si associa il patrimonio non utilizzato nelle aree produttive, a causa della contingenza economica, diventa evidente la necessità di affrontare il tema dell’uso efficiente del suolo già artificializzato e del patrimonio insediativo che su esso si poggia.
I contenuti dello studio sul primo Rapporto del Consumo di suolo in Puglia, saranno esposti in occasione della Giornata Mondiale del Suolo domani, martedì, 5 dicembre prossimo, ore 9.00, nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (campus universitario), secondo il programma allegato.

Comunicato stampa.

“Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”
Politecnico di Bari, 5 dicembre, ore 9.00
Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (campus universitario)

Il programma:
Ore 9.00 Saluti ai partecipanti
Prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico
Prof. arch. Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura
09.30 - 11.15 I SESSIONE “Il consumo di suolo in Puglia e in Italia: dati, interpretazioni, effetti”
Coordinamento: Prof. ing. Carmelo M. Torre, Dott. Alessandro Bonifazi e Dott. Pasquale Balena (Politecnico di Bari)

11.30 - 13.30 II Sessione “Orientarsi al risparmio di suolo: leggi, strumenti e strategie”, Relazioni e Dibattito
Coordinamento: Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari)

Seminari:
14.30 - 15.30 Nature-based solutions per la resilienza delle aree metropolitane
Prof. agr. Raffaele Lafortezza, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” & Center for Global Change and Earth Observations (CGCEO), Michigan State University, USA

15.30 - 16.30 Rigenerazione urbana e risparmio di suolo strumenti economici e modelli previsionali
Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari), Ing. Federico Amato (Università degli Studi della Basilicata)

16.30 - 17.30 Invarianza idraulica e salvaguardia della permeabilità dei suoli nella progettazione urbanistica ed edilizia
Ing. Valeria A. Intini e Dott. geol. Donato Sollitto, Autorità di Bacino della Puglia
Dott. geol. Ines Marinosci (ISPRA) e Dott. geol. Vito La Ghezza (ARPA Puglia)
Le attività del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente per la riduzione del consumo di suolo
Ing. Francesca Pace (Regione Puglia) – Trasformazioni del territorio e strutture di lunga durata nei paesaggi pugliesi
Dott.ssa Tina Caroppo (InnovaPuglia S.p.A.) – Monitoraggio del consumo di suolo ed evoluzione delle infrastrutture per l’informazione territoriale in Puglia
Prof. ing. Bernardino Romano (Università degli Studi dell’Aquila) – 50 anni di consumo di suolo in Italia: l’urbanizzazione progressiva della costa adriatica
Prof. geol. Luigi Pennetta (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) – Occupazione del suolo nelle zone costiere della Puglia
Prof. arch. Andrea Arcidiacono (Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo/Politecnico di Milano) – Iniziative legislative e politiche regionali per il contenimento del consumo di suolo
Arch. Anna Migliaccio (Regione Puglia, Dipartimento mobilità e qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio) – Il DDL Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato: principi e struttura, criticità e prospettive per il governo dei territori regionali
Prof. arch. Francesca Calace (Politecnico di Bari) – Dismissione, riuso, pianificazioni

Interventi confermati:
Anna Maria Curcuruto, Assessore ai Lavori Pubblici e alla Difesa del suolo della Regione Puglia; Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia; Carla Tedesco,
Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio del Comune di Bari; Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi della Puglia;
Giacomo Carreras, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari; Roberto Masciopinto, Presidente dell’Ordine degli
Ingegneri di Bari; Antonio Frallonardo, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, Domenico delle Foglie, Responsabile per l’Urbanistica Regionale Legambiente; Vincenzo Iurilli, Società Italiana di Geologia Ambientale-SIGEA; Elda Perlino, Consulta

Comunale per l’Ambiente di Bari

Ai professionisti saranno rilasciati crediti formativi secondo le disposizioni dei rispettivi Ordini.

Comunicato stampa.

