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Centro Interdipartimentale "Magna Grecia"

Note storiche – Prima del Centro Interdipartimentale “Magna Grecia”

Presso la sede di Taranto del Politecnico, ubicata in Viale del Turismo, 8 – Quartiere Paolo VI, in un edificio dato in comodato d’uso gratuito per 60 anni dal Comune di Taranto e in parte dalla Provincia di Taranto, ha operato sino al 30 settembre 2012 la II Facoltà di Ingegneria, nata con la stessa legge istitutiva del Politecnico nel 1990, come ulteriore sede amministrativa dello stesso Ateneo. Essa avviò le proprie attività nell’A.A. 1992/93 con l’allora unico Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio, specifico del territorio meridionale e in particolare di quello jonico. Negli anni successivi vennero anche erogati il Diploma Universitario in Ingegneria dell’Ambiente e delle Risorse e il Diploma Universitario in Ingegneria delle Infrastrutture. Con il piano Triennale 2001/03 vennero attivati 3 nuovi Corsi di Laurea (in Ingegneria Civile, Industriale e dell’Informazione) oltre all’esistente Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, secondo la nuova normativa del D.M. 509/99. Furono anche istituiti qualche anno dopo anche i corsi di laurea specialistica conseguenti, nonché il Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio. Il Piano nacque da un assiduo confronto di idee tra le due Facoltà di Ingegneria, sulla base di un approfondito riscontro delle esigenze territoriali compiuto attraverso la partecipazione diretta nella Commissione Programmazione e Sviluppo della Facoltà delle principali Istituzioni del territorio della provincia jonica, in particolare di: Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Consorzio Universitario Jonico, Associazione Industriali, Ordine Provinciale degli Ingegneri, Camera di Commercio.
Le Istituzioni Territoriali chiesero con convinzione ulteriori Lauree in Ingegneria, legate al “nuovo” sviluppo economico (EVERGREEN, DISTRIPARK), alla tradizione marinara (maggiore base della Marina Militare ed annesso maggiore Arsenale Navale di Italia), ai traffici aeroportuali e satellitari (Alitalia, Aeroporto di Grottaglie, Alenia), alla vocazione turistica, oltre che alle esigenze delle PMI e degli Enti locali.
Anche per tale motivo la Provincia di Tarantoha contribuito economicamente negli anni allo sviluppo della Facoltà di Ingegneria di Taranto ed ha concesso in comodato gratuito un ulteriore edificio ivi adiacente, per ospitare il DIASS (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente e per lo Sviluppo Sostenibile, a carattere fortemente intersettoriale e territoriale), disattivato poi il 31 dicembre 2011.
Lo stesso Comune di Taranto, anche se in maniera limitata nella sostanza e nel tempo, ha contribuito economicamente per lo sviluppo della sede, ha offerto in comodato gratuito le sei grandi aule per la didattica, ha messo a disposizione fondi per borse di studio e di ricerca, nonché premi di laurea.
Con l’applicazione del D.M. 270/2004 e soprattutto della Nota operativa MIUR N.160/2009 e dei DD.MM. 17 e 50/2010, i Corsi di Studio subirono una radicale razionalizzazione a livello nazionale, e molti di essi furono ridimensionati e persino soppressi. Anche al Politecnico toccò sorte analoga, e in particolare presso la sede di Taranto fu necessario dapprima accorpare alcuni corsi di studio e successivamente, con la riorganizzazione dell’intera offerta formativa del Politecnico, introdurre dei nuovi corsi di studio organizzati secondo il modello interfacoltà, offrendo nella sede di Taranto, a partire dall’A.A. 2011/12, tre percorsi completi (laurea triennale + laurea magistrale), organizzati come curricula dei corsi interfacoltà, rispettivamente nelle aree Civile/Ambientale (Ambiente e Territorio)Meccanica (Sistemi Industriali)Elettronica (Elettronica per l’Industria e l’Ambiente)
In particolare, con l’offerta 2015/16 il Politecnico intese investire sulla sede di Taranto, connotandola con due nuovi corsi di laurea specifici, in diretta connessione e condivisione di intenti e di risultati con gli stakeholder del territorio: Ingegneria dell’Ambiente e Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali. Con l’A.A. 2018/19 il Corso di Laurea in Ingegneria dell’Ambiente si è trasformato in un curriculum territoriale del Corso di Laurea in Ingegneria Civile e Ambientale.