Sol Day 2017. Gli studi sono stati condotti al Politecnico di Bari nell’ambito del progetto “Mito”

La presentazione delle ricerche, martedì, 5 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Suolo promossa dalle Nazioni Unite-Fao in tutto il mondo

Bari, 1 dicembre 2017 - Ogni anno la Puglia consuma circa 1700 ettari del suo territorio per la realizzazione di infrastrutture, industrie, nuove abitazioni, siti di produzione. Ad oggi, la superficie totale consumata si attesta sull’8,5% del totale. Dato, questo, al disopra della media nazionale che si aggira sul 7,5% (fonte ISPRA). A ridosso delle regioni italiane dove il fenomeno è più pronunciato: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna.
Gli studi condotti al Politecnico di Bari, nell’ambito del progetto “Mito” (Multimedia Information for Territorial Objects), finanziato dal Piano di Azione per la Coesione del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, hanno prodotto il primo rapporto regionale dedicato al consumo di suolo del territorio pugliese. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con il Centro Ricerche sui consumi di suolo dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) sui dati forniti dall’agenzia regionale, “Innovapuglia”. Ciò, rappresenta un caso-studio unico regionale in Italia.
Le articolate ricerche sul territorio pugliese, condotte presso il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e Architettura, hanno consentito di esaminare i vari contesti geografici. Lo studio ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine. Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo si registra sulle aree costiere e nel contesto territoriale di alcune principali città. Contemporaneamente si registra l'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e al consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, con particolare riferimento sulla costa Salentina.
Inoltre, sul territorio regionale pugliese, secondo l’ultimo Censimento Istat, del 2011, si localizzano circa 2 milioni di abitazioni (una ogni due abitanti). Di queste, circa 520.000 non sono occupate (una abitazione vuota ogni tre occupate). Gran parte di questo mezzo milione di abitazioni vuote è destinato a casa per vacanza; una ulteriore porzione è rappresentativa dei luoghi del declino economico-sociale (ad esempio il Subappennino Dauno in decremento demografico) e delle nuove forme di abbandono urbano ( ad es. nel quartiere Libertà a Bari alcuni isolati hanno circa il 25% di patrimonio abitativo inoccupato).
Il rapporto, che studia la variazione di usi del suolo tra il 2006 e il 2011 (periodo corrispondente all’aggiornamento della carta regionale di uso del suolo) ha evidenziato inoltre che in tale periodo il fotovoltaico ha rappresentato una nuova forma di consumo di suolo. Se a questo associamo il patrimonio non utilizzato nelle aree produttive, a causa della contingenza economica, diventa evidente la necessità di affrontare il tema dell’uso efficiente del suolo già artificializzato e del patrimonio insediativo che su esso si poggia. Nella realtà pugliese i dati evidenziano che il Land Efficiency Index (l’Indice di Efficienza dell’Uso del Suolo) può migliorare.
I contenuti dello studio sul primo Rapporto del Consumo di suolo in Puglia, saranno esposti in occasione della Giornata Mondiale del Suolo istituita dalle Nazioni Unite martedì, 5 dicembre prossimo, ore 9.00, nel corso della giornata di studi “Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali” che si terrà presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (campus universitario).

Il programma:

Ore 9.00 Saluti ai partecipanti
Prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico
Prof. arch. Giorgio Rocco, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura
09.30 - 11.15 I SESSIONE “Il consumo di suolo in Puglia e in Italia: dati, interpretazioni, effetti”
Coordinamento: Prof. ing. Carmelo M. Torre, Dott. Alessandro Bonifazi e Dott. Pasquale Balena (Politecnico di Bari)
11.30 - 13.30 II Sessione “Orientarsi al risparmio di suolo: leggi, strumenti e strategie”, Relazioni e Dibattito
Coordinamento: Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari)

Seminari:

14.30 - 15.30 Nature-based solutions per la resilienza delle aree metropolitane
Prof. agr. Raffaele Lafortezza, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” & Center for Global Change and Earth Observations (CGCEO), Michigan State University, USA
15.30 - 16.30 Rigenerazione urbana e risparmio di suolo strumenti economici e modelli previsionali
Prof. ing. Pierluigi Morano e Prof. ing. Carmelo M. Torre (Politecnico di Bari), Ing. Federico Amato (Università degli Studi della Basilicata)
16.30 - 17.30 Invarianza idraulica e salvaguardia della permeabilità dei suoli nella progettazione urbanistica ed edilizia
Ing. Valeria A. Intini e Dott. geol. Donato Sollitto, Autorità di Bacino della Puglia
Dott. geol. Ines Marinosci (ISPRA) e Dott. geol. Vito La Ghezza (ARPA Puglia)
Le attività del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente per la riduzione del consumo di suolo
Ing. Francesca Pace (Regione Puglia) – Trasformazioni del territorio e strutture di lunga durata nei paesaggi pugliesi
Dott.ssa Tina Caroppo (InnovaPuglia S.p.A.) – Monitoraggio del consumo di suolo ed evoluzione delle infrastrutture per l’informazione territoriale in Puglia
Prof. ing. Bernardino Romano (Università degli Studi dell’Aquila) – 50 anni di consumo di suolo in Italia: l’urbanizzazione progressiva della costa adriatica
Prof. geol. Luigi Pennetta (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) – Occupazione del suolo nelle zone costiere della Puglia
Prof. arch. Andrea Arcidiacono (Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo/Politecnico di Milano) – Iniziative legislative e politiche regionali per il contenimento del consumo di suolo
Arch. Anna Migliaccio (Regione Puglia, Dipartimento mobilità e qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio) – Il DDL Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato: principi e struttura, criticità e prospettive per il governo dei territori regionali
Prof. arch. Francesca Calace (Politecnico di Bari) – Dismissione, riuso, pianificazioni

Interventi confermati:

Anna Maria Curcuruto, Assessore ai Lavori Pubblici e alla Difesa del suolo della Regione Puglia; Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia; Carla Tedesco, Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio del Comune di Bari; Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi della Puglia;
Giacomo Carreras, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari; Roberto Masciopinto, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bari; Antonio Frallonardo, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, Domenico delle Foglie, Responsabile per l’Urbanistica Regionale Legambiente; Vincenzo Iurilli, Società Italiana di Geologia Ambientale-SIGEA; Elda Perlino, Consulta Comunale per l’Ambiente di Bari
Ai professionisti saranno rilasciati crediti formativi secondo le disposizioni dei rispettivi Ordini.

Comunicato stampa.

Ricerca & Innovazione. Sabato, 2 dicembre, ore 12.20, nella trasmissione, “Linea Verde” di RAI 1

Gli ultrasuoni per l’estrazione dell’extra vergine d’oliva

Bari, 29 novembre 2017 - Linea Verde, il programma di Rai 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze dedicherà la puntata di sabato, 2 dicembre, ore 12.20, alla Puglia.
Nel corso della trasmissione sarà presentata la nuova tecnologia dedicata all’estrazione dell’olio extravergine d’oliva mediante gli ultrasuoni, studiata e realizzata al Politecnico di Bari, in collaborazione con l’Università di Bari “Aldo Moro”.
La puntata di Linea Verde città, nella quale sarà presentato il servizio “l’Olio ad ultrasuoni”, sarà condotta da Chiara Giallonardo e Marcello Masi.

Comunicato stampa

Progetto DIGILAB. Le domande di partecipazione devono essere inoltrate entro il prossimo 30 novembre 