Presidi della II Facoltà di Ingegneria sono stati nell’ordine:

- dall’Istituzione al 30/09/1997 - Prof. Alfredo SOLLAZZO (Presidente del CTO)
- Triennio Accademico 1997/2000 - Prof. Antonio FEDERICO
- Triennio Accademico 2000/2003 - Prof. Lorenzo LIBERTI
- Triennio Accademico 2003/2006 - Prof. Lorenzo LIBERTI
- Triennio Accademico 2006/2009 - Prof. Orazio GIUSTOLISI
- Triennio Accademico 2009/2012 - Prof. Gregorio ANDRIA

Istituzione del Centro Interdipartimentale “Magna Grecia”

Con l’applicazione della legge Gelmini n. 240/2010 (di riforma strutturale dell’Università) e la successiva revisione dello Statuto del Politecnico (maggio 2012) per il necessario adeguamento normativo, le Facoltà furono disattivate il 30 settembre 2012 per lasciare il posto alle nuove strutture dipartimentali, che si occupano ora di didattica, di ricerca e di servizio sul territorio. Presso la sede di Taranto, dopo la disattivazione del DIASS, è stato quindi costituito il Centro Interdipartimentale “Magna Grecia”, su proposta iniziale dei Dipartimenti DEI, DMMM e DICATECH. Questo Centro, a cui dall’A.A. 2015/16 aderiscono tutti e cinque i Dipartimenti del Politecnico (oltre ai citati DEI, DMMM e DICATECH, anche il DICAR e il DIF), opera dal 1° ottobre 2012 con attività di supporto alla ricerca e di servizio al territorio e come supporto alla didattica dipartimentale, continuando a mantenere vivo il riferimento del Politecnico nel centro nevralgico intermodale e strategico di Taranto e provincia, già attuato sinora dalla II Facoltà di Ingegneria, e consolidando e valorizzando anche i rapporti con gli enti locali e il tessuto imprenditoriale e produttivo, con funzioni di monitoraggio e reportingper l’intero Politecnico di Bari. 
Come da Regolamento del Centro, <<esso intende affrontare, in concorso e sinergia con altri soggetti e istituzioni, accademiche e non, nazionali e internazionali, i problemi complessi propri delle scienze dell’ingegneria e dell’architettura, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, avendo nello specifico attenzione alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia e pianificazione del territorio e delle risorse naturali, ai processi di costruzione, gestione e/o riconversione civile/industriale ecocompatibile, alle metodologie, agli strumenti e alle tecnologie per l’industria, l’informazione, la comunicazione e l’automatica, all’innovazione e allo sviluppo nel campo dei sistemi aerospaziali, alla produzione di energia e alle azioni di pianificazione energetica ed ambientale a scala territoriale, urbana ed edilizia, alle scienze e le tecnologie applicate all’archeologia, ai metodi, agli strumenti e alle pratiche di pianificazione fisica e di progettazione, recupero, riqualificazione e risanamento ambientale degli insediamenti>>.
L’attuale Presidente pro-temporedel Centro è il Prof. Gregorio Andria, con delega rettorale alle tematiche della sede di Taranto. I docenti hanno operato in questa sede traendo stimolo scientifico soprattutto dalla domanda di ricerca espressa dal territorio jonico, affetto da complesse problematiche e da bisogni di sviluppo sostenibile richiedenti approcci di ricerca interdisciplinari, con particolare attenzione al monitoraggio e al controllo dell’ambiente e dell’impatto industriale sul territorio.
Grazie al forte radicamento territoriale, la sede di Taranto e i suoi docenti sono spesso chiamati da interlocutori pubblici e privati per fornire la propria collaborazione alla soluzione di problemi non solo tecnici, ma anche socioeconomici. La “Mission” della sede – ma anche dell’intero Politecnico – è quella di essere al servizio del Territorio, con l’intero bagaglio di competenze e professionalità, per contribuire alla sua crescita ed al suo sviluppo.

Le attività del Centro

La domanda di un forte potenziamento di un’attività di ricerca nel settore ambientale e in quelli industriale e dell’informazione ad esso collegati è nata proprio dalla forte domanda del sistema industriale e degli Enti Locali che hanno portato alla costituzione, in seno all’AREA VASTA DI TARANTO, del progetto di realizzazione del Polo Scientifico Tecnologico “Magna Grecia” di Taranto. Tale progetto è stato fatto proprio dagli Enti Territoriali il 5 novembre 2008, con la firma del Protocollo d’Intesa, nell’ambito della Programmazione Strategica di Area Vasta Tarantina, tra il Comune di Taranto (Ente Capofila), la Provincia di Taranto, il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Bari, l’ARPA Puglia, il CNR, la Confindustria (e successivamente la Camera di Commercio), l’ASL, il Consorzio ASI. Il Polo (di seguito indicato come PST) si propone di stabilire intense sinergie ed interazioni tra il sistema scientifico ed il sistema imprenditoriale locale, regionale, nazionale ed internazionale, promuovendo l’innovazione tecnologica nel settore ambientale, come uno dei motori principali dello sviluppo, allo scopo di accrescere significativamente la competitività del sistema produttivo, in coerenza con il Quadro Strategico Nazionale e con la Programmazione Comunitaria Nazionale e Regionale riferita al periodo 2007‐2013. Il progetto ha inteso pertanto sviluppare laboratori per erogare servizi di elevato contenuto scientifico‐tecnologico al sistema delle imprese, non soltanto locali, ma anche nazionali ed internazionali, in modo particolare alle PMI operanti nel settore ambientale, e al contempo operare per l’individuazione di processi produttivi eco‐sostenibili in aziende industriali di altri comparti, soprattutto di quelle che presentano un forte impatto ambientale tanto in fase di cantiere che di esercizio.
In particolare, tra i nuovi laboratori potenziati del Polo “Magna Grecia”, si riportano di seguito solo quelli gestiti da docenti del Politecnico partecipanti alle attività del Centro “Magna Grecia”, o comunque in collaborazione con i colleghi dell’Università Aldo Moro – ex II Facoltà di Scienze MMFFNN, sempre presso il campus “Paolo VI”.