Bari, 24 novembre 2017 – Se non hai superato 35 anni d’età. Se sei uno studente universitario di qualunque corso (triennale, magistrale, ciclo unico); un laureato o dottore di ricerca; un iscritto ad un corso di dottorato, specializzazione o master universitario; studente straniero in mobilità internazionale e ritieni che il tuo talento, la tua conoscenza ed esperienza acquisita possa trovare forma in una idea pratica, spendibile sul mercato, ma non sai come procedere, puoi partecipare al bando di selezione indetto dal Politecnico di Bari nell’ambito del Progetto “Digilab”.
DigiLab è un progetto del Politecnico di Bari, finanziato dal MIUR. Esso intende promuovere la cultura imprenditoriale attraverso l’incontro e il confronto (contaminazione) di competenze di giovani ed esperti provenienti da vari contesti, scientifici ed umanistici.
Un’attenzione particolare il progetto lo rivolge alla digital economy e alle sue applicazioni nei comparti del business e del terzo settore, quali la green economy, l’agroalimentare, l’industria, il commercio, la sanità, la pubblica amministrazione, il turismo, l’entertainment, il volontariato, l’assistenza sociale, la ricerca.
Per queste ragioni, il Politecnico di Bari, ha indetto un bando di selezione per l’ammissione di quaranta partecipanti ad un percorso di apprendimento finalizzato alla realizzazione di progetti innovativi per lo sviluppo dell’economia e del territorio.
Il Politecnico, nello svolgimento del corso che avrà durata semestrale, si avvarrà del contributo di diversi partner locali, nazionali ed internazionali, tra cui Università, Imprese, Distretti Tecnologici e Produttivi, Associazioni No Profit, Ospedali, Enti pubblici, Operatori del credito e della finanza, Incubatori.
Il percorso di apprendimento si comporrà di quattro fasi: Contaminazione Creativa, nella quale i partecipanti sperimenteranno metodologie e tecniche di supporto alla creatività; Contaminazione Digitale, nella quale i partecipanti si focalizzeranno sulle opportunità delle nuove tecnologie digitali abilitanti nei vari settori socio-economici; Contaminazione Territoriale, nella quale i partecipanti interagiranno in modo dinamico con gli attori del territorio per far emergere opportunità di innovazione e infine, Innovation proposal, ove ai partecipanti verranno forniti gli strumenti per sviluppare le proprie idee e trasformarle in progetti di innovazione economica e sociale, in modo da poter confrontarsi con gli stakeholders per cogliere opportunità di rewards come stage, collaborazioni e finanziamenti.
Nelle diverse fasi verranno utilizzate metodologie didattiche innovative. Le attività formative avranno luogo nella sede principale del DigiLab e in sedi itineranti (altre Università, Enti, Imprese, Associazioni). Nella parte conclusiva del percorso, i partecipanti, raggruppati in team e supportati da mentor e coach esperti, svilupperanno un’idea progettuale di attività innovativa che potranno presentare e discutere anche in eventi pubblici appositamente organizzati. La partecipazione al percorso formativo è obbligatoria. Il rilascio dell’attestato finale è subordinato ad una frequenza minima del 75% delle ore previste nonché alla partecipazione ad un evento finale di presentazione dei risultati delle propria attività.
Al termine del percorso formativo, ai team partecipanti che ne faranno richiesta, potrà essere consentito di continuare a disporre di spazi e servizi loro riservati per un massimo di ulteriori sei mesi e di essere supportati dal DigiLab nella diffusione dei loro progetti presso operatori specializzati, nonché nella partecipazione a competizioni locali, regionali e nazionali.
I partecipanti avranno a disposizione tavoli da lavoro e strutture open space, strumenti e attrezzature tecnologiche idonee allo sviluppo delle proprie idee, nonché accesso a tutte le risorse fisiche e virtuali disponibili presso il DigiLab che avrà sede nel campus universitario.I costi relativi alle trasferte dei partecipanti per visite al di fuori delle sedi istituzionali del DigiLab, così come le dotazioni tecnologiche a loro disposizione e gli interventi di formazione e coaching, saranno sostenuti dal Politecnico di Bari nel rispetto delle disposizioni e dei limiti dispesa stabiliti dal MIUR. La partecipazione al corso è gratuita. Il costo dell’iniziativa formativa infatti è a carico del Politecnico di Bari. Infine, ai partecipanti che avranno superato con esito positivo l’intero percorso di apprendimento sarà riconosciuto un numero massimo di crediti formativi universitari (CFU) pari a quindici e sarà altresì rilasciato un attestato finale.
Gli interessati pertanto, devono presentare domanda di ammissione al DigiLab utilizzando l’apposito modulo online reperibile sul sito digilab.poliba.it entro il 30 novembre 2017.
Tutte le informazioni complete sono sul sito dedicato: www.digilab.poliba.it.

Comunicato stampa.

Mobilità elettrica. Il Politecnico partecipa al progetto dell'Unione Europea, NeMo
I primi risultati. Termina il primo test-drive per individuare le problematiche che possono riguardare i viaggi a lunga distanza con le auto elettriche

Bari, 23 novembre 2017 Il Politecnico di Bari, mediante il Laboratorio di Controlli Automatici (responsabile prof.ssa Maria Pia Fanti), ha un ruolo importante nel progetto europeo ‘NeMo - Hyper-Network for electroMobility”  (http://nemo-emobility.eu/).
Lo scopo del progetto è costruire un hyper-network informatico, che colleghi tutti i diversi servizi ed utilizzatori dell’elettromobilità (come le stazioni di ricarica ed i loro operatori, i veicoli elettrici ed i loro proprietari, gli operatori di rete, le piattaforme di servizi, ecc.), rendendo l'accesso alle stazioni di ricarica in tutta Europa semplice per l'utente, con la possibilità di utilizzare all'estero il proprio smartphone, la carta di credito o di debito.
Il progetto prevede l'esecuzione di test transnazionali a lunga distanza in Europa, prima e dopo la distribuzione della NeMo Hyper-Network, per individuare le appropriate misure, valutare gli impatti ed i vantaggi di NeMo (ossia la facilità della pianificazione del viaggio, la facilità e la durata del tempo di ricarica, le conseguenze della ricerca di un'altra stazione di ricarica nel caso in cui la carica non sia possibile presso la stazione selezionata).
Il primo test-drive transnazionale di NeMo si è svolto dal 2 al 4 ottobre 2017, con l'obiettivo di esaminare l'interoperabilità delle stazioni di ricarica in diversi paesi e l'autonomia delle vetture in differenti condizioni di guida. Durante questo test sono state utilizzate due auto elettriche Renault ZOE, con due autisti ciascuna, tre dei quali non avevano precedenti esperienze nell'utilizzo di veicoli elettrici. Uno dei conducenti è stato Michele Roccotelli, un ricercatore del Laboratorio di Controlli Automatici, che sta collaborando alla ricerca in questo progetto innovativo, volto al futuro della mobilità elettrica.
Il viaggio. I due veicoli NeMo hanno utilizzato strade diverse da Torino a Barcellona, coprendo una distanza di oltre 950 km. Ciò è stato fatto perché a velocità più elevate la batteria dell'automobile si esaurisce più rapidamente, quindi ogni vettura ha seguito un itinerario diverso, alternando ogni giorno una "eco-route" usando strade nazionali e regionali ed un "percorso veloce" usando autostrade.
Ogni vettura ha caricato tra le 3 e le 5 volte al giorno le batterie sulla rotta da Torino a Grenoble (giorno 1), a Narbonne (il giorno 2) e a Barcellona (il giorno 3). I veicoli sono stati ricaricati solo alle stazioni di ricarica pubbliche e non durante le soste notturne.
I quattro conducenti NeMo sono stati forniti di un piano di rotta e di carte di ricarica roaming, come ad esempio le applicazioni Renault ZE Pass e ChargeMap.
Alcune stazioni di ricarica erano collegate a queste reti, mentre altre non lo erano. Inoltre, alcune applicazioni talvolta dovevano essere scaricate per l'autenticazione ed il pagamento, per ricaricare il veicolo.
I risultati.
Dopo la fine del loro viaggio i quattro conducenti NeMo hanno evidenziato i seguenti problemi:
l'esperto del veicolo elettrico ha avuto meno problemi durante l'accesso e durante l'uso dei diversi tipi di stazioni di ricarica;
i viaggi a lunga distanza con i veicoli elettrici devono essere attentamente pianificati per garantire che le stazioni di ricarica siano note, inclusa la disponibilità di ricarica durante le soste notturne;
diverse stazioni di ricarica non sono collegate ad una rete di roaming ed hanno richiesto il download di un'applicazione per caricare il veicolo. In questi casi, i conducenti hanno avuto bisogno di uno smartphone con traffico dati o Wi-Fi e l'accesso al loro conto online per poter scaricare l'applicazione richiesta e ricaricare il veicolo;
per un viaggio a lunga distanza è necessario impiegare del tempo, con una maggiore pianificazione rispetto ad un'auto a benzina o diesel, in quanto sono necessarie fermate regolari fino a un'ora, a seconda del tipo di stazione di ricarica e della velocità di guida;
la prenotazione di una stazione di ricarica è stata impossibile: in generale i conducenti di NeMo hanno deciso di fermarsi in luoghi dove è stata disponibile una stazione di ricarica, anche se non necessaria la carica, come precauzione nel caso in cui la successiva stazione di ricarica non fosse stata disponibile o impossibile da utilizzare;
alcune differenze significative sono state notate nell'autenticazione: applicazioni, schede, ID, ecc., progettazione delle stazioni di ricarica e scelta dei tipi di connettore.
E' stata identificata una variazione dei prezzi: alcune stazioni di ricarica erano gratuite, alcune indicavano immediatamente il prezzo e in altre, dove è stata utilizzata una carta di roaming, il prezzo è stato comunicato solo successivamente.
Nella maggior parte dei casi l'accesso non è stato un problema a causa del basso livello di utilizzo delle stazioni di ricarica, ma con un maggiore utilizzo di veicoli elettrici, questo potrebbe non essere del tutto vero. A tal fine, lunghe attese o deviazioni verso stazioni alternative saranno sempre più necessarie, a meno che l'infrastruttura non stia al passo con la domanda di utilizzo.
L'analisi finale è in corso e si valuteranno le problematiche incontrate con diversi tipi di stazione di ricarica, compresi i tempi necessari per avviare la carica (comprensione delle istruzioni, accesso al servizio, ecc.).
Nel 2019, è previsto un test più lungo per esaminare la NeMo Hyper-Network e valutare i miglioramenti effettivi dal suo utilizzo.