  • Tecnologie e Misure per l’Ambiente, in cui si studiano le modalità tecnologiche con cui abbattere il potenziale inquinante dei rifiuti e/o quelle con cui poterli riciclare, nonché le modalità con cui effettuare un efficace e tempestivo monitoraggio e controllo di tutte le grandezze costituenti impatto dannoso all’ambiente e/o alla salute. Il laboratorio è in grado di operare a livello di mesoscala, vale a dire di prototipazione quasi‐industriale, per brevettare eventualmente soluzioni tecnologiche innovative. Un aspetto importante è poi quello connesso alle misure di inquinamento elettromagnetico, oggetto di continua domanda di conoscenza e di approfondimento da parte di aziende operanti prevalentemente nel settore delle telecomunicazioni. Di altrettanto rilievo è l’esigenza di definire tecniche a basso costo di bonifica di siti contaminati, tali da rappresentare valida alternativa e/o complemento, ai metodi tradizionali di tipo chimico‐fisico, oggetto attualmente di un programma di ricerca in collaborazione con il Commissario Straordinario per le Bonifiche. Lo stesso laboratorio è attrezzato anche per favorire il coordinamento delle filiere per il recupero di materiali da decommissioning di mezzi di trasporto quali aeromobili, autovetture e unità navali, nell’ambito di promuovere e realizzare processi organizzativi e tecnologie innovative per la progettazione ecosostenibile e il recupero o riciclo di relitti di mezzi di trasporto. Le applicazioni di LCA (Life Cycle Analysis) sui prodotti rappresentano un altro aspetto importante di questo Laboratorio, in quanto in grado di ridurre a monte il potenziale inquinante dei rifiuti.
  • Scienze del Mare (biologia ed ecologia marina, oceanografia fisica e chimica, geologia, geomorfologia geofisica marina, tecnologie marine ecc.). La presenza infatti di sedimenti marini contaminati nei mari di Taranto è una realtà purtroppo incontrovertibile tanto da determinare l’istituzione di un Sito di Importanza Nazionale, il che obbliga a procedere con piani di bonifica e di messa in sicurezza di centinaia di ettari di fondali marini. Inoltre, la presenza di rifiuti ad alto rischio presenti sui fondali marini, soprattutto pugliesi ma non solo (es. ordigni bellici, “navi dei veleni”, container affondati ecc.) richiede la disponibilità di particolari strumentazioni in grado di operare anche a profondità elevate.

Un'altra importante attività di ricerca, condotta nel periodo 2015-2018, ha valorizzato i laboratori e la professionalità dei ricercatori del Centro, nell’ambito della collaborazione al “Progetto Bonifiche Taranto” del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Dott.ssa Vera Corbelli, a seguito da apposito Accordo stipulato tra il Rettore Di Sciascio e la stessa Dott.ssa Corbelli. Il Centro Magna Grecia ha messo a disposizione per il Commissario e il suo staff uffici, laboratori e servizi per l’intera durata della ricerca, a cui hanno partecipato le unità operative PoliBA di Geotecnica, Tecnologie Chimiche per la Tutela dell’Ambiente, Idraulica e Costruzioni Idrauliche, Misure e Informatica. I risultati della ricerca hanno permesso al Commissario Corbelli di tracciare una mappa aggiornata e soprattutto approfondita della situazione ambientale del bacino del Mar Piccolo, con l’analisi di centinaia di campioni prelevati sui fondali e sulla costa al fine di stabilire i livelli di inquinamento nelle varie matrici ambientali e tracciare ipotesi per le conseguenti opere di bonifica.

Organigramma e mansioni TAB Centro Magna Grecia