Comunicato stampa.

Acustica & Tecnologie. Sabato, 25 novembre, nell’aula magna “Attilio Alto” del Politecnico

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Regionale Cori di Puglia (ARCoPu), Politecnico di Bari, Università degli Studi "A. Moro" di Bari, Conservatorio "Niccolò Piccinni"

Bari, 22 novembre 2017 - Ascoltare la musica è un atto che compiamo nei luoghi più disparati attraverso molteplici canali di fruizione di cui disponiamo. Nelle esecuzioni dal vivo l’avvento dei contenitori polifunzionali e la necessità di rendere polifunzionali spazi che, in origine, non lo erano affatto ha profondamente snaturato o reso sempre più difficile cogliere il complesso legame esistente fra la musica e lo spazio fisico. 
Ricco è il rapporto che da sempre lega l’architettura alla musica. Lo spazio fisico, definito dalla forma architettonica, e la composizione musicale si sono mutuamente influenzate nel corso del tempo.
Le moderne tecnologie di riproduzione sonora multi-canale possono oggi consentirci di riprodurre, pur rimanendo nello stesso anonimo “contenitore polifunzionale”, ambientazioni acustiche molto diverse, modificando attivamente il suono fino a riprodurre condizioni di ascolto più simili a quelle degli spazi per cui le opere vennero in origine composte.
Le relazioni fra musica, architettura, acustica e tecnologia e gli approfondimenti sulle problematiche fisico-acustiche legate ai luoghi dove vengono realizzate esecuzioni corali saranno oggetto della giornata-studio, “Le danze dei suoni, dialoghi tra musica, scienza e tecnologia”.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Regionale Cori di Puglia (ARCoPu), assieme a: Politecnico di Bari, Università degli Studi "A. Moro" di Bari e Conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari, è in programma sabato, 25 novembre 2017, dalle ore 9,30 alle ore 13,30 presso l'aula magna "Attilio Alto" (campus universitario) del Politecnico.
L’incontro vedrà la partecipazione del prof. Nicola Cufaro Petroni, fisico teorico e professore di Calcolo delle Probabilità e Statistica del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bari, che interverrà sul tema “Acustica Musicale”. Il Prof. Francesco Martellotta, professore di Fisica Tecnica Ambientale del Politecnico di Bari e il Prof. Francesco Scagliola, compositore e professore di Composizione Elettroacustica presso il Conservatorio “N. Piccinni” dialogheranno su “Musica & Architettura”. Al Prof. Cataldo Guaragnella, professore di Elaborazione Numerica dei Segnali per il Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Bari e al Prof. Cristoforo Marzocca, professore di Elettronica Applicata per il Corso di Laurea di Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Bari sarà affidato un Dialogo sugli ambienti virtuali per la riproduzione musicale.  Moderatore il M° Filippo Maria Caramazza, Professore di Composizione e di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio “G.P.Palestrina” di Cagliari.
Interverranno inoltre: dott. Pierfranco Semeraro, Presidente di ARCoPu; prof. ing. Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico di Bari; prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore dell’Università degli Studi” “Aldo Moro” di Bari; M° Gianpaolo Schiavo, Direttore del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari; dott. Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia e l’ing. Giuseppe Galasso, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bari.
II convegno vanta il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Bari e di Feniarco e il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Comunicato stampa.

Borghi d’Italia. Riconoscimento Premio SACU 2017 in restauro architettonico a Camerino

Bari, 17 novembre 2017 – Anno Domini 1531. Piccoli appezzamenti coltivati dalle forme spesso irregolari irrompono qua e là tra fitto bosco, macchia mediterranea e pascolo sull’altopiano delle Murge del sud-est della Puglia, denominato Valle d’Itria. Alcuni poderi sono presidiati da piccole costruzioni rurali ad uso ricovero di forma conica: i trulli. Verso nord, su un evidente rilievo, è arroccato un castello. Distinte, alleate mura, frammentate da otto torri, percorrono e cingono, come una corona, la città di Locoretondi.
Questa fu la prospettiva che ebbe Joan Vaguer, segretario della commissione spagnola, incaricato a svolgere un’inchiesta fiscale sui feudi e sui beni dei ribelli (così fu reputata la città pugliese dalla Corona di Spagna) quando arrivò nei pressi della città. Al fine di una ridistribuzione di tali beni ad altri feudatari di provata fedeltà, Locoretondi – annota Vaguer - conta solo cento fuochi (famiglie) e non più trecento dopo i recenti fatti di guerra legati alla 1°conflitto tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia per il dominio dell’Italia.
Anno Domini 2017. Di quella documentata visione cinquecentesca della città non resta più traccia: il castello aragonese, di forma quadrangolare, le mura, le torri di presidio nell’intorno. Lo ricorda solo lo stemma comunale: una Torre. Ciò che resta invece della contemporanea Locorotondo (oggi, circa 14 mila abitanti, quasi 500 nel centro storico) è il contenuto che quel castello, mura e torri hanno difeso per oltre trecento anni: il centro antico, cuore della sua memoria, della sua architettura unica, famosa in Italia e all’estero.
Tuttora esso conserva un forte carattere identitario, per la particolarità del luogo, l’inscindibile legame con il contesto ambientale, l’unicità del rapporto con il paesaggio agrario ridisegnato dai terrazzamenti delimitati da muretti a secco in pietra calcarea, la singolarità dell’assetto urbano, dei materiali impiegati, delle tecniche costruttive tradizionali adottate.
L’immagine del centro antico sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta e le “Cummerse”, costruzioni con il tetto spiovente, distinguono e rappresentano la città antica. Le Cummerse, in particolare, costituiscono per il lavoro di tesi il punto cruciale, essendo considerate come il patrimonio fondamentale di Locorotondo, e avendo il lavoro messo in evidenza l’urgenza di sottoporle a tutela.
Le scale a mignano, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia.
Locorotondo è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado, soprattutto antropico, per l’inadeguatezza dell’edilizia di base a rispondere ai moderni standard abitativi e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano.
Si pongono dunque delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono una riflessione sulla necessità di un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile.
Nella convinzione che il centro antico della cittadina murgiana costituisce una preziosa eredità di cultura materiale e di valori testimoniali, nell’interesse della sua difesa culturale ed architettonica nel Politecnico di Bari, si è sviluppata una tesi di laurea che ha impegnato per un anno sei studenti di architettura: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Coordinatore e Relatore: prof. Rossella de Cadilhac, docente Poliba di restauro architettonico.
La qualità del lavoro di ricerca svolto ha meritato una Menzione speciale e diritto di pubblicazione su “Architettura e Città” in occasione del XXVII Seminario internazionale Premio di Architettura e Cultura Urbana, SACU 2017, su “Ricostruzione e innovazione”, presso l’Università di Camerino.
Lo studio, “Locorotondo, il centro antico”, composto da due volumi e relative tavole, ricerca e analizza le fasi storiche del Comune. La fase della conoscenza infatti, diventa fondamentale per attivare un processo consapevole di salvaguardia del patrimonio edilizio esistente. Suddivide il centro storico in 20 isolati. Documenta, classifica, censisce tutti gli elementi costruttivi-architettonici esterni-interni di ogni isolato e ne analizza i contenuti. 
Tale inedito lavoro approda alla formulazione di linee-guida per un’appropriata conservazione e valorizzazione del nucleo antico, attraverso interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), di restauro e risanamento conservativo, di recupero del centro antico, ponendo come condizione di base l’indispensabilità di un’approfondita conoscenza dei singoli manufatti, che rappresenta il momento preliminare ad ogni azione conservativa. Rivolge una particolare attenzione alla problematica del riuso e dell’attribuzione di funzioni compatibili, che si pone soprattutto per manufatti caduti in disuso, o sottoposti a cambi incongrui di destinazione funzionale proponendo - attraverso casi esemplificativi - soluzioni rispettose delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei manufatti nel loro ineliminabile rapporto con l’aggregato di appartenenza.
I neo laureati del Poliba inoltre, hanno focalizzato l’attenzione su un isolato (il n.3, adiacente a Porta Nuova) selezionato come caso-studio proprio in applicazione di quelle linee-guida, giungendo ad un progetto di restauro vero e proprio. La scelta dell’isolato campione ha offerto l’occasione per riflettere anche su un’area contigua, Piazza Mitrano, a cui l’isolato è strettamente legato, ma irrisolta dal punto di vista urbanistico e architettonico, ed alla quale la proposta progettuale ha tentato di dare una risposta sia alla scala architettonica che a quella urbana.

Comunicato stampa